A quando la privatizzazione dell’aria??
La Camera ha votato la fiducia riguardo la riforma sull’acqua.
(per il testo vedi: http://www.cittadinolex.kataweb.it/article_view.jsp?idArt=88969&idCat=81 )
Siamo davvero così stupiti e furiosi? Io personalmente sono furiosa, ma non stupita.
Però se guardo proprio in fondo alla mia coscienza mi sorge un pensiero un po’ scomodo, ossia “però Elisa, in fondo è anche un po’ colpa tua”. E’ un pensiero che ho solo io? Perchè a ben guardare, le proteste sono state più simboliche che altro. Tante parole, una proposta di mail-booming, qualche voce più forte..e basta direi.
Anche noi, MDF e altre associazioni che a vario titolo si occupano di queste tematiche e che hanno la possibilità di dialogare su RG, non ci siamo attivati più di tanto, o si e io non ne ho avuto notizia? (in tal caso dal pensiero scomodo passo diretamente al ciliccio..)
Perchè io ho sempre pensato che per influenzare scelte già prese ci fosse bisogno di una reazione forte. D’altra parte avendo praticamente un unico partito in Parlamento, non si può contare sull’ ambiente politico per quanto riguarda un’opposizione seria, allora si fa opposizione da fuori.
Da quanto ho appreso è subito nata la proposta di un referendum abrogativo, soluzione apprezzabile e che a mio avviso va sostenuta, ma perchè fare le cose sempre dopo? E’ successa la stessa cosa con la legge elettorale, poi peraltro il referendum è fallito miseramente dopo un discreto esodo.
Non sarebbe meglio pensarci prima? Io credo che la protesta, quella vera, costruttiva non contrasti con mezzi anche duri e forti per farsi sentire, ma bisogna essere convinti di quello che si fa. Credo poi che una delle cose che di cui questa nuova “società civile attiva” senta veramente la mancamza sia un po’ la convinzione di fondo cdi quello che fa. Si ha sempre paura di passare per idealisti, per gente che rincorre i sogni, dire “piazza” è quasi come bestemmiare, si grida subito al Comunismo e al baccano inutile, al voler toccare “la pancia” del popolo senza avere solide basi propositive. Si possono citare altre perle di saggezza simili, ma quello che si può soprattutto vedere è che il risultato ottenuto da tutti questi messaggi è che ci hanno addormentati. Anche le poche grandi manifestazioni si riducaono poi a un nulla di fatto, proprio perchè in fondo non ci si crede.
A me sembra che questo non vada bene, ci vogliono carattere, forza d’animo, sacrificio per ottenere risultati in un clima di assopimento come quello attuale. Un po’ come quando una gamba si addormenta, bisogna muoverla, bisogna scalciare anche se fa male e si sente un fastidioso formicolio, solo così passa il torpore.
Ebbene, questa è una soluzione analoga, nonostate io ritenga ad esempio che il proliferare di gruppi attivi su vari fronti di interesse publico sia molto positivo, direi un’ottimo punto di partenza
Solo che dobbiamo un po’ scalciare, smuoverci per recuperare in pieno la forza e si tratta di un torpore che dura da un bel po’.

Il dialogo su RG c’è stato ma direi che non è il caso di usare il cilicio, comunque.
Probabilmente il dialogo non era così evidente o così sentito o – ipotesi più probabile – circoscritto ad un ristretto numero di aficionados che non hanno avuto la fortuna di inviare echo all’esterno.
Sta di fatto che adesso ci troviamo con un gran bel dilemma: l’acqua (come l’aria) possono ancora essere considerati “erga omnes” ?
Direi proprio di no, dal momento che basta una fiducia numerica al Parlamento, infischiandosene bellamente del pensiero maggioritario delle persone, per sancire l’esatto contrario …
Da oggi, quindi, bere acqua dal rubinetto di casa diventa un business.
Mi domando cosa mi potrebbe succedere se, disgraziatamente, qualcuno mi vedesse bere da una sorgente montana la cui acqua non è ancora stata intubata …
E se vi dicessi che non possiamo piu` contare neppure sulla costituzione e sul parlamento?
http://www.arcoiris.tv/modules.php?name=Unique&id=12270
Prendetevi il tempo di guardare.
