Bambini (+tutti noi) e inquinamento ambientale – Seconda Parte

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Immagine: Ricardo Quinones Thesis

“La GENTE ha il DIRITTO di SAPERE”.
(www.chemicalinjury.net - Dr. Grace Ziem, M.D., Dr. P.H. – USA)

…continua dalla Prima Parte

Ultimo Rapporto Europeo

Nel Global Report on Health Status in the European Union, The Status of Health in the European Union – Towards a Healthier Europe si ribadisce quanto si sapeva in realtá fin dagli anni ´50.

Le sostanze chimiche, quelle naturali e prodotte dall´uomo, sono una parte integrante del nostro ambiente rurale e urbano.

Le emissioni non sono collegate solo all´attivitá delle industrie chimiche ma contemplano ogni passaggio dalla produzione (o importazione), lavorazioni succesive e uso finale, sia industriale che di consumo, fino alla discarica. Questo puó portare a un vasto inquinamento (scarsa gestione industriale, aree contaminate, e incidenti come Seveso da 20 a 30 all´anno) causando esposizione a lungo termine a bassi livelli di composti chimici.

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Per sostanze impiegate in articoli durevoli o materiali da costruzione, le relative emissioni fino al conferimento in discarica durano decenni dopo la produzione e lavorazione della sostanza chimica stessa.  Questa é una ragione per cui alcune sostanze vengono ancora trovate nell´ambiente o nei tessuti umani dopo decenni che il loro impiego é cessato (v. DDT, ndr).

Composti come i metalli pesanti, idrocarburi poliaromatici,diossine e PCBs sono stati regolamentati e monitorati per lungo tempo, tuttavia pongono problemi a causa della loro persistenza. Il loro uso nelle nuove tecnologie include le le nano tecnologie o impieghi nella industria alimentare (composti regolamentati o proibiti nella EU ci giungono nei prodotti e alimenti dai paesi “discarica” come Cina, India, Messico, ndr). Un esempio ulteriore é il pesticida irrorato che porta ad una esposizione chimica delle persone che abitano nelle vicinanze o passano accanto ai campi.

La EEA afferma che non ci sono sufficienti dati e monitoraggi ambientali-epidemiologici cosí il nesso causale é difficile da provare per tutte le sostanze. Ben conosciuto é il legame amianto/cancro, o piombo-mercurio/neurotossicitá (inclusi danni neonatali). Per altri come i disrelogatori endocrini (POPs Inquinanti Organici Persistenti, etc) non é accertato l´effeto sugli umani.  Tuttavia questo nesso viene osservato senza dubbi nel mondo animale, in particolare nei mammiferi marini in cima alla catena alimentare (orsi polari, balene, foche, delfini,  etc.) o altri dell´ambiente acquatico (molto sostanze tossiche sono idrosolubili e liposolubili, ndr). Perció sono stati rilevati alti livelli di residui di  POPs negli anzidetti mammiferi marini accumulatisi attraverso la catena alimentare (cosa che avviene esattamente negli umani, ndr). Trai danni osservati: infertilitá, immunodeficienza e diffrenti tipologie di malformazioni tissutali. Gli stessi effetti registrati negli umani quando il carico corporeo di POPs é simile ai livelli della fauna selvatica.

Conclusioni

In altre parole non solo é a rischio l´apparente benessere e la convivenza sociale (piú malati=meno ricchezza) nei Paesi industrializzati in particolare ma anche l´esistenza stessa dell´umanitá dal punto di vista della preservazione del patrimonio genetico. Questo avviene almeno da 70 anni nelle societá “piú avanzate”.

I danni tossici vedono al primo posto il danneggiamento ai sistemi organici di metabolizzazione/disintossicazione lasciando cosí  la membrana cellulare, il mitocondrio, indifesi sia per carenza di nutrienti essenziali, sia attaccati nella loro funzionalitá. Si giunge quindi alla matrice, acquisita e/o dalla nascita, del danneggiamento irreversibile dei geni per passarli alla generazione successiva.

Nessun timore, le case farmaceutiche stanno giá programmando da almeno dieci anni (ecco cosa é servito il Progetto Genoma pagato con le nostre tasse) di sostiuire i farmaci ordinari, che producono effetti in genere sui sintomi poco piú di un placebo, con quelli genetici personalizzati. Ora questo tipo di cure sono riservate alla parte agiata della societá. Domani, esauriti sopratutto i brevetti che portano i grandi profitti si passerá al nuovo per tutti, ma non allo stesso livello di qualitá naturalmente..

