L’ITALIA APPROVA GLI OGM
gennaio 22nd, 2010
In silenzio, come chi, con estrema naturalezza, non si cura di consultare i destinatari del proprio operato nel caso le azioni intraprese rechino danno od offesa alle più elementari norme di rispetto democratico, Governo e Regioni si preparano ad imporre in Italia la coltivazione degli OGM.
Poiché il provvedimento pare sia stato approvato da pressoché tutte le regioni, senza che la stampa ne abbia dato informazione, sarebbe opportuno conoscere le intenzioni della nostra giunta regionale che a quel tavolo ha partecipato, in merito alle normative che prestissimo verranno emanate per legittimare e disciplinare questo ulteriore scippo di sovranità. Non è necessario spendere ulteriori energie per spiegare ai frequentatori di questo SN cosa siano gli OGM, è d’obbligo estendere l’informazione di ciò che subdolamente si sta facendo, da parte di Governo e Regioni per sancire, di fatto, la debacle delle coltivazioni biologiche nostrane e la debacle di ogni progetto di sviluppo per un’altra economia. Le Regioni Emilia Romagna, Toscana e Marche, in prima fila, hanno approvato il provvedimento che prelude all’attuazione del piano di insediamento delle coltivazioni OGM in Italia, anche perché quel piano prevede la creazioni di fondi per gli Enti Locali che quegli insediamenti volessero gestire. Si tratta di una di un accordo che il 17 dicembre 2009 ha ottenuto la prima approvazione della Conferenza Stato Regioni e che vede la regia del Ministro per i Rapporti con le Regioni, Raffaele Fitto del PDL e di Vasco Errani, Presidente della Conferenza dei Presidenti delle Regioni, esponente del PD (logica by-partisan, cos’è la destra, cos’è la sinistra).
Il via libera formale della bozza OGM è previsto il 28 gennaio 2010 e tali provvedimenti sono destinati a sollevare forti polemiche tra agricoltori, associazioni dei consumatori, ambientalisti, politici e scienziati.
Dal totale silenzio dei protagonisti di questo provvedimento emerge la voce di Tiberio Rabboni, Assessore Regionale all’Agricoltura della Regione Emilia Romagna, che , tra i fautori dell’impresa, arriva a sostenere che questo accordo sarebbe una difesa del made in Italy alimentare che potrà così tutelarsi dai rischi di contaminazione e di perdita di peculiarità. Oltre al danno la beffa! Ma sentiamo cosa dice:”Questo protocollo d’intesa non fa altro che recepire una normativa europea che chiede ai singoli Stati membri di dotarsi di regole per la coesistenza di colture OGM e tradizionali. E’ importante fissare dei paletti per prevenire la possibilità di creare ibridi tra produzioni OGM e tradizionali”. In pratica il problema reale (sostenuto con decisione da Federconsumatori, Coldiretti, Acli, Lega Coop, Wwf ) non è più OGM SI - OGM NO, ma è già divenuto OGM SI a patto di convivere col tradizionale, cosa che tutti gli scienziati, insieme ai coltivatori direttamente impegnati nella sperimentazione e coltivazione OGM, sanno essere impossibile, perché , laddove si insediano coltivazioni OGM le colture tradizionali vengono invase e colonizzate dai pollini OGM, per cui sono destinate a scomparire. Si tratta di una strategia raffinatissima di penetrazione e colonizzazione che ha l’obiettivo di distruggere le coltivazioni locali e purtroppo, per l’ennesima volta, le autorità governative e regionali sono allineate con l’applicazione di queste strategie.
E’ opportuno, anche attraverso il canale di comunicazione esistente tra MDFGE e l’Assessorato alla Decrescita del Comune di Genova, attivare prontamente interlocuzioni tra le associazioni (SN come RG, Rete Nuovo Municipio, Lega Ambiente ed affini) e le autorità per conoscere le vere intenzioni della Regione in merito all’accettazione o meno del protocollo d’intesa. Infatti viene già dato per scontato che, dopo l’ok all’accordo (ormai certo) del 28 gennaio, cui la commissione europea dovrà dare parere favorevole, le Regioni dovranno, entro sei mesi dall’accordo, emanare una legge sugli OGM.
Siamo avvertiti! Lo Scenario cui tutti noi dobbiamo prestare attenzione, gasisti in prima linea è questo. E’ necessario moltiplicare l’attenzione e l’impegno per estendere l’attivazione delle buone pratiche.
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Scegliendo di trascurare la sovranità alimentare dell’Italia e la nostra preziosa biodiversità, il Governo ha deciso di imboccare la strada che ci vedrà colonizzati dalle multinazionali chimico-farmaceutiche-biotech detentrici dei brevetti sugli Ogm.
L’Unione Europea, dopo avere emanato, con la lunga preparazione di 3 direttive e 4 regolamenti, le leggi per la tracciabilità e l’etichettatura degli Ogm, era tenuta, secondo il programma stabilito, a produrre anche le regole per la coesistenza (tra coltura tradizionali e colture geneticamente modificate). In realtà la porta era stata spalancata agli Ogm nel momento in cui era passata la Direttiva europea che autorizzava i brevetti sulla materia vivente (98/44), ma si voleva quanto meno salvare il diritto del cittadino europeo ad una libera scelta alimentare.
