AGRICOLTURA, PARTE IL “TAVOLO VERDE” CON UNA LEGGE SULLE “FILIERA CORTA” ANCHE NELLE MENSE SCOLASTICHE E OSPEDALIERE

Previsti piatti a km 0 anche al ristorante
Genova. Favorire la “filiera corta”, la vendita e il consumo di prodotti ragionali e stagionali non solo nei punti vendita ma anche nelle mense scolastiche e ospedaliere e nella ristorazione. Per favore l’incontro fra agricoltori e queste realtà e privilegiare ortaggi freschi, frutta di stagione, vini, miele, formaggi, olio extravergine di oliva, paste, insaccati e tante altre specialità liguri, la Regione Liguria ha pronto un progetto ad hoc che sarà il principale obiettivo di una legge che la Regione Liguria punta a varare entro la fine dell’anno.
Lo ha reso noto l’assessore all’Agricoltura Giovanni Barbagallo nel corso della firma per la costituzione del “Tavolo Verde” che nel corso di tutta la legislatura affronterà tutti i problemi del comparto insieme con le associazioni professionali di categoria e, per la prima volta, anche quelle della cooperazione sociale. L’intesa, oltre a Cia Liguria, Coldiretti e Confagricoltura Liguria, è stata sottoscritta anche da Lega Cooperative Liguria, Confcooperative Liguria e Unci Liguria.
“La legge regionale sulla filiera corta, che inizierà il suo iter a in autunno, punterà a sviluppare l’approvigionamento di prodotti freschi e di qualità del territorio da parte della ristorazione collettiva di scuole, ospedali, strutture assistenziali, coinvolgendo anche gli operatori commerciali, ristoranti e trattorie che vorranno cogliere le opportunità offerte da una cucina a chilometri-zero”, spiega Barbagallo.
Risultato: poter offrire agli studenti, ai malati, ai cittadini e ai turisti i piatti tipici della tradizione alimentare ligure, spesso dimenticati, con prodotti di qualità di cui si conosce la provenienza, le qualità specifiche, il medoto di coltivazione, i valori nutrizionali.
Dalla riunione costitutive del Tavolo Verde, che aprirà un confronto con altri assessorati della Regione Liguria, sono arrivate buone notizie anche sul nuovo Programma di Sviluppo rurale UE 20013-2020.
“Un primo documento approvato dal Parlamento europeo – ha detto Barbagallo – riconferma la linea di sostegni del Piano attualmente in vigore. La cosa ci fa ben sperare per i successivi passaggi”, ha affermato l’assessore. Il piano finanziario del Psr ligure prevede la realizzazione di investimenti e altre attività, nel periodo 2007-2013, per un volume complessivo di investimenti pari a 441 milioni di euro. Il contributo pubblico totale ammonta a 276 milioni, di cui 106 a carico dell’Unione Europea, 120 del Governo nazionale e 50 della Regione Liguria.

Fonte:

http://www.regione.liguria.it/argomenti/media-e-notizie/archivio-comunicati-stampa-della-giunta/item/27832-agricoltura–parte-il—-tavolo-verde—-con-una-legge-sulle—-filiera-corta—-anche-nelle-mense-scolastiche-e-ospedaliere.html

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Qual è il miglior mezzo di trasporto mai inventato?

In questo video troverete la riposta..

http://www.youtube.com/watch?v=siaGqAwjS2I&feature=player_embedded#!

PS: Lo ammetto… Sono un po’ di parte..

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UE: ‘il nucleare non è una fonte rinnovabile’

Per raggiungere l’obiettivo europeo del 17% di energia da fonti rinnovabili entro il 2020, l’Italia sarà costretta a comprare dall’estero energia da fonte solare o eolica. E non potrà contare sul nucleare, dal momento che non è considerato una fonte rinnovabile.
È quanto emerge dalle prime previsioni sul raggiungimento del target europeo del 20% di energia da fonti verdi entro il 2020, uno dei tre pilastri della strategia Ue contro il cambiamento climatico, insieme all’obbligo di ridurre del 20% le emissioni di CO2 e di aumentare del 20% l’efficienza energetica entro il 2020.