E ditemi cosa ne pensate…
Finalmente si comincia a condividere l’importanza di un tema come il Trattato di Lisbona, approvato di fatto defraudando le sovranità nazionali in totale spregio dei più elementari diritti. Ormai è cosa fatta! Possiamo solo organizzarci per costruire alternative indipendentemente dalle deliberazioni truffaldine di un sistema che sta perdendo pezzi ogni giorno.L’acqua privatizzata è un’altra tegola che cade sulle nostre teste. Non penso che sia opportuno perdere tempo a lottare contro un sistema che crollerà da solo fra non molto. E’ però necessario non farsi travolgere dal crollo e lavorare per una alternativa già oggi.
Grazie Elisa per questo necessario intervento. Condivido la maggior parte dei commenti.
Tuttavia, anche se riconosco limiti e mancanze del Trattato di Lisbona, mi considero un’europeista e fautrice del superamento delle sovranità nazionali. Infatti è gravissimo che in Italia si parli poco e male di un tema del genere. Non è la prima volta, perché il nostro paese ha spesso avuto un europeismo di facciata, superficiale. I danni si vedono. L’informazione è scarsa, imprecisa e il senso di appartenenza a una cittadinanza europea (nel bene e nel male, con pregi e difetti, con conquiste e fallimenti) debolissimo, magari fastidioso.
Abbiate pazienza, parla la storica dell’integrazione europea che c’è in me (anni di deformazione professionale
).
Mi rendo perfettamente conto del disagio percepito da tutti coloro che credono in un’Europa dei diritti, nell’abbattimento delle barriere, nell’eguaglianza dei popoli e, fondamentalente, nella, certamente rassicurante, immagine di una grande madre che protegga i suoi figli sotto la grande ala. Ebbene, invito tutti coloro che, giustamente, legittimamente e comprensibilmente, sono ispirati da questi principi a “LEGGERE” il Trattato di Lisbona per poter verificare se, oggi, noi cittadini europei, siamo più uniti, tutelati oppure siamo stati defraudati della nostra sovranità. Penso che quando si sia animati dal bisogno di comprendere con spirito aperto, al di là di ogni pregiudizio o da necessità di difesa di rendite di posizione, il pensiero possa essere utilizzato per sondare la densità o la rarefazione dei concetti. Allora basta forse aver seguito l’ultima vicenda del referendum irlandese per comprendere la natura di un progetto come quello del Trattato di Lisbona. Simona ti consiglio di guardare dall’inizio alla fine il video proposto da Marcello sul Trattato di Lisbona. Paolo Barnard è l’autore (messo in scacco dalla Rai per la lucidità e l’efficacia con cui ha sempre lavorato) ed è persona informata sui fatti che espone sempre con ricchezza di riscontri ogni argomento proposto.
Indipendentemente dal giudizio che ciascuno si sarà formato su questa determinante vicenda che rappresenta una tappa fondamentale nel progetto del New World Order, tanto caro al nostro Presidente Napolitano, vedremo purtroppo molto presto gli effetti di questo scippo di sovranità, che riduce di fatto le libertà costituzionali senza averlo chiesto ai cittadini che sono gli unici portatori di quei diritti. Si è sempre detto “il tempo è galant’uomo”! E’ vero! Il tempo è galant’uomo! Buon vivere. Enzo Cirone
Caro Enzo, ho letto l’intervento sul sito di Paolo Barnard e non sono d’accordo su diversi punti. Innanzitutto non mi trovo in sintonia sulla sua ricostruzione della storia dell’integrazione europea (“le puntate precedenti”) per i motivi personali che ho già spiegato nel commento precedente; dal punto di vista storico è imprecisa.
Io non credo nelle sovranità nazionali, penso che siano un retaggio del passato e la mia patria è l’Europa. Il Trattato di Lisbona ha molte pecche (come molti tentativi che l’hanno preceduto) ed io non voglio entrare nel merito, perché scriverei una sbrodolata noiosissima!!! Mi limito ad affermare che avrei voluto, come molti altri, che al Parlamento europeo fossero finalmente assegnati i poteri di un’autentica camera sovranazionale. Altrimenti è inevitabile che ci sia un forte deficit democratico. Avrei desiderato che si varasse una coraggiosa e democratica Costituzione europea, così come vorrei che il concetto di cittadinanza europea non fosse una mera scatola vuota. Per questi motivi mi trovo invece abbastanza vicina ad alcune riflessioni di Barnard (descritte nel paragrafo “Preciso, ma poi continuo”).