L’Unione Europea non poté elaborare le regole di coesistenza perché il suo Comitato Scientifico dichiarò che tale coesistenza era inattuabile (come ben esprime e descrive Enzo, gli Ogm, anche se coltivati a distanza di chilometri, finiscono sempre per inquinare ogni altra piantagione attraverso l’aria, i pollini, gli insetti, e anche attraverso il suolo).
Fu scaricata la “patata bollente” dell’elaborazione di queste “linee guida” sugli Stati Membri, che a loro volta, ovunque possibile, l’hanno scaricata (in Italia è avvenuto così) sulle loro amministrazioni regionali. Le quali non hanno potuto fare niente e in tal modo hanno impedito in Italia, come pure in svariati altri Stati Membri, l’autorizzazione alle colture GM.
Oggi all’improvviso, senza alcun dibattito pubblico e in totale violazione della Convenzione di AARHUS, cui l’Italia aderisce (e che impone vengano informate le parti interessate dei cittadini, o gli stakeholder, che devono anche prendere parte al processo decisionale quando si elabora una iniziativa che riguarda l’Ambiente), ci giunge la notizia che l’accordo tra Stato e Regioni si sarebbe concluso.
Con grande nostra sorpresa, dal momento che 16 Regioni Italiane si sono dichiarate “OGM Free” (e recentemente Barroso, presidente della Commissione Europea ha riconosciuto il diritto delle Zone “Libere da Ogm” ad esserlo).
Anche se nel Rapporto “Come influenzare l’opinione pubblica sulle biotoecnologie agricole” (!), l’addetta all’Agricoltura statunitense in Italia definisce tutti, nell’elenco qui di seguito,“frange minoritarie” …., una vasta maggioranza della popolazione si è espressa in Italia contro gli Ogm in agricoltura. Tra di essi:
* il Governo nella persona del Ministro dell’Agricoltura Zaia
* 41 Province e 2.446 Comuni, oltre le 16 Regioni già menzionate
* il maggiore sindacato di agricoltori, la Coldiretti (9.812 sezioni nelle 18 regioni e 568.000 agricoltori)
* la maggiore catena di distribuzione alimentare, Coop Italia
* numerose maggiori marche di prodotti alimentari, come Barilla, Amadori, Bovinmarche, Fileni, ecc …
* la coalizione di Ong “Liberi da Ogm” e numerose altre Organizzazioni della Società Civile, anche in ambito accademico.
* numerosi gruppi di parlamentari di tutte le correnti (in particolare Gianni Alemanno, già Ministro dell’Agricoltura e oggi Sindaco di Roma)
* il Vaticano stesso con le dichiarazioni fatte dal Papa e scritte nel Documento “Instrumentum laboris” (1) per il Sinodo dei Vescovi Africani (pur se la Pontificia Accademia delle Scienze, che è autonoma dal Vaticano e che da esso è stata smentita su “L’Osservatore Romano”, ha tentato nel mese di maggio scorso di accreditare la tesi di un sostegno del Vaticano agli Ogm …).
Le ragioni del rifiuto agli Ogm dovrebbero ormai essere note per le basi solidissime sulle quali esse poggiano.
Infatti gli Ogm:
* sono stati promossi negli anni ’90, malgrado un giudizio negativo della Food and Drug Administration (FDA) negli USA
* hanno promesso aumenti nei raccolti e riduzione dell’inquinamento chimico ed entrambe queste promesse sono state non solo disattese ma ribaltate (vedi ultimo rapporto del nov. 09 di Charles Benbrook: meno 10% nei raccolti e 4 volte più inquinamento da pesticidi)
* hanno dimostrato di costituire un rischio per la salute umana
* hanno dimostrato di costituire un rischio ancor maggiore per l’ambiente
* hanno privatizzato un “bene comune” prezioso almeno quanto l’acqua: la materia vivente del pianeta.
* non sono, come hanno voluto farci credere, uno strumento per migliorare la distribuzione di cibo nel mondo, ma al contrario una causa importante della grave crisi di fame.
Infatti, essi fanno in modo che i popoli dipendano da potenti multinazionali, che mirano al solo loro profitto, con la riscossione del diritto di brevetto (ad ogni ciclo riproduttivo della pianta) e con il controllo del mercato globale del cibo.
L’unica azione possibile, a questo punto, è di un sollevamento popolare generale.
Gli OGM non devono passare !!!
Ho cercato la notizia a cui si fa’ riferimento in giro per la rete, ma nulla !!!
Cerca meglio! Questo é solo un sito fra mille, fra poco te ne indicherò altri.
http://www.facebook.com/notes/informare-per-resistere/italia-via-libera-agli-ogm/265449631266
Questo è tratto da “La Stampa”: http://www.europass.parma.it/page.asp?IDCategoria=553&IDSezione=0&ID=350554
Ho dimenticato di inserire il commento del Vaticano (1)
1-) “La campagna di semina di Organismi Geneticamente Modificati (OGM) pretende di assicurare la sicurezza alimentare […]. Questa tecnica rischia di rovinare i piccoli coltivatori e di sopprimere le loro semine tradizionali rendendoli dipendenti dalle società produttrici di OGM”. (Benedetto XVI nel documento “Instrumentum laboris” per il Sinodo dei Vescovi Africani, 2009).