ENERGETHICA & RETIGLOCALI

febbraio 27th, 2010 by Enzo Cirone

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Sabato 6 marzo 2010 dalle ore 15,00 alle ore 18,00 il circolo territoriale di Genova della Decrescita Felice, alla sala Riviera della Fiera del Mare, in occasione del 5° appuntamento annuale di Energethica, nell’ambito del convegno:

città sostenibili:quali condizioni

organizza un confronto tra rappresentanti delle Amministrazioni Locali e rete dell’altra economia in cui saranno relatori alcuni dei più assidui collaboratori di RetiGlocali. Evento che indica e conferma quanto questo SN intensifichi gli sforzi per proporsi come strumento di informazione, condivisione, proposta e collegamento per quanti vogliano riconoscersi e partecipare al progetto di costruzione del’altra economia. Progetto che vede nel confronto e nella partecipazione di tutti i soggetti aderenti, la forza che aggiunge energie e risorse nell’edificazione di fondamenta che ambiscono ad essere agili e flessibili ma resistenti (resilienti) alle molto prossime instabilità globali annunciate. Per far ciò é opportuno lavorare per la creazione di una filiera locale, che non sia solamente praticabile per nicchie di utilizzatori, ma che abbia economicità e qualità tali da poter emergere come elemento generatore di comunità solidali sempre più allargate e partecipate. Non é difficile organizzare progetti di questa portata, é solo necessaria la partecipazione costruttiva di tutti i soggetti che, con lo spirito essenziale di chi aggiungendo valore col proprio personale impegno, scelgono di offrire il proprio contributo

CITTA’ SOSTENIBILI:QUALI CONDIZIONI ?
è il convegno che MDFGe (Circolo territoriale Genova della Decrescita Felice)
organizza in occasione di energethica 2010
Sabato 6 marzo ore 15.00 – 18.00
a Genova, Fiera del Mare, Sala Riviera

Invio in allegato il programma del Convegno

MDFGe (Circolo territoriale Genova della Decrescita Felice)

Sabato 6 marzo ore 15.00 – 18.00

Genova, Fiera del Mare, Sala Riviera

in occasione di energethica 2010

Convegno su:

CITTA’ SOSTENIBILI: QUALI CONDIZIONI ?

Storicamente le città sono nate come punti d’incontro, di scambio delle merci, di mercato, di aggregazione economica e sociale dei territori circostanti. Il nesso città-campagna è stato indiscutibile fino alla rivoluzione industriale. Poi è tutto cambiato. La città moderna, così energivora, caotica, improduttiva, sconnessa dal territorio può essere ”sostenibile” ? La decrescita felice come può essere riferimento operativo per migliorare la nostra vita? Quali sono le difficoltà di applicazione? I mutamenti economico-sociali e degli stili di vita dovrebbero essere così radicali da mettere in discussione il concetto stesso di città come adesso lo concepiamo?

Ne parleranno:

  • Enzo PARISI, MDF Genova : Introduzione e chairman

  • Pinuccia MONTANARI, Assessore Comune di Genova

  • Alberto ARICCIO, MDF Genova: Città sostenibili: mito o possibilità?

  • Circolo ZENZERO: I laboratori del saper fare.

  • Enzo CIRONE, MDF Genova: Le prospettive di Arcipelago Scec

  • Claudio CULOTTA, Medico ASL 3 : Mobilità sostenibile e stili di vita per guadagnare salute

  • Stefano SARTI, Legambiente: Il rapporto tra città e industria

  • Deborah LUCCHETTI, Presidente FAIR: L’ altraeconomia:un nuovo modello di produzione, consumo e relazione sociale per riqualificare il territorio.

  • Massimo MONTEVERDE, Consorzio Quarantina: Una legge per l’agricoltura contadina

  • Marcello MORESCO, MDF Genova: I gruppi di acquisto solidale a Genova

  • Elisa TRAVERSO, MDF Genova: Può la decrescita spaventare i giovani?

  • Luciana ZUARO, MDF Genova, Archè: La Casa Ecologica

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LA CENTRALE ELETTRICA IN SCATOLA

febbraio 24th, 2010 by Enzo Cirone

Notizia recente di una tecnologia prodotta a Silicon Valley che sarebbe in grado di produrre energia elettrica pulita con pile di celle in scatola. Pare che il principio di funzionamento sia questo: le celle i cui elementi sono costituiti da piastre ceramiche sulle cui facce sono stese vernici colorate  hanno affinità e proprietà di assorbimento diversa rispetto ai  gas nei quali le celle sono immerse                ( ossigeno biogas e metano?). La diversa concentrazione molecolare sulle due facce crea una differenza di potenziale che può venire utilizzata per produrre energia. Pare che parecchie aziende già stiano utilizzando questa tecnologia che, a sentir loro, sarebbe più conveniente dei normali pannelli fotovoltaici.

