La decrescita… in ferie

Vi segnalo un interessante articolo pubblicato sulla rivista Terranauta e intitolato “Ok la decrescita… ma le vacanze?“. L’autrice descrive le sue impressioni sul modo di fare turismo, organizzare e quindi vivere una vacanza senza dimenticare i propri valori. Mi sono ritrovata nelle sue perplessità (il viaggio alla moda, le località iper-affollate e gli sprechi conseguenti) così come nei suoi desideri (il contatto con le culture locali, l’esigenza di risparmio, la riscoperta di località vicine, il turismo responsabile, la fuga dal divertimento a tutti i costi…).

“…E forse, placare questa sete di viaggi in questo modo potrà anche farci capire che alcuni posti son diventati dei circhi e degli zoo ignobili, che davvero ciò che si cerca è la diversità e l’esoticità a tutti i costi o il divertimento “forzato”, che non produce nulla se non un gran dispendio di soldi ed energie. Perché il vero viaggio, se vogliamo metterla sul filosofico.. è quello dentro di te. E allora non serve mica andarsene lontanissimo.. mettere in moto tutta questa macchina da baracconi solo per l’ansia di cercare e di scoprire qualcosa che non trovi.. il diverso è qua, è vicino, è ciò che non conosci di te e dei posti e delle genti che hai intorno!“.

E voi cosa ne pensate?

Commenti
  • Valerio Viani scrive:

    Sarà che non me le sento “mie”: non vedo l’ora di tornare… tutte le volte.
    Io a casa mia ci sto bene.
    Spostarsi è sempre un disagio… Dici: vedere posti nuovi…
    Hai ragione, ma mica così: una settimana striminzita, mille km in macchina (10,000 in volo) e poi vedi solo quello che ti vogliono far vedere. Fai amicizia col bagnino e basta!
    Se non fossi sposato con una sagittario avrei ben poche miglia al mio attivo!

  • Augusto Anselmo scrive:

    Hai ragione Simona, che cos’è la vacanza ?
    Ho visto intervistare un viaggiatore imbottigliato in autostrada, alla domanda se era insofferente per la situazione in cui si trovava, rispondeva: meglio che stare in città a lavorare.
    Quindi una fuga, una fuga da una vita talmente ripetitiva e caotica che il solo pensiero di starne lontano diventava una “vacanza”
    Penso che dobbiamo riflettere sulla vita che facciamo tutti i giorni prima di andare via per 15 giorni all’anno e metterci in viaggio.

  • @Valerio
    Anch’io ho sposato un sagittario, ma quest’anno torniamo in montagna in un’oasi di pace, non troppo lontani da casa ;) A parte questo secondo me è bello viaggiare, è un’esperienza edificante, ma dipende dal “come”.
    @Anselmo
    Hai ragione, credo che bisognerebbe rifletterci su… e non poco.

  • Salvo Schiavone scrive:

    Non capisco se la critica sia al modo di fare vacanza o alla vacanza stessa.
    L’unica vera vacanza che riconosco di aver “consumato” è stato il viaggio di nozze (sono ormai passati 31 anni).
    Poi, da quella data, le mie vacanze o ferie sono sempre state: 10 giorni tra fine Agosto ed i primi di Settembre, per aiutare i miei nella raccolta delle mandorle; una settimana a Novembre, sempre per aiutare i miei nella raccolta delle olive e nella loro molatura con conseguente trasporto dell’olio a casa.
    Questo durante la loro vita.
    Dopo, le stesse vacanze, con le stesse modalità di “essere in vacanza” ma stavolta aiutato dai miei figli prima e dai giornalieri, dopo.
    Eppure, nonostante la fatica di un lavoro a cui non sono più abituato, le considero ancora le vacanze migliori.
    Forse non è importante dove si va, con chi si va, come si va.
    Forse è importante viverla realmente la vacanza, e fare ciò che (anche se non lo si vuole ammettere) più ti piace, ciò che ti offre un senso di completezza, un senso di importanza per te stesso.