Come sono approdata alla decrescita felice
Il mio è stato ed è tuttora un percorso a zig-zag, avviato senza avere da subito una “meta” ben precisa. Potrei dire che ho iniziato a pensare e fare delle cose un po’ per volta… e che la consapevolezza è arrivata solo di recente.
“Semplicità” o “essenzialità” potrebbero essere le parole chiave. Dalla “Sobrietà Felice” (il libro di Bologna, Gesualdi e Saroldi letto mentre facevo volontariato nel commercio equosolidale) alla “Decrescita Felice” di Latouche e Pallante il passo è stato abbastanza breve. Certe sensibilità sono tutte collegate fra di loro, anche se magari i fili che le uniscono non sono subito evidenti. Ho capito che la scelta di fare le cose da sè, comprando un po’ di meno, o quella di preferire i mezzi pubblici all’automobile, potevano essere unite ad altre piccole decisioni, fino a creare uno stile di vita un po’ “diverso”. Spulciando le varie notizie su internet, mi sono imbattuta nel Movimento per la Drescita Felice e ho scoperto l’esistenza di un circolo proprio a Genova. Le buone notizie, fortunatamente, non vengono mai da sole: più o meno nello stesso periodo sono entrata in contatto con Reti Glocali e quindi con associazioni e gruppi di persone che operano nell’economia solidale. La condivisione è contagiosa: quando ci si mette in testa un’idea e la mente rimane aperta il più possibile, i progetti, le idee creative, le “buone pratiche” si moltiplicano. Adesso sono qui, con un sacco di cose da imparare.
Qualcuno forse può pensare che parlare di decrescita in un periodo di crisi economica sia facile, come cercare di mandar giù la pillola amara con un po’ di zucchero: dopotutto certi sacrifici si devono fare comunque e tanto vale adottare una filosofia che li renda più sopportabili. Senza parlare poi di quanto lo stile di vita “green” sia diventato di moda. In più, non è detto che sia tutto rose e fiori, buono solo per gli ingenui: l’accostamento dell’aggettivo “felice” può suonare addirittura stonato. Si sa che la “felicità” - diversa dall’essere semplicemente contenti – è impegnativa, altrimenti non sarebbe così difficile ottenerla: implica essere propositivi, costruttivi (e quindi non si tratta solo un’idea romantica). E’ una parola dotata di una tale forza e così carica di aspettative che si prova imbarazzo a pronunciarla!
Io non sono un’economista, nè un’esperta di efficienza energetica o permacoltura – per usare alcune espressioni molto “in voga” – anzi, non mi considero un’esperta di alcunchè. Però non vedo nella sobrietà una rinuncia, bensì una scelta che comporta di lasciare qualcosa, sì, ma per “guadagnare” dell’altro. Un modo diverso di concepire il tempo, di rapportarsi all’ambiente, di stare in famiglia e d’interagire con le altre persone. Se nel frattempo avrò imparato a fare il pane in casa o a riparare un elettrodomestico invece di buttarlo via, facendo più felice anche il mio portafoglio (!), tanto meglio; tuttavia credo che passo dopo passo si possa andare anche oltre, soprattutto se non si è da soli. La voglia di scoprirlo è tanta e credo valga la pena di rimboccarsi un po’ le maniche. O almeno provare.

Ciao, dal tuo post traspare una sensibilità non comune e una voglia di semplicità che ritengo sia la chiave per aprire qualsiasi porta, posso supportare queste tue riflessioni con questo articolo che alla voce
sviluppo locale sostenibile compare come la prima voce.
http://www.nuovoecosistema.it/buone-pratiche-sviluppo-locale-sostenibile-2.php
Grazie Anselmo, non posso non ritrovarmi nei concetti espressi dall’articolo che mi hai segnalato!
Grazie a te, chissà che, essendo la prima voce questa riflessioni non tocchi quella marea di sigle, agende, comitati di cui c’è un’ampia raccolta, anzi sai che ti dico linko questo tuo post dentro l’articolo su nuovoecosistema.
Commento volentieri l’articolo di Simona, con la quale ci siamo conosciuti al MDF e contemporaneamente in rete. Mi ritrovo nell’idea che le buone pratiche sono “contagiose”. Ritrovarsi in gruppo, condividere una diversa idea di società e di economia, cambiare gradualmente le proprie scelte nella quotidianità verso una sobrietà serena, sono esperienze che con piacere abbiamo iniziato a condividere, che certamente ci porteranno molto lontano facendoci conoscere tante altre persone che, con percorsi a volte simili a volte diversi, si sono avvicinate alle idee della decrescita. Grazie Simona. Grazie Anselmo. A presto.
Vero, ho incontrato sia Marcello che Enrico in rete ancor prima di conoscerli al MDF: un esempio che dimostra come il web partecipato possa essere uno strumento utile per mettere in contatto persone con interessi simili, le quali possono anche cominciare a collaborare nella vita reale. Basta usare il famigerato web 2.0 nel modo giusto
Grazie mille Anselmo per il link!
Condivido tutto quello che scrivete, che sia necessaria una maggiore consapevolezza è altresì un passaggio importante.
http://www.nuovoecosistema.it/leuropa-brucia-3.php
Vi posso assicurare che anche in Germania questi temi sono affrontati in maniera diffusa
http://alles-schallundrauch.blogspot.com/
E sempre piu persone si incontrano, si informano e condividono percorsi alternativi al modello economico dominante.
La decrescita non è solo un movimento, ma un vero e propio stile di vita che si sta affermando.
Reti Glocali diciamo che e’ la chiave , per la soluzione pratica ma il cambiamento deve avvenire in noi , e gia’ da un bel po’ che ho iniziato a vedere le cose in un modo diverso , e rimpiangere i tempi passati fatti di cose semplici , il contatto umano tra persone , oggi il contatto e’ fatto di messaggini con il cellulare , o tramite internet , io penso che le persone debbano vedersi fisicamente , e spero che Reti Glocali in un tempo breve abbia contatti con le persone tramite riunioni , conferenze , vere e non virtuali, se si dovra’ rinunciare a parecchie cose per il bene della Terra , della Natura , ritornare al calesse con cavallo , io sono pronta , non piangero’ per il modo di vita di oggi , piu’ contatto con la nostra Madre Terra , questo e’ importante , da li dipende la nostra vita , io penso in funzione di essa , e debbo dirvi , che le sensazioni che ne ricevo sono stupende , e spero che sempre piu’ persone abbiano questo contatto Giovanna
Credo che questa frase: “La condivisione è contagiosa: quando ci si mette in testa un’idea e la mente rimane aperta il più possibile, i progetti, le idee creative, le “buone pratiche” si moltiplicano.” rappresenti un po’ il senso di Reti Glocali che, da buon progetto che punta in alto, avrebbe anche l’ambizione di trasformare l’energia positiva in qualche modo prodotta da questa iniziativa in tanti piccolo o grandi progetti concreti
Simona, in alcuni punti mi sono riconosciuto nei contenuti del tuo post
Personalmente non sono mai stato un’ecologista, ma da quando conosco Augusto ho iniziato a soffermarmi su aluni aspetti che prima ignoravo e che secondo me sono prima di tutto di buon senso …
… se la crisi in atto giochera’ un ruolo positivo sara’ quello di aver aperto la strada ad un cambiamento (ormai inevitabile) che altrimenti, forse non sarebbe mai iniziato …
@stolle
Grazie! Condivido, la decrescita è soprattutto uno stile di vita. Immagino che la Germania abbia fatto notevoli passi avanti. Peccato non conoscere il tedesco
@quarzorosa
Penso che probabilmente dei sacrifici dovranno essere fatti, ma non credo che questo debba tradursi per forza in un ritorno al passato. Vero però che alcune “sapienze antiche” andrebbero riscoperte e valorizzate all’interno della cultura “moderna”. Grazie per la visita!
@Enrico
Scambiarsi opinioni permette di iniziare a conoscere aspetti sui quali prima non ci eravamo soffermati. Questo secondo me è molto edificante, oltre che piacevole. Spero anch’io che questa “crisi” abbia un risvolto costruttivo e innovativo, magari a lungo termine proprio quel “nuovo Rinascimento” di cui scrive Pallante.
Mille grazie di cuore a tutti voi!