Sarà vero? Credo che non ci vorrà  molto per verificarne l’attendibilità.

 

http://petrolio.blogosfere.it/2010/02/la-centrale-elettrica-in-scatola.html

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CONVEGNO ALLA COMMENDA: “O.K. il prezzo é ingiusto”

febbraio 21st, 2010 by Enzo Cirone

Commenda:

Sabato 20 febbraio dalle ore 15 alle ore 19, come previsto, nei locali del salone della Commenda di Prè ha avuto luogo il convegno “O.K. Il prezzo é ingiusto”

Seminario aperto ai Gruppi di Acquisto Solidale, ai produttori e ai soggetti dell’economia solidale ligure per saperne di più su come vengono determinati i prezzi del cibo che compriamo ai supermercati, ai mercati, direttamente dai produttori. E su cosa possono fare i consumatori critici per intervenire su questi meccanismi.

Sono intervenuti Deborah Lucchetti (Presidente coop. Fair) in qualità di moderatrice

  • Antonio Onorati – presidente di Crocevia e co-autore del libro “Diritti al cibo! Agricoltura sapiens e governance alimentare”

  • Massimo Angelini – ruralista, Consorzio Quarantina

  • Gruppo Produttori Solidali della Valfontanabuona

Dopo gli interventi dei relatori determinante per comprendere la natura degli elementi che concorrono alla formazione del prezzo di un prodotto alla luce delle varie tipologie di filiere, é seguito un importante dibattito da parte di un pubblico attento, costituito prevalentemente da rappresentanti dei Gas, da produttori e da rappresentanti di consorzi di produzione agroalimentare (Consorzio della patata quarantina). E’ emerso un quadro alquanto drammatico delle condizioni precarie in cui versano le coltivazioni biologiche e di qualità , che per motivi strutturali rischiano di non poter più continuare la produzione vista l’insostenibilità dei costi in rapporto alla GDO che può permettersi costi inferiori per prodotti di qualità dubbia o scadente.

Dal dibattito é emersa una proposta di grande carattere innovativo, ancora in fase di studio ,con l’obiettivo di concorrere alla formazioni di strutture adatte alla logistica per filiere multiple che qualche relatore del consorzio della quarantina ha denominato MC (Magazzino Condiviso).

Tale struttura dovrebbe svolgere la funzione di un vero e proprio Emporio territoriale che raccolga varie produzioni e costituirebbe il punto di snodo per lo smistamento e la consegna ai Gas, ai commercianti, ai ristoratori, ai comuni cittadini. I convenuti auspicano che il confronto avvenuto possa dar luogo ad ulteriori sviluppi nella costruzione di strutture più agili ed efficaci per favorire la nascita di un’economia locale.

Sentiamo cosa dice Pierluigi Paoletti, Presidente di Arcipelago Scec, artefice di progetti specifici di salvaguardia e rilancio delle economie locali, a proposito delle condizioni prevalenti a livello nazionale in cui versa l’agricoltura:

“Attualmente i prezzi alla produzione sono a livelli mai visti e le aziende
agricole stanno morendo anche a causa del Credit Crunch che al sud è ancora
più accentuato. Nell´arco di poco, pochissimo tempo, vedremo scomparire
migliaia di aziende, per questo dobbiamo intervenire per salvaguardare la
piccola e media imprenditoria, favorire la cooperazione e contrastare il
ritorno del latifondo, un pericolo che si sta riaffacciando con prepotenza
se gli enti locali, dai comuni alle regioni, non iniziano a prendere in mano
la situazione. Visti gli organizzatori e chi interviene al convegno ci sono
tutte le premesse per iniziare un bel lavoro”

Interessante convergenza tra quanto emerso dal convegno della commenda ed il progetto Empori e Botteghe di Arcipelago Scec.

Enzo Cirone

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IL TEMPISMO DEL CRAC

febbraio 19th, 2010 by Enzo Cirone

Questo Social Network sta attraversando una fase di grande espansione ed entusiasmo ed é questo un fatto di grande rilevanza perché i suoi membri individuano, quindi riconoscono, una possibile alternativa alla crisi che sta disegnando scenari globali che nella storia mai avevano manifestato segni di così estesa uniformità.

