Partecipare: dalla cessione di poteri alla creazione di potere

In quegli anni ’90 del secolo scorso in cui – non solo noi, ma tutto il mondo – abbiamo cominciato ad occuparci di democrazia partecipativa, si riteneva in genere che la partecipazione fosse essenzialmente un processo di cessione progressiva di poteri dagli amministratori agli amministrati, un semplice meccanismo redistributivo e di allargamento delle dinamiche di decisione che solo talvolta, incidentalmente, metteva capo ad un vero e proprio empowerment delle comunità partecipanti. Da questa interpretazione, un po’ ingenua e interamente modellata sulle pionieristiche esperienze brasiliane che tenevano banco in quegli anni, scendevano logicamente due corollari: il primo, attribuendo alle pratiche partecipative un valore esclusivamente formale, le valutava tutte positivamente a prescindere dai contenuti che esse potevano veicolare; il secondo ne affermava la natura ora più, ora meno esplicitamente antagonistica rispetto al sistema della rappresentanza, con cui esse venivano viste competere per il controllo degli stessi poteri e ambiti di decisione. Gli anni trascorsi, insieme alle nostre finanze e al nostro potere d’acquisto, hanno largamente messo in crisi questi due assunti: il primo è stato clamorosamente smentito dal vasto fiorire di casi di partecipazione fasulla, improduttiva o puramente episodica, il secondo invece da quello – ben più vasto, per fortuna, tanto da riempire il nostro archivio di buone pratiche sul web – di casi in cui le pratiche della partecipazione hanno dato vita a intrecci virtuosi e solidali con quelle della democrazia ordinaria, rafforzando contemporaneamente il versante istituzionale e quello sociale dei percorsi attivati di decisione condivisa. Questa doppia caduta dovrebbe ormai aver persuaso anche i suoi più fervidi assertori a rivedere la loro lettura della partecipazione come pura tecnica di redistribuzione di prerogative decisionali, per abbracciarne una – più complessa e matura – che la vede come principio fondativo tout court del potere delle comunità e dei loro rappresentanti, come momento non di cessione ma di creazione ex novo di potere reale: quello che a Grottammare ha permesso di resistere alle pressioni immobiliariste costruendo una pista ciclabile invece di un coacervo di villette, a Guspini di ridurre la dipendenza da combustibili fossili e da flussi finanziari e tecnologici sovraordinati usando la lana per coibentare gli edifici, a Montespertoli di salvarsi dallo strangolamento di vecchie pratiche consolidate di gestione del territorio cominciando a disegnarlo insieme. Casi eccellenti che richiedono rivisitazioni non solo teoriche ma pratiche, mostrandoci la strada che porta da una concezione di facciata ad una veramente sostantiva del Nuovo Municipio: quella che speriamo si affermi senz’altro, a partire da questo spazio di discussione interattivo, in tutta la vasta galassia di attività che orbita intorno al nostro progetto; al quale vi invitiamo fin da ora – attribuendo alla parola il senso pregnante e gravido di conseguenze che abbiamo definito – a partecipare.

2 Commenti a “Partecipare: dalla cessione di poteri alla creazione di potere”

  1. Augusto Anselmo

    Per un mondo nuovo
    “ Non cambierai mai le cose combattendo la realtà esistente.
    Per cambiare qualcosa, costruisci un modello nuovo che renda la realtà obsoleta. ”

    ( Buckminster Fuller)

    Le esperienze che hai citato dimostrano che è possibile partendo dal basso rendere visibili e fruibili una serie di iniziative e interventi sul territorio alternativi al pensiero dominante. L’invito a partecipare lo estendiamo a tutta questa piccola rete che si sta formando che vuole essere punto di incontro di tutte quelle persone: amministratori , professionisti, artigiani, contadini che hanno colto l’importanza del momento storico in cui stiamo vivendo.

  2. Augusto Anselmo

    Vorrei maggiori info su questa proposta di legge regionale

    http://atticrl.regione.lazio.it/allegati/propostelegge/Testi%20commissione/PL%20434.pdf

    Mi puoi segnalare altre simili ?

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