TRANSITION TOWNS – Chi siamo e cosa facciamo

da http://transitionitalia.wordpress.com/info/

Versione: 1.0. 1 Febbraio 2009

Traduzione Italiana del Marzo 2009

 

 

Introduzione

 

Negli ultimi anni, il picco del petrolio ed i cambiamenti climatici hanno toccato l’interesse di molti;

tuttavia spesso, in particolare per quanto riguarda il picco petrolifero, le soluzioni sul campo sono state deboli e deludenti.

A partire dalla sua nascita a Kinsale nel 2005, l’idea della Transizione1 si è diffusa in maniera virale attraverso il Regno Unito e al di fuori di esso, fungendo da catalizzatore alle risposte a queste due sfide, sviluppate in seno alle comunità locali. Mentre la rete di Transizione, il nostro network, cresceva, crescevano anche gli interrogativi sul modo in cui questo movimento si sarebbe strutturato, interrogativi ai quali questo documento è un primo tentativo formale di fornire risposta.

Negli ultimi due anni abbiamo visto emergere una struttura organica: quello che proponiamo in questo documento è basato sull’approfondimento e sul sostegno a questo modello emergente, sul principio che l’auto organizzazione, l’innovazione e l’azione debbano essere incoraggiate e appoggiate esattamente dove nascono, con il supporto di una precisa serie di principi e di linee guida.

Questo documento è nato da un processo di costante interazione all’interno della rete di Transizione, tra incontri faccia a faccia, forum e strumenti on-line. Rimarrà un lavoro aperto e sarà aggiornato continuativamente.

 

Glossario

Alcuni termini che forse è meglio chiarire prima di andare avanti…

 

Con Transition network” (n minuscola), o “rete di Transizione” si fa riferimento alla vasta comunità internazionale di individui e di gruppi che basano il loro lavoro sul modello di Transizione (talvolta anche detto “il movimento di Transizione”).

 

Transition Network Ltd” si riferisce all’entità con valore legale al momento chiamata Transition Network.

 

Transition Support Scotland- Supporto alla Transizione Scozia(e simili) si riferisce ad un forum nazionale di Transizione, generalmente guidato e originato da una rete nazionale di iniziative di Transizione, che hanno pensato che il loro lavoro potesse essere meglio supportato strutturando una rete nazionale.

 

La resilienzaè stata definita come “la capacità di un sistema di assorbire i disturbi e di riorganizzarsi durante un cambiamento, in maniera tale da mantenere essenzialmente la stessa funzione, struttura, identità e lo stesso sistema di comunicazione interna”.

Nella Transizione il concetto viene applicato agli insediamenti e alla loro necessità di essere in grado di superare momenti traumatici.

 

Il Transition Primer, in italiano “Introduzione alle iniziative di Transizione”, è un documento in pdf disponibile on-line gratuitamente: si tratta di una guida per i gruppi che vogliono intraprendere il

percorso di Transizione. La versione inglese è disponibile al link www.transitionnetwork.org/Primer/TransitionInitiativesPrimer.pdf la versione italiana al link http://www.transitionitalia.it/download/documento-introduttivo-alla-transizione-full-ita.pdf

 

Per taglio della CO2ci si riferisce a qualunque sforzo fatto o progettato per ridurre le emissioni di gas serra.

 

“Piano di Decrescita Energetica” o EDP si riferisce ad uno dei progetti principali che un’iniziativa di Transizione si prefigge di realizzare, ovvero la creazione per la propria comunità di un “Piano B”, di durata ventennale, comprendente le modalità per realizzare la transizione dall’attuale dipendenza dal petrolio verso uno stile di vita resiliente e a bassa emissione di CO2.

 

 

Scopo e principi della Transizione

 

Cominciamo mettendo in chiaro lo scopo e i principi del movimento di Transizione. In fondo,

queste sono le fondamenta comuni all’intera rete.

 

Lo scopo della Transizione: “Offrire supporto alle risposte delle comunità locali al picco del petrolio e ai cambiamenti climatici, aumentando resilienza e felicità”.

 

I 7 principi della Transizione

 

1. Avere una visione positiva: Le iniziative di Transizione sono basate sull’impegno a creare una visione tangibile, chiaramente espressa e pratica di come vivranno le nostre comunità una volta superata l’odierna dipendenza dai combustibili fossili.

Il nostro obiettivo non è lanciare una campagna contro qualcosa, ma è piuttosto focalizzare l’attenzione sul potenziale positivo, sulle nuove opportunità. Per lo sviluppo di questa visione è fondamentale la creazione di nuove storie e nuovi miti.

