L’Economista Psicologo
Provando a cogliere il lato comico della situazione, parto dalle recenti considerazioni del nostro Presidente del Consiglio: ”Questa crisi è una crisi psicologica” ha sottolineato il premier spiegando che molti dipendenti pubblici che sarebbero stati i meno colpiti dalla crisi, hanno rinunciato ad acquistare un’auto nuova pur avendone l’intenzione “senza una motivazione economica vera ma soltanto con una motivazione psicologica”. In uno sforzo di fantasia provo ad immaginarmi l’astuto funzionario ligure del Ministero dello Sviluppo Economico che, nei panni dell’economista-psicologo, si fosse infiltrato all’interno del coordinamento dei GAS genovesi, in modo non molto dissimile da come e` capitato di fare al sottoscritto.
La situazione diagnosticata dall’economista-psicologo ligure in riferimento ai numerosi partecipanti dei GAS genovesi desta fin dal primo momento serissime preoccupazioni:
• I soggetti non guardano quasi mai la televisione, quindi sono molto difficilmente raggiungibili da parte delle campagne pubblicitarie di automobili, telefonini, grandi firme, eccetera
• Questi signori parlano di comprare la verdura direttamente dal contadino, i formaggi e la carne dall’allevatore, eccetera, lasciando a bocca asciutta le catene di supermercati della zona
• Alcuni teorizzano di ridurre l’uso dell’automobile personale e di voler adottare comportamenti tali da ridurre il consumo dell’energia elettrica nel proprio appartamento
• Nei casi piu` preoccupanti ci troviamo di fronte a veri e propri comportamenti antisociali, di soggetti che si stanno organizzando per l’autoproduzione: coltivando piccoli orti in giardino o in terrazza, fabbricandosi in casa yogurt, pane e biscotti, impiantando sul tetto pannelli solari in grado di riscaldare l’acqua domestica o addirittura di autoprodurre energia elettrica senza consumare neanche un gallone di petrolio!
Il nostro puntuale funzionario si rende subito conto di aver trovato un chiaro esempio della teoria del nostro illustrissimo PresDelCons, stante il fatto che questi signori si ostinano a mettere in pratica tali comportamenti contrari alla crescita, non certo e non solo per una motivazione strettamente economica.
Le ragioni vanno altresi` ricercate in una motivazione prevalentemente psicologica, che il suddetto funzionario si premura prontamente di approfondire.
Il nostro si mette quindi al lavoro, scoprendo con sua grande preoccupazione che questo tipo di comportamenti si riscontrano nella societa` italiana da oltre 10 anni e hanno registrato nel periodo un andamento di tipo esponenziale (+40% all’anno). Riportiamo di seguito una breve sintesi del rapporto classificato “Top Secret” trasmesso al Ministero dello Sviluppo Economico da parte dello scrupoloso funzionario ligure.
ANNI ‘80:
• Nascita del Commercio Equo e Solidale, un approccio alternativo al commercio che promuove la giustizia sociale ed economica, il rispetto per le persone e per l’ambiente, attraverso il commercio, la crescita della consapevolezza dei consumatori e l’azione politica
• Nascita delle Cooperative MAG (Mutue per l’Auto Gestione) che si propongono di creare un sistema di raccolta e di impiego del risparmio, privilegiando chi si trova in situazioni di difficoltà, proponendo progetti con finalità sociali
ANNI ‘90:
• Nel 1993 la nascita dei Bilanci di giustizia: oltre 700 famiglie che hanno deciso di consumare in maniera più sobria e che redigono mensilmente un bilancio delle loro uscite, orientando le scelte verso un consumo sostenibile, riuscendo ad acquistare prodotti alternativi per circa un terzo del bilancio familiare
• Nel 1996 la pubblicazione della prima edizione Guida al Consumo Critico (Centro Nuovo Modello di Sviluppo)
• Nel 1999 la nascita di Banca Etica, a partire dall’esperienza delle MAG
• Negli anni ’90-’99 la nascita e l’affermazione dell’iniziativa dei Gruppi di Acquisto Solidali, che si propongono di mettere in pratica il consumo critico, sviluppando solidarietà e consapevolezza, socializzando e risparmiando!
