QUESTO NATALE REGALA IL BENESSERE!

08 dic 2010 Categorie: NATUROPATIA | nessun commento »

Per chi è stanco di regali inutili e senza senso propongo di donare, a voi stessi e ai vostri cari, qualcosa a cui noi tutti aneliamo: il Benessere! Piccoli trattamenti personalizzati allo scopo di conoscere meglio il corpo e l’anima, migliorare il potenziale di auto-guarigione, riequilibrare i propri corpi energetici e imparare, un po’ di più, a volersi bene …

MICROMASSAGGIO CINESE                                                                                                                                                                         € 25,00

REFLESSOLOGIA PLANTARE, PALMARE E METAMORFICA                                                                                                        € 25,00

CRISTALLOTERAPIA                                                                                                                                                                                     € 25,00

RIEQUILIBRIO DEI CHAKRA                                                                                                                                                                      € 25,00

TEST KINESIOLOGICI PER INTOLLERANZE ALIMENTARI                                                                                                           € 25,00

TEST KINESIOLOGICI PER RIMEDI FLOREALI DI BACH                                                                                                                

€ 30,00

FIERA DEL LIBRO

23 mag 2010 Categorie: NATUROPATIA | nessun commento »

Venerdì 28 Maggio parte a Imperia Porto Maurizio la sempre attesa Fiera del Libro.

Vi segnalo un’intervista interessante a Nadia Forte, autrice del libro “Tu crea silenzio” al quale ho anch’io partecipato come correttrice di bozze: sabato 29 maggio ore 17.30 presso il bar “Le Palme” di via XX Settembre.

Vi aspetto!

ACQUA: FONTE DI VITA

18 apr 2010 Categorie: NATUROPATIA | 3 commenti »

L’acqua è, insieme al fuoco, uno dei grandi elementi purificatori. Entrambi, infatti, hanno permesso all’umanità di affermare la sua supremazia sulla natura e sugli animali, creando, ad esempio, vie di comunicazione privilegiate o pascoli e campi là dove c’erano foreste.

Il dominio sull’acqua e sul fuoco ha dato all’uomo la possibilità di ripristinare l’ordine in un ambiente nel quale tale ordine era stato perturbato, oppure di imporne uno nuovo. Per questo possiamo considerare “fare ordine” come un processo di purificazione: si tratta, infatti, di valutare e di scegliere cosa appartiene e cosa no ad un certo sistema, distinguere ciò che è buono da ciò che non lo è, cosa è utile da ciò che è inutile, cosa conservare da ciò che è opportuno eliminare. Se, però, l’ordine imposto dal fuoco è qualcosa di violento, distruttivo e definitivo, quello dato dall’acqua è più compassionevole. L’acqua non distrugge ma pulisce e monda: si carica dello sporco e lo trascina con sé, allontanandolo; mentre il fuoco impone un ordine radicalmente nuovo, l’acqua ripristina semplicemente l’essenza originaria.

Comprese queste differenze l’uomo scelse il fuoco per la purificazione estrema e l’acqua per la purificazione quotidiana.

 

La valenza purificante dell’acqua è sfruttata consapevolmente nelle pratiche religiose cristiane. Il sacramento del battesimo, oggi ridotto ad una simbolica aspersione della fronte del neonato, aveva in passato tutt’altro valore simbolico. Rispettando le modalità adottate da Giovanni il Battista, anche nei primi secoli dopo Cristo il battesimo consisteva nell’immersione completa dell’individuo in acqua. La parola greca baptimos, non a caso, significa immersione. Attraverso questo processo si sfruttava l’antica consapevolezza secondo la quale l’immersione totale di un corpo in acqua determina un momentaneo, seppur brevissimo, distacco del corpo eterico dal fisico, permettendo così l’ingresso di qualcosa di nuovo, di quella luce spirituale in grado di purificare l’anima.

 

Oltre a questo importante aspetto di purificazione l’acqua porta con sé altri significati simbolici. Per il suo carattere fluido, plasmabile, ricettivo e accogliente essa è da sempre accomunata al femminile. Le donne, più degli uomini, sanno essere morbide e accoglienti, non solo fisicamente e sessualmente ma anche emotivamente; come l’acqua può assumere numerose forme e stati – ghiaccio, fluido, vapore, acqua stagnante, schiumeggiante, indomabile … – anche la donna è mutevole e così le sue emozioni.