 

2. Aiutare le persone ad accedere a buone fonti di informazione, e supportale affinché possano prendere buone decisioni:. Le iniziative di Transizione si impegnano, in tutti gli aspetti del loro lavoro, ad accrescere la consapevolezza nei confronti del picco del petrolio, dei cambiamenti climatici e di argomenti ad essi collegati, come la critica della crescita economica.

In questo ambito, riconoscono le loro responsabilità nel presentare queste informazioni in modi giocosi, articolati, accessibili, accattivanti, che favoriscano atteggiamenti di entusiasmo e collaborazione piuttosto che diffondere una sensazione di impotenza.

Le iniziative di Transizione lavorano per diffondere in buona fede la versione più vicina alla verità in una situazione in cui le informazioni disponibili sono altamente contraddittorie.

I messaggi diffusi non devono mai essere autoritari: confidiamo nella capacità di ciascuno di elaborare una risposta appropriata alla propria situazione.

 

3. Coinvolgimento e apertura: Per sperare nel successo, le iniziative di Transizione hanno bisogno di coalizzare le diversità presenti nella società come mai prima d’ora. Le iniziative si impegnano a far si che i loro processi decisionali e i loro gruppi di lavoro siano fondati su principi di apertura e coinvolgimento.

Questo principio si riferisce anche al concetto che ogni iniziativa debba raggiungere la comunità intera e sforzarsi, fin dall’inizio, per coinvolgere il sistema economico locale, i diversi gruppi presenti all’interno della propria comunità e le autorità. Esplicita il principio che non esiste spazio, nella sfida della decrescita energetica, per discorsi del genere “noi e loro”.

 

4. Permettere la condivisione e il networking: Le iniziative di Transizione si impegnano a condividere successi, fallimenti, opinioni e connessioni a vari livelli all’interno della rete di Transizione in modo da costruire una più ampia base di esperienze collettive.

 

5. Creare Resilienza: Questo punto evidenzia l’importanza fondamentale del creare resilienza, ovvero la capacità delle nostre attività, comunità ed insediamenti di rispondere al meglio ai cambiamenti repentini.

Le iniziative di Transizione si impegnano a creare resilienza in diverse aree (alimentazione, economia, energia, ecc) e su diverse scale (dal locale al nazionale) – a seconda del caso. Si impegnano inoltre a inserire i loro sforzi all’interno di un processo generale teso ad aumentare la resilienza ambientale a livello globale.

 

6. La Transizione è dentro e fuori di noi: Le sfide che stiamo affrontando non sono causate semplicemente da un errore tecnologico: sono, piuttosto, la conseguenza diretta della nostra attuale visione del mondo e del nostro attuale sistema di valori. Ottenere informazioni a proposito delle condizioni in cui versa il nostro pianeta può generare paura e tristezza – potrebbe essere proprio questa la causa della tendenza diffusa a negare l’esistenza del problema.

Esistono paradigmi psicologici che possono aiutarci a capire cosa stia realmente accadendo, e ad evitare il processo inconscio che sabota i cambiamenti – per esempio, le teorie della dipendenza ed i modelli per il cambiamento comportamentale. Questo principio inoltre si basa sul fatto che la Transizione prospera perché permette alle persone di lavorare su ciò che le appassiona, di seguire la propria vocazione.

 

7. Decentralizzazione - autoorganizzarsi e decidere su diversi livelli: Quest’ultimo principio si basa sull’idea che nelle intenzioni del modello di Transizione non ci sono né centralizzazione né controllo sul processo decisionale. Piuttosto, il modello funziona lavorando con ciascuno per realizzare la Transizione al livello più appropriato, pratico ed efficace, in modo da replicare la capacità di auto-organizzazione dei sistemi naturali.

 

 

Come orientarsi tra le tante iniziative di Transizione

 

A partire dal lancio di Totnes come prima iniziativa, nel 2006, il concetto di Transizione è emerso ripetutamente a molti livelli. Cercare di suddividere le iniziative di Transizione in gruppi e categorie separati è un po’ come provare ad inchiodare una gelatina al muro… Noi celebriamo la spontaneità e la diversità e non vogliamo essere normativi: siamo invece felici di consigliare i gruppi emergenti in merito al livello più efficace sul quale operare, e di offrire loro tutto il nostro supporto.