INTERESSE DEL MERCATO:
Le quote di mercato dei prodotti biologici, equo-solidali, tipici o ecologici continuano a crescere a ritmi elevati, diventando interessanti per il mercato e per le catene della grande distribuzione, che stanno conseguentemente adeguando la propria offerta in questa direzione. L’economia solidale puo` svolgere un ruolo di contaminazione nei confronti dell’economia di mercato tradizionale!
ECONOMIA SOLIDALE:
• Forme di economia che considerano l’attivita` economica uno strumento per il soddisfacimento dei propri bisogni e contemporaneamente un’occasione di relazione tra le persone (rispetto per le persone e per l’ambiente)
• Forme economiche che vogliono applicare i principi di reciprocita` e cooperazione alle diverse attivita` umane (produzione e commercio dei beni di prima necessita`, distribuzione delle merci, trasporto delle persone, produzione e consumo dell’energia, gestione del risparmio e del credito)
• Esperienze che rappresentano tentativi di applicare principi di giustizia e sostenibilita` ambientale all’interno delle varie attivita` economiche (produzione, distribuzione, servizi, consumo e finanza)
RETI E “DISTRETTI”:
• Collegano le realta` locali creando circuiti economici in cui le esigenze dei vari nodi della rete (consumatori, commercianti, produttori) vengano soddisfatte rivolgendosi gli uni agli altri
• Attivano legami di fiducia sul territorio e chiudono localmente i cicli di produzione-consumo diminuendo l’impatto sull’ambiente
• Aumentano il livello di conoscenza tra le diverse realta` ponendo le basi per poter esprimere una progettualita` locale per la trasformazione del territorio
Il Ministro dello Sviluppo Economico, gia` imbeccato dalla geniale intuizione del Berlusca, avendo ricevuto il rapporto “Top Secret” ed essendo particolarmente interessato alle vicende economiche della Liguria, convoca immediatamente il funzionario facendosi riferire quali siano le attivita` eversive allo studio da parte di questi pericolosi soggetti. Con sua grande preoccupazione scopre che le realta` dell’economia solidale della Liguria sono in grande fermento e si sono recentemente organizzate con due iniziative che rischiano di minare in modo determinante la crescita economica del capoluogo e dell’intero territorio Ligure:
GUIDA FA’ LA COSA GIUSTA! GENOVA E PROVINCIA – EDIZIONE 2009
E’ fresca di stampa la nuova edizione della guida Fa’ La Cosa Giusta di Genova e provincia, che censisce centinaia di indirizzi di gruppi, associazioni e imprese sostenibili, botteghe del commercio equo e solidale, gruppi d’acquisto solidali, prodotti biologici e biodiversi, per una lista della spesa “sostenibile”. La guida censisce anche i luoghi, fisici o virtuali: i gruppi di consumo critico che promuovono le nuove “reti d’economia solidale”, le campagne di pressione per indurre le aziende a cambiare i propri comportamenti.
FIERA FA’ LA COSA GIUSTA! LIGURIA – SECONDA EDIZIONE
La fiera del consumo critico e degli stili di vita sostenibili, alla sua seconda edizione ligure, si terra’ il 25, 26 e 27 settembre 2009. Organizzata da Arci, Fair, gruppo d’acquisto solidale Birulò, Legambiente, Bottega solidale, Mani Tese Genova, MDC, Rete Lilliput Genova AIAB e Banca Etica Liguria in collaborazione con Insieme nelle Terre di mezzo Onlus, la fiera si svolgerà nell’Area del porto antico di Genova e vedrà tra gli espositori aziende agricole biologiche, botteghe del commercio equo, associazioni e ong, operatori di turismo responsabile, bioedilizia e finanza etica, mobilità sostenibile, software libero, abbigliamento in materiali naturali.
That’s All Folks!
Marcello

