Fare la spesa..nulla di più banale??

Ciao, vorei condividere un’esperienza di qualche giorno fa e che mi ha fatto riflettere.

Sono andata a fare la spesa, niente di più banale, mi sono recata dal fruttivendolo per comprare delle pesche e, una volta entrata ho notato che ce n’era un cestino che recava sull’etichetta della provenienza il nome di un peasino vicino al mio. Non ho avuto esitazione: ho preso quelle. Certo non erano le più “belle” (e già su questo si può aprire un dibattito..), nè le più costose, ma provenivano da un paesino vicino al mio, erano “del contadino” (come si chiameranno poi gli altri produttori di frutta e verdura su larga scala non mi è dato sapere..) e sicuramente non erano imbottite di schifezze.

Diciamo che ero contenta del mio acquisto, sapevo cosa avrei mangiato.

Dopo di me ho notato un signore che, senza esitazione, ha acquistato pesche provenienti da molto più lontano, tutte uguali per forma, dimensione, colore e probabilmente anche sapore. Allora mi sono chiesta: perchè ha comprato quelle? Sono sicura che se quel signore fosse stato bendato e io gli avessi fatto assagiare entrambe le qualità di pesche lui avrebbe scelto quelle del paesino vicino perchè sono più buone.

Qui non si tratta di credere in determinati valori, in particolari principi, si tratta di buon senso: se una cosa è migliore, costa meno, mi fa bene e fa bene anche a chi la produce, perchè sceglierne un’altra che è anonima, costosa, mi fa meno bene (o male anche, a seconda di come sono svolti i controlli su pesticidi e schifezze varie, comunque è sempre un’incognita e non di poco conto..) e fa bene solo a un ristretta percentuale della filiera di produttori??

Questo non me lo spiego. A pensarci bene è assurda la domanda di per sè, è sintomatica di una situazione patologica e profondamente degenerata che va combattuta.

Sicuramente però è uno spunto di riflessione, mi ha fatto pensare che nulla va dato per scontato nei nostri progetti. Bisogna dialogare con tutti, sempre, essere il più possibile capillari nel diffondere il nostro pensiero e prima di passare  a discorsi più impegnativi su argomenti complessi io credo che sia necessario gurardarsi intorno nella vita quotidiana e chiedersi: siamo davvero tutti consapevoli?

Commenti
  • Enrico Alletto scrive:

    A meta’ del tuo articolo avevo gia’ pronto il commento da scrivere, ma poi hai concluso il tuo post rappresentando molto bene anche il mio pensiero:

    “nulla va dato per scontato nei nostri progetti. Bisogna dialogare con tutti, sempre, essere il più possibile capillari nel diffondere il nostro pensiero e prima di passare a discorsi più impegnativi su argomenti complessi io credo che sia necessario gurardarsi intorno nella vita quotidiana e chiedersi: siamo davvero tutti consapevoli?”

    Non avrei saputo dirlo meglio :-)

  • Fare la spesa in realtà è una scelta non da poco e, se ci pensiamo bene, riguarda aspetti diversi. Tu hai ricordato l’esempio della frutta, ma potremmo pensare anche al pesce (conoscere gli allevamenti ittici e le specie in via d’estinzione), alla carne (come vengono trattati questi poveri animali?!), o le uova ecc… Mi è capitato diverse volte dal fruttivendolo che invitava ad assaggiare le sue albicocche “brutte, ma buone!” come se dovesse giustificare la loro imperfezione estetica!!! Sono d’accordo con te: prima di ragionare sui massimi sistemi dovremmo partire tutti dalle scelte quotidiane, dal nostro modo di essere cittadini consapevoli. In questo senso, secondo me, fare rete è fondamentale: da soli ci si “perde”, mentre in gruppo è più semplice mantenere viva la consapevolezza, la possibilità di pensare con mente critica (nel senso positivo e costruttivo del termine!) e, perchè no? Riscoprire il piacere di fare le cose insieme.

  • Augusto Anselmo scrive:

    Condivido le tue riflessioni, e ti segnalo questo articolo dal sito di Enzo Parisi

    http://www.biochiave.it/flatnux/index.php?mod=20_Ecologia_profonda/12_Vivere_meglio

    a dimostrazione che esiste un percorso per diventare tutti consapevoli. In fondo è propio la consapevolezza e quindi l’assunzione di responsabilità individuale il motore del cambiamento.
    Giustamente ti poni la domanda del perchè notiamo ogni giorno comportamenti irrazionali e senza logica.
    Io penso che non possiamo pensare di cambiare questo stato di cose senza proporre un’alternativa.
    Direi che è necessario proporre un modello a cui tutti desiderano appartenere e reti glocali è il primo passo per attirare tutti coloro che hanno intenzione di costruire questa alternativa.
    Da questo incubatore trasversale di idee e persone possono nascere azioni e buone pratiche di esempio per coloro che in questo momento sono del tutto inconsapevoli delle loro azioni.

  • Enzo Cirone scrive:

    E’ molto importante l’attenzione rivolta a cose apparentemente semplici, come comprare un chilo di pesche o un litro di latte. Dietro al modo in cui arrivano nelle nostre case c’è un pensiero e un organizzazione, per nulla semplice, che è a noi occulta. Cominciare a riflettere su queste “filiere” ci consente di individuare il senso, la qualità e i limiti di questa modalità di gestione, aprendoci a nuove modalità e possibilità che siano espressione di scelte consapevoli. E’ ciò che stiamo cercando di creare. Vi ringrazio. Enzo Cirone

  • Elisa Traverso scrive:

    @ anselmo: grazie per l’articolo, è davvero molto interessante!! :)