Paese che vai retribuzione che trovi. Italia in coda.

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Husum, tramonto alle 23,10 - Nordfriesland - Schleswig-Holstein

Approfondimenti su:

Blitzquotidiano: Stipendi, gli Italiani prendono meno di Greci e Spagnoli

Rischio Calcolato: Il “miracolo” tedesco: nascondere i senza-lavoro

KEIN PFUSCH®: L’odio facile

EUROSTAT: Regional Labour Market Statistics 2012

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Rammentando che Lettere dalla Germania è aperto a contributi esterni, riporto le impressioni di una conoscente tedesca trentenne rientrata nel suo Paese nel 2007, dopo tre anni passati a lavorare in una grande cittá della Toscana:

Mi sono trovata molto bene… Ho avuto un lavoro che mi è piaciuto molto, ho goduto la fiducia del capo, mi ha lasciato tante libertà per fare il lavoro in modo mio e a realizzare nuove idee. A casa stavo bene assieme a persone che ho voluto bene e che hanno voluto bene a me (un piccolo appartamento diviso in cinque come all´Universitá, ndr).

Ho trovato veri amici ..ma ….non mi sono mai sentita al posto giusto pensando al futuro (900€ al mese come segretaria/coordinatrice in una prestigiosa Scuola Privata di Lingue, ndr). A una certa età bisogna pensare anche a quello. Se perdo lavoro…se mi ammalo ..se voglio avere una famiglia?

Non mi sento sempre così leggera come mi sono sentita spesso in Italia, ma mi sento più “protetta” dallo Stato qua, in Germania.

Ci sono situazioni inaccettabili in Italia che nascono dai politici troppo corrotti. Roba pesante!”

…sono stata benissimo in Italia (sarei rimasta volentieri) ma dopo tre anni di permanenza mi godo la comodità di stare in Germania. Il sistema sociale e un altro qua! Al lavoro ti pagano quello che si deve, ti danno servizi sanitari sufficienti, e se ti ammali o perdi il lavoro si prendono cura di te. È una bella sensazione!

Tornata nella sua città in Niedersachen (nell’area di Hannover), dopo alcuni mesi, trovó lavoro in una grande societá europea di servizi turistici con importanti funzioni IT e di organizzazione meeting aziendali. Retribuzione: 3000€ mensili!


Stiamo parlando di livelli professionali medio-alti in questo caso. Ma è già una indicazione di massima. Per gli operai ed i commessi di basso livello il discorso cambia anche se i redditi sono comunque quasi doppi rispetto a quelli italiani. Va peggio per i “disoccupati virtuali” come ben descritto nel secondo articolo consigliato in testata. La situazione di questi lavoratori atipici (oltre tre milioni) è così grave che il Governo tedesco sta introducendo il reddito minimo lavorativo che attualmente non è previsto. Non è che non ci siano quindi problemi di “rapporti di forza” negli altri Paesi. Tuttavia, vivendoci e non permanendo per una vacanza, cominci a notare quelle piccole cose che funzionano, tutti i santi giorni (e che mai leggerai sui giornali italiani). Per loro banali ma per un italiano assolutamente incredibili da realizzarsi nel quotidiano. E ti senti dire: “Funziona… Perchè non copiate?”. Essi faticano pure a credere quanto le cose più banali non funzionano in Italia. Già… Perchè non copiamo? Considerando che duemila anni fa gli abbiamo insegnato una lingua, un sistema giudiziario civile e a costruire Fachwerkhaus che vedi in piedi ancora dopo milleduecento anni in molti comuni tedeschi?

Nonostante un peggioramento recente delle condizioni di vita degli strati sociali più bassi (il censo è la seconda religione) tuttavia il costo della vita in Germania é spesso inferiore all’Italia mentre per la qualità dei servizi è proprio non confrontabile. In altre parole, la vita è più semplice per tutti.

Accennando qualche esempio.