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Capitolo dedicato a Big Pharma dal film "Storia del Cancro" a cura di Massimo Mazzucco (da YouTube)

Big Pharma (fonte: Luogocomune.net)

L´obiettivo per BIG PHARMA é sempre il medesimo. Tenere legato il “cliente” a vita. Guai fare prevenzione primaria e avere una vita meno tossica, partendo dal proprio quotidiano domestico nella alimentazione (a cominciare dall´orario corretto dei pasti), sul lavoro, nello stile di vita e per finire in tutto il ciclo produttivo dei beni cosí come nella mobilitá.

Oltre questo obiettivo, considerando che BIG PHARMA, il complesso delle industrie farmaceutiche, é strettamente intrecciata alla industria chimica e delle telecomunicazioni sia a livello di proprietá (grandi famiglie storiche di finanzieri come Rotschild, Rockfeller, etc) che di interessi, qualcuno ipotizza una selezione eugenetica alla rovescio. Ovvero é il genoma umano che si deve adattare alla produzione e  consumo, non il nostro mondo che dovrebbe e deve restare legato al ciclo vitale della Natura.

Le persone affette da malattia ambientale (tra il 15 e il 30% della popolazione nei Paesi OCSE) rappresentano forse il primo target vista la negazione quasi totale dei diritti umani a livello pressoché mondiale nonostante le evidenze scientifiche cinquantennali. Per gli altri colpiti da  malattie cronico degenerative “ufficiali” (cancro, Alzheimer, Parkinson, etc.) non é ancora tempo di negazione ma intanto avanza la formazione medica per stress e conflitti, in una parola PsicoNeuroEndocrinoImmunologia. La psicosomatica, dopo la psichiatria, non bastava piú a “spiegare” tutto fuorviando le persone dalla diagnosi precoce e la prevenzione delle malattie cronico-degenerative. Erano considerate psichiatriche (ma ancora oggi in qualche ospedale potreste trovarvi in questa condizione) il quadro sintomatologico e relative malattie quali la Sclerosi Multipla, il Diabete Mellito, la Tubercolosi..

Una infinita serie di “errori” diagnostici che comincia all´avvento della Prima Rivoluzione Industriale quando il controllo sociale passò dalla religione alla psichiatria. I codici e le teorie psichiatriche sono andate di pari passo con gli effetti tossicologici degli abitanti delle allora cittá dormitorio di lavoratori, le metropoli di oggi.


Paesi Vs. Multinazionali

Per nostra fortuna alcuni governanti, stimolati da elettori minimamente consapevoli, stanno girando pagina. Il Canada (che ha collezionato varie  denunce dalle multinazionali) sembra in prima fila quando afferma nei Rapporti sulle Sensibilità Ambientali 2007:

  • “Individui con Sensibilità Ambientali (sigla ES, la MCS è tra la piu´grave nelle ES, ndr) sperimentano avverse reazioni ad agenti ambientali sotto il livello ritenuto essere non sicuro o che colpisce la popolazione. Le cause, i sintomi, e gli innescanti delle Sensibilità Ambientali variano da individuo a individuo. Gli innescanti ambientali sono prevalentemente ovunque negli ambienti confinati (detti “indoor”, casa, lavoro, trasporti… ndr) e includono campi elettromagnetici e sostanze chimiche trovate nei materiali da costruzione, mobilio, prodotti di pulizia e di riproduzione documenti (toner, etc, ndr), fragranze (profumi, detersivi, olii essenziali, etc, ndr) e pesticidi”.
  • “Come risultato della confusione scientifica, difficoltà diagnostica e generale mancanza di conoscenza all´interno della comunità più in generale  e medica in merito alle Sensibilità Ambientali, queste ultime sono spesso diagnosticate sbagliate come condizioni psichiatriche o psicologiche.
  • Questa errata diagnosi e incomprensione risulta in un marchio sociale per le persone con sensibilità può portare ad una negazione di adattamento, per i quali si dice che “è nella loro testa”. Tuttavia, malgrado la mancanza di chiarezza sulle cause delle Sensibilità Ambientali e la assenza di un test diagnostico (universalmente accettato, esistono comunque profili biochimici  di laboratori internazionali con diversi parametri comuni, ndr), non vi è dubbio che gli individui che provano sintomi fisici derivano dagli agenti ambientali.”
  • “Il bilancio della evidenza scientifica ed esperienza indica che le Sensibilità Ambientali generalmente derivano da cause fisiologiche anche se ci sono molte conseguenze neurologiche e psicologiche”.
  • “L´evitamento dei fattori innescanti i sintomi (evitamento chimico-elettromagnetico, ndr) e rimozione delle sostanze chimiche tossiche immagazzinate nel corpo sono la chiave per trattare le Sensibilità Ambientali. Abitazione, scuola o posto di lavoro, e alimentazione e acqua sicure sono le priorità principali.”
  • “Le norme di divieto di fumare, “indossare” fragranze, di impiegare antiparassitari, tenere al minimo il motore dei veicoli in sosta e le politiche di pulizia meno tossiche nella sanità ed altre istituzioni pubbliche sono sempre più comuni e la Comunità medica inoltre sta sostenendo per piú generalizzate norme e leggi. Il consenso  sta aumentando gradualmente nella Comunità medica e fra gli accademici, così come nella popolazione in generale, che molti prodotti chimici non sono inoffensivi come potremmo credere. La Comunità medica è inoltre sempre più indirizzata al riconoscimento delle Sensibilità Ambientali nella formazione medica.”
  • “Ci sono alti costi per la società a non occuparsi delle persone con le sensibilità e la qualità ambientale del posto di lavoro interessa rendimento, salute e presenza dei lavoratori.”

