Un orticello per tutti!!

Tra le tante cose che ciascuno di noi può fare per adeguare il proprio stile di vita ai principi della decrescita, una particolarmente mi incuriosisce e mi attira: il coltivarsi da soli la verdura e la frutta o quantomeno parte di esse o anche solo le spezie, i “gusti”, come origano, rosmarino, salvia, maggiornana e che più ne ha più ne metta.

In particolare me piace molto l’idea di trasformare il proprio terrazzo in un piccolo orto, una pratica che andrebbe a mio avviso molto incentivata. Peraltro, chi fosse interessato, può trovare moltissime informazioni su Internet, anche perchè ultimamente questa  attività si sta diffondendo, complice anche la crisi economica che ci obbliga a ridurre il più possibile gli sprechi.

Per non parlare della soddisfazione per i risultati ottenuti e della loro qualità!!

Tra i lettori quanti adottano questa pratica? Cosa ne pensate?

Secondo me è un impegno che si può assumere, ci rimette in contatto con la terra e con tutti i valori ad essa connessi, come il rispetto per la natura, il senso del tempo e l’idea che comunque è dalla terra stessa che traiamo il nostro sostentamento e quindi distruggerla non può far altro che danneggiare anche noi.

La decrescita… in ferie

Vi segnalo un interessante articolo pubblicato sulla rivista Terranauta e intitolato “Ok la decrescita… ma le vacanze?“. L’autrice descrive le sue impressioni sul modo di fare turismo, organizzare e quindi vivere una vacanza senza dimenticare i propri valori. Mi sono ritrovata nelle sue perplessità (il viaggio alla moda, le località iper-affollate e gli sprechi conseguenti) così come nei suoi desideri (il contatto con le culture locali, l’esigenza di risparmio, la riscoperta di località vicine, il turismo responsabile, la fuga dal divertimento a tutti i costi…).

“…E forse, placare questa sete di viaggi in questo modo potrà anche farci capire che alcuni posti son diventati dei circhi e degli zoo ignobili, che davvero ciò che si cerca è la diversità e l’esoticità a tutti i costi o il divertimento “forzato”, che non produce nulla se non un gran dispendio di soldi ed energie. Perché il vero viaggio, se vogliamo metterla sul filosofico.. è quello dentro di te. E allora non serve mica andarsene lontanissimo.. mettere in moto tutta questa macchina da baracconi solo per l’ansia di cercare e di scoprire qualcosa che non trovi.. il diverso è qua, è vicino, è ciò che non conosci di te e dei posti e delle genti che hai intorno!“.

E voi cosa ne pensate?