“Le prime stime ci confermano che la Ue nel suo insieme riuscirà a raggiungere, e perfino a superare, l’obiettivo del 20%: è un segnale molto positivo che dimostra quanto gli Stati membri prendano sul serio la politica a favore della rinnovabili”, ha detto Marlene Holzner, portavoce del commissario Ue all’energia Gunther Oettinger, come riportato dall’ANSA.

Secondo i calcoli della commissione Ue, con la tendenza attuale, i 27 Stati membri arriveranno al 2020 con il 20,3% di energia da fonti rinnovabili (sole, vento, biofuel e biomasse). Dodici Stati (comprese Francia e Gran Bretagna) prevedono sia sufficiente la propria produzione nazionale di rinnovabili, mentre altri dieci saranno in grado di oltrepassare il loro target nazionale: tra questi, la Spagna dovrebbe ‘sforare’ il 20% previsto, raggiungendo il 22,7% e la Germania arriverà al 18,7%, contro il 18% prefissato; l’Austria potrebbe addirittura arrivare al 34%.

Tra i Paesi che hanno, invece, ipotizzato un deficit di rinnovabili da coprire con le importazioni, anche da paesi terzi, l’Italia è quella che ha il gap maggiore: 1,17 Mtep su circa 2 in totale. Per questo motivo, insieme a Belgio, Lussemburgo, Danimarca e Malta, dovremo acquistare energia verde da partner o da Paesi terzi (il nostro Paese ha indicato Albania, Croazia, Montenegro, Svizzera e Tunisia).

Nel conteggio delle energie verdi non è calcolato il nucleare: “Non lo consideriamo una fonte rinnovabile”, ha precisato la Holzner. “La politica della Commissione non è cambiata”, e continua a considerare fonti rinnovabili solo quelle derivanti da sole, vento, biofuel e biomasse.

“Senza un adeguato sistema di incentivi alla produzione di energia da fonti rinnovabili e all’utilizzo di energia verde per il riscaldamento residenziale e industriale, sarà davvero difficile per l’Italia raggiungere gli obiettivi del 2020, cioè il traguardo del 17% di produzione di energia rinnovabile. Attualmente, l’energia rinnovabile copre appena il 7% dei consumi energetici totali italiani.” Lo ha detto pochi giorni fa alla Reuters, a Milano, Costantino Lato, responsabile dell’unità ingegneria della direzione operativa del Gse.

“La direttiva consente il trasferimento o l’importazione da altri Paesi”, ha spiegato la Holzner. “L’Italia ci ha detto che non ce la può fare da sola, pertanto è autorizzata a comprare energia rinnovabile, ad esempio dalla Germania, che registra un surplus”. Il raggiungimento del target sull’energia da fonti rinnovabili è diverso per ciascuno Stato, ma è vincolante per tutti. “Se qualcuno non lo rispetterà – ha ricordato la portavoce – scatterà il ricorso alla Corte di giustizia”. La Commissione Ue non ha competenze sul ‘mix energetico’ e quindi non interferisce con le scelte di ciascuno Stato membro.    Entro il 30 giugno 2010 Ciascuno Stato membro dovrà presentare alla Commissione il piano d’azione nazionale che illustri la strategia scelta per raggiungere gli obiettivi del 2020. La Commissione vigilerà sull’attuazione dei piani nazionali, e potrà, se necessario, ricorrere alle procedure d’infrazione contro i Paesi inadempienti.

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DDL Farmer Market

Il Consiglio dei Ministri ha approvato di recente un importante disegno di Legge recante “norme per la valorizzazione dei prodotti agricoli provenienti da filiera corta e di qualità.

Trattasi di un disegno di Legge che “apre” in tutto e per tutto ai cosiddetti “farmer market”, ovverosia i mercati locali gestiti direttamente dagli agricoltori che possono vendere prodotti tipici coltivati in loco al giusto prezzo per i consumatori che possono anche garantirsi genuinità e freschezza su prodotti che, tra l’altro, danno una mano al clima visto che sono a “chilometri zero”.

