Occhio all’acqua……..

L’acqua è una risorsa fondamentale per la vita. Ce lo insegnano fin da piccoli: alzi la mano chi non ha mai studiato o non ha mai sentito nominare il famoso “ciclo dell’acqua”. Siamo così abituati a vederla, che a volte ci passa di mente quanto sia importante e quanto sia in pericolo. Nonostante il nostro pianeta  sia composto per una elevatissima percentuale di acqua, quella effettivamente utilizzabile non è molta e pertanto andrebbe gestita con i giusti accorgimenti.

Ed ecco che arrivano le dolenti note: dove sono i giusti accorgimenti? Non andiamo tanto lontano, non spingiamoci fino a Istanbull per il 5° Forum mondiale dell’acqua (ma queste “riunioni” sono davvero produttive??), fermiamoci in Italia e vediamo cosa facciamo noi.

Noi approviamo un decreto legge nella seduta del Consiglio dei Ministri n. 61 del 9 settembre 2009, in cui si impone la parziale privatizzazione, non meno del 40%, delle attuali società pubbliche, senza il rispetto di tale condizione queste società non potranno più partecipare alle gare. In questo caso inoltre la norma affida al socio privato la gestione della s.p.a. mista. Lo stesso decreto prevede poi che la partecipazione pubblica delle società quotate scenda sotto il 30%.

Fermiamoci qui.

Cosa significa? Una massiccia privatizzazione, che investirà anche il settore idrico. L’acqua “pubblica”, così come l’abbiamo avuta finora non ci sarà più, salvo che nelle norme. Ebbene si, il nostro ordinamento identifica l’acqua come bene pubblico e non solo, del demanio pubblico con tutte le garanzie (ancora valide in toto?) che questo comporta.

E’ la strada giusta? Passa un messaggio positivo? Dobbiamo impegnarci per far capire che il percorso da seguire è un altro o il nostro obiettivo è stato raggiunto??

Commenti
  • Enzo Cirone scrive:

    Pienamente d’accordo con te. L’ultimo decreto cui fai riferimento innesca in maniera inequivoca il processo di privatizzazione dell’acqua tanto temuto. Se hai seguito gli ultimissimi scambi avuti con Augusto Anselmo su RG si parlava esattamente di questo. Sette sindaci di altrettanti comuni della valle Argentina stanno cercando di costituire un comitato che si opponga a questo progetto rivendicando il carattere pubblico della gestione delle acque, perchè l’acqua è un bene dell’umanità e non può essere oggetto di lucro. Il legislatore (in questo caso regionale) facendo riferimento ad un codicillo presente nella normativa regionale che disciplina tale materia, ha interpretato riduttivamente quel principio così affermando: “art. 3 (finalità)……si ritiene di non poter accogliere l’aggiunta del principio formulato (acqua come bene comune) in quanto lo stesso, ancorchè condivisibile, rientra in altre fonti normative.”
    Come vedi, risposta sibillina, che comunque esprime con elementare chiarezza il proposito di dotarsi dei più articolati meccanismi, principalmente normativi,per affermare la filosofia che ben conosciamo, secondo la quale sarebbe obbligatorio privatizzare tutti i servizi, suggerendo surretiziamente che quando arriva il privato miracolosamente tutti i problemi si risolvono. E’ evidente l’inconsistenza delle premesse, sistematicamente smentite dal fallimento dei progetti di privatizzazione fin qui realizzati, che hanno permesso al singolo gestore d turno di realizzare profitti a totale svantaggio dell’utenza che assiste impotente ad un deterioramento dei servizi con sensibili aumenti dei costi. Non è credibile! Vogliono farci credere che le scelte sono obbligate, perchè si vogliono occultare le alleanze con le oligarchie politiche ed economiche, uniche beneficiarie di queste operazioni. Poichè queste operazioni rappresentano un serio ostacolo ai più elementari principi della democrazia, spero che MDFGE, e ti sono personalmente grato per avere affrontato un problema così importante, dopo i positivi riscontri avuti dall’incontro di Rio Saliceto e la fiera FLCG, possa cominciare da qui, per innescare un’auspicabile estensione della presa di coscienza che senza una pacifica, ma ferma operazione di rifiuto e di contrasto al progetto di privatizzazione dell’acqua, rischiamo di perdere progressivamente tutti i diritti di cittadinanza e di sovranità. E’ un problema molto serio. Oggi non potrò essere presente alla riunine MDFGE, ma spero che si discuta anche di questo, per esempio proponendo al neo-costituito assessorato alla decrescita del comune di Genova, un tavolo di confronto sulle modalità che il comune intende seguire per affrontare il tema delle gestione delle acque alla luce del nuovo ultimo decreto. Grazie. Enzo Cirone

  • Augusto Anselmo scrive:

    Sembra che i Sindaci siano riusciti a far passare la loro proposta sull’acqua come bene sociale, qualcuno non mi ha nascosto comunque le sue perplessità su quanto questo possa incidere sull’effettiva applicazione legislativa della proposta.

  • Enzo Cirone scrive:

    Grazie della comunicazione Augusto, la leggo con qualche giorno di ritardo. Penso che sia, comunque vada, importante il pronunciamento dei sindaci in questa direzione. La materia, mi sembra di capire, sia giuridicamente complessa per il carattere dirimente che, ormai emerge con sempre maggiore evidenza, impone la subordinazione della legiferazione nazionale a quella europea. Sono i dettami del New World Order che i nostri governanti, di qualunque schieramento, hanno pedissequamente accettato. Confido nel nostro buon senso, quello che nasce dal basso, trasversale, quello mostrato dai sindaci è già un buon esempio, da condividere e da estendere.