Sviluppo Sostenibile

“Sviluppo sostenibile” è un impostura, un ossimoro come dire – una luce oscura- dal momento che lo sviluppo , che l’unico sviluppo che noi conosciamo è quello che è sorto nella seconda metà del 700 in Inghilterra , dalla rivoluzione industriale e cioè una guerra economica contro gli uomini e degli uomini contro la natura.
E’ impossibile chiedere allo sviluppo di essere “sostenibile”, è contro la sua stessa sostanza.
Queste parole d’ordine retoriche invece di aprire la ricerca verso modi di vivere che siano rispettosi dell’ ecologia ambientale mirano all’eternizzazione dello sviluppo, alla consacrazione del così detto “sviluppo durevole”. Serge Latouche

Commenti
  • Enzo Cirone scrive:

    Infatti è proprio così: il sistema nato dalla rivoluzione industriale e consolidatosi ormai globalmente sta esprimendo una delle sue strutturali crisi. Tali crisi non sono casuali, ma sono programmate preventivamente proprio perchè il sistema si regge sulla sua insostenibilità: non può continuare a crescere esponenzialmente quando il PIL ( che è già di per se la metafora del nulla) al massimo cresce linearmente o, da qualche lustro nei paesi occidentali, decresce. I momenti di CRUNCH di sistema, come quello che stiamo vivendo, sono i periodi di raccolta, in cui le immense ricchezze prodotte passano di mano e si concentrano in proprietà sempre più ristrette ed esclusive. E’ tutto previsto! Non c’è nulla di casuale! Non dobbiamo credere che la crisi sia un accidente improvviso, che presto passerà e continueremo a vivere nell’abbondanza per tutti. E’ solo una chimera creata per ottenere consenso che, purtroppo noi abbiamo sempre dato, per non avere mai compreso i sottili meccanismi di funzionamento utilizzati per occultare la natura di questa matrix. Quando i meccanismi sono rivelati o svelati, il re è nudo, come tutti i bambibi sanno. Forse bisogna proprio ricordare quando eravamo bambini, la percezione delle cose non era così distorta. I bambibi sono magici, cosa che noi abbiamo dimenticato. Il sistema sta crollando, ma noi non abbiamo fatto nulla per farlo crollare. Crolla da solo perchè così deve essere. Non facciamoci travolgere da questo crollo cominciando a costruire noi una alternativa solidale, creando reti di produttori e cittadini condividendo liberamente i progetti ed i frutti del nostro lavoro. Quà e là si intravedono barlumi di impegno verso questa direzione. Cerchiamo con tutte le nostre forze di creare le reti solidali che possono costruire un’alternativa per noi. Diamoci da fare per creare un’altra isola, quella ligure, di un arcipelago dove ogni isola possa organizzarsi provvedendo autonomamente alla soddisfazione dei propri bisogni e condividere liberamente legami e scambi con le altre isole. La traccia esistente, come paradigma solidale è Arcipelago Scec. Enzo Cirone

  • Carissimo Marcello, condivido quanto espresso da Latouche, ma solo relativamente ad un certo tipo di “sviluppo” quello economico , ma non è giusto demonizzare un termine che ben si adatta ad una auspicabile crescita democratica,sociale e di rispetto per l’ ambiente che purtroppo non è andata di pari passo con l’incontrollata(apparentemente) crescita economica. Anche tutto ciò è sviluppo,ma in una accezione diversa. Proprio un economista il premio Nobel Amartya Sen ha scritto un saggio intitolato “Lo sviluppo è libertà” in cui tratta proprio questi temi. Uno sviluppo maturo e intelligente può rendere libera l’umanità. In buona sostanza non è intorno ai termini, alle parole che dobbiamo ragionare, ma sulle azioni che intendiamo intraprendere per migliorare la vita di tutti su questo pianeta. 25/11/09 danilo c.

  • Grazie Danilo, naturalmente la mia era solo una provocazione, presa a prestito da Latouche che, come noto, su questo aspetto è piuttosto radicale. Penso che sia fondamentale togliere dalle mani degli economisti (degli ingegneri, dei chimici ecc.) il concetto di sviluppo. Se parliamo ad es. di sviluppo dei diritti umani in un contesto di recupero dell’equilibrio della biosfera io sono subito daccordo :-)

  • Enzo Cirone scrive:

    Mi assumo, chiaramente divertendomi, sperando di stimolare un divertente confronto anche con i miei interlocutori, il compito del provocatore! Pensa quale sviluppo potrebbe innescare nelle coscienze di tutte le persone l’introduzione del Reddito di Cittadinanza, massima espressione del diritto delle persone. Infatti il reddito non si attribuisce solo a chi ha il privilegio (sic!)o la sfortuna di avere un lavoro, ma a tutti coloro che “sono” al mondo, perchè semplicemente esistono! E’ la manifestazione della cura che si rivolge a chiunque. Questo sarà una delle punte massime dello sviluppo che sarà possibile raggiungere.

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