Questo nuovo provvedimento, sancisce i principi fondamentali in materia di mercati agricoli riservati alla vendita diretta da parte degli imprenditori agricoli, promuove la domanda e l’offerta dei prodotti agricoli a chilometro zero, provenienti da filiera corta, e dei prodotti agricoli di qualità, nonché lo sviluppo locale e una migliore conoscenza delle caratteristiche dei processi di trasformazione e delle tradizioni produttive.

”Quello di oggi è un passo importante per l’agricoltura, i contadini e i produttori. Ringrazio tutti i ministri e il presidente del Consiglio per aver compreso l’importanza di un simile provvedimento che ha anche l’effetto di accorciare notevolmente le distanze tra i produttori e i consumatori. Si tratta di una grande modernizzazione per tutto il settore primario”. Così il Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali Luca Zaia commenta l’approvazione del Ddl “recante norme per la valorizzazione dei prodotti agricoli provenienti da filiera corta e di qualità” del 1 marzo in Consiglio dei ministri. ”Abbiamo sempre detto – aggiunge il ministro Zaia – che accorciare la filiera è indispensabile, sia per la diminuzione dell’inquinamento – anche questo è il chilometro zero – che per abbassare i costi per i consumatori”.

Si tratta di uno schema di ddl per la valorizzazione dei prodotti agricoli provenienti da “filiera corta”, “una specifica modalità di distribuzione – si legge in una nota – che prevede un rapporto diretto tra produttori e consumatori, singoli o organizzati: tale procedura riduce il numero degli intermediari commerciali consentendo, col superamento dei costi della distribuzione, un prezzo finale piu’ basso. L’acquirente può accedervi tramite vendita diretta, mercatini, gruppi di acquisto, cooperative di consumo o commercio elettronico”.

Riportimamo qui alcuni aspetti messi a punto dallo schema di disegno di legge sui farmer market approvato dal Consiglio dei Ministri del primo marzo scorso.

L’articolo 2 dello schema di disegno dei legge sui farmer market specifica alcune definizioni:

Imprenditore agricolo: gli imprenditori agricoli iscritti nel registro delle imprese;
Mercato agricolo di vendita diretta: le aree pubbliche o private destinate all’esercizio dell’attività di vendita diretta dei prodotti agricoli da parte dei soli imprenditori agricoli;
Disciplinare di mercato: il documento che regola le modalità di vendita del mercato agricolo di vendita diretta;
Prodotti agricoli a chilometro zero: i prodotti agricoli provenienti da areali di produzione appartenenti all’ambito regionale in cui è ubicato il mercato agricolo di vendita diretta situati ad una distanza non superiore a 50 chilometri dal luogo in cui è effettuata la vendita ovvero ove è ubicato il mercato;
prodotti di qualità: i prodotti agricoli di cui sia dichiarata la qualità ai sensi della normativa comunitaria.

L’artricolo 3 riserva degli spazi - sia nelle aree comunali che all’interno di strutture commerciali – per la vendita dei prodotti agricoli a chilometro zero provenienti da filiera corta e dei prodotti di qualità.

L’articolo 4 prevede agevolazioni edilizie, come ad esempio la riduzione del 50% del contributo per il rilascio del permesso di costruire strutture che prevedano la vendita di questi prodotti agricoli.

Fonte:

http://www.mercatidelcontadino.it/201003041599/Cosa-sono/Normativa/farmer-market-filiera-corta-e-acquisti-al-giusto-prezzo.html

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Incontro Candidati Presidente Provincia di Imperia

Mercoledì 17 marzo alle ore 10 presso la Sala Multimediale della CCIAA di Imperia, Viale Schiva 12, 18100 Imperia, Confcooperative Imperia e le cooperative associate incontreranno i candidati alla carica di Presidente della Provincia di Imperia.  L’incontro sarà occasione di confronto su materie importanti come lo sviluppo locale, il turismo, il lavoro, l’agricoltura e l’abitare, il ruolo del terzo settore, i servizi sociali ed il distretto di economia solidale. Naturalmente sono invitati all’incontro anche gli iscritti a Reti Glocali ed al Des!!