Senza abbandonare l’impegno quotidiano, da parte di tutti coloro che scelgono di utilizzare i molteplici criteri della sostenibilità, vogliamo prestare attenzione ai caratteri che presenta la situazione economica e finanziaria globale in base agli ultimi rilievi aggiornati?

Sentiamo allora il punto di vista di Pierluigi Paoletti, analista finanziario, fondatore di Centrofondi e presidente di Arcipelago Scec:

Entro giugno le borse inizieranno a perdere. La massa monetaria da parte delle banche centrali, M1 continua la sua discesa ormai dall’agosto scorso (dal 18% di incremento si è passati al 6% di gennaio). Questo significa che diminuisce la quantità di moneta disponibile e con un debito così enorme che necessita di quantità di liquido (ossigeno, sangue chiamatelo come volete), la conseguenza  non può che essere il collasso di molte imprese, famiglie, aziende, le quali cercano di trovare maggior riparo all’est dove possono continuare a produrre a costi molto inferiori rispetto a quelli occidentali (Fiat insegna); le famiglie invece non potendo delocalizzare soffrono insieme alle comunità sociali (i recenti fatti di Rosarno e Milano sono un esempio).

La borsa anticipa gli andamenti economici e sarà probabile un andamento di questo tipo: crescita fino a maggio/giugno poi inizio del crollo.

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Entro fine anno l’economia reale peggiorerà ulteriormente (pensate in italia cosa accadrà visto che noi siamo messi notevolmente peggio degli altri) e inizieranno due/tre anni di dolori dove le pareti della gabbia in cui siamo verranno smantellate (non c’è niente di casuale, tutto è programmato nei minimi dettagli).
Nel caos che si genererà si potranno così iniziare a costruire le pareti del nuovo carcere dove l’umanità verrà relegata a sua insaputa (cambiare tutto per non cambiare niente).

Noi abbiamo una grande opportunità, unica in questo  triste panorama: quella di sfruttare questa finestra temporale, tra il crollo della vecchia cella, alla costruzione della nuova, per costruire quel modello che renda tutto il resto obsoleto, quello a cui si riferiva Fuller con la frase della home page di Centrofondi.

Http://www.centrofondi.it/


Per questo io sono estremamente positivo sul futuro e mi sto dedicando insieme a moltissima altra gente alla ri-costruzione di modelli economici e di sistema che rendano le comunità molto più resilienti ai cambiamenti in atto.

Fiducioso perché mi rendo conto che questa scarsità è solo una allucinazione indotta da questo sistema e che è sufficiente cambiare stato mentale per accorgersene, bisogna aiutare noi e chi ci circonda a tagliare le dipendenze che ci trascinerebbero nella “centrifuga” del crollo e costruire realtà basate sul sostegno reciproco e che aiutino le imprese strategiche sul territorio ad assolvere la loro funzione al meglio e mi riferisco all’agricoltura, all’artigianato ecc.

Insieme all’economia quindi si ricostruisce una comunità sociale in cui sostegno e quindi solidarietà saranno le basi sulle quali ri-costruire.

Come vedete non parlo di grandi azioni, riforme planetarie, ma di qualcosa che è alla portata di ciascuno di noi dotato di semplice buona volontà e spirito di servizio. Infatti per fare queste azioni non serve l’aiuto di governi, non servono rivoluzioni, ma serve solo la voglia di mettersi in gioco e di fare insieme agli altri.
Questo modo di agire penso sia l’unico in grado di sfruttare quella finestra temporale che si sta aprendo proprio adesso.

Non permettiamo che arrivi il cellulare per trasferirci nella nuova cella. Mettiamoci in gioco e costruiamo la realtà che vogliamo! Un consiglio, in queste cose bisogna osare e non farsi sommergere da pensieri negativi (non ce la possiamo fare, siamo pochi e piccoli, ho paura di non farcela ecc), puntare in alto e avere fiducia gli uni negli altri è forse la sola chance che abbiamo, SFRUTTIAMOLA per spezzare l’eterno gioco del Padrone e dello Schiavo http://www.centrofondi.it/report/Report_Centrofondi_2008_ott_1.pdf una volta per tutte.”

Pierluigi Paoletti

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MI RIFIUTO!

gennaio 28th, 2010 by Enzo Cirone

Nella prospettiva di una radicale trasformazione della qualità e modalità di aggregazione comunitaria, fondata su caratteri legati a principi della decrescita, della sobrietà, del rispetto della dignità umana e della natura (che appare “personalizzata”, quindi destinataria di diritti, come ogni persona, non più, quindi, come elemento neutro e materiale, considerato esclusivamente come oggetto-preda), oltre alla necessità di ridefinire le modalità di emissione monetaria, oggi caratterizzata dalla moneta-debito emessa ad interesse da istituti privati, e la conseguente ridefinizione delle produzioni alimentari, artigianali, industriali e culturali, risulta dirimente trasformare a monte ed a valle il ciclo dei rifiuti, origine e conseguenza ad un tempo del degrado del pensiero prima di quello dei territori in cui viviamo.