L’acqua, in genere, può essere considerata simbolo delle emozioni che, come l’acqua, non vanno represse, arginate o prosciugate ma necessitano di fluire liberamente, senza forzature.

 

Esperimenti scientifici moderni hanno dimostrato che l’acqua possiede proprietà straordinarie. Lo scienziato giapponese Masaru Emoto sviluppò, a partire dal 1984, una tecnica per esaminare al microscopio e fotografare i cristalli che si formano durante il congelamento di diversi tipi d’acqua.

Inizialmente Emoto scelse diversi campioni di acqua da analizzare (acqua di rubinetto di diverse città del mondo, acqua proveniente da sorgenti, laghi, paludi, ghiacciai) così da osservare eventuali differenze una volta ottenuta la cristallizzazione.

Subito lo scienziato si accorse di come l’acqua di torrenti e sorgenti incontaminati, una volta congelata, produceva dei bellissimi disegni geometrici nella struttura cristallina. L’acqua inquinata, tossica o stagnante mostrava, invece, strutture cristalline distorte e non armoniche.

 

Successivamente a Masaru Emoto venne l’idea di esporre l’acqua a delle particolari vibrazioni, così da studiare gli effetti di tali frequenze energetiche sulla struttura cristallina. Un primo tipo di vibrazione sperimentato fu la musica: in questo caso le differenze che si manifestavano nella qualità dei cristalli, a seconda del genere di musica impiegato, erano davvero incredibili, come se i cristalli volessero, con la loro struttura, esprimere determinati sentimenti.

Acqua esposta alla musica di Bach

 

Acqua esposta a musica Heavy Metal

 

 

 

In seguito, dalla musica Emoto passò alle vibrazioni di parole scritte, pronunciate o anche semplicemente pensate. In tutti i casi i risultati sono sotto gli occhi di tutti e il confronto tra i cristalli ottenuti utilizzando parole positive (grazie, amore, gratitudine) e quelli sottoposti a parole negative (ti voglio uccidere, mi fai stare male) sono assolutamente inequivocabili.

 

 

 

 

 

Amore e gratitudine

 

Nel corso degli anni queste ricerche sono state ulteriormente sviluppate, includendo ad esempio lo studio delle cosiddette “acque sacre”, cioè quelle sgorgate nei luoghi di apparizioni mariane: al di là di qualunque credo religioso i meravigliosi cristalli tolgono qualunque dubbio sul potere terapeutico di queste acque.

Acqua della fonte di Lourdes

 

 

Partendo da questi presupposti numerosi ricercatori spirituali hanno proseguito il discorso creando numerosi altri tipi di acque “caricate” positivamente attraverso meditazioni, esposizione a Sole, Luna, Pianeti, cristalli, estratti floreali, ecc.

 

Questi risultati servono a dimostrare la validità di approcci terapeutici quali la floriterapia, l’omeopatia, la cristalloterapia. Permettono però anche di fare una riflessione sull’importanza della meditazione, della preghiera, ma anche di ogni singola parola che viene pronunciata dall’uomo. L’uomo è costituito per il 60-70% da acqua: se quelli visti sopra sono gli effetti che una parola negativa provoca su un campione di acqua, provate a pensare gli effetti che la stessa parola, ma anche semplicemente un pensiero, è in grado di determinare all’interno di un corpo umano, un sistema costituito per la sua maggioranza proprio da acqua!!

Queste riflessioni richiamano l’attenzione sulla nostra responsabilità di uomini nel coltivare parole, pensieri e gesti di un certo tipo, non solo per la nostra salute ma anche per gli effetti che tali pensieri e parole potrebbero produrre nel nostro prossimo. Quanto più elevata sarà la frequenza dei nostri pensieri e delle nostre parole e tanto più il mondo, per una legge di risonanza, risponderà con pensieri e parole della stessa frequenza.

La consapevolezza di questo in un grande numero di persone non può che portare evoluzione; l’ignoranza può invece rivelarsi preludio di un’inevitabile involuzione.

 

IL POTERE DELLA PAROLA

06 apr 2010 Categorie: NATUROPATIA | nessun commento »

Fin dall’antichità l’uomo ha intuitivamente riconosciuto il grande potere della parola, intesa essa come suono, come parola scritta e come parola parlata e pensata.

