C’ERA UNA VOLTA LA FUSIONE FREDDA!

dicembre 16th, 2009

La crisi economica che incombe, accompagnata da una crisi ambientale esplosiva, per le crescenti richieste di approvvigionamento energetico da parte delle potenze economiche emergenti, unite all’imminente “Oil Crunch” ci fa dimenticare che, fra tutte le possibilità alternative di sviluppo ed utilizzazione delle risorse energetiche, esista la Fusione Fredda  controllata.

Da quando nell’ormai 1989 (e già, sono trascorsi ormai 20 anni) Fleishmann e Pons avevano annunciato alla comunità scientifica di aver scoperto la possibilità di produrre energia con la fusione nucleare a temperatura ambiente ed a basso costo, tale evento sembra letteralmente scomparso, come se si fosse trattato di una cometa che appare improvvisamente per un tempo breve e scompare senza lasciar traccia.

Ma come stanno veramente le cose a proposito delle reali possibilità di produrre e riprodurre il fenomeno fisico-chimico della fusione fredda in maniera significativa? Molti scienziati (la grandissima maggioranza), non direttamente collegati al fenomeno della fusione, o non hanno adeguati strumenti conoscitivi per comprenderne la portata o, semplicemente e pedissequamente negano l’evidenza del fenomeno.

Lo stesso premio Nobel Carlo Rubbia inizialmente ammise di non esser in grado di valutare cosa stesse avvenendo all’interno di quella semplice cella elettrolitica, successivamente, come vedremo, fu in grado di valutarlo in maniera esaustiva, ma costretto dall’establishment economico-scientifico a tacere per dedicarsi ad altro.

Ma qual è l’oggetto del contendere? Tanto per cominciare: esiste il fenomeno della fusione nucleare fredda? Per anni, dopo il 1989, infatti tutti gli scienziati che provarono a riprodurre il fenomeno, dissero di non esser riusciti a ricavare risultati significativi. Da ciò si dedusse, rapidamente, che il fenomeno fosse privo di consistenza e quindi scientificamente irrilevante. Si realizzo in tempi brevissimi una diffusa, energica, estesa, capillare operazione di raffreddamento del fenomeno, che riuscì a farlo scomparire non solo da ogni agenda scientifica specializzata ma, in generale, da ogni agenda mediatica.

Non in Italia, dove il gruppo del Prof. Giuliano Preparata e del Prof. Emilio Del Giudice avviarono una sperimentazione che condusse a risultati tanto significativi da mobilitare l’interesse di finanziatori del calibro di Tronchetti Provera. Nel 2001 furono finanziate ricerche dirette dall’ENEA, che a quell’epoca ebbe come direttore lo stesso Carlo Rubbia, commissionate al laboratorio del CNR di Frascati, segnatamente ai ricercatori dott. De Ninno, dott. Frattolillo, dott. Rizzo, Prof. Del Giudice già collaboratore del Prof. Preparata appena scomparso. I risultati dei lavori, con un finanziamento irrisorio di £ 1.300.000.000 (un miliardo e trecento milioni, oggi 650.00 €) per tre anni, furono molto positivi perché evidenziarono l’atteso incremento di calore della reazione in concomitanza con la formazione di elio a partire da deuterio.

Insomma le ricerche furono molto incoraggianti perché si riuscì a dimostrare l’evidenza del fenomeno che, con una tecnologia rudimentale ed a bassissimo costo aveva raggiunto un rendimento di 3:1.  Certamente ancora poco! Si trattava solo di continuare ad alimentare il flusso dei finanziamenti per poter perfezionare la tecnologia di innesco e mantenimento del fenomeno. Aggiungiamo che in quegli anni ci furono contatti con i francesi dell’EDF e della CEA, molto interessati allo sviluppo delle ricerche del CNR di Frascati e, successivamente, i lavori del Prof. Arata, in Giappone, che rappresentano la consacrazione dell’evidenza del fenomeno a livello internazionale, svilupparono le ricerche del gruppo italiano. Pare invece che Rubbia, i membri dell’allora governo ed i finanziatori privati che avevano manifestato interesse a quella promettente ricerca, foriera di promettenti sviluppi, improvvisamente ed inspiegabilmente avessero risposto con un assordante silenzio.

Il comprensibile sconcerto dei ricercatori che, inizialmente, non riuscendo a spiegarsi il silenzio dei committenti dopo aver prodotto brillanti risultati, apparve più che motivato, fu poi, probabilmente, correttamente interpretato dal Prof. Del Giudice quando, a proposito dell’evoluzione di quella vicenda ebbe a dire: “Immaginate come dovettero sentirsi agi albori della rivoluzione industriale i padroni di empori di vele e cordami, depositari di ingenti profitti, che, con l’avvento della navigazione a vapore, rischiavano il fallimento da un giorno all’altro. Cercarono con tutti i mezzi, leciti ed illeciti di combattere, nascondere delegittimare, infangare la nuova tecnologia”.