I prezzi al consumo sono inferiori nettamente, dai discount ai prodotti di qualità certidficati organici. Reti strdali e ferroviarie ORDINARIMANTE mantenute assciurano una logistica dei trasporti a costi notevolmente inferiori rispetto alla bolgia italica. I trasporti pubblic costano di più (ancora per c poco) che in Italia ma la puntualità è la ferrea regola non l’eccezione. Anni fa durante un viaggio  passando per Zurigo. Un panettiere italiano che viveva in Svizzera, raccontando del treno che prendeva quotidianamente.  Non era MAI tardato di un minuto così come mai giunto prima di trenta secondi. Dopo venticinque anni di fruizione del servizio egli si stupiva ancora. Forse che, nella maggior parte dei Paesi Europei, i ferrovieri posseggano tutti orologi svizzeri?

L’accesso alle autostrade non si paga poichè vengono sostenute con la tassa di circolazione annuale (circa 500€, mentre gli autocarri pagano il pedaggio a fine mese. Il tragitto viene rilevato attraverso un sistema di bordo basato sul GPS). Il risparmio di tempo, di denaro (e carburante), per la mancanza dei caselli è notevole oltre al fatto che non troverete una buca in tutta la rete. Tuttavia si può benissimo vivere in Germania senza automobile. I mezzi pubblici sono tutti interconessi (parola quasi sconosciuta da Trento in giù). Bus-metro-treno-aereo giungono ovunque. Anche nel più minuscolo borgo isolato l’autobus passa almeno due volte al giorno, mattina e sera. La bicicletta gode di piste ovunque. Nelle città come nei paesi e nelle distanze di collegamento. Puoi portarla in treno e autobus quasi sempre. A breve verrà aperta la prima bike highway a sei corsie di 60km nei pressi di Dortmund.

La gestione burocratica della propria vita è ridotta al minimo per dispendio di tempo (e i tedeschi si lamentano già che ce ne sia troppa!). Negli uffici pubblici si adoperano per sbrigare la pratica in una sola volta risparmiandoti di tornare ancora. Anzi, più pratiche in una volta per diverse competenze amministrative di solito. Molti adempimenti puoi effetuarli via email o fax. Quanto si risparmia di carburante o biglietto se al posto di quattro volte ti devi recare all’ufficio solo una?

Se non ricordo male la Germania consta di 60,000 PLZ (CAP)  postali, quindi composta sopratutto di piccoli comuni con almeno 5-10 villaggi ciascuno. In Italia, diversamente, ci sono 1,300 comuni a rischio spopolamento e chiusura, dove non trovi neppure più uno spaccio. Mentre un piccolo negozio che fa servizio postale, e ci trovi di tutto, c’è quasi sempre. Una Gasthaus pure non manca. Sto parlando delle frazioni di neanche cento case non del comune principale per quanto piccolo. Sicuramente c’è una tassazione più equa che permette alle piccole attività di andare avanti asscurando un servizio primario alle comunità. Piccoli ospedali di provincia si trovano anche in paesotti di soli 10-15,000 abitanti. Altro risparmio di tempo e denaro per gli usuali imprevisti della vita.

In ogni Dorf (villaggio) che si rispetti c’è almeno un piccolo bosco dove recarsi per passeggiare e praticare sport. Questo significa che il fine settimana non sei “costretto” a fuggire lontano decine o centinaia di chilomentri per respirare un po’  e rilassariti.

Questa testimonianza, come tutti i contenuti del Blog, non vuole essere un invito a lasciare il Bel Paese (o quello che ne resta) ma a cogliere gli esempi, se volete banali, per farli propri ogni giorno (magari rinfacciandoli a chi di dovere). Il prezzo di questo impegno quotidiano è alto, lo so molto bene da quanto pagato personalmente, tuttavia assicuro, ne vale la pena.

Il problema è che, riferendosi alla retribuzione, se in Italia abbiamo perso il doppio (scusate, forse il triplo) di potere di acquisto rispetto ad altri Paesi come la Germania, non è solo colpa dei Governi, dei Sindacati o degli Imprenditori. Essi misurano ci misurano  per poi vedere fino a che punto possono spingersi e se noi  lasciamo fare. Di certo, nella mentalitá tipica italiana, nessuno si fará scrupoli etici.

Ho visto e subito (ma reagendo quasi sempre)  nella mia vita tali soprusi e assenza di diritti minimi sul lavoro che non basterebbe un libro intero per descriverli. Ogni volta che accettiamo un “consiglio” a lasciar perdere, ogni volta che pensiamo “tengo famiglia”, ci dimentichiamo che facciamo un danno non solo alla nostra autostima. Domandiamoci quale realtà lasceremo ai nostri figli, in genere alle future generazioni e qualità della vita possiamo ottenere. La norma è che sono gli stessi colleghi di lavoro a frenare per migliorare le condizioni di sicurezza e retributive (significa solo maggiore rendimento ma questo non l´ha capito ancora nessuno).