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Seminario “Un nuovo modello di sviluppo locale: Lavoro, Cooperazione e Responsabilità”

Sabato 12 dicembre alle ore 09.00 presso la Sala Varaldo della Camera di Commercio di Imperia ubicata in Via Matteotti 148, 18100 Imperia, Confcooperative Imperia con il contributo della Camera di Commercio di Imperia organizza un seminario dal titolo “Un nuovo modello di sviluppo locale: Lavoro, Cooperazione e Responsabilità”. Verranno affrontate con l’aiuto di esperti locali le seguenti tematiche:

  • Criticità e prospettive delle imprese locali;

  • Testimonianze sullo sviluppo e la sostenibilità delle imprese: esperienze nazionali ed internazionali a confronto

  • L’esperienza del D.e.s. nella Provincia di Imperia

  • Approcci di rete nelle dinamiche di sviluppo “glocale”

Seguirà Tavola rotonda cui sono stati invitati i sindaci, rappresentanti delle associazioni di categoria e della CCIAA, le cooperative della provincia di Imperia.

L’incontro sarà occasione di confronto su materie importanti come lo sviluppo locale, il turismo, il lavoro, l’agricoltura e l’abitare. Con l’occasione verrà presentata ai presenti l’Associazione verso il D.e.s. ed il progetto www.retiglocali.it.

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UE: il PIL NON dà la felicità

Il Pil non da la felicità. È il messaggio che la Commissione europea ha lanciato in queste settimane in vista della Conferenza sul clima di Copenaghen (7-18 dicembre). A meno di tre mesi dall’appuntamento che deciderà le sorti del pianeta almeno dal punto di vista ambientale e sull’onda della crisi finanziaria, l’Europa lavora alla creazione di un nuovo strumento di misura del benessere di una nazione diverso dal PIL. Oltre ai parametri economici del Pil, del prodotto interno lordo, legati esclusivamente alla ricchezza economica, il nuovo sistema dovrà tener conto della qualità dell’ambiente e della vita delle persone, includere aspetti come la coesione sociale e la misura della felicità individuale. I dettagli di questo nuovo sistema li preannuncia Barbara Bacigalupi, della Direzione ambiente alla Commissione europea.

“Per misurare importanti aspetti non coperti dal Pil, come la pressione ambientale della nostra economia e il progresso sociale, la Commissione ha proposto di sviluppare degli indicatori chiave complementari sulla pressione ambientale, sulla qualità della vita sullo sviluppo sostenibile, insieme a relazioni più accurate su distribuzione e disuguaglianze. L’indice della pressione ambientale includerà aspetti come le emissioni di gas serra, il deterioramento del paesaggio naturale, l’inquinamento atmosferico, la produzione di rifiuti e l’utilizzo dell’acqua”.

Questi nuovi indicatori devono basarsi su nuovi parametri. Quali sono?

Misurare la pressione dell’ambiente e la qualità della vita non è facile però si può fare ed è il momento di farlo. Anche se queste misure possono avere dei limiti non dobbiamo fermarci alle prime difficoltà. D’altra parte anche il Pil all’inizio non era perfetto. Esistono alcuni esempi concreti riguardo alla qualità della vita, come le iniziative sull’indice di benessere del Canada, l’indice sulla qualità del lavoro della Fondazione europea per il miglioramento delle condizioni di vita e di lavoro di Dublino. Esistono anche molti progetti di ricerca per misurare la soddisfazione della propria vita come l’indicatore proposto dalla NEF, la New Economic Foundation e infine, riguardo l’ambiente, l’esempio più noto è l’impronta ecologica sviluppata dal WWF.

La Francia è stata tra i primi paesi europei a recepire questo imput delle Commissione. Sarkozy ha parlato recentemente della necessità di una “rivoluzione statistica” che permetterà di “uscire dalla religione dei numeri”.

