Liguria – conoscere il territorio
La superficie territoriale della Liguria ammonta a 5.421 kmq.
Di questa:
• 25% (1.385 km²) è la superficie agricola totale
• 62,6% (3.394 km²) è la superficie forestale totale
• 9,3 % (503 Km²) è la superficie agricola utilizzata
• 16,5% (894 km²) sono aree naturali diverse dalle foreste
• 4,7% (255 km²) sono aree edificate
La Liguria è la regione italiana con la maggiore incidenza percentuale di foreste rispetto alla superficie territoriale, oltre che quella con il minore rapporto superficie agricola totale/superficie territoriale (34%). La superficie agricola utilizzata (503 kmq) corrisponde a circa il 36,3% della superficie agricola totale.
La dimensione media delle aziende agricole è pari a circa 1,78 ettari (SAU), che pone le aziende agricole della Liguria tra le più piccole d’Italia. Le aziende agricole sono circa 37.000, il 93% delle quali ha dimensioni inferiori a 5 ettari di superficie agricola utilizzata.
La produzione lorda vendibile dell’agricoltura regionale ammonta a circa 766 milioni di euro, che corrisponde a circa l’1,8% del totale nazionale.
I settori produttivi più importanti dell’agricoltura regionale, in termini economici, sono: floricoltura (72% della PLV regionale), orticoltura (6,5%), olivicoltura (3,2%), viticoltura (1,3%), carni (8,3%) e latte (1,2%).
la Liguria può essere suddivisa in aree ad agricoltura modernamente strutturata ed organizzata, corrispondenti alla collina litoranea più favorita climaticamente ed in aree ad agricoltura tradizionale, nelle zone di collina interna e montagna, con caratteri tipici delle zone marginali.
• L’agricoltura sviluppatasi lungo la fascia costiera presenta una capacità produttiva notevole ma con altrettante esigenze di ammodernamento strutturale e di servizi adeguati alle continue richieste del mercato. L’attività prevalente è la florovivaistica ed è caratterizzata da forti investimenti strutturali ed elevati costi di produzione.
• L’attività nelle aree marginali è invece un’agricoltura poco remunerativa, con difficoltà di riconversione e di diversificazione, con bassa dotazione infrastrutturale e in contrazione. Le attività prevalenti sono la zootecnia, l’ olivicoltura e la viticoltura.
I settori produttivi di interesse sono caratterizzati da ridotte dimensioni aziendali, alta qualità del prodotto e scarse produzioni. Ciò determina un’agricoltura di nicchia specializzata in prodotti agroalimentari di elevato valore aggiunto che non vengono distribuiti, in genere attraverso i canali della grande distribuzione organizzata.
La zootecnia da latte della Liguria è concentrata prevalentemente nelle vallate interne della Provincia di Genova (Valle Stura, Valle Scrivia, Val d’Aveto, Valle Sturla, Val Graveglia e Val Fontanabuona). Si tratta per la maggior parte di aziende molto piccole; l’allevamento più diffuso è quello bovino, una realtà consolidata soprattutto nell’entroterra, dove svolge una fondamentale funzione di preservazione di razze pregiate, mentre gli allevamenti ovini e caprini sono più limitati. A fronte di costi di produzione e di trasporto molto alti per le piccole dimensioni aziendali, della dispersione delle aziende sul territorio, dell’orografia e della viabilità, con strade strette e tortuose, esiste una buona richiesta del mercato, per l’ottima qualità del prodotto e dei prodotti derivati.
L’olivicoltura rappresenta un settore sempre più rilevante, non solo per la funzione idrogeologica di contenimento dei versanti e per il valore paesaggistico del contesto rurale, ma anche dal punto di vista economico. L’olivicoltura ligure è di tipo tradizionale e occupa terreni di collina e di montagna e consente di ottenere oli di qualità pregiata e molto ricercati.
La viticoltura ligure ha una discreta diffusione territoriale dalla costa all’immediato entroterra. L’aspetto più qualificato della produzione è rappresentato dal vino DOC o IGT, che costituisce la maggioranza della produzione.
L’orticoltura ligure è orientata verso colture tipiche e di qualità; nelle zone più interne è interessante la produzione di patate. Le produzioni di nicchia si adeguano ad una domanda crescente di prodotti qualitativamente elevati e tipici della Liguria e hanno dimostrato un notevole potenziale di mercato.
Il basilico merita un capitolo a sé, in quanto costituisce una delle attività più specializzate e significative in campo orticolo, rispetto al quale è stato ed è promosso ogni tipo di iniziative per valorizzarne la produzione.
L’apicoltura ligure offre una varietà di gusti che difficilmente si può incontrare altrove e quantitativi significativi di prodotto, che le permettono di avere un fatturato importante.
Il biologico: data la crescente richiesta del mercato, di recente hanno iniziato a diffondersi le produzioni biologiche, che raggiungono apici di qualità non altrimenti fornibili.

Per chi e` interessato sul sito dell’Agenzia di Sviluppo GAL Genovese è disponibile il censimento aggiornato delle aziende agroalimentari della provincia di Genova.


Grazie Marcello! Importantissimo post per cominciare la “mappatura” del territorio, come base di conoscenza per attivare i nostri progetti.