Stiamo assistendo allo sviluppo di una combinazione di livelli che include alcune delle seguenti:

iniziative locali di Transizione, reti di Transizione regionali, centri regionali, reti/organizzazioni nazionali di supporto alla Transizione, raggruppamenti temporanei di iniziative locali per completare determinati progetti, e tante altre manifestazioni dello stesso fenomeno. In aggiunta ai 7 principi generali sopra espressi ci sono 6 linee-guida pratiche che chiediamo alle iniziative di rispettare, a qualunque livello appartengano.

 

Le 6 Linee-guida per le iniziative di Transizione

 

1. Accettazione degli scopi e principi base sopra elencati – senza dimenticare che il gruppo potrà sempre contribuire al loro sviluppo e aggiornamento.

 

2. La vita è più semplice se non inventiamo nuovamente la ruota: esistono già centinaia di iniziative che hanno sviluppato costituzioni, progetti, siti web, strutture. Guardatevi intorno, non abbiate paura di chiedere: i gruppi generalmente sono felici di condividere ciò che hanno imparato; imparate dai loro errori piuttosto che dai vostri! La Formazione di Transizione (Transition Training) è estremamente utile in questo senso, dato che assicura che la vostra iniziativa includa, fin da subito, persone da lungo tempo coinvolte nella comunità locale.

 

3. Cominciate col formare un gruppo guida che già definisca il momento in cui si scioglierà: il gruppo guida esiste per assistere i primi passi del processo ma sa già che si dovrà sciogliere per seguirne le future evoluzioni (con l’avvertimento che le prime esperienze indicano che questa linea guida potrebbe essere più appropriata a livello locale che su grande scala).

 

4. Interdipendenza: le iniziative di Transizione sono molto più forti quando lavorano in appoggio alle iniziative che stanno loro intorno. La comunicazione è fondamentale, dato che sostiene le iniziative più recenti fungendo da modello e da incoraggiamento, dove possibile.

 

5. Apertura al feedback e all’apprendimento: l’apertura al feedback di altri che lavorano in questo campo è implicita nell’accettazione di questi principi. Potrebbero esserci, ad esempio, dubbi sul fatto che la conduzione della nostra iniziativa di Transizione incarni o meno questi principi.

Questo tipo di feedback è più efficace quando ci viene comunicato dai nostri pari, ma è sempre vitale essere pronti ad essere messi alla prova da chiunque; del resto i feedback posso anche essere altamente positivi e generare sicurezza.

 

6. Inizia da casa tua: le iniziative di Transizione locali identificano autonomamente il livello più opportuno su cui lavorare, ma questo principio le incoraggia a lavorare ad un livello in cui si sentono a proprio agio e sul quale possono avere influenza, piuttosto che lanciarsi subito in un lavoro a livello regionale. Non fare il passo più lungo della gamba. Inoltre, è fondamentale che ogni persona con un ruolo attivo in un progetto di Transizione, a qualsiasi livello al di sopra del locale, sia anche attiva in una iniziativa locale in modo da mantenere un solido legame con le sfide pratiche e operative del lavoro di Transizione.

 

Organizzazioni Nazionali di Transizione

 

Riteniamo che l’unico livello a richiedere qualcosa in più rispetto alle linee guida già elencate sia quello nazionale: iniziative di questo tipo stanno nascendo negli USA, in Nuova Zelanda, Irlanda, Scozia, Galles, Giappone, Italia e altri posti. Ciascuna di queste organizzazioni nazionali replica in qualche modo le 5 funzioni del Transition Network Ltd, trasferendole ed integrandole nel linguaggio, nella cultura e nel contesto del proprio Paese, e fornendo inoltre una visione strategica d’insieme. L’idea è che il passaggio di consegne si svolga in maniera graduale, in 4 passi, cominciando con l’ispirazione, il sostegno e l’incoraggiamento, per poi passare alla formazione, perchè infine ciascun organismo nazionale possa assumere le funzioni di networking, tra cui lo sviluppo dell’adattamento dei principi e il supporto alle iniziative emergenti.

Inoltre, un’associazione nazionale dovrebbe agire come ambasciatrice del movimento di Transizione presso il proprio Governo e le associazioniinternazionali.

Questo approccio è descritto nel documento del Transition Network “A Memorandum of Understanding for National Transition organisations” disponibile sul sito www.transitionnetwork.org Sonya Wallace e Janet Millington mostrano il piano di decrescita energetica della Sunshine Coast, il primo realizzato in Australia.

 

Come diventare una iniziativa di Transizione

 

Le iniziative di Transizione a qualsiasi livello, a parte il nazionale, passano attraverso una successione di fasi, elencate di seguito.