Nei Veda ad esempio, il complesso degli scritti religiosi indiani, redatti in sanscrito ma inizialmente tramandati soltanto oralmente, ci si riferisce in modo molto preciso al rapporto stretto esistente tra suono e respirazione. Il processo di inspirazione veniva associato ai suoni a-u mentre all’espirazione corrispondeva il suono m, formando così la parola AUM. Questo processo, lungi dall’essere considerato un semplice atto respiratorio, era visto dagli indiani come un atto sacro: attraverso l’inspirazione sperimentavano, infatti, l’introduzione nel corpo umano di quel Sé Cosmico e Divino che vive ed opera in ogni cosa e che veniva così accolto nell’anima umana; con l’espirazione si percepiva l’offerta e il sacrificio dell’anima nuovamente al Sé Cosmico.

Per questo motivo i Veda rappresentano la Parola pronunciata da Dio e che l’anima umana accoglie in sé come la più sublima forma di conoscenza. Accogliendo la parola dei Veda l’uomo accoglieva la parte migliore del Sé Universale, conquistano la coscienza della connessione tra il singolo Sé umano e quello cosmico.

 

Il potere della parola nel mondo indiano era particolarmente sentito e si manifestava concretamente nella recitazione di mantra. Il termine mantra (Man = Mente; Tra = Liberare) rappresenta una parola, un suono o una vibrazione dotata di una particolare forza spirituale, magica o sacrale, la cui mistica risonanza si ritiene abbia un effetto diretto sulla psiche di chi lo recita o lo ascolta ma anche sulla materia. Il mantra quindi è quella formula che, ripetuta costantemente e con fede, riesce a liberare la mente da pensieri negativi, ansie, angustie, risentimenti, legami e desideri.

Il mantra è spesso legato al nome di una forma divina o di un aspetto di Dio, ma può anche essere un suono dal significato intraducibile, il cui scopo è stabilizzare la mente per consentirle di raggiungere lo stato di trascendenza. Nella tradizione religiosa cristiana ciò che corrisponde maggiormente all’idea di mantra è la “giaculatoria”, come si trova in molte litanie. Tra i nostri mantra più comuni si potrebbero ricordare Kyrie eleison e Alleluia.

 

Tra i mantra, un discorso a parte merita l’Om. Il suono OM, come spiegato nei Veda, viene identificato con il divino suono primordiale, dalla cui vibrazione scaturisce la creazione dell’intero universo. Pronunciare questo suono ha quindi, per gli induisti, il significato di avvicinarsi allo stato primordiale dell’esistenza, all’istante preciso in cui dal non-esistente si passa all’esistente, dall’indifferenziato al differenziato, in altre parole ad entrare in “risonanza” con l’istante esatto della creazione.

L’Om è la combinazione di tre suoni A – U – M (di cui Om ne è la pronuncia): se viene recitato correttamente inizia dall’addome (secondo chakra) dove risuona con la A; sale verso l’alto e risuona con la U a livello del cuore (chakra cardiaco) per poi raggiungere la testa con la M che vibra fra le sopracciglia (sesto chakra).

E’ importante rimanere ad ascoltare i sacri mantra, che si capiscano o no: la vibrazione del suono ha comunque il suo effetto su di noi. La vibrazione sonora purifica l’intera atmosfera, purifica i cuori, santifica la vita umana e trasforma gli impulsi e le tendenze malvagie.

 

Il valore rituale del suono, inteso come “sacro ponte”, come mezzo di collegamento fra la sfera umana e quella divina, è testimoniato dall’insegnamento spirituale di molte tradizioni. Tra di esse significativa è la saggezza che ci arriva dal Cristianesimo e, in particolare, dal prologo del Vangelo di Giovanni:

“In Principio era il Verbo

ed il Verbo era presso Dio

ed il Verbo era Dio”.

 

Con Giovanni e con il sorgere del Cristianesimo si assiste ad un notevole passo avanti dal punto di vista spirituale: se nei Veda ci si riferiva ad un Verbo Universale impersonale, ora si parla di un Essere nel quale si incarna il Verbo creatore stesso. Nel vangelo di Giovanni troviamo il Logos divino, la Parola creatrice incarnati nell’entità del Cristo.