La Francia si è mossa per tempo in questa direzione. Già all’inizio del 2008 Sarkozy ha istituito la Commissione Stiglitz, sulla misura della performance economica e del progresso sociale e proprio in questi giorni ha presentato le conclusioni di questo rapporto in cui si raccomanda di considerare altre misure, oltre al Pil, come il reddito reale delle famiglie, la distribuzione del redito, la qualità della vita, la sostenibilità del benessere e un insieme di indicatori ambientali.

E sulle nuove  regole per misurare il benessere di una nazione si è espresso l’economista francese Jean Paul Fitoussi, coordinatore dei lavori nella Commissione Stiglitz. Ecco cosa ha detto in una recente intervista comparsa su Le Monde:

“La questione ecologica merita la stessa attenzione di quella economica. Si tratta di misurare la ricchezza ambientale e chiedersi se trasmetteremo alle generazioni future un patrimonio inferiore a quello che abbiamo ereditato. Per questo noi preferiamo al PIL il PNN (Prodotto netto nazionale) che permette di considerare tutte le categorie del capitale che hanno contribuito a produrre ricchezza. In questo senso, per esempio, i danni ambientali riducono nettamente il PNN”.

Fonte:

http://ueb.blogosfere.it/2009/09/non-solo-pil-leuropa-detta-nuove-regole-per-misurare-felicita-e-benessere.html

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Qualità Italia Premio ideato da Federabitazione e Confcooperative Liguria

Qualità ItaliaFederabitazione-Confcooperative Liguria in collaborazione con Are Vallebormida ha consegnato i premi “Qualità Italia” per l’edilizia eco-sostenibile a ditte che hanno introdotto sul mercato prodotti, realizzati in Italia, in grado di contribuire al miglioramento delle costruzioni in termini di risparmio energetico e di sistemi innovativi per la produzione di energia rinnovabile. “L’idea” afferma l’Arch. Giorgio Mallarino “è che l’ecosostenibiltà possa essere un potente volano economico ed occupazionale, specialmente in periodi di crisi economica come l’attuale, e che la capacità di innovazione del nostro Paese debba diventare un’occasione di lavoro e di crescita sociale”.

Con la consegna del premio, sarà stipulato un “contratto” fra gli istitutori del premio e le ditte premiate, cui verrà concesso di fregiarsi del marchio “Qualità Italia” in cambio dell’impegno a non delocalizzare la produzione fuori dai confini nazionali.

In questa edizione sono state premiate quattro ditte, con una menzione speciale ad un pannello solare termico innovativo: oltre che in grado di abbattere i costi dei sistemi solari termici, ha una forte valenza sociale perché sarà prodotto nei laboratori del carcere di Massa Carrara, in joint venture con la cooperativa “La Galeotta”, che si occupa di reinserimento lavorativo di carcerati.

Le ditte premiate quest’anno sono Varme Kilden di Legnano, Trivelli Energia di Cava Manara (Pavia), Errepierre di Dego, Savio Energy di Chiusa San Michele (Torino). Un premio con menzione speciale è inoltre destinato ad un pannello solare termico ideato dal professor Roberto Jona e prodotto nei laboratori del carcere di Massa Carrara.

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Regione Liguria: Al via un regolamento contro l’inquinamento luminoso e per il risparmio energetico