Le associazioni, sia quelle storiche ( Lega Ambiente, WWF, Commercio Equo e Solidale, Rete Nuovo Municipio, Banca Etica, Rete Lilliput, Libera etc.) sia quelle di più recente costituzione (MDFGE, Destati) sia quelle, come i Gas, di peso specifico più leggero perché prive, per deliberata scelta, di statuti più articolati e vincolanti, hanno individuato come prioritario un confronto con le istituzioni locali nel tentativo di creare la nuova “grammatica generativa trasformazionale” ( mi si conceda questa analogia mutuata, non casualmente, da un ambito linguistico, infatti si tratta effettivamente di generare una nuova grammatica) con la finalità di rispondere meglio alla necessità di adeguare le forme e gli strumenti di gestione delle comunità alle più evolute richieste di equilibrio solidale.

Fra i programmi, individuati come prioritari, di ridefinizione e riqualificazione territoriale, il ciclo dei rifiuti occupa una posizione di primaria importanza. La rappresentazione mediatica del dramma dei rifiuti nel napoletano, non può essere interpretata come evento limitato e circoscritto a quel territorio, ma come paradigma della modalità estesa a tutti i territori sottoposti al regime insostenibile di accumulazione esponenziale dei rifiuti.

Come è paradigmatico il meccanismo di produzione che crea, in ogni territorio, montagne di rifiuti in crescita esponenziale, così è paradigmatico, in ogni territorio, nessuno escluso, l’intervento delle mafie, infiltrate indissolubilmente nelle istituzioni, per svolgere il lavoro sporco, ma fortemente remunerativo, dello smaltimento.

Quando dico in ogni territorio, nessuno escluso, intendo chiaramente dire che anche nella nostra regione, la modalità paradigmatica di gestione del ciclo, non ammette eccezioni.

E’ un tema che viene, molto raramente, appena sfiorato dai media, ma, per tutti coloro che volessero informarsi sulle linee programmatiche, adottate in sede di politica regionale, relative al ciclo dei rifiuti, lo schema in cui si articolano  le strategie, ormai omologate, è il seguente: creazione del problema>reazione al problema>soluzione al problema.

L’omologazione, a livello nazionale, di questo schema, può costituire motivo di riscontro per chiunque volesse osservarne la fondatezza. La dissennata politica di produzione degli imballaggi prevede, in maniera grottesca, costi totali (intesi come costi totali relativi al ciclo completo degli imballaggi dalla produzione al conferimento in discarica) per gli imballaggi, di gran lunga superiori al costo dell’imballato. Il risultato è, come previsto, un aumento insostenibile dei rifiuti:

 PROBLEMA!

A breve tutti si rendono conto che il problema è insostenibile e, quando si comincia a non avere più discariche adatte a contenere le montagne di rifiuti, monta una reazione ed una protesta generalizzata, soprattutto dei cittadini maggiormente coinvolti dal degrado devastante:

REAZIONE!

Entra in gioco, come per magia, la tecnologia di più recente definizione, per risolvere il problema creato dal benessere diffuso, ovvero il Termovalorizzatore che incenerisce, azzerando come Mago Merlino, la montagna dei rifiuti prodotta, utilizzando, udite udite, la stessa energia fornita dall’inceneritore, come fonte di energia alternativa:

SOLUZIONE!

E’ ormai a tutti nota la letale nocività di diossina e polveri sottili (nanoparticelle) prodotte dai termovalorizzatori, per non parlare degli alti costi , per le economie già dissanguate dal debito, di insediamento e gestione, che, per un termovalorizzatore di medie proporzioni a griglia mobile,  risultano essere dell’ordine di grandezza di 20-30 milioni di euro per 100.000 tonnellate di rifiuti l’anno inceneriti.

Nel panorama grigio ed uniforme (forse per effetto dei fumi letali prodotti dagli inceneritori) delle  tradizionali esperienze di smaltimento, emergono esperienze di grande carica innovativa per la semplicità con cui vengono esercitate differenti modalità  di trattamento dei rifiuti che riescono ad evitarne il conferimento  ai termovalorizzatori. Mi riferisco al progetto pilota, di grande efficacia, del comune di Capannori, in Toscana, del progetto “Rifiuti 0”,  che, con la raccolta differenziata porta a porta, ha, in poco tempo, raggiunto la quasi totalità di rifiuto riciclato, centrando l’obiettivo di 0 rifiuti nell’inceneritore e  notevole  risparmio di risorse, per l’amministrazione, impiegate per nuove assunzioni di manodopera da destinare alla raccolta ( 30 nuovi posti di lavoro).