Certamente, l’interpretazione è logica e plausibile, ma forse, non è la sola! Come lo stesso Fleishmann, e come lo sesso Del Giudice conferma, le autorità scientifiche anche se ufficialmente definirono la fusione fredda una bufala internazionale, in maniera occulta proseguirono le ricerche con grandi volumi di finanziamenti. Già questo dovrebbe far riflettere. Evidentemente si sapeva dell’evidenza del fenomeno! Rimane da chiarire perché le ricerche proseguirono in maniera occulta?

La risposta possibile fotografa la reale struttura gerarchica che ordina gli eventi, sempre nella stessa maniera. Sono entrati in campo, dopo aver verificato la fondatezza del fenomeno, gli attori protagonisti appartenenti al sistema economico-finanziario-militare. Sostituendo al Palladio, l’Uranio è possibile produrre una fusione controllata che innesca un’esplosione atomica (fissione) su scala ridotta, tale che, dell’energia atomica, non più utilizzata per scopi militari data l’enorme potenza devastante prodotta, ne ridiventa possibile l’utilizzo in forma controllata e ridotta per scopi eminentemente offensivi.

In parole povere, non si utilizzava più l’energia atomica per scopi militari, dall’ultimo conflitto mondiale, perché, devastando estesi territori e provocando immediatamente migliaia di vittime, che nel tempo aumentavano considerevolmente per gli effetti a distanza, se ne decretava l’inammissibilità e l’inapplicabilità perché deprecabile sia umanamente  sia politicamente. Con l’arma atomica a fusione controllata che innesca una micro-esplosione atomica a fissione, è possibile distruggere un edificio o una struttura in maniera circoscritta, e questo, nella mente del militare e del politico, diventa politicamente corretto e, quindi, accettabile.

E’ difficile, visto l’occultamento perdurante dell’utilizzazione di quest’arma, risalire alla data dei primi esperimenti effettuati sul campo. Effetti sui corpi dei militari e dei civili feriti ed immagini video di bombardamenti sia nella ex-Jugoslavia, sia in Libano, sia nella striscia di Gaza, lasciano supporre che, con buona probabilità, i militari già dispongano ed utilizzino questa tecnologia.

Ecco quindi che diviene imperativo vietare la conoscenza della tecnologia della fusione nucleare per almeno due ordini di motivi. Il primo motivo è legato alla possibilità di smaltire le enormi scorte degli arsenali atomici ed il secondo motivo serve a scongiurare il pericolo che anche  piccole potenze regionali, vista l’economicità per la produzione e l’approvvigionamento delle materie prime utilizzate, si possano dotare di strumenti offensivi, a basso costo ma di grande rilievo strategico.

Alla luce di queste considerazioni, che hanno di fatto precluso, non solo al nostro paese, quindi a tutti i cittadini, la possibilità di ottenere energia a basso costo, veramente alternativa al petrolio, per poter affrontare e risolvere il problema energetico, diventa evidente la catena occulta dei comandi che innescano la produzione degli eventi così come essi poi si manifestano.

Esiste una stegocrazia finanziaria, economica e militare che decide unilateralmente cosa e come finanziare per fare profitti e controllare le popolazioni del pianeta. Per realizzare progetti finalizzati al conseguimento di questi obiettivi è necessario servirsi di una classe politica organica a quei desiderata. Quindi le fortune o le disgrazie dei politici, dalla notte dei tempi, in ogni parte del pianeta, dipendono sempre dal modo in cui le loro scelte si uniformano o si contrappongono ai desiderata della stegocrazia.

Per conoscere nomi e cognomi degli stegocrati si prega di consultare i siti di Paolo Barnard! Ogni progetto di transizione può e deve dotarsi, tra le altre cose, di tale conoscenza e svilupparla, per ottenere autonomia energetica, anche su scala locale, e quindi interrompere la dipendenza dal petrolio o, in futuro, da qualsiasi altra forma di dipendenza energetica, madre di ogni dipendenza.

Ricercatori indipendenti, anche in laboratori improvvisati, proseguono le ricerche, che hanno dato e continuano a dare risultati incoraggianti (vedi dott. Cirillo e dott. Iorio) non solo per quanto riguarda la fusione nucleare, ma anche sulle trasmutazioni ad energia debole. Appare chiaro il progetto (by-partisan) di affossamento della scuola, della ricerca e delle università, della produzione e del lavoro. Mai come oggi appare chiaro che un altro mondo è possibile e qualcuno ha la necessità di occultare questa possibilità!

Enzo Cirone

http://youtube.com/watch?v=m1XX_CYDJfY

http://www.overunity.it/indexFFFatti.htm

http://www.progettomeg.it/ffstoria.htm

 

 

 

 

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