L´ equità retributiva è alla base di una stabilità e convivenza sociale, di una economia sana.

Il secondo obiettivo di questo articolo, come nello spirito del Blog, è rendere consapevoli le persone della reale condizione italiana, sociale, sanitaria, amministrativa ed economica. Parlo per esperienza diretta, vista da fuori la situazione puzza ancora più, sopratutto se ti imbatti tutti i giorni in piccoli esempi virtuosi.

Il nostro Paese puó essere salvato solo dai suoi cittadini, partendo dal territorio e da ogni piccola azione quotidiana: agire localmente,  pensare globalmente (*), anzi, pardon… Glocalmente!


(*) Citazione da Small Is Beautiful di EF Schumacher

Il giornalista Paolo Barnard raccoglie in un articolo la testimonianza di una lavoratrice italiana. Credo sia utile il raffronto con quella che avete appena letto.


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8 Responses to “Paese che vai retribuzione che trovi. Italia in coda.”

  1. Condivido in toto, le piccole azioni quotidiane faranno la differenza, insieme a quei professionisti e imprese che sapranno cogliere il cambiamento come una nuova responsabilità sociale che si sta diffondendo.

  2. Già.. ognuno di noi può far la differenza nel proprio agire quotidiano..

  3. In Italia per fare un ecodoppler al cuore ci vogliono otto mesi ho deciso me ne vadoin Germania.

  4. Stipendi, gli Italiani prendono meno di Greci e Spagnoli
    “Il rapporto di Eurostat “Labour market statistics” (statistiche del mercato del lavoro) prende in considerazione le aziende con almeno dieci dipendenti anche per gli anni precedenti all’ultimo aggiornamento del 2009, così da poter anche osservare la crescita delle retribuzioni.”
    “Gli Italiani guadagnano meno dei Greci: è uno dei dati pubblicati da Eurostat relativi al 2009. Gli stipendi italiani, certifica l’Ufficio statistico dell’Unione Europea, sono tra i più bassi d’Europa, superiori solo a quelli di Malta, Portogallo, Slovacchia e Slovenia.”
    “…l’italiano medio (almeno nel 2009, ma non si può dire che nel frattempo la situazione sia andata molto migliorando) guadagna 23.406 euro lordi all’anno. La metà dello stipendio medio annuo di un cittadino della Germania (41.100 euro), o dell’Olanda (44.412 euro), per non parlare di un lavoratore del Lussemburgo, che si porta a casa ogni anno quasi 50mila euro (48.914 euro lordi, per l’esattezza).”

    Leggi su Blitz
    http://www.blitzquotidiano.it/economia/stipendi-lavoro-retribuzioni-salari-aziende-1133978/

    EUROSTAT Regional Labour Market Statistics
    http://epp.eurostat.ec.europa.eu/portal/page/portal/product_details/metadata?p_product_code=REG_LMK_ESMS
    http://epp.eurostat.ec.europa.eu/portal/page/portal/product_details/metadata?p_product_code=URT_LMK_ESMS

  5. Il viaggio di Riccardo Iacona nel precario mondo della ricerca e dei ricercatori che fuggono all’estero. Racconta la fabbrica della ricerca inseguendo decine di storie di ricercatori di ogni posizione, dai dottorandi ai ricercatori, da quelli rimasti in Italia a quelli scappati all’estero. Riccardo Iacona racconta la farsa dei concorsi pubblici, solo teoricamente aperti a tutti, ma, in realta’, come si dice nel gergo, “blindati”?, cioe’ gia’ preassegnati ai candidati forti di ogni dipartimento. Un sistema che di fatto impedisce la liberta’ di movimento dei ricercatori da un’ Universita’ all’altra e costituisce una barriera insormontabile per quelli bravi, da qualsiasi parte del mondo arrivino. Per altri la fuga o la chiamata all´estero.

