Ci frana la terra sotto i piedi..

Sicuramente questo è stato un inverno piovoso, tutti credo ci siamo stancati della pioggia, ma credo che nessuno sia così stanco come la terra.

Ebbene si, la terra, che ha sempre così bisogno d’acqua, che ci da di che nutrirci, secono me ora è stanca.

Infatti frana.  Ormai sempre più frequentemente mi capita di vedere, ai lati delle strade, piccole frane, che ostacolano la circolazione dei mezzi di trasporto. Il territorio ligure è soggetto a questo tipo di fenomeni, ma personalmente non mi era mai successo di vedere queste piccole frane lungo la strada dopo semplicemente qualche giorno di pioggia, magari non particolarmente intensa.

Forse la terra è davero stanca. Stanca di tutta quest’acqua, degli sbalzi di temperatura pazzeschi cui è sottoposta, stanca dei continui disboscamenti, delle costruzioni, degli edifici abusivi e di quelli che, pur non abusivi, sono comunque uno scempio sia paesaggistico che dal punto di vista strettamente architettonico.

Quando parliamo di cura per la terra, secondo me questo problema non va trascurato, anzi bisogna puntare molto sul piano dell’urbanistica, impedendo di legalizzare abusi edilizi, solo per seguire interessi economico-politici.

Altrimenti davvero poi, ci fraerà la terra sottoi piedi e tutti sappiamo cosa questo comporti.

GAS: passare alla fase successiva?

I GAS (Gruppi di Acquisto Solidale) nascono e si sviluppano come circuito di acquisto alternativo a un mercato principale. E se modificassimo la formula? Nel modello GAS si potrebbe fare una variazione passando da Gruppi di Acquisto Solidale a Gruppi di Acquisto Sostenibili di Transizione.

Leggete l’articolo di Cristiano Bottone

http://www.terranauta.it/a1030/citta_in_transizione/dai_gas_ai_gast.html

e postate qui il vostro commento.

:-)

Agricoltura biologica – via libera a distretti e comprensori

Punta sulla qualità e la valorizzazione del comparto la nuova Legge per lo sviluppo, la tutela, la qualificazione e la valorizzazione delle produzioni biologiche liguri approvata prima dal Consiglio Regionale con il pieno accordo delle organizzazioni professionali agricole Coldiretti-Confagricoltura-Cia e le associazioni di produttori del biologico.
Le produzioni bilogiche più affermate in Liguria sono quelle derivanti della zootecnia (latte, formaggi, carne, miele), dell’olivicoltura, dell’orticoltura e della produzione di piante aromatiche.
Con la nuova legge la Liguria recepisce quanto previsto dalla recente normativa europea, ampliando, per esempio, il campo di applicazione all’acquacoltura e prevedendo un’apposita sezione nell’ elenco regionale, Fra i punti salienti contenuti negli articoli della Legge il riconoscimento di forme associative di operatori biologici costituite in varie forme comprese le organizzazioni di produttori, l’individuazione dei mercati biologici a favore dei consumatori e la diffusione delle produzioni biologiche certificate.
Inoltre è stata introdotta la possibilità di costituire distretti o comprensori del biologico previsti in disegni di legge nazionali, ma mai attuati. Una novità, dunque, non solo per il biologico ligure. L’istituzione di distretti in particolari aree in cui le produzioni biologiche risultano consolidate ed incrementabili, rappresenta una opportunità di sviluppo e di traino per l’intera economia locale contribuendo alla salvaguardia ambientale, alla tutela della biodiversità e a prevenire la contaminazione accidentale da OGM. Infine la Regione dovrà promuovere iniziative per favorire l’impiego di prodotti biologici in mese scolastiche, enti pubblici e strutture sanitarie.
La nuova Legge prevede anche incentivi economici per la realizzazione di progetti per lo sviluppo, la tutela, la qualificazione e la valorizzazione delle produzioni biologiche liguri.