D. Quando è nato il movimento in Italia e a Genova
R. La nascita dei GAS in Italia puo’ essere datata in un periodo intorno ai primi anni ’90. Nel 1993 nascono i “bilanci di giustizia”, nel 1996 viene pubblicata la prima edizione della “guida al consumo critico” del Centro Nuovo Modello di Sviluppo. A Genova i primi GAS organizzati nascono tra la fine degli anni ’90 e i primi anni 2000.
D. Quanti gruppi e persone in Italia e a Genova
R. In Italia esistono oltre 1000 gruppi di acquisto solidale (oltre 600 gruppi registrati su www.retegas.org, oltre 300 gruppi registrati su www.economia-solidale.org). Un gruppo raccoglie mediamente 20 o 30 famiglie; esistono pero’ realta’ che vanno dalle 5 alle 2000 famiglie (come nel caso del RiGAS di Rimini). A Genova esistono oltre 30 GAS. Il GAS piu’ sviluppato e con la storia piu’ lunga alle spalle e’ il GAS Birulo’, che e’ al momento l’unico GAS di Genova formalmente costituito in associazione.
D. Come è organizzato a Genova (le modalità di acquisto e così via)?
Generalmente un GAS e’ un associazione informale autonoma, basata sull’attivita’ volontaria dei propri soci. Questo significa che per l’organizzazione e la gestione degli acquisti relativi a un determinato produttore il gruppo si affida all’attivita’ volontaria di uno dei propri soci. Piu’ soci ci sono, piu’ produttori si riescono a gestire, piu’ gli acquisti sono significativi in termini di quantita’ ordinate. Generalmente la consegna ed il ritiro dei prodotti viene gestito in modo tale da concentrarli tutti in un unico luogo e in un unico giorno. Per alcuni prodotti si effettua una consegna ogni tre mesi (es. pasta, farina, riso, legumi, conserve, olio, saponi), per altri ogni mese (es. carne, parmigiano, arance), per altri ogni settimana (es. frutta, verdura, uova). Per alcuni produttori i GAS di Genova si coordinano per organizzare un’unica spedizione, per il recapito in un solo giorno degli ordinativi di diversi GAS. E’ il caso ad esempio degli agrumi di Sicilia, per i quali attualmente alcuni soci del GAS Birulo’ raccolgono ordinativi mensili anche per altri GAS di Genova, coordinando poi la spedizione e lo scarico delle cassette, al quale contribuiscono di volta in volta persone dei diversi GAS.
D. Quali famiglie o singoli ne fanno parte (il tipo di lavoro, l’età, il quartiere più rappresentato, famiglie numerose o meno etc.)?
Il fenomeno e’ abbastanza diffuso e abbraccia una casistica molto ampia di famiglie e persone singole. Sono parecchi i gruppi genovesi che accolgono al loro interno persone di eta’ e di estrazione molto diversa tra loro. La zona/quartiere di appartenenza e’ spesso uno dei fattori piu’ importanti, proprio perche’ facilita le relazioni tra le persone nonche’ la raccolta e la distribuzione dei prodotti acquistati.
D. Genova è sensibile a questo fenomeno?
A Genova in questi ultimi anni si e’ assistito ad una fortissima crescita nell’attenzione e nella sensibilita’ dei cittadini verso le esperienze di consumo critico ed i gruppi di acquisto solidale. Alcuni incontri pubblici organizzati nel 2009 dalla rete dei GAS hanno dato luogo ad una partecipazione oltre ogni aspettativa, portando a riempire con centinaia di persone sale pubbliche come l’auditorium del Museo Galata. Altrettanto vivace e’ stata l’esperienza della nascita di nuovi GAS, anche grazie al supporto offerto dal gruppo “nuovi ingressi” della rete dei GAS genovesi.
D. A livello di esperienza personale (indicando nome età, lavoro, ecc.). Come è arrivato/a a questa esperienza? Come ha inciso sulla sua vita quotidiana? Qualche episodio significativo legato a quest’esperienza anche d’amicizia o di nuovi legami tra persone sconosciute.
Marcello, 42 anni, ingegnere elettronico, sposato con Emanuela 43 anni, architetto, famiglia con 3 figli, residenti a Genova nel quartiere di Carignano. Emanuela e’ attiva da diversi anni nel gruppo di Genova di Amnesty International. In quest’ambito ha approfondito i temi dell’educazione ai diritti umani, svolgendo attivita’ di volontariato che prevedono un suo intervento nelle classi di alcune scuole elementari e medie.
A partire da alcune riflessioni sui diritti economici e sociali e sulle condizioni dei lavoratori (nei paesi “in via di sviluppo”, ma anche sul territorio italiano), abbiamo cercato di cambiare il nostro modo di fare acquisti, con l’obiettivo di capire “cosa c’e’ dietro” ai prodotti che acquistiamo.
Siamo entrati in contatto con la realta’ dei GAS partecipando ad alcuni incontri di un microGAS dell’associazione Birulo’, dopodiche’ a gennaio 2009 abbiamo dato vita al gruppo WikiGAS (http://retiglocali.it/wikigasgenova) insieme ad alcune famiglie di amici che abitano piu’ o meno nella nostra stessa zona.
