COSTRUIRE PARTECIPAZIONE (20 GENNAIO 2011)
Il Circolo di Genova del Movimento per la Decrescita Felice e il Meetup Amici di Beppe Grillo di Genova – Gruppo Storico – organizzano il seminario dal titolo:
COSTRUIRE PARTECIPAZIONE
favorire il coinvolgimento dei cittadini nelle scelte delle amministrazioni locali in Liguria, a partire dai “beni comuni” (ambiente, territorio, servizi, utilities)
Interviene:
Salvatore Amura
“Rete del Nuovo Municipio”
QUANDO: giovedì 20 gennaio · 17.00 – 20.00
DOVE: Auditorium del Convitto Colombo Via Dino Bellucci 4 – 16124 Genova
Introduce: Marcello Moresco – MDF Genova
Partecipano:
- Manuela Cappello – consigliera comunale Ge
- Danilo Castagnetti – agente di sviluppo locale
- Deborah Lucchetti – presidente Fair
Contiamo sul contributo di cittadini, movimenti e associazioni interessati a questi argomenti!
QUI DI SEGUITO: I percorsi di costruzione di processi istituzionali per la promozione della partecipazione (di Salvatore Amura – vicepresidente Rete Nuovo Municipio)
In un’epoca di estrema globalizzazione, in cui si assiste allo sviluppo parallelo di un mondo globalizzato e al tempo stesso di realtà fortemente radicate nelle loro configurazioni locali, il Municipio riveste un ruolo centrale perché è e rimane l’unica vera espressione di una concreta comunità territoriale. Le dinamiche sociali, economiche, politiche e culturali, hanno oltrepassato ogni confine geografico. Gli Stati e le Regioni hanno perso la loro originaria funzione aggregativa e sono sempre più distanti dal Paese e dai bisogni reali. I governi sembrano rappresentare soltanto se stessi e i cittadini rischiano di diventare i destinatari incolpevoli di politiche imposte dall’alto, spesso indesiderate.
La legittimazione dei primi si regge unicamente sul sempre più debole filo elettorale che li lega ai secondi, ma nulla di più. Il mondo è in rete: ciò significa che ogni produzione materiale o culturale è decentralizzata ed è in grado di diffondersi e attuarsi liberamente, anche oltre i vincoli e la supposta necessità di strutture di regolazione e di controllo “verticali”, pubbliche e private. Il futuro dell’energia può passare non più dalle grandi centrali nucleari ma anche da molteplici centri di produzione locali interconnessi.
La diversificazione della produzione agricola e manifatturiera e una più stretta relazione – umana – tra produttore e consumatore possono plasmare una nuova forma di economia locale di qualità, al riparo dalle pressioni e dalle crisi internazionali e in grado di produrre nuovi posti di lavoro. L’economia può tornare a essere al servizio della comunità e dell’ambiente e dei loro bisogni. E non viceversa.
Rete vuol dire essere autonomi, ma in relazione. Vuol dire libertà, resa possibile soltanto dallo scambio e dalla condivisione del sapere. Rete vuol dire mettere il locale in relazione con il mondo; e locale significa inevitabilmente processi democratici dal basso. Cambia il concetto di governo del territorio, che non è più l’intervento dall’alto da parte di una classe politica illuminata, ma un processo orizzontale di partecipazione, fondato sulla consapevolezza che il sapere proviene dalla cittadinanza, la quale, molto spesso, oltre a conoscere i problemi è capace di intravederne le soluzioni. Il sapere è diffuso ed il progresso non è più la previsione di una grande narrazione, ma il lento risultato di una continua riflessione collettiva. Per questo motivo la circolazione delle idee -che, all’origine, sono giocoforza locali e decentrate- vale più di qualsiasi centro studi, di elite o autorità. Sono la linfa della democrazia reale.
Di fronte a questo scenario contemporaneo, il Municipio rimane l’unico spazio entro cui i cittadini possono partecipare alla costruzione del proprio futuro. I municipi sono il livello istituzionale più appropriato per affrontare in modo vigoroso questi cambiamenti e i problemi che essi generano: crisi economiche e dell’occupazione, crisi di rappresentanza, crisi di governabilità e perdita di benessere quotidiano. Per questo motivo il tema del federalismo municipale e solidale è sempre più attuale e il coinvolgimento della società civile, organizzata nelle politiche pubbliche, sempre più importante. All’interno di questa configurazione globale, assimilabile a un grande network, i municipi sono piccoli punti di snodo in cui convergere e da cui partire per promuovere idee e pratiche.
Nodi “democratici”, ma niente affatto artificiali, perché reale espressione delle necessità e della volontà dei cittadini. Tuttavia anche il Municipio rischia di essere un nuovo “centro di potere” se, nel suo piccolo, ancora si pone come autorità tradizionale. Quali sono allora i punti di riferimento per una buona politica, i pilastri di una democrazia rinnovata?
1. la partecipazione diretta dei cittadini
2. la tutela dei beni comuni: acqua, territorio…
3. lo sviluppo sostenibile, la gestione di energia, rifiuti…
4. la tutela dei diritti e la solidarietà sociale
5. le nuove prassi dell’economia solidale
Sono questi i fondamenti del Manuale del Buon Amministratore Locale.