La parola vivente dalla quale tutto è stato creato e senza la quale nulla di ciò che è divenuto è stato creato, nel corso del tempo si è fatta carne.

 

Proseguendo nella storia dell’umanità troviamo interessanti riferimenti alla presenza di un suono divino che compenetra l’universo anche in grandi scrittori come Goethe e Dante Alighieri che nelle loro opere affrontano il concetto filosofico di “Armonia delle Sfere”, elaborato per la prima volta da Pitagora.

 

Concludiamo questo breve viaggio arrivando ai giorni nostri e, in particolare, ad uno scienziato autore di numerosi Best seller: Gregg Braden. Nei suoi libri Braden descrive esperimenti scientifici effettuati nei territori mediorientali devastati dalla guerra e dimostra come la preghiera, cioè il potere della parola scritta, pronunciata e pensata, sia in grado di diminuire sensibilmente il numero di attentati e scontri.

 

Partendo dalle scoperte della fisica quantistica è possibile oggi, se ce ne fosse bisogno, dimostrare scientificamente concetti e realtà che l’uomo antico ha sempre saputo.

CIBO PER ESSERE FELICI E IN SALUTE

04 mar 2010 Categorie: NATUROPATIA | 3 commenti »

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L’Associazione Culturale ChiHarArmonia®presenta martedì  9 Marzo ore 21, a Imperia, p.zza Dante A. 11, una conferenza gratuita dal titolo:  ”CIBO per essere FELICI ed in SALUTE. Scopriamo come ciò che mangiamo determina la nostra salute il nostro benessere e la qualità della nostra vita”. 

L’incontro permetterà di scoprire, in modo semplice e divertente, come un’accorta alchimia di macro e micro nutrienti, colori, sapori, profumi possano renderci sani e felici mangiando e… anche dopo.

Il detto popolare dice che le noci rendono intelligenti, le banane felici e che i crostacei sono afrodisiaci… A tavola si fabbricano le nostre emozioni, ecco perché desideriamo, a volte, alla “follia” un certo cibo e ne detestiamo, invece, un altro.

Il più delle volte il cibo viene preso in considerazione solo per il suo contenuto di nutrienti: è “povero di grassi”, “povero di sale” o “ipocalorico”. Ancora fino a poco tempo fa si aveva la convinzione che il cibo avesse poco o niente a che fare con la nostra salute. Il mal di stomaco veniva considerato una reazione sbagliata ad alimenti giusti, invece che una reazione giusta ad alimenti sbagliati.

Attualmente la ricerca sta verificando che la maggior parte dei processi mentali (pensieri, emozioni) ha alla base una particolare caratteristica biochimica e che su ognuna di queste caratteristiche può interferire con ciò che mangiamo ogni giorno. Cambiare l’orario dei pasti, ad esempio, può cambiare il nostro stato d’animo, il nostro umore e dare nuovo sprint alla nostra esistenza!

L’uso del cibo per star bene è una pratica sana, efficace e fondamentalmente economica.

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A seguire seminario intensivo “CIBO per essere FELICI ed in SALUTE“: domenica 14 e domenica 21 marzo (possibilità di partecipare anche ad una singola giornata). Costo: € 70 a giornata

Il seminario di approfondimento offrirà ai partecipanti la grande opportunità di entrare in una nuova dimensione della consapevolezza del proprio corpo, delle proprie emozioni e del cibo ritrovando una nuova armonia e nuove strategie dell’alimentazione “ecologica” per una vita gioiosa ed in salute.

ARGOMENTI TRATTATI:

  • Alimentazione e scienza
  • I nuovi concetti di salute: l’unità di corpo, mente e spirito
  • Gli effetti del cibo sul nostro stato d’animo
  • Conoscerci meglio
  • Quell’irresistibile voglia di zuccheri…
  • Muovere la propria voglia di vivere
  • L’importanza della respirazione
  • I pensieri: cibo per la mente
  • L’ecodieta: l’importanza dei cibi di stagione e del proprio territorio
  • Cibo come medicina
  • Come utilizzare i messaggi del corpo
  • Le semplici regole per ritornare vitali
  • Psicoesercizi per una vita sana

Docenti:

Chiara Zappoli e Marta Minniti

PRESENTAZIONE DEL LIBRO D’ESORDIO DI NADIA FORTE

14 feb 2010 Categorie: NATUROPATIA | nessun commento »

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Nel mese di Novembre 2009 è stato pubblicato il primo libro di Nadia Forte,Tu crea silenzio, un racconto autobiografico che affronta in maniera semplice e leggera le vicissitudini di una giovane imperiese destinata a dedicare la sua vita alla terapia: gioie, dolori, esperienze para-normali, sofferenze, amori, consapevolezze …
Da un’infanzia difficile alle prime percezioni del mondo invisibile, da un incidente “illuminante” ai contatti angelici, dal massaggio tradizionale al brevetto di un metodo tutto suo.