Per ciascuno di noi l’esperienza del GAS porta con se la valorizzazione di una rete di relazioni di amicizia e di fiducia, accompagnata dalla crescente consapevolezza della forza che queste relazioni possono rappresentare per la costruzione di un modo diverso di intendere la nostra societa’ e la nostra economia.
Nella mia esperienza un ruolo fondamentale hanno avuto gli strumenti informatici. In primo luogo il sito Economia Solidale www.economia-solidale.org dell’associazione BioEquo di Rimini, che ospita oltre 300 GAS a livello nazionale, mettendo a disposizione utili strumenti per la gestione del GAS e degli ordini di acquisto, permettendo la condivisione delle informazioni tra i GAS. Un altro progetto per me fondamentale per la socializzazione e la condivisione delle esperienze tra i GAS e’ Reti Glocali www.retiglocali.it, il social network “glocale” della Liguria sul quale sono presenti, oltre al sito web della rete dei GAS di Genova, i blog di diversi GAS nati negli ultimi anni: WikiGAS, GAStone, Gas Zenzero e altri
D. C’è un filosofo a cui vi riferite?
Una spinta importante per la nostra esperienza personale e’ stata la lettura di alcuni libri come “Breve trattato sulla decrescita serena” di Serge Latouche e “La decrescita felice – La qualità della vita non dipende dal PIL” di Maurizio Pallante. Altrettanto fondamentale per noi e’ stata la lettura di “Guida al consumo critico” del centro nuovo modello di sviluppo e di alcuni libri di Francesco Gesualdi tra i quali ricordiamo “L’altra via” uscito nel 2009, che nelle sue 74 pagine racchiude tutti i concetti base per chi vuole passare dall’economia della crescita all‘economia del benvivere.
D. Come può essere migliorato il rapporto tra la città e le zone di coltivazione, come conciliare l’esigenza lecita di guadagno e la necessità ovvia di risparmiare?
Su questi temi alcuni dei componenti piu’ attivi dei GAS si stanno interrogando da diversi anni. Una risposta adeguata risulta certamente non facile, specialmente in un territorio come quello ligure caratterizzato da realta’ produttive di piccole dimensioni, spesso dedicate a produzioni di elevato livello qualitativo, su fasce di prezzo decisamente elevate. Per alcuni prodotti inevitabilmente i GAS genovesi e liguri si rivolgono ad altri territori: riso dal vercellese, formaggio parmigiano, agrumi di Sicilia, ma anche farine e pasta dalla pianura padana. Diverso il discorso delle produzioni ortofrutticole per le quali il territorio genovese offre una notevole varieta’ di prodotti, rendendo possibile lo sviluppo di una rete tra i piccoli produttori locali ed i gruppi di acquisto solidale.
D. Ultimo aspetto ma non meno importante: il baratto. Come sta prendendo piede e prossimi incontri (sul tipo di quello organizzato nei vicoli dopo Natale)?
Per la nostra personale esperienza l’aspetto importante e’ il “riuso”. Qualunque iniziativa che consenta di riutilizzare piuttosto che rottamare, di rimettere in uso anziche’ buttare nel bidone dell’immondizia e’ sicuramente benvenuta. Spesso piuttosto che barattare si da o si riceve in dono qualcosa che non viene piu’ utilizzato. E’ il caso della nostra macchina del pane: una nostra cara amica che insieme altri voleva dare vita ad un GAS, ci ha invitato una sera a casa sua per raccontare la nostra esperienza. Chiaccherando dell’autoproduzione, di come si fa lo yogurt ed il pane fatto in casa, la nostra amica ci ha detto che aveva in dispensa una macchina del pane che non utilizzava piu’. Noi che avevamo intenzione di comprarne una, l’abbiamo quindi ricevuta in dono, in un’occasione cosi’ bella come la nascita di un nuovo GAS. Abbiamo avuto la conferma che, prima di andare in un negozio a comprare qualcosa, vale la pena di fare un giro di telefonate per vedere se qualche amico ha qualcosa che non usa e di cui magari vuole sbarazzarsi. Ognuno di noi in dispensa o in cantina ha molti oggetti ancora in ottimo stata e che non vengono piu’ utilizzati. E’ il caso del monitor del computer, del videoregistratore, della bicicletta, del passeggino e adesso del televisore a tubo catodico che molti stanno sostituendo con l’avvento del digitale terrestre. Invece che portare in discarica si possono regalare questi oggetti alle scuole o alle comunita’. Recentemente e’ circolata nella mailing list dei GAS di Genova una messaggio nel quale un socio di GAS regalava un’automobile, perfettamente funzionante e solo un leggermente ammaccata, perche’ non ne aveva piu’ bisogno!
Altro discorso importante riguarda i mobili e gli elettrodomestici che spesso vengono buttati via quando ancora potrebbero essere utilizzati. Esistono a Genova esercizi commerciali che prendono in carico questi oggetti e si occupano di metterli in vendita. Spesso pero’ la cosa piu’ bella e’ aiutare a mettere su casa qualcuno che ne ha bisogno, donando qualche mobile o qualche elettrodomestico non piu’ utilizzato.