Cittadinanza attiva è …

Cittadinanza attiva è conflitto e lotte sociali, difesa ed espansione dei diritti, disobbedienza alle leggi ingiuste, mutuo sostegno nelle lotte e nelle azioni di contrasto, rifiuto dei rifiuti, opposizione alla devastazione ambientale e sociale.
Cittadinanza attiva è cooperazione sociale, solidarietà e aiuto reciproco, creazione di legami sociali e di nuove relazioni collettive, costruzione di comunità e di nuova fratellanza.
Cittadinanza attiva è occupazione trasformativa dei luoghi della città, delle case sfitte, degli immobili dismessi, delle aree abbandonate, occupazione e reinvenzione dello spazio pubblico.
Cittadinanza attiva è creatività di strada e di città (writing, colorazione degli spazi urbani, risignificazione e riappropriazione creativa dei luoghi, mediactivism, televisioni di strada, comunicazione alternativa).
Cittadinanza attiva è riprogettazione del luogo di residenza e di vita a partire dalla propria casa, dalle relazioni di prossimità, dalla nuova intensità di relazioni delle microcomunità in formazione.
Cittadinanza attiva è un pezzo di città che “funziona”, un quartiere accogliente e ricco di attività e di relazioni, una piccola città che non ti distrugge.
Cittadinanza attiva è un municipio fondato sulla partecipazione sociale, sulla mobilitazione degli abitanti, sulla creatività delle vecchie e nuove popolazioni.
Cittadinanza attiva è un territorio ambientalmente sano e produttivo, un’economia non distruttiva, un’agricoltura in pace con la vita delle piante, degli animali e degli uomini, una gestione prudente delle risorse e delle ricchezze naturali.
Cittadinanza attiva è costruzione di reti di città amiche, di federalismo solidale dal basso degli insediamenti e dei municipi, di territori liberati dai vincoli della globalizzazione e dai processi di omologazione economica e culturale.
Cittadinanza attiva è una nuova forma di cooperazione internazionale, di relazione diretta di territori con territori, di città del mondo ricco con città del mondo povero, politica estera gestita in prima persona dalle comunità locali e dalle amministrazioni decentrate.
(tratto da G. Paba, C. Perrone, a cura di, Cittadinanza attiva. Il coinvolgimento degli abitanti nella costruzione delle città, Alinea, Firenze, 2004, pp. 25-28)
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