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l’uliveto ponentino


Laboratorio Pubblico attivo 1 anno, 2 mesi fa

Un progetto che nasce nel sentimento di “liguritudine” che mi ha sempre accompagnato nelle mie migrazioni ed a ogni ritorno rinnovato.
Tanti uliveti abbandonati, fra i quali quello dei miei avi sono lo sprono a farmi impegnare per il recupero, che non è solo dell’uliveto ma della nostra “.locale” storia, e riavvicinarmi al ritmo della vita che trova il senso autentico.

Scritti all’inizio dell’apertura del laboratorio N1 (19 articoli)

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  • Immagine Avatar wladimiro amadeo4p ha scritto 1 anno, 6 mesi fa:

    L’attività nel sito “Reti Glocali”
    Il primo passo –verso- la comprensione di quello che intendo proporre nel territorio _ ponentino _ è mosso da qui, con la volontà di trovare le collaborazioni che ne renderanno possibile lo sviluppo, la promozione e la creazione delle sovrastrutture organizzative necessarie, senza le quali “L’uliveto ponentino”non muoverebbe passo nel –reale- .
    Partecipazioni ad altri gruppi
    Imparando a navigare nel sito conosco le altre proposte, rendendomi conto della grande spinta al cambiamento che ci accomuna ,e non solo,allo sviluppare in altre discipline e attività , scelte nate da analisi critiche, dei comportamenti consumistici che coinvolgono massicciamente la nostra società arrecanti danni incalcolabili.
    La scelta radicale che vedo intrapresa mi conforta e mi da forza nel seguire la strada che ci siamo impegnati a tracciare. Tante difficoltà, ogni progetto ne ha una particolare, ma è anche facile vedere, che poi ,la difficoltà più grande è la medesima, è quella! Confrontarsi con il proprio limite comunicativo, a mio parere è li che il confronto diviene significativo, collaborativo, ma soprattutto fa uscire dall’isolamento intellettuale che il non affrontarlo implica. Quindi cercherò di collaborare con i gruppi di interessi interdisciplinabili e la speranza si trasformerà in partecipazione viva ed attiva.

  • Immagine Avatar wladimiro amadeo4p ha scritto 1 anno, 6 mesi fa:

    Bene, saluto tutti i nuovi membri de l’uliveto ponentino !
    E’ un evento importante! Comunicare, cercare di comprendere e far comprendere i passaggi utili (e non) per lo sviluppo del lgruppo.
    Quello che posso fare ora , distante dalla terra e scrivere,
    copio un libero scritto di ieri:
    –Prima del progetto
    Le immagini che trovo non soddisfano l’immaginazione che attendo.
    La ricerca di quello che vorrei trovare è estenuante improduttiva.
    Scrivere, sviscerare, trovare l’idea su cui progettare l’attività.
    Vorrei iniziare a trovare le pietre che mi occorreranno .
    Il lavoro prima di lavorare.
    Traslocare i pensieri dall’ idea al piano, prima di elaborarla.
    Raccogliere prima di seminare.
    Potare prima di raccogliere.
    Pulire prima.
    Il ritorno alla terra
    Sulla terra del ponente ligure dove miglia di anni fa cominciarono a edificare terrazze ; io posso tornare (?).
    Non troverò come i bisnonni mi hanno lasciato, le pietre dai muri sono cadute, le piogge le hanno portate via con la terra, i roveti hanno invaso gli uliviveti, le erbe invasive sono trionfanti, soffocano alberi e piante .
    Attaccherò il gerbido, libererò gli ulivi, recupererò le pietre, cercherò chi le conosce ancora, chiederò istruzione, piegherò la schiena, imparerò l’arte di ricreare ,dove le radici tengono ancora.
    La terra metterò nel secchio, la scaricherò in carriola, riformerò le fasce, poterò le olive.
    Riprenderò i sentieri, risentirò i miei piedi camminare sulla terra, rincontrerò i vecchi amici , ne conoscerò nuovi, il “lavoro” è tanto!–
    Il sentimento sulla quale vive l’idea è: recuperare la terra abbandonata, per ricucire lo strappo con la nosta antica cultura; imbastire nuove trame di lavoro, solidarità , ospitalità.

  • Immagine Avatar wladimiro amadeo4p ha scritto 1 anno, 6 mesi fa:

    Bene, la seconda (e lontana) fase del progetto, ovvero, una volta recuperato l’uliveto ”PRIMO” de
    L’uliveto ponentino, associazione, societa, cooperativa, ora non so quale sarà la sua identità economica giuridica; come nella tradizione originaria l’ulivo e il castagno erano le colture idone alla popolazione dedita a pastorizia , io non essendo pastore ma animatore, curerò l’aspetto ” ospite” de ”l’u.p.” che consisterà nell’accogliore -gli ospiti- e portarli a conoscere uