Mi autoappello “pedante”, ribadisco fino a che non verrò silenziato da una esposta ragione contraria , ma,
00) cosa si “vuole” comunicare, e con ciò intendo
propriamente: cosa, quale cosa, delle cose, come stabilire che sia la prima cosa, o una delle cose?
Non è per giocare con le parole, ma per sapere, conoscere!
Sono certo che non si possa prescindere da anomalie comportamentali umane, riguardo alle nostre prassi,
una volta investiti di posizioni gerarchiche, a qual si voglia livello, grado e specie. La nostra deriva socio- economica ne è dimostrazione. Se ne può anche non trattare , ma, buona fortuna, in quanto sarebbe solo per fortuna qualsiasi riuscita, senza aver considerato quanto . Questa tipo di analisi mi è stata suggerita dalla lettura di Wladimir Udolin, che a rigurdo a saputo dare molto. Concludendo, io fermanente sostengo l’importanza della apertura di discussioni sul “metodo”, il quale ci ofrirà la reale opportunità di partecipare alla creazione di modalità “vergini” ovvero non ancora contaminate dalle nostre latenti “stupidità” (non siamo diversi dagli “altri” per quanto lo possiamo pensare, prima d’aver prodotto lo strumento culturale che permetta di comunicare “visioni” permaculturali.) Scusate il modo caotico del mio “esprimermi”. Sempre disposto a chiarirmi.