Un orticello per tutti!!

Tra le tante cose che ciascuno di noi può fare per adeguare il proprio stile di vita ai principi della decrescita, una particolarmente mi incuriosisce e mi attira: il coltivarsi da soli la verdura e la frutta o quantomeno parte di esse o anche solo le spezie, i “gusti”, come origano, rosmarino, salvia, maggiornana e che più ne ha più ne metta.

In particolare me piace molto l’idea di trasformare il proprio terrazzo in un piccolo orto, una pratica che andrebbe a mio avviso molto incentivata. Peraltro, chi fosse interessato, può trovare moltissime informazioni su Internet, anche perchè ultimamente questa  attività si sta diffondendo, complice anche la crisi economica che ci obbliga a ridurre il più possibile gli sprechi.

Per non parlare della soddisfazione per i risultati ottenuti e della loro qualità!!

Tra i lettori quanti adottano questa pratica? Cosa ne pensate?

Secondo me è un impegno che si può assumere, ci rimette in contatto con la terra e con tutti i valori ad essa connessi, come il rispetto per la natura, il senso del tempo e l’idea che comunque è dalla terra stessa che traiamo il nostro sostentamento e quindi distruggerla non può far altro che danneggiare anche noi.

Commenti
  • Enrico Alletto scrive:

    Il massimo che riesco a far crescere sul mio pogiolo e’ la classica piantina di basilico per altro molto profumanta :-)

    Mi piacerebbe molto coltivare qualcosa, ma sia io che mia moglie siamo fuori tutto il giorno e la sera abbiamo le classiche faccende … queste cose danno soddisfazione, ma richiedono cura

    Non escludo pero’ che, magari incentivati da qualche esempio positivo, non ci venga voglia di provare anche noi

  • Monika Stolle scrive:

    Certamente avrete visto che un’altra pratica è quella di affittare un piccolo appezzamento di terreno e coltivarsi da soli i propri prodotti.
    In Germania e Inghilterra sono i contadini stessi nelle vicinanze delle città , qualche esperienza anche a Milano.

    segnalo tra le buone pratiche: http://it.wikipedia.org/wiki/Cohousing

    dove tra gli spazi condivisi non vedo male l’affermarsi dell’orto in comune.

    Questo certamente è uno scenario che soddisfa il senso di comunità e più organizzato in un percorso di sostenibilità.

  • A PROPOSITO DI INCENTIVI: Tutte le famiglie che praticano il compostaggio domestico nel proprio giardino o terrazzo piantumato, di dimensione non inferiore ai 15 metri quadrati, possono “godere” di una riduzione sulla tariffa dei rifiuti (TIA) di 15 Eu nel caso di famiglie di due o più componenti o 10 Eu per i nuclei composti da un unico residente.
    Per ottenere la riduzione gli interessati devono sottoscrivere un’autocertificazione nella quale si impegneranno a praticare in modo continuativo il compostaggio. La richiesta di riduzione tariffaria deve essere presentata all’AMIU utilizzando l’apposito modulo disponibile presso l’AMIU Point (via XII Ottobre 112 r) o scaricabile dal sito http://www.amiu.genova.it/.

  • Io coltivo le piante aromatiche sul terrazzo e lo trovo un modo di unire l’utile al dilettevole. Probabilmente con una maggiore organizzazione potrei fare di più, ma ci vorrebbe anche più tempo, oltre che a una maggiore preparazione!
    Dove abitano i miei genitori, ad esempio, alcuni piccoli terreni incolti e abbandonati vicino ai condomini e ai palazzi sono stati trasformati in piccoli orti da singoli o gruppi di persone. Molti di loro sono già in pensione, ma talvolta costituiscono un “hobby” anche per i più giovani. Senza dimenticare anche l’aspetto educativo che la coltivazione degli ortaggi potrebbe costituire per i bambini che abitando in città non hanno magari molta dimestichezza con i ritmi della natura.

  • Quanti spunti Anselmo! Grazie :-) Alcuni li avevo già visti, altri li seguirò con calma.
    Volevo aggiungere che oltre alla coltivazione di orticelli casalinghi (!) ci sono numerose altre “autoproduzioni” da realizzare. Il pane, lo yoghurt (per chi ama la cucina come la sottoscritta). Ci sono molte cose che si potrebbero (ri)apprendere.

    Segnalo due articoli:
    http://www.terranauta.it/a778/consumo_critico/orti_urbani_sostenibilita_e_socialita.html

    http://www.terranauta.it/a1109/decrescita_felice/prove_tecniche_di_orticoltura.html

  • Salvo Schiavone scrive:

    Non ci vuole molto tempo per accudire le piante.
    Bastano solo un pò di buona volontà, un sacchetto di terra (reperibile durante una passeggiata fuori città, in mezzo ai boschi o in campagna o – per chi si sente “cool”… da Castorama o supermercato di fiducia), un vasetto di terracotta (alternativa: vaschetta o vaso ma sempre di terracotta), naturalmente dei semi o una piantina da travasare e… “pollice verde” !!!
    Il “pollice verde” è il marchio concesso in imprinting dalla nascita, quindi se non si possiede il pollice verde …
    Meglio lasciare perdere?
    Ma che dite mai???
    Lo possiamo “pitturare” fregando madre natura, oppure facciamo finta di avere solo 4 dita per mano o… insomma, a taroccare noi stessi siamo sempre stati i migliori!!!
    Bene, vasetto o vaschetta di terracotta, terra, semi o piantina da travasare, (facciamo conto che li abbiamo) e si comincia.
    Il vaso di terracotta ha un bel buco in fondo (Tranquilli che nessuno vi ha fregato, li vendono proprio così) che va parzialmente coperto con un sassolino o con altro coccio.
    Step 1): riempire il vaso per due terzi con la terra;
    Step 2): mettere i semi (o la piantina);
    Step 3): colmare il vaso fino ad almeno tre cm. dall’orlo, ricoprendo i semi o livellando le piantine;
    Step 4): annaffiare più volte per far assorbire quanta più acqua possibile alla terra.
    Il resto è solo pazienza, nel senso che madre natura – se non si accorge della vostra menomazione del pollice verde – ci mette qualche giorno o settimana.
    Nel frattempo voi dovete innaffiare con una certa regolarità il vaso, almeno 2 volte a settimana o tre, se fa troppo caldo.
    Badate di non innaffiare nelle ore più calde della giornata per evitare shock termici ai semi o alle piantine.
    L’ideale sarebbe innaffiare le prime ore del mattino e comunque mai dopo le ore 10.
    Nel mio balcone fanno bella mostra di se: pomodori (fiaschetti), basilico (le piantine provenivano da Pra), prezzemolo (Gigante d’Italia), coriandolo, timo, santoreggia, rosmarino, maggiorana, salvia, menta, nepetella e aloe vera che mi fornisce le foglie da cui estraggo il gel.

  • Valerio Viani scrive:

    Bello!
    Molti spunti!
    Mia suocera ha di tutto su un terrazzo al sesto piano a Sanremo!
    Zucche, basilico, fagioli, pomodori!
    Una volta sul terrazzo al secondo piano ad Imperia abbiamo fatto venire un’anguria come un pallone da calcio!
    Lo yoghurt mia figlia se lo fa da una vita a Genova.
    Il pane ce lo facciamo da mesi io e mia moglie con la pasta acida!
    Avanti con gli spunti: per adesso è un divertimento… Hai visto mai che domani serve sul serio?