Sotto molti altri aspetti, invece, mi sembra di capire che Barnard non è affatto europeista, ma resta legato ad alcuni principi tipici del nazionalismo (e anche un po’ del campanilismo). Naturalmente le sue sono posizioni legittime. Stimo Barnard per il suo impegno a Report e non solo. Non sto facendo un ragionamento giusto/sbagliato. Dico solo che io ho delle convinzioni differenti. Esattamente come lui, anch’io sono di parte, perché essendo una sostenitrice dell’UE inevitabilmente leggo i fatti in un certo modo, diverso dal suo.
“Montecitorio e Palazzo Madama delle marginali rappresentanze di facciata”???!!! Ma figuriamoci!!!! Anche i più convinti federalisti europei sanno che ciò non accadrà mai.
Alla fine ho scritto comunque una sbrodolata e mi sono anche un po’ scaldata! Chiedo venia
Grazie!
S.
La discussione e’ molto sentita e le posizioni sostenute hanno, secondo me, elementi condivisibili da entrambe le part. Il punto pero’ e’ che in un modo o nell’altro tutti (almeno credo) abbiamo la percezione che la direzione politica intrapresa NON sia favorevole a noi “comuni” cittadini
Secondo me la situazione e’ piu’ complessa del semplice dire: da oggi l’acqua e’ privatizzata… e fino a ieri? E le compartecipazioni degli enti pubblici in SPA o SRL che gestiscono l’acqua con quote non meglio identificabili … alla faccia della trasparenza …
Ed il limite “per legge” del 30% della partecipazione degli enti pubblici nella gestione dell’acqua introdotto con questa legge…
Aggiungo un link un po’ in contro-tendenza con quanto detto s’ino ad ora: http://www.ilsole24ore.com/art/SoleOnLine4/Norme%20e%20Tributi/2009/11/decreto-ronchi-liberalizzazione-acqua.shtml?uuid=f37db1ee-d434-11de-8622-294ebcd1e7d1&DocRulesView=Libero
Grazie per il link, Enrico. Ho ascoltato molti pareri, soprattutto alla radio, favorevoli a questa sorta di liberalizzazione… Hai ragione, la situazione è un po’ più complessa!
Credo che se questo livello questo tono della discussioni fosse un po’ piu’ consueto nella nostra societa civile il paese sarebbe un po di piu’ sulla strada giusta nella risoluzione dei problemi
A me questo scambio di opinioni ed informazioni piace tantissimo !!!
Sono d’accordo con te
Ciao a tutti, c’è un progetto Salva l’Acqua di cui siete sicuramente a conoscenza tutti, proposto dal Forum, al quale diversi di voi hanno aderito. Occorre però attivare ognuno nel proprio territorio delle pratiche di sensibilizzazione dei cittadini e delle ammnistrazioni locali. Qui in provincia di Imperia, due associazioni Prau Grande e Sanremo Sostenibile con un enorme lavoro ai fianchi a sindaci ed assessori sono riusciti ad ottenere la modifica dello statuto comunale di 11 così da stabilire che il servizio idrico fosse di non rilevanza economica e sottrarlo alla gestione privata.Proprio stasera ore 21 a Sanremo si riunirà il Comitato Imperiese per l’acqua CIMAP che si era già costituito a marzo, ma che non si era più riunito. L’associazione DEStati ne fa parte. Stasera con bimba di otto anni al seguito cercherò di dare il mio contributo. Vedrò stasera la volontà che c’è di unirsi e lavorare insieme.
Molto bene Mary tienici informati. Può diventare un modello da seguire anche per altri comuni ed altri cittadini. Non so se riusciremo a far decadere il decreto, ma è sicuramente importante che l’opposizione forte e civilissima a questo progetto iniquo si caratterizzi in queste forme. Grazie. A presto. Enzo Cirone
Grazie Mary per il tuo contributo. Tienici informati … direi usando il progetto che hai attivato, Reti Glocali si occupera’ di dargli la rilevanza che merita
Cara Simona, non voglio convincere nessuno sulla validità di una interpretazione dei fatti rispetto ad un’altra. Ognuno possiede la propria capacità di discernimento e la propria sensibilità e quello adopera. Poi il riscontro dei fatti ci consentirà di comprendere se abbiamo letto giustamente o meno. Ciao. Enzo Cirone
Certamente