La presunta necessità, fortemente dispendiosa e nociva, di ricorrere all’incenerimento viene bypassata con una sapiente politica di perfezionamento della raccolta differenziata che produce valore a più di un livello: sull’ambiente, sulla salute, sull’occupazione, sul risparmio di risorse, sulla qualità della vita.

 

http://www.chilopesa.it/2010/01/11/rifiuti-zero-e-davvero-possibile/

 

Un altro esempio paradigmatico sulle possibili modalità alternative di smaltimento che consentono un notevole risparmio di risorse unite a maggiore rispetto per la salute, per l’ambiente ed alla riqualificazione  dell’economia locale che viene riprogrammata sulla base di nuovi parametri di sviluppo con rinnovata attenzione alla sostenibilità, è l’esperienza del Centro Riciclo di  Vedelago (TV), che, forte dell’ormai consolidata efficacia del trattamento,  si propone di estenderne la condivisione  istruendo le amministrazioni che volessero intraprendere esperienze di riciclo caratterizzate da quel capovolgimento paradigmatico.

 

http://www.youtube.com/watch?v=VJ7ZWkSPqOM

 

La stessa cultura del riciclo sta continuando, con molto ritardo e preoccupante lentezza, ad essere affrontata dalle amministrazioni delle città di Genova (sperimentazione di raccolta differenziata porta a porta nelle circoscrizioni di Sestri Ponente e Pontedecimo), ma concomitante attivazione da parte dell’amministrazione  per  un piano di studio per la valutazione ed installazione del più efficace sistema di termovalorizzazione da collocare presso la discarica di Scarpino. I comuni di San Remo e Savona hanno attivato un progetto di raccolta differenziata che si spera producano in breve tempo una sostanziale diminuzione delle quote rifiuti da conferire in discarica. Il comune di Savona, nel dicembre 2008 ha organizzato un convegno che alla cultura del riciclo, applicata da Vedelago, si ispirava:

 

http://video.google.it/videoplay?docid=5465502180775636138&hl=it#

 

Si sta estendendo, anche nella nostra regione, la cultura del riciclo che rappresenta quanto di meglio oggi si possa produrre, a livello di pensiero attento alla sostenibilità, unitamente all’auspicio che la diminuzione del rifiuto consegua alla diminuzione dello spreco. C’è molto da lavorare!

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FOLGORATI SULLA VIA DI DAMASCO

gennaio 23rd, 2010 by Enzo Cirone

Certo che siamo un paese ben strano! Ho appena riferito su questo SN della ormai certa definizione legislativa per l’introduzione degli OGM in Italia, notizia data  da un articolo apparso sulla Stampa di Torino del 17 gennaio 2010, che, a quanto pare, Governo e Regioni avrebbero già fatto marcia indietro, tutto senza darne rilievo alcuno  nelle principali testate nazionali e nei telegiornali. Come se si trattasse di un avvenimento di rilievo nullo. Si ipotizza che il motivo del capovolgimento di fronte sia da imputare alla prevedibile coltre diffusa di proteste che sarebbero arrivate dalle associazioni di categoria, dagli scienziati, dai politici, da Federconsumatori, da Lega Ambiente e dai comuni cittadini attenti a queste tematiche, che, sicuramente, avrebbero rappresentato, per tutti gli schieramenti politici, un serio pericolo per il consenso , in periodo di imminenti consultazioni elettorali. Per il momento il pericolo é sospeso, ma sarà opportuno non abbassare la guardia, infatti l’obiettivo di introdurre gli OGM é considerato dalle multinazionali (Monsanto in primis) di importanza cardinale per il controllo monopolistico delle catene alimentari, determinante per il controllo delle popolazioni.

http://www.greenreport.it/_new/index.php?page=default&id=3003

Fonte: http://www.centrofondi.it

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L’ITALIA APPROVA GLI OGM

gennaio 22nd, 2010 by Enzo Cirone

In  silenzio, come chi, con estrema naturalezza, non si cura di consultare i destinatari del proprio operato nel caso le azioni intraprese rechino danno od offesa alle più elementari norme di rispetto democratico, Governo e Regioni si preparano ad imporre in Italia la coltivazione degli OGM.