Venerdì 19 Febbraio, alle ore 17.30, presso la libreria Mondadori di Imperia Oneglia, intervisterò l’autrice Nadia Forte che presenterà a tutti gli interessati il suo libro d’esordio. Vi aspetto!


APPUNTAMENTO CON IL MASSAGGIO!

28 gen 2010 Categorie: NATUROPATIA | 2 commenti »
Vi segnalo due appuntamenti da non perdere per chi ama farsi massaggiare e coccolare.
 
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Lunedì 1 Febbraio l’Associazione Culturale ChiHarArmonia (Imperia, p.zza Dante 11) presenta, alle ore 21,00, un “Laboratorio gratuito sulle Tecniche Olistiche di massaggio”: una serata gratuita condotta da Anita De Simone e interamente dedicata al massaggio: principi teorici, metodiche di lavoro sul corpo, utilizzo di oli essenziali e di oli profumati. Dopo una panoramica sulle principali tecniche di massaggio, riferendosi alle antiche tradizioni nelle quali esse si sono sviluppate e considerando gli effetti fisici, psichici ed emotivi, verranno proposti semplici esercizi di auto-trattamento e di lavoro in coppia. Un modo per trascorrere una piacevole serata di conoscenza, sperimentazione e rilassamento; un incontro per lavare via lo stress quotidiano, rigenerarsi e imparare efficaci tecniche di massaggio che arricchiscano la propria vita.

 

 Mercoledì 3 Febbraio, sempre alle 21,00, riprende l’appuntamento con il “Massaggio del piede”: una serata speciale, al costo promozionale di € 20.00, che vede l’unione delle tecniche di reflessologia plantare con gli insegnamenti della Medicina Tradizionale Cinese. Chiara Zappoli e la sottoscritta illustreranno, teoricamente e praticamente, la diagnosi dell’Hara, il centro energetico localizzato a livello dell’addome, per poi eseguire insieme ai partecipanti un semplice trattamento che dall’Hara proseguirà a livello dei piedi. Un nuovo modo per percepire e trattare gli organi del nostro corpo riflessi nell’addome e nei piedi, donando rilassamento e benessere a tutto l’organismo. 

 

LUNEDI’ 18 GENNAIO CONFERENZA GRATUITA Le Energie Sottili

11 gen 2010 Categorie: NATUROPATIA | 4 commenti »

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Vi segnalo un appuntamento interessante per tutti gli appassionati del mondo dell’Energia: Lunedì 18 gennaio 2010 alle ore 21 presso la sede di Imperia dell’Associazione Culturale ChiHarArmonia (P.zza Dante 11).

In questo incontro verrà illustrato un innovativo metodo di approccio alle Energie Sottili, a partire dai fondamenti scientifici su cui poggia il mondo dell’Energia, con un’attenzione particolare rivolta ai principi e alle leggi dell’Energia, fino alle sue modalità di studio nelle varie tradizioni mondiali (Chakra, meridiani, aura, punti riflessi, cristalloterapia …) e alla possibilità di canalizzare prana a scopi curativi.

La serata prevederà spiegazioni dettagliate, esperienza pratica e semplici esercizi in grado di mostrare come, oggi, tutti abbiano capacità e possibilità di divenire canali di energia e di utilizzare il prana universale per il riequilibrio dei corpi sottili.

I PERICOLI DELLO ZUCCHERO BIANCO

11 dic 2009 Categorie: NATUROPATIA | un commento »

Questa polverina bianca dolce, entrata prepotentemente nella nostra dieta, in realtà ha una storia molto più recente di quanto si possa credere. Meno di due secoli fa, infatti, lo zucchero bianco non esisteva e l’unica fonte dolce, oltre al miele e alla frutta, era rappresentata dallo zucchero di canna importato dai tropici.