La formazione e la direzione per il cambiamento di comportamento nel posto di lavoro non è costosa. Quindi, migliorare la qualità ambientale del posto di lavoro è una decisione economicamente sana, così come l’opzione migliore per la salute dei lavoratori.”

Il Governatore della Provincia  piú importante del Canada cosí annunciava una serie di provvedimenti tesi a tutelare la salute della popolazione: “Come Premier, ma principalmente come genitore, so quanto é assolutamente importante fare tutto ciò che possiamo per proteggere i cittadini dell´Ontario da potenziali minacce per la salute derivanti da tossine ambientali… la nuova strategia di riduzione delle tossine comprenderà una gamma di misure per proteggere la nostra salute… introduzione di una nuova legislazione di riduzione delle sostanze tossiche per ridurre l’inquinamento, informare e tutelare i cittadini da sostanze chimiche tossiche nel´aria, acqua, terra e prodotti di consumo.”

“…siamo impegnati per la salute pubblica, protezione del nostro ambiente e tutelare l’interesse pubblico.” concludeva nel comunicato del novembre 2008 il Premier Mc Guinty.

Sará un caso che l´Italia, essendo tra i Paesi industrializzati Europei piú inquinato e corrotto, sia diventata una melma sociale gravata dal terzo debito pubblico mondiale dove la Spesa Sanitaria la fa da padrone?

Consapevolezza,  lotta, speranza

Nelle battaglie individuali quotidiane, questa della salute, per noi stessi e per le generazioni future, sarebbe da mettere in cima alla lista delle prioritá attraverso un modus operandi e vivendi, tradizionale e moderno allo stesso tempo.

Se siamo a questo punto di una degenerazione morale, ambientale e politica é dipeso da ciascuno di noi come attore, maggiore o minore, del sistema programmato ai piani alti (come sempre nei secoli).

Negli ultimi decenni abbiamo assistito alla progressiva perdita di quelle conoscenze di base che hanno fatto sempre parte delle pratiche di mantenimento della salute e guarigione. In particolare, è avvenuta in Italia questa “delega in bianco” alla classe medica. Mediamente pochi sanno persino come prepararsi una tisana.  Quasi tutte le popolazioni europee hanno mantenuto invece una solida conoscenza delle millenarie pratiche curative.

Il punto è proprio questo. Molte esposizioni, le quali con l’accumulo sono causa di diverse patologie, possono essere ridotte anche notevolmente cambiando stile di vita e abitudini senza costi accessori. Quindi evitare detersivi e prodotti per la cura personali che contengono profumazioni e coloranti, limitare e proteggersi dai telefoni mobili (ad esempio spegnendoli in spazi chiusi anche di trasporto),  rispettare gli orari dei pasti secondo la funzionalità degli organi preposti alla metabolizzazione, e così via.