Poiché il provvedimento pare sia stato approvato da pressoché tutte le regioni, senza che la stampa ne abbia dato informazione, sarebbe opportuno conoscere le intenzioni della nostra giunta regionale che a quel tavolo ha partecipato, in merito alle normative che prestissimo verranno emanate per legittimare e disciplinare questo ulteriore scippo di sovranità. Non è necessario spendere ulteriori energie per spiegare ai frequentatori di questo SN cosa siano gli OGM, è d’obbligo estendere l’informazione di ciò che subdolamente si sta facendo, da parte di Governo e Regioni per sancire, di fatto, la debacle delle coltivazioni biologiche nostrane e la debacle di ogni progetto di sviluppo per un’altra economia.  Le  Regioni Emilia Romagna, Toscana e Marche, in prima fila, hanno approvato il provvedimento che prelude all’attuazione del piano di insediamento delle coltivazioni OGM in Italia, anche perché  quel piano prevede la creazioni di fondi per gli Enti Locali che quegli insediamenti volessero gestire. Si tratta di una di un accordo che il 17 dicembre 2009 ha ottenuto la prima approvazione della Conferenza Stato Regioni e che vede la regia del Ministro per i Rapporti con le Regioni, Raffaele Fitto del PDL e di Vasco Errani, Presidente della Conferenza dei Presidenti delle Regioni, esponente del PD (logica by-partisan, cos’è la destra, cos’è la sinistra).

Il via libera formale della bozza OGM è previsto il 28 gennaio 2010 e tali provvedimenti sono destinati a sollevare forti polemiche tra agricoltori, associazioni dei consumatori, ambientalisti, politici e scienziati.

Dal totale silenzio dei protagonisti di questo provvedimento emerge la voce di Tiberio Rabboni, Assessore Regionale all’Agricoltura della Regione Emilia Romagna, che , tra i fautori dell’impresa, arriva a sostenere che questo accordo sarebbe una difesa del made in Italy alimentare che potrà così tutelarsi dai rischi di contaminazione e di perdita di peculiarità. Oltre al danno la beffa! Ma sentiamo cosa dice:”Questo protocollo d’intesa non fa altro che recepire una normativa europea che chiede ai singoli Stati membri di dotarsi di regole per la coesistenza di colture OGM e tradizionali. E’ importante fissare dei paletti per prevenire la possibilità di creare ibridi tra produzioni OGM e tradizionali”. In pratica il problema reale (sostenuto con decisione da Federconsumatori, Coldiretti, Acli, Lega Coop, Wwf ) non è più OGM SI   -   OGM NO, ma è già divenuto OGM SI a patto di convivere col tradizionale, cosa che tutti gli scienziati, insieme ai coltivatori direttamente impegnati nella sperimentazione e coltivazione OGM, sanno essere impossibile, perché , laddove si insediano coltivazioni OGM le colture tradizionali vengono invase e colonizzate dai pollini OGM, per cui sono destinate a scomparire. Si tratta di una strategia raffinatissima di penetrazione e colonizzazione che ha l’obiettivo di distruggere le coltivazioni locali e purtroppo, per l’ennesima volta, le autorità governative e regionali sono allineate con l’applicazione di queste strategie.

E’ opportuno, anche attraverso il canale di comunicazione esistente tra MDFGE e l’Assessorato alla Decrescita del Comune di Genova, attivare prontamente interlocuzioni tra le associazioni (SN come RG, Rete Nuovo Municipio, Lega Ambiente ed affini) e le autorità per conoscere le vere intenzioni della Regione in merito all’accettazione o meno del protocollo d’intesa. Infatti viene già dato per scontato che, dopo l’ok all’accordo (ormai certo) del 28 gennaio, cui la commissione europea dovrà dare parere favorevole, le Regioni dovranno, entro sei mesi dall’accordo, emanare una legge sugli OGM.

Siamo avvertiti! Lo Scenario cui tutti noi dobbiamo prestare attenzione, gasisti in prima linea è questo. E’ necessario moltiplicare l’attenzione  e l’impegno  per estendere l’attivazione delle buone pratiche.

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GUERRA AMBIENTALE GLOBALE

gennaio 20th, 2010 by Enzo Cirone

Esistono oggi sofisticati sistemi d’arma che consentono di esercitare le più efficaci strategie offensive in maniera non convenzionale. La sofisticazione ha raggiunto tali livelli che, le gerarchie militari in grado di dispiegare l’attivazione di questa tecnologia, riescono, attraverso il controllo climatico, a desertificare intere aree del pianeta ricche di giacimenti da sfruttare, provocando l’evacuazione di quei territori all’interno dei quali, le popolazioni legittimamente insediate sarebbero d’intralcio ai loro obiettivi di sfruttamento. Oppure, se la strategia lo prevede, tale tecnologia può provocare inondazioni (Tsunami) o terremoti.