 

zucchero-calorie

 

Come conseguenza delle guerre napoleoniche venne istituito il blocco continentale e l’Europa smise di importare lo zucchero dalle Americhe. Napoleone ebbe allora la brillante idea di estrarre lo zucchero dalla barbabietola. Essendo il prodotto dell’estrazione poco gradevole al gusto si completò l’opera con un processo di raffinazione il quale, come avviene anche per le farine, provoca la perdita di vitamine e minerali producendo una sostanza chimica pura e morta, vere e proprie “calorie vuote”, essendo quasi del tutto prive di elementi nutrizionalmente importanti.

 

Il problema del saccarosio è che spesso non ci rendiamo neppure conto di assumerlo. Ipotizziamo, ad esempio, di bere quattro tazzine di caffè zuccherato nell’arco della giornata: 40 g di zucchero corrispondono a 160 kcal che noi assumiamo come calorie vuote, prive di vitamine e minerali. Sarebbe molto diverso se le stesse 160 kcal le assumessimo sotto forma di pasta integrale o frutta, dove risulterebbero accompagnate da fibra, enzimi, vitamine e sali. Se a questi primi 40 g di saccarosio aggiungiamo biscotti o marmellata o brioche o corn-flakes per colazione, un bel bicchiere di una qualche bibita gassata a pranzo, un gelato o uno snack al cioccolato o una brioche al pomeriggio e il gioco è fatto! Non dimentichiamoci però le salse (ketchup, maionese, cocktail …), i cibi inscatolati (piselli, mais), gli aperitivi … anche loro contengono saccarosio nascosto!

 

Se sommiamo tutto questo zucchero, senza esagerare, arriviamo addirittura a 500 kcal! Ciò significa che delle 2000 kcal che dovremmo quotidianamente introdurre, solo 1500 sono rappresentate da cibi veri e propri, il resto sono calorie vuote, con una carenza del 25% circa del fabbisogno giornaliero di vitamine e minerali.

 

Un’altra conseguenza del consumo di zucchero bianco è rappresentato dal fatto che, essendo costituito da calorie nude, non solo non apporta elementi nutritivi all’organismo ma, allo stesso tempo, li sottrae. Per la sua digestione, assimilazione ed utilizzazione sono infatti indispensabili vitamine, enzimi e sali minerali: questo è particolarmente vero per il calcio e ciò determina una marcata tendenza alla decalcificazione e all’indebolimento di ossa e denti.

Lo zucchero, quindi, non potrebbe neppure essere definito un alimento ma piuttosto un “non alimento” in quanto dal suo consumo l’uomo non ne trae un rafforzamento bensì un indebolimento dell’organismo e delle sue difese.

 

Un’alimentazione troppo ricca di zuccheri semplici, inoltre, determina un aumento esponenziale della glicemia, cioè del tasso di zuccheri nel sangue, obbligando l’insulina ad intervenire per riportare la situazione alla normalità. Quanto più la glicemia sarà elevata, tanto più l’insulina agirà con una certa “forza”, abbassando rapidamente il tasso glicemico e provocando una condizione che viene indicata con il termine di “ipoglicemia reattiva”. Svogliatezza, irritabilità, stanchezza improvvisa, stati pessimistici sono i suoi sintomi, alternati da una ricerca incontrollata di dolci e carboidrati per tamponare il calo di zuccheri percepito dall’organismo. Si crea così un circolo vizioso: il tasso di zuccheri nel sangue aumenta nuovamente, si crea un picco glicemico e l’insulina deve intervenire di nuovo, provocando ancora ipoglicemia, con astenia, aumento di peso e depressione.

Questa situazione si innesca in quanto l’uomo moderno, di fronte agli zuccheri ma anche ai grassi, assume un atteggiamento pressoché identico a quello dell’uomo preistorico. Anticamente l’umanità viveva alla ricerca continua di cibo con cui sfamarsi e il reperimento di frutta matura o di un favo di miele veniva vissuto come un’occasione da non lasciarsi sfuggire: di fronte a tali leccornie l’atteggiamento era quello di sfruttarle al massimo, rimpinzandosi per bene così da accumulare più energia possibile, in previsione di tempi di magra. La mente e il corpo dell’uomo del ventunesimo secolo non sono cambiati molto e di fronte a torte farcite, brioche alla crema e dolci al cioccolato ragioniamo e ci comportiamo esattamente nello stesso modo: nasce dentro di noi un desiderio incontrollabile che ci spinge a grandi abbuffate nel tentativo di farci delle scorte, come se un’altra occasione non dovesse capitarci mai più e dimenticando che la nostra dispensa è colma di altrettante leccornie.