Illuminazione pubblica in grado di garantire la sicurezza, ma di evitare inquinamento luminoso e soprattutto gli sprechi attraverso il risparmio energetico. Il nuovo regolamento varato dalla Giunta regionale per il risparmio energetico e la limitazione dell’inquinamento luminoso stabilisce nuove regole a cui devono adeguarsi i comuni liguri per l’illuminazione pubblica e privata. Obiettivo dell’assessore regionale all’Ambiente, Franco Zunino è quello di continuare a garantire la sicurezza evitando gli sprechi e l’inquinamento luminoso in particolare nei pressi degli osservatori e delle aree naturali protette. A cominciare dalla riduzione dell’illuminazione pubblica in particolare nelle ore notturne attraverso riduttori del flusso luminoso, i led, che consentono risparmi del 40% e dall’inclinazione delle luci che non potranno più essere rivolte verso l’alto per consentire la visione delle stelle nelle città. Vincoli che dovranno valere per le insegne luminose, per le aree relative ai supermercati o ipermercati nel momento in cui chiudono, per gli impianti sportivi, quando non sono in funzione. Saranno previste deroghe per gli ospedali, gli aeroporti, i fari, salvaguardando però il criterio del risparmio. Cioè tutto ciò che non serve per la sicurezza va evitato. Il regolamento stabilisce limiti di watt e anche requisiti tecnici di maggiore efficienza per i nuovi impianti e l’adeguamento di quelli vecchi. Inoltre è previsto il divieto su tutto il territorio regionale di usare fasci di luce fissa o roteante di qualsiasi colore o potenza, come fari o laser anche se usati temporaneamente, ad eccezione dei periodi di Natale e per le feste patronali.
Ulteriori deroghe sono previste per le logge, le gallerie e i porticati che già prevedono un’illuminazione dall’alto verso il basso. Il regolamento varato dalla Giunta, che entrerà in vigore entro due settimane e a cui i Comuni dovranno attenersi, deriva anche dall’andamento della spesa sostenuta per l’illuminazione pubblica negli ultimi anni, in crescente aumento.

Fonte:

http://www.regione.liguria.it/MenuSezione.asp?Parametri=7_11_2_2165_$7_11_2_2165_$Comunicati_della_Giunta$7_11_2_2165_-1$comunicatistampa.htm$categoria=1$mese=9$&idComunicato=9459

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Ricostruzione Abruzzo: Ecosostenibilità e impatto zero

RISCOSTRUZIONE IN ABRUZZO

Un villaggio ecosostenibile per la ricostruzione d’Abruzzo.

Emissioni di CO2 compensate con il progetto Impatto Zero® di LifeGate.

Meraviglia Spa e LifeGate Impatto Zero® fianco a fianco per la ricostruzione in Abruzzo

Realizzare un villaggio ecosostenibile e a basso consumo energetico in Abruzzo, compensando le emissioni di CO2 generate dal riscaldamento delle abitazioni stesse per i prossimi 5 anni, attraverso la creazione di di circa 68.000 mq di nuove foreste in Costa Rica e oltre 7.500 mq di nuove foreste in Italia. È questa l’iniziativa che vede Meraviglia Spa e il progetto Impatto Zero® di LifeGate fianco a fianco per la ricostruzione in Abruzzo.

Meraviglia Spa si è aggiudicata la commessa per la realizzazione di un villaggio ecosostenibile destinato ad ospitare per i prossimi 5 anni oltre  430 sfollati del sisma in Abruzzo. Il progetto prevede la costruzione di unità abitative nel rispetto delle ultime direttive in materia anti-sismica e dei più elevati standard ambientali (certificazione energetica “Classe A”). Non solo! Grazie all’accordo con LifeGate Impatto Zero®, le emissioni di CO2 generate dal riscaldamento degli stessi appartamenti per i prossimi 5 anni, saranno assorbite attraverso la creazione di nuove foreste in Italia e nel Mondo. Un grande gesto per l’ambiente che permetterà di compensare oltre 370.000 di kg di CO2.

Composto da 6 piastre (1 edificio per ogni piastra), il villaggio sorgerà tra Cese di Preturo (le prime 2 piastre con  consegna entro 23 settembre 2009) e a Sant’Antonio all’Aquila (in consegna entro la fine di ottobre 2009).

Il progetto Impatto Zero® di LifeGate è il primo progetto in Italia che concretizza gli intenti del Protocollo di Kyoto: riduce le emissioni di anidride carbonica e le compensa attraverso la creazione di nuove foreste. Grazie alla collaborazione con Università italiane e straniere, Impatto Zero® calcola le emissioni di CO2 generate da qualsiasi attività, propone delle iniziative per ridurle e compensa le emissioni restanti con la creazione di nuove foreste in Italia e nel Mondo. Un Ente Certificatore garantisce l’intero processo.

Fonte:

http://ilcorrieredelweb.blogspot.com/2009/07/ricostruzione-abruzzo-ecosostenibilita.html

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