Fantapolitica? Esasperazione delle teorie complottiste?

Dopo l’11 settembre 2001, é apparso sempre più chiaro che quello straordinario evento apriva la via a progetti ben più spregiudicati di controllo globale.

Onde evitare l’impiego di analisi che potrebbero sembrare di parte, ascoltiamo una interessantissima intervista ad un esponente di rilievo appartenente alle gerarchie militari, quindi persona decisamente informata sui fatti di cui si parla: il Generale Fabio Mini, che ha ricoperto importanti funzioni ed incarichi in ambito NATO. Tale intervista apre scenari certamente inquietanti, ma che é opportuno valutare con la massima attenzione  proprio alla luce delle possibili strategie di costruzioni alternative:

http://www.youtube.com/watch?v=_qZybMh5Ths

Le Scie Chimiche sono da anni, dal 2003, presenti nei nostri cieli. Alziamo gli occhi al cielo ed osserviamo quanto di frequente. Forse dovremmo occuparcene diffondendone l’informazione ed aprendo tavoli di confronto con le autorità!

http://www.youtube.com/watch?v=KI_NLNUuN7o

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EPPUR SI FONDE

gennaio 20th, 2010 by Enzo Cirone

Riprendo l’articolazione di un tema già pubblicato su questo Blog a proposito della Fusione Fredda perché appare in tutta evidenza la funzione paradigmatica del suo occultamento.

 

Riassumo in poche parole quanto detto in precedenza:

1)                  la Fusione Fredda come fenomeno fisico-chimico a temperatura ambiente esiste e può essere  riprodotta ricavando cospicui guadagni energetici, tali da poter essere impiegata come fonte di energia alternativa pulita ed a basso costo.

2)                  l’establishment economico-finanziario quindi, in sub-ordine, scientifico e politico hanno provveduto con sapienza ed efficacia ad occultare questa evidenza allo scopo di perpetuare le dipendenze dal petrolio, oggi, finché possibile, e dalle fonti alternative, non fossili, domani, con conseguente implementazione dell’ideologia della scarsità.

3)                  sappiamo bene come, ammessa l’opzione del ricorso alle fonti rinnovabili canoniche (eolico, solare termico, fotovoltaico, biomasse) l’energia ricavata da tali fonti sia enormemente inferiore a quella delle fonti fossili  e di controversa applicabilità per l’impatto ambientale oggettivamente invasivo. Si veda l’impatto visivo devastante nella valle dei templi di Agrigento dove, il degrado realizzato con le smisurate cementificazioni urbane a ridosso dei templi, prosegue oggi con rinnovato vigore con una maxi-pala eolica su ogni crinale. La domanda è: “Valeva la pena, per ricavare pochissima energia pulita, devastare un territorio che rischia di pregiudicare pericolosamente la risorsa fondamentale per quel territorio rappresentato dal turismo che ne ha sempre fatto un luogo magico?”

4)         urge, vista la caratteristica del raggiunto picco dovuto alla limitatezza delle fonti fossili, la necessità di potenziare la ricerca di accesso a fonti energetiche sostitutive; la Fusione Fredda ne ha tutte le caratteristiche, infatti la ricerca, pur boicottata, prosegue ed ha già prodotto risultati di incontrovertibile valore sul piano della possibilità di utilizzo di una fonte certa, inesauribile, pulita per ricavare energia  a basso costo, in grado di competere e sostituire il ricorso alle fonti fossili.

 

Il principio cardine su cui si fonda l’attivazione del processo della Fusione Fredda è quello che fa riferimento al Dominio di Coerenza, concetto cardine in Elettrodinamica Quantistica.

Non sono richieste competenze superiori per comprenderne la natura ed il significato se si visiona il filmato del Prof. Emilio Del Giudice, che, facendo proprio il detto di Einstein, secondo cui, se avete capito veramente qualcosa, sarete in grado di spiegarlo anche a vostra nonna, offre alla platea del convegno Eppur si Fonde, tenuto a Milano nel novembre 2009, una semplice spiegazione del comportamento degli atomi e dei fotoni in regime di coerenza elettrodinamica:

 

http://www.arcoiris.tv/modules.php?name=Flash&d_op=getit&id=12553

 

Per tutti coloro che volessero approfondire il tema della Fusione Fredda è interessante consultare gli atti dell’ultimo convegno del 20 novembre 2009 tenuto a Milano e che ha visto la partecipazione di numerosi fra i più importanti scienziati, a livello internazionale, che hanno prodotto incoraggianti risultati sullo sviluppo e riproduzione su vasta scala del fenomeno della F.F.

 

Alcuni video che riportano le conferenze tenute dagli scienziati intervenuti al convegno sono qui riprodotti:

 

http://www.youtube.com/watch?v=DxbOcKVF49g

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2010, emergono nuovi scenari!

gennaio 3rd, 2010 by Enzo Cirone

Nessuno possiede la sfera di cristallo che possa consentirgli una previsione certa degli eventi futuri, ma, per coloro che hanno come obiettivo la massima attenzione possibile per le reali prospettive della nostra economia, quindi della vita delle nostre comunità, quindi della nostra vita, é evidente che il 2010 potrebbe essere l’anno in cui cominceranno a delinearsi i segni di una vera e propria depressione economica globale.

Mi sono svegliato il primo gennaio 2010 ed improvvisamente sono stato investito da un moto di depressione grave ed irreversibile? Neanche per sogno! Per provare ad essere estremamente sintetico, consiglio di visionare attentamente il grafico seguente che rappresenta l’andamento del debito degli Stati Uniti D’America negli ultimi 150 anni:

Perché prendere come riferimento il grafico del debito degli Stati Uniti D’America? Perché il modello economico di riferimento, paradigmatico per il funzionamento economico globale é proprio quello! La curva del debito non solo ha lo stesso andamento per tutte le economie globalizzate, ma anche le interdipendenze strutturali le uniformano alle stesse leggi.

Se osservate il grafico negli anni “20″ la curva ha incominciato ad intercettare la “norma” attestata sul valore di 170 ed ha incrementato il suo picco (crisi del 29) fino a precipitare a ridosso del secondo conflitto mondiale. Ora la curva del debito é enormemente più grave, si intuisce come non possa continuare a salire! Deve solo scendere! Non possiamo conoscere il giorno dell’inizio della discesa, solo che discesa sarà e sarà problematica per tutte le economie fondate sulla curva del debito insostenibile. Diventa quindi evidente, per tutti coloro che amano tenere gli occhi aperti, che nessuna ripresa sta dietro l’angolo, ma solo una enorme, globale deflagrazione di questo sistema, che si regge sulla sua insostenibilità.

Che fare allora? Fino a questo momento tutti i governi delle economie più forti, sono unanimi nel negare la gravità della crisi e nel promettere soluzioni! Sappiamo che le soluzioni, all’interno del vecchio paradigma non sono sostenibili, non esistono! Può solamente esistere una soluzione che faccia riferimento a paradigmi totalmente nuovi,  spontanee aggregazioni di cittadini che si coalizzino intorno ad idee basate sui criteri della nuova economia non più legata alla creazione del debito infinito ed inestinguibile creato dalle banche centrali, ma un’economia ricostruita localmente dalla partecipazione diretta e solidale dei cittadini naturalmente collegati al loro territorio, uniti da intenti finalizzati al rispetto ed alla condivisione del benessere comune.

La formazione dei Gas é sicuramente uno dei primi, importanti scalini di questo nuovo edificio comunitario che infrange e sconvolge vecchi paradigmi per crearne di nuovi. E’ però giunto il momento di esercitare un ulteriore sforzo per fare in modo che il Gas faccia un salto qualitativo!

In che modo? Con la creazione di una sorta di associazionismo o, comunque, una forma di collaborazione che consenta una mappatura dei soggetti già protagonisti di quell’ impegno, al fine di approssimare con margini più precisi la domanda locale relativa, tale da poter programmare non solo la nascita, ma anche la produzione di un’economia locale. Infatti é solo la nascita e la gestione sapiente di un’economia locale che può consentire di non risentire troppo degli effetti devastanti della crisi che, mai nella storia, aveva raggiunto simili livelli di coinvolgimento e di pervasività.

Il prossimo incontro intergas che RG sta propoponendo per fine gennaio, spero abbia come obiettivo una orizzontale razionalizzazione delle proposte e delle collaborazioni al fine di creare confronti positivi per la nascita dell’economia locale nella nostra regione, alla luce dello scenario globale. I Gas possono dare un importantissimo contributo a questo cambiamento, insieme a proposte e pratiche di rinascita dell’economia locale che interessino anche il terreno della PMI e dell’artigianato. Il collante di tutte queste iniziative potrebbe essere la proposta di Arcipelago Scec. Se ne può parlare!

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