 

 

GLUTINE E CELIACHIA

26 nov 2009 Categorie: NATUROPATIA | 5 commenti »

Negli ultimi anni è violentemente esploso il problema delle intolleranze alimentari. Perché? Un po’, sicuramente, per moda: tantissimi negozi, farmacie ed erboristerie offrono la possibilità di effettuare test, a volte poco attendibili e sbrigativi, che si concludono sempre con una lista interminabile di alimenti ai quali il soggetto risulta intollerante. In questo modo è possibile poi vendere alimenti alternativi o tisane disintossicanti.cereali[1]

Sicuramente una prima riflessione da fare riguarda la qualità degli alimenti: concimi, antiparassitari, pesticidi, diserbanti, coloranti, conservanti, aromi, ormoni, metalli pesanti ma anche processi di irradiazione dei cibi con raggi gamma per sterilizzare o aumentare la durata d’immagazzinamento sono tutti fattori che, negli anni, hanno aumentato la nostra sensibilità determinando sempre più frequentemente reazioni di intolleranza.

Relativamente alle intolleranze al glutine, una proteina presente in molti cereali, in particolare nel grano, è necessaria però un’altra riflessione. Nel corso degli ultimi anni l’uomo ha influito pesantemente sulla natura selezionando e incrociando specie vegetali a suo piacimento con lo scopo di ottenere varietà più resistenti o più adatte ai processi di trasformazione industriali. Un esempio lampante è quello del grano, selezionato nei decenni in modo da aumentarne il contenuto in glutine. Questo perché il glutine è una proteina che durante il processo di panificazione si trasforma in quella “colla” che rende così facile realizzare l’impasto. Provate a preparare un semplice impasto per la pizza o per il pane utilizzando della farina integrale! Vi accorgerete che ottenere un impasto omogeneo con la farina integrale sarà molto più difficile rispetto allo stesso processo usando della farina raffinata. Questo proprio in virtù della grande quantità di glutine presente nelle specie di grano più recenti, che vengono poi raffinate così da eliminare anche la crusca oltre a tanti elementi nutritivi. Un grano ricco di glutine facilita immensamente il processo industriale di panificazione e pastificazione.

Quello che è accaduto, quindi, è a tutti gli effetti un crimine nei confronti della natura: si è trasformato il grano, un alimento per natura ricco di carboidrati, in alimento sempre più proteico. E il nostro organismo, non comprendendone il motivo, sviluppa l’intolleranza che, nei casi più gravi degenera in celiachia, impedendo all’individuo di ingerire la benché minima quantità di glutine.

Non dimentichiamo però mai che l’uomo è un essere molto complesso, dotato di un corpo fisico ma anche di una sfera sottile, e che la malattia, in ogni sua manifestazione, coinvolge sempre entrambi gli aspetti. Altrimenti perché non siamo tutti intolleranti visto che mangiamo tutti lo stesso grano? Si impone qui una riflessione di tipo simbolico e archetipico: se il latte, nella nostra vita inconscia, viene assimilato alla mamma, il grano, altra base della nostra alimentazione, rappresenta simbolicamente il papà. È il papà che, in condizioni normali, va a lavorare, guadagna i soldi e porta a casa il pane. Notiamo anche come, nella lingua italiana, la parola “grano” indica anche il denaro, cioè i soldi che ci servono per vivere e che il padre di famiglia assicura ai suoi cari.

In conclusione, il problema dell’intolleranza al glutine deve essere considerato un insieme di fattori: sicuramente l’inquinamento a cui gli alimenti sono sottoposti e l’eccesso di glutine sono aspetti importanti, ma senza considerare la sfera simbolica sarà difficile risolvere il problema. Di fronte ad un celiaco l’incoraggiamento a integrare nella dieta altri cereali poco conosciuti è indubbiamente fondamentale ma se non si sostiene la persona nell’analizzare le dinamiche esistenti nel rapporto con il padre l’approccio terapeutico sarà sempre incompleto.