    # Durata:01:20:00
    # Andato in onda:02/04/2006

    http://www.youtube.com/watch?v=tsl4Jy5bX5I&feature=fvsr

    http://www.rai.tv/dl/RaiTV/programmi/media/ContentItem-71deab51-e566-4a37-979f-57a9069f37e9.html

  6. Ricercatrice a Bruxelles. Grazie allErasmus – Giovani talenti – Radio 24
    http://www.radio24.ilsole24ore.com
    Quando un Erasmus salva la vita… è proprio il caso di dire. Quanti giovani professionisti italiani sono oggi allestero (e ci restano), dopo aver appreso -nel corso degli anni universitari- quanto sia più semplice vivere, studiare e lavorare nellEuropa integrata del Terzo Millennio? E il caso …

    http://www.radio24.ilsole24ore.com/main.php?articolo=ricercatrice-bruxelles-erasmus-europa-antiterrorismo-fossati-universita

  7. http://www.blitzquotidiano.it/economia/lavoro-interinale-sotto-costo-legge-biagi-saldo-nidil-cgil-1149579/

    ROMA – Disoccupati, disabili od over 50 “svendesi”. Gli interinali saranno “svenduti” dall’azienda ed anche il loro stipendio sarà tagliato del 20 per cento. La colpa è dell’articolo 13/a della legge Biagi 276/03, che introduce un trattamento diversificato tra chi è dipendente di una società e chi viene assunto tramite un agenzia per il lavoro ed è dunque un interinale. A parità di lavoro, di mansioni e responsabilità, gli interinali avranno contratti peggiori e stipendi più bassi. essere un interinale in tempo di crisi significa un “sotto-costo salariale a svantaggio dei lavoratori già ai margini del ciclo produttivo a vantaggio delle agenzie per il lavoro e delle aziende”, ha spiegato Filomena Trizio, segretario generale Nidil Cgil.

  8. http://www.blitzquotidiano.it/economia/volkswagen-premio-produttivita-fiat-cassa-integrazione-1149706/

    ROMA – Mentre in Italia nel mercato dell’auto si impone il linguaggio della crisi, tra richieste di cassa integrazione, ristrutturazione di impianti, tagli di posti di lavoro, addirittura il timore che stabilimenti simbolo come Mirafiori possano chiudere, in Germania la Volkswagen distribuisce bonus dopo un anno di utili eccezionali, non circoscritti ai soliti manager e banchieri. Quest’anno 90 mila dipendenti riceveranno un premio di produzione di 7500 euro. “Nel 2011 i dipendenti Volkswagen hanno fornito prestazioni eccellenti” è l’orgoglioso commento del capo del personale Horst Neumann. A godere del superbonus saranno i lavoratori protetti in Germania dai contratti collettivi. A livello globale il gruppo può contare su oltre 500 mila addetti. Nella sola Germania la casa di Wolfsburg ha assunto 11 mila nuove unità, 28 mila a livello mondiale.

    L’anno scorso Volkswagen ha raggiunto il record di 15,4 miliardi di euro di utile netto. Più del doppio rispetto al 2010 che pure era stata un’annata eccezionale. Anche l’anno scorso i dipendenti furono gratificati con un bonus di 4 mila euro. Anche la consociata Audi, la fascia più alta del gruppo, ha macinato utili eccezionali, al punto da staccare un assegno da 8251 euro. Alla Porsche l’assegno è stato di 7 mila euro. I dipendenti con il contratto collettivo, l’”elite” come li definisce il Sole 24 Ore, sono stati rappresentati dai sindacati nella trattativa per stabilire l’entità del premio con i dirigenti Volkswagen.

    Utili, premi di produttività, ricavi record: ma il mercato europeo dell’auto non era finito nelle spire di una profonda stagnazione? In effetti i notevolissimi risultati si debbono alla penetrazione massiccia nei mercati asiatici. Per esempio, Audi in Cina ha incrementato le vendite addirittura del 53% contro il modesto 2% in Europa e il 10% negli Usa. Le prospettive per il 2012 dovrebbero essere più contenuto, soprattutto a causa della contrazione della crescita in Cina. Tuttavia l’inizio è stato più che incoraggiante: a febbraio l’aumento delle vendite è stato del 16%, in linea con le ottime performance dei cugini rivali Bmw e Daimler, rispettivamente con il 14% e il 20% di aumento.
    9 marzo 2012 | 12:02

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