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10 Regole per i cellulari (2007) Ordine dei Medici Austria: 1) non mettere il cellulare nelle tasche ma nello zainetto o valigetta che si postano con sé; 2) fare lunghe telfonate dal telefono cablato normale; 3) durante il sonno spegnere il cellulare, evitare di posizionarlo vicino alla testa; 4)  negli autoveicoli usare la antenna esterna; 5) il sistema Bluetooth rapprensenta una secondaria fonte di radiazioni; 6)  evitare di navigare con il Wi-Fi (connessione radio a Internet), la card irradierá per due otre ore; 7) non usare i giochi (videogames) del cellulare eccetto scollegati dalla linea;  8) le cuffie non riducono la esposizione (eccetto quelle pneumatiche), anche Bluetooth la aumenta; 9) non usare telefoni che emettono microonde (compresi DECT, etc.) all´interno di autoveicoli/bus/treni/ascensori, poiché il segnale é riflesso indietro creando un effetto forno a microonde; 10) usare una schermatura tra il tuo corpo e il posto dove porti il telefono. NON schermare interamente il telefono in quanto causerá incremento della radiazione. NO CELLULARE AI MINORI DI 16 ANNI!

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Le azioni di prevenzione delle malattie cronico degenerative sono state oggetto di numerosi appelli governativi, ma non in Italia, al fine di ridurre l’ esposizione agli agenti chimici di uso quotidiano come per l’esposzione ai sistemi mobili di comunicazione e le apparecchiature elettriche.

Da tempo molti Stati quali Germania, Svezia, Canada, USA (alcuni Stati), Giappone, Liechtstein, Austria, hanno prodotto legislazioni e/o raccomandazioni per ridurre l’ incidenza di tutte le malattie cronico-degenerative  e la loro evoluzione. Quindi non solo per la prevenzione delle forme allergiche e asmatiche, attraverso il contenimento delle emissioni chimico ed elettromagnetiche nel quotidiano.

Come per altri aspetti della vita. Il potere di godere di una vita in salute è sopratutto nelle nostre mani se è vero, come afferma la WHO nel rapporto Health for All (2000), che l’80% degli inquinanti che assorbiamo ogni giorno provengono da ambienti chiusi quali sopratutto la propria casa, il luogo di lavoro ed i trasporti.

Per fare un esempio sul modo tutto italiano di attuare  la prevenzione primaria (di fatto assente da 20 anni) possiamo portare ad esempio che  le sconosciute “Linee Guida Indoor” (Conferenza Stato-Regioni 27.09.2001) comciano a trovare applicazione parziale solo ora nelle scuole pubbliche circa la prevenzione delel allergie e dell’asma. Lo stesso dicasi per la colpevole indifferenza e la leggerezza con la quale il Ministero della Salute ha trattato le conclusione del Rapporto INTERPHONE (2008), prima, e dell’Istituto Oncologgico della WHO (IARC 2011)  poi, sulla cancerogenicità dei telefoni mobili.

Serviranno anni ancora per normative nazionali effettivamente preventive e proyettive della salute pubblica, sarebbe ora di essere coerenti nel quotidiano, a partire anche dalle scelte infividuali. Ignorando il “sistema”. I risultati arriveranno. Siete già in cammino?

La Storia delle Cose di Annie Leonard

La Storia delle Cose di Annie Leonard (da YouTube)

La Storia delle Cose

Autore:

Rocco Panzavolta, CS eXchange International Research Group on Chemical Sensitivities, Fondatore Campagna Nazionale Riconoscimento della MCS e delle malattie ambientali sovrapponibili.

© Copyright 2009 Rocco Panzavolta. Tutti i diritti riservati.


Un ringraziamento ad Anselmo Augusto di Nuovo Ecosistema per la collaborazione.

PS

Avere iniziato con questo post sui bambini non mi piaceva molto poiché mi ricorda i viaggi umanitari in Bosnia come volontario. Si parlava del conflitto balcanico solo se c´erano bambini tra le vittime. E le altre quotidiane centinaia di vittime adulte non contavano. Per farla breve mi pare che denunciare i mali del nostro tempo attraverso la “notizia” bambini mi pare spesso strumentale. Si fa notizia se si provoca commozione emotiva, non per la sostanza in sé. In tal senso, spero di essere stato equo in questo intervento.

Questi due articoli sono un invito ad approfondire visitando e leggendo ai vari link e  riferimenti citati. Il prossimo articolo sul tema tra almeno sei mesi…

RIFERIMENTI:

2 Responses to “Bambini (+tutti noi) e inquinamento ambientale – Seconda Parte”

  1. [...] Dobbiamo proteggere il cervello dei giovani come obiettivo della protezione della salute pubblica. Continua nella seconda parte… [...]

  2. [...] http://retiglocali.it/letteredallagermania/2009/06/10/bambini-tutti-noi-e-inquinamento-ambientale-2/ Like this:LikeBe the first to like this post. This entry was posted in Archivio Generale, Big [...]

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