La fase iniziale: di solito un gruppo di persone inizia ad incontrarsi, comincia a discutere il concetto di Transizione e a comunicare il proprio interesse, avviando un processo di sostegno ed incoraggiamento reciproco.

“Ci stiamo pensando”: in questa fase, al momento, viene instaurato un contatto con il Transition Network Ltd, gli individui o il gruppo entrano autonomamente nella mappa Google delle iniziative di Transizione, scaricano il documento introduttivo alla Transizione e informano il Transition Network Ltd che “ci stanno pensando” (più avanti questo contatto sarà preso con la rete di Transizione regionale o nazionale) Iniziativa di Transizione ufficiale: la fase precedente può durare alcune settimane o diversi mesi, a seconda del gruppo. Per ottenere lo status di ufficialità il gruppo completa una dichiarazione d’intenti: si tratta un documento che elenca le linee guida e richiede informazioni sull’iniziativa oltre a verificare che l’iniziativa sia nelle migliori condizioni possibili per procedere con successo.

Diverse iniziative ci hanno detto di essere molto orgogliose della loro “ufficialità”: un risultato di cui andar fieri. Attualmente le richieste sono gestite dal Transition Network Ltd., ma nel futuro questa funzione dovrebbe passare alle reti/gruppi nazionali e anche alle iniziative regionali. Alcune persone nel  movimento di Transizione hanno suggerito che le nuove iniziative si dovrebbero autovalutare o che non dovrebbe esserci nessun criterio. Altri dissentono con entrambi questi suggerimenti. Come via di mezzo e basandoci sui feedback che abbiamo ricevuto dalla rete, riteniamo che avere delle linee-guida precise, valutate da terzi, per quanto solidali, aiuti ad avviare un processo positivo e significativo, ma restiamo consapevoli che questa valutazione debba rimanere aperta al dibattito e ad una revisione continua.

 

 

Com’è fatto il Transition Network Ltd ?

 

Ci sembra che l’immagine di una cellula, di un sistema biologico – questo rende bene l’idea dell’emergere organico della struttura. Benché la cellula non sia una metafora perfetta, in molti modi è utile a spiegare come funziona il Transition Network Ltd .

Ci sono diverse iniziative che emergono da sole, come spore sotto il microscopio, partendo da livelli diversi, guidate dagli scopi e principi della Transizione; successivamente, si connettono tra di loro nei modi che ritengono più utili, creando quelle connessioni tra loro che ritengono più produttive.

Queste sono rappresentate dai cerchi di varia misura all’interno del cerchio principale, di cui i più grandi rappresentano le iniziative regionali e i cerchi più piccoli le iniziative locali.

Visto così, il Transition Network Ltd diventa l’anello bianco esterno che circonda le singole iniziative. Funziona un po’ come la membrana di una cellula, racchiudendo gli scopi e principi comuni al più ampio movimento di Transizione ed agendo come catalizzatore, ovvero permettendo al cerchio di espandersi al crescere delle iniziative. In biologia la membrana è creata dal nucleo e dal resto del contenuto della cellula, ma definisce anche l’identità dell’intera cellula e cresce insieme a lei. Il ruolo del Transition Network Ltd diventa quindi quello di perseguire questa funzione di catalizzatore, rivedendo e raffinando continuamente il senso della Transizione, in un processo collaborativo, oltre a facilitare il networking il più possibile.

Cosa significa? Significa facilitare interconnessioni efficienti ed efficaci, facili e funzionali, tra i diversi livelli, i centri di coordinamento e le iniziative, cosi come tra i diversi gruppi che si dedicano allo stesso tema specifico. Ad esempio, prendiamo i gruppi che studiano il tema “alimentazione”: il Transition Network Ltd può aiutarli a comunicare tra loro, a scambiarsi i resoconti di esperienze riuscite, ad organizzare eventi su scala nazionale. La stessa cosa vale per i gruppi che si dedicano all’energia, all’economia, e via dicendo. Può inoltre mettere in contatto i progetti simili per area geografica, cultura di appartenenza, grandezza della zona o numero di abitanti. La comunicazione che ne deriverebbe sarebbe profonda, diversificata e diventerebbe presto autonoma. L’anello esterno del diagramma rappresenta due ulteriori aspetti del lavoro del Transition Network Ltd: lo sviluppo di “frontiere” creative sia con altri gruppi che con nuovi settori di attività. I cerchi che circondano a loro volta l’anello esterno rappresentano le collaborazioni, quelle passate e quelle future. Queste includono partenariati con alcune importanti organizzazioni (al momento, ma questo sta già cambiando, succede solo nel Regno Unito) come la “Soil Association”, NEF, il Centre for Alternative Technology, grandi finanziatori e così via. I cerchi all’interno di questo anello rappresentano i nuovi filoni della Transizione, Transition Business/Local Government, eccetera. Il ruolo del Transition Network Ltd, a questo livello, è di  sviluppare iniziative e progetti con questi collaboratori, e di collegare i gruppi che lavorano su nuove tematiche con gli altri network interessati. Col passare del tempo questi cresceranno, forse finendo per essere grandi quanto le attuali comunità di Transizione… o anche di più.

 

Come il Transition Network Ltd sostiene le iniziative di Transizione

 

Il Transition Network Ltd. è stato fondato alla fine del 2006 con lo scopo di:

  • Ispirare
  • Incoraggiare
  • Sostenere
  • Facilitare la messa in rete
  • Formare

Segue una descrizione di alcuni dei progetti e delle novità che il Transition Network Ltd. intende mettere in piedi nell’arco dei prossimi 3 anni, per realizzare questi principi. Il Transition Network Ltd. se ne occuperà senza mai dimenticare che, dove possibile, sarebbe meglio che ciascuna azione o progetto fosse intrapreso dalle persone o dal gruppo più appropriato, ad un livello più locale possibile;

 

Formazione

Continuare a sviluppare e approfondire il Transition Training, aumentando la quantità e la qualità dei laboratori dedicati, in tutto il Paese (per Transition Training intendiamo tutti i programmi di formazione fin qui sviluppati), formare squadre di istruttori di Transizione (Transition Trainers) in altre parti del mondo e fornire continuo sostegno agli istruttori già qualificati a formare.

 

Comunicazione

Migliorare radicalmente la messa in pratica del nostro principio “permettere la condivisione e creare network”, per esempio tramite miglioramenti della piattaforma web.

 

Media

Produrre ‘Il (Primo) film di Transizione’, un film sul concetto della Transizione, sviluppato tramite un processo collaborativo.

Sostenere la nascita di una newsletter mensile, ‘Transition Network News’, che esiste già ma non è ancora una pubblicazione regolare. Sarà affiancata da un blog sul nuovo sito web, in cui ciascuna iniziativa verrà invitata a postare i propri successi, fallimenti, eventi e notizie.

Sostenere la pubblicazione di una serie di libri relativi a differenti aspetti della Transizione, ad esempio all’alimentazione, l’energia e così via. Le Guide della Transizione all’Alimentazione e al Denaro sono già in fase di sviluppo.

Ospitare, moderare ed editare la riscrittura collaborativa de ‘The Transition Handbook’ usando un sistema wiki, sulla base del libro originale, per arricchirlo di strumenti, storie, esperienze e punti di vista di tutta la rete di Transizione.

 

Strumenti

Strumenti per facilitare la stesura del Piano di Decrescita Energetica, presentazioni aggiornate ed esempi di eccellenza, creazione di un forum in cui ciascuno possa postare le proprie risorse, ad esempio articoli, cortometraggi, presentazioni che possano essere utili agli altri.

Traendo dalle esperienze di diverse Iniziative, elaborare mappe e diagrammi più chiari per rappresentare come le iniziative di Transizione possano evolvere nel tempo, come mettere assieme i 12 passi e alcuni dei diversi percorsi possibili.

 

Consulenza

Creare un servizio di Consulenza di Transizione per offrire supporto alle attività imprenditoriali, fornendo servizi quali le Analisi di Vulnerabilità dalla Dipendenza dal Petrolio e le Analisi della Resilienza delle Attività Imprenditoriali, e sviluppando piani pratici per affrontare le relative criticità.

 

Ricerca

Promuovere e sostenere ricerche e valutazioni a livello nazionale e internazionale; in alcuni casi, istituire collaborazioni con le università.

 

Eventi

Organizzare (nel Regno Unito) raduni nazionali biennali, alternati ad Incontri Regionali di Transizione.

Sostenere le nuove aree emergenti della Transizione organizzando eventi specifici, come il convegno “Transition in Cities” (Novembre ’08).

 

Fornire Sostegno

Sostenere le organizzazioni nazionali e regionali di Transizione come descritto nei principi precedenti

 

Continuare a…

Riflettere strategicamente sui cambiamenti del contesto nel quale le iniziative di Transizione crescono e si sviluppano e, quando necessario, rivedere le nostre pratiche e di conseguenza questo documento.

In poche parole, la funzione fondamentale del Transition Network Ltd sarà continuare ad agire da catalizzatore per il modello di Transizione.

 

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