AUTO ELETTRICA IN ITALIA
febbraio 28th, 2010
A proposito di innovazione tecnologica relativa ad automobili ecologiche a bassissimo impatto ambientale e costi di esercizio decisamente contenuti ecco la proposta di una ditta italiana di Varese che ha già messo sul mercato il primo prodotto con la fornitura di un’automobile alla polizia municipale della città di Matera. E’ possibile contattare l’azienda per ulteriori informazioni, soprattutto sul prezzo. Ecco i riferimenti:
Per quanto riguarda le notizie di cui ho riferito:
Per collegarsi al sito dell’azienda produttrice:
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Bella segnalazione.
Quando avevo 18 anni, prima macchina (usata, 300.000 lire…) ho scritto sul “libro di bordo”: la prossima automobile che guiderò sarà elettrica….
Sono passati molti anni (adesso ne ho 55).
Sono sicuro che la prossima che DOVRO’ comprare (per lavoro…) sarà ancora endotermica! Turbo-diesel e farà almeno i 18 Km con un litro di inquinantissimo gasolio…
Se le energie che hanno impiegato per studiare i motori a combustione interna l’avessero convogliata negli accumulatori… oggi avremmo delle batterie che supererebbero i nostri serbatoi di benzina!
Purtroppo non è così.
L’auto della polizia di Matera sembra il carrettino degli spazzini, farà si e no i 50 all’ora e dopo un anno la sua batteria di 900 kg di piombo sarà da buttare, con 5000 euro per la sostituzione!
Il problema (come per tante altre cose) è la NON VOLONTA’ di far progredire (perchè qualcuno ha interessi che si rimanga sudditi)!
Te l’ho offerta così come mi é stata data! Per quanto riguarda la limitata autonomia e potenza , direi che quel mezzo ha prestazioni commisurate alle funzioni che deve svolgere, che sono esattamente quelle del carrettino che ti consente di muoverti con poca spesa e basso impatto ambientale in un ambito prevalentemente cittadino. Potrebbe essere adatto per il raccordo logistico tra magazzini di stoccaggio e negozi della piccola distribuzione. Adatto anche per piccoli spostamenti. Un’auto per lavoro, come quella adatta alle tue esigenze deve senz’altro avere caratteristiche ben diverse!
L’auto elettrica è sempre stata il mio sogno, fin da bambino.
E’ per questo che sono così amareggiato, Enzo.
Un’auto silenziosa, non puzzolente, con la coppia massima disponibile immediatamente, senza dover imballare il motore…
Il motore elettrico è fantastico. Le batterie sono il problema che non hanno voluto mai risolvere!
Trent’anni fa un “muletto” aziendale (sollevatore idraulico semovente) aveva una batteria che costava 18 milioni di lire (e durava un lustro circa)!
Oggi siamo ancora a quel livello! Troppi interessi di industriali e petrolieri.
Auto ibride costosissime, celle a combustibile inavvicinabili, confronti improponibili di prestazioni e autonomia. Parrebbe proprio che non vogliano arrivarci, finchè ci sarà una goccia di petrolio spremibile da questa vecchia Terra!
So che anche qui in Italia sono in corso esperimenti per installare torrette di ricarica per auto elettriche e questo e’ positivo
Questa volta vorrei fare pero’ una domanda un po’ provocatoria : se tutti passassimo all’auto elettrica, l’attuale metodologia di produzione dell’energia basterebbe a soddisfare il fabbisogno di tutti? E se no, basterebbe affidarsi alle energie rinnovabili per produrre energia mancante? O il nucleare potrebbe risultare effettivamente decisivo?
Vorrei ribadire un concetto, ripreso ieri sera dal Presidente Burlando, relativo al tema del nucleare. Il Nucleare in Italia non si farà mai! Costa troppo, i tempi di realizzazione sono biblici, l’uranio sta scomparendo ed i costi di approvvigionamento saliranno alle stelle, partecipa con una quota percentuale irrisoria alla costituzione del monte energia disponibile; non é, contariamente a quanto si dice, una tecnologia sicura; crea seri problemi per la salute delle persone e dei territori per lo smaltimento delle scorie. A quanto si vede non esiste un solo elemento che possa indurre a prendere in considerazione una tecnologia che, a breve, apparterrà alla preistoria delle produzioni energetiche. Alcuni esponenti del nostro governo devono semplicemente dichiarare strumentalmente la loro sudditanza a progetti guidati dagli ultimi esponenti (francesi) del know-how nucleare perchè con quegli esponenti hanno altri accordi di collaborazione in corso.
La tattica é quella di non dire mai apertamente di no per tenere buoni i propri partners commerciali, ecco per quale motivo dobbiamo assistere continuamente a questa pantomima del nucleare. Detto questo l’auto elettrica é un progetto che deve ancora partire come piano generale di riconversione. Quando partirà sarà necessario creare una rete di distribuzione efficace per le celle da sostituire che, per una quota percentuale, possono anche rigurdare il fotovoltaico od altro. Anche il fotovoltaico, l’eolico, biomasse ed altro sono tecnologie che devono ancora partire con piani seri di integrazione/sostituzione degli attuali sistemi di produzione di energia. Un’attenzione particolare va rivolta a, già presenti, specifiche modalità di speculazione finanziaria che utilizzano il piano energia per acquistare a basso costo terreni agricoli, trasformarli in terreni di insediamento per impianti da fonti rinnovabili a sola finalità speculativa. L’attenzione non é mai abbastanza desta!
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