Fare la spesa..nulla di più banale??

Ciao, vorei condividere un’esperienza di qualche giorno fa e che mi ha fatto riflettere.

Sono andata a fare la spesa, niente di più banale, mi sono recata dal fruttivendolo per comprare delle pesche e, una volta entrata ho notato che ce n’era un cestino che recava sull’etichetta della provenienza il nome di un peasino vicino al mio. Non ho avuto esitazione: ho preso quelle. Certo non erano le più “belle” (e già su questo si può aprire un dibattito..), nè le più costose, ma provenivano da un paesino vicino al mio, erano “del contadino” (come si chiameranno poi gli altri produttori di frutta e verdura su larga scala non mi è dato sapere..) e sicuramente non erano imbottite di schifezze.

Diciamo che ero contenta del mio acquisto, sapevo cosa avrei mangiato.

Dopo di me ho notato un signore che, senza esitazione, ha acquistato pesche provenienti da molto più lontano, tutte uguali per forma, dimensione, colore e probabilmente anche sapore. Allora mi sono chiesta: perchè ha comprato quelle? Sono sicura che se quel signore fosse stato bendato e io gli avessi fatto assagiare entrambe le qualità di pesche lui avrebbe scelto quelle del paesino vicino perchè sono più buone.

Qui non si tratta di credere in determinati valori, in particolari principi, si tratta di buon senso: se una cosa è migliore, costa meno, mi fa bene e fa bene anche a chi la produce, perchè sceglierne un’altra che è anonima, costosa, mi fa meno bene (o male anche, a seconda di come sono svolti i controlli su pesticidi e schifezze varie, comunque è sempre un’incognita e non di poco conto..) e fa bene solo a un ristretta percentuale della filiera di produttori??

Questo non me lo spiego. A pensarci bene è assurda la domanda di per sè, è sintomatica di una situazione patologica e profondamente degenerata che va combattuta.

Sicuramente però è uno spunto di riflessione, mi ha fatto pensare che nulla va dato per scontato nei nostri progetti. Bisogna dialogare con tutti, sempre, essere il più possibile capillari nel diffondere il nostro pensiero e prima di passare  a discorsi più impegnativi su argomenti complessi io credo che sia necessario gurardarsi intorno nella vita quotidiana e chiedersi: siamo davvero tutti consapevoli?

Come sono approdata alla decrescita felice

Il mio è stato ed è tuttora un percorso a zig-zag, avviato senza avere da subito una “meta” ben precisa. Potrei dire che ho iniziato a pensare e fare delle cose un po’ per volta… e che la consapevolezza è arrivata solo di recente.
“Semplicità” o “essenzialità” potrebbero essere le parole chiave. Dalla “Sobrietà Felice” (il libro di Bologna, Gesualdi e Saroldi letto mentre facevo volontariato nel commercio equosolidale) alla “Decrescita Felice” di Latouche e Pallante il passo è stato abbastanza breve. Certe sensibilità sono tutte collegate fra di loro, anche se magari i fili che le uniscono non sono subito evidenti. Ho capito che la scelta di fare le cose da sè, comprando un po’ di meno, o quella di preferire i mezzi pubblici all’automobile, potevano essere unite ad altre piccole decisioni, fino a creare uno stile di vita un po’ “diverso”. Spulciando le varie notizie su internet, mi sono imbattuta nel Movimento per la Drescita Felice e ho scoperto l’esistenza di un circolo proprio a Genova. Le buone notizie, fortunatamente, non vengono mai da sole: più o meno nello stesso periodo sono entrata in contatto con Reti Glocali e quindi con associazioni e gruppi di persone che operano nell’economia solidale. La condivisione è contagiosa: quando ci si mette in testa un’idea e la mente rimane aperta il più possibile, i progetti, le idee creative, le “buone pratiche” si moltiplicano. Adesso sono qui, con un sacco di cose da imparare.
Qualcuno forse può pensare che parlare di decrescita in un periodo di crisi economica sia facile, come cercare di mandar giù la pillola amara con un po’ di zucchero: dopotutto certi sacrifici si devono fare comunque e tanto vale adottare una filosofia che li renda più sopportabili. Senza parlare poi di quanto lo stile di vita “green” sia diventato di moda. In più, non è detto che sia tutto rose e fiori, buono solo per gli ingenui: l’accostamento dell’aggettivo “felice” può suonare addirittura stonato. Si sa che la “felicità” -  diversa dall’essere semplicemente contenti – è impegnativa, altrimenti non sarebbe così difficile ottenerla: implica essere propositivi, costruttivi (e quindi non  si tratta solo un’idea romantica). E’ una parola dotata di una tale forza  e così carica di aspettative che si prova imbarazzo a pronunciarla!
Io non sono un’economista, nè un’esperta di efficienza energetica o permacoltura – per usare alcune espressioni molto “in voga” – anzi, non mi considero un’esperta di alcunchè. Però non vedo nella sobrietà una rinuncia, bensì una scelta che comporta di lasciare qualcosa, sì, ma per “guadagnare” dell’altro. Un modo diverso di concepire il tempo, di rapportarsi all’ambiente, di stare in famiglia e d’interagire con le altre persone. Se nel frattempo avrò imparato a fare il pane in casa o a riparare un elettrodomestico invece di buttarlo via, facendo più felice anche il mio portafoglio (!), tanto meglio; tuttavia credo che passo dopo passo si possa andare anche oltre, soprattutto se non si è da soli. La voglia di scoprirlo è tanta e credo valga la pena di rimboccarsi un po’ le maniche. O almeno provare.

La decrescita… in ferie

Vi segnalo un interessante articolo pubblicato sulla rivista Terranauta e intitolato “Ok la decrescita… ma le vacanze?“. L’autrice descrive le sue impressioni sul modo di fare turismo, organizzare e quindi vivere una vacanza senza dimenticare i propri valori. Mi sono ritrovata nelle sue perplessità (il viaggio alla moda, le località iper-affollate e gli sprechi conseguenti) così come nei suoi desideri (il contatto con le culture locali, l’esigenza di risparmio, la riscoperta di località vicine, il turismo responsabile, la fuga dal divertimento a tutti i costi…).

“…E forse, placare questa sete di viaggi in questo modo potrà anche farci capire che alcuni posti son diventati dei circhi e degli zoo ignobili, che davvero ciò che si cerca è la diversità e l’esoticità a tutti i costi o il divertimento “forzato”, che non produce nulla se non un gran dispendio di soldi ed energie. Perché il vero viaggio, se vogliamo metterla sul filosofico.. è quello dentro di te. E allora non serve mica andarsene lontanissimo.. mettere in moto tutta questa macchina da baracconi solo per l’ansia di cercare e di scoprire qualcosa che non trovi.. il diverso è qua, è vicino, è ciò che non conosci di te e dei posti e delle genti che hai intorno!“.

E voi cosa ne pensate?

Guida FLCG di Genova – Edizione 2009

Sta andando in stampa la nuova edizione della guida Fa’ La Cosa Giusta di Genova e provincia, che censisce centinaia di indirizzi di gruppi, associazioni e imprese sostenibili, botteghe del commercio equo e solidale, gruppi d’acquisto solidali, prodotti biologici e biodiversi, per una lista della spesa “sostenibile”. La guida censisce anche i luoghi, fisici o virtuali: i gruppi di consumo critico che promuovono le nuove “reti d’economia solidale”, le campagne di pressione per indurre le aziende a cambiare i propri comportamenti, le manifestazioni e gli eventi.

La Coop Liguria vende detersivi “alla spina

Genova, 6 luglio – Risparmiare in maniera ecologica è ormai possibile,
con l’iniziativa di Coop Liguria di vendita di detersivi sfusi: dal
mese di luglio l’Ipercoop L’Aquilone di Bolzaneto e la Coop A. Negro
mettono a disposizione dei propri clienti i distributori per la
vendita di detersivi “alla spina”, dove i consumatori che vogliono
acquistare detergenti potranno riempire i contenitori di cui sono già
in possesso. L’iniziativa garantisce una doppia convenienza,
individuale e collettiva: spillare l’ammorbidente o il sapone per i
piatti permetterà al singolo risparmiatore di ridurre la spesa tra il
18 e il 20%, mentre la comunità assisterà a una sensibile diminuzione
della produzione di rifiuti. Gli imballaggi infatti rappresentano più
di un terzo dei rifiuti urbani: ed è proprio la necessità di limitare
questi sprechi che ha spinto Coop Liguria a imbarcarsi in questa
impresa. L’operazione ecologica non perde comunque di vista la
qualità: “I prodotti venduti sono tra i due più acquistati tra quelli
offerti da Coop Liguria – assicura il presidente della società,
Francesco Berardini, citato dal sito de Il Giornale – senza
dimenticare che sono detersivi privi di fosfati, e quindi naturali ed
eco-compatibili”. L’erogazione è semplice e immediata. Quattro colori
distinguono i tipi di detersivi distribuiti: sapone per piatti,
ammorbidente, detersivo classico per lavatrice e quello invece
delicato per la lana. I flaconi utilizzati dai clienti potranno essere
usati fino a 30 volte. La vendita di detergenti sfusi per ora sarà
portata avanti solo in due punti vendita: a breve però l’iniziativa
verrà allargata ad altri supermercati della provincia, ed entro un
anno verranno coinvolti i rivenditori più importanti della regione.
L’operazione vede la collaborazione della Provincia di Genova: per
l’assessore all’Ambiente Sebastiano Sciortino “è giusto consumare, ma
bisogna farlo con intelligenza, visto che la produzione pro-capite di
rifiuto o materiale post-consumo ha raggiunto livelli allarmanti”. La
vendita di detersivi sfusi fa parte di una serie di iniziative
affidate alla Commissione Speciale Rifiuti della Provincia, che,
lavorando su diversi fronti, presenterà entro un mese un pacchetto di
progetti per la riduzione di rifiuti alla fonte.

Certificazione energetica degli edifici: era ora!

Roma, 6 luglio – “Rendere trasparente la qualità energetica degli
immobili è un ulteriore passo avanti per garantire l’efficienza e il
risparmio energetico e una maggiore sicurezza per i cittadini che
acquistano una casa. L’obiettivo è promuovere adeguati livelli di
qualità dei servizi di certificazione, assicurarne l’utilizzo e la
diffusione omogenea sull’intero territorio nazionale”. Lo ha detto il
ministro dello Sviluppo economico, Claudio Scajola, firmando il
decreto sulla certificazione energetica degli edifici che entrerà in
vigore nei prossimi giorni con la pubblicazione sulla “Gazzetta
ufficiale”. “I cittadini avranno così la possibilità di capire com’è
stato realizzato l’alloggio che stanno acquistando dal punto di vista
dell’isolamento, della coibentazione e degli impianti energetici, in
che modo esso possa contribuire agli obiettivi di efficienza e
risparmio energetico”, ha concluso il ministro.
Il decreto, emanato in attuazione della direttiva europea del 2002,
definisce le linee guida nazionali per la certificazione energetica
degli edifici e gli strumenti di raccordo, concertazione, cooperazione
tra lo Stato e le Regioni, alcune delle quali hanno già definito
proprie procedure di certificazione, che si integrano alla normativa
nazionale, nel rispetto delle peculiarità di ciascuna Regione. Il
provvedimento segue il decreto del Presidente della Repubblica del 2
aprile scorso (numero 59), che fissa i requisiti energetici minimi per
i nuovi edifici e per le ristrutturazioni di quelli esistenti. Con
queste nuove procedure i cittadini che vendono la propria abitazione
potranno rispondere in modo più appropriato e con oneri assai
contenuti all’obbligo di informare l’acquirente della qualità
energetica dell’abitazione ceduta.
Un altro regolamento definirà infine nelle prossime settimane le
figure dei certificatori energetici (ingegneri, architetti,
professionisti e così via) abilitati al rilascio delle certificazioni.

Presentazione MDF Genova

Trascorsi pochi mesi dalla sua costituzione, il circolo genovese del Movimento per la Decrescita Felice è lieto di approdare su Reti Glocali. Nell’ottica di promuovere i principi e gli obiettivi del nostro movimento, abbiamo deciso di cogliere le opportunità del web e di entrare a far parte di questo progetto, del quale condividiamo tematiche e finalità. Riscoprire la capacità di fare rete, la condivisione, la partecipazione, lo scambio, la riscoperta del territorio, il valore delle interazioni sociali, il sostegno alle economie locali, l’autoproduzione alimentare ed energetica fanno naturalmente parte del nostro “bagaglio”.

Grazie a tutti quelli che vorranno condividere con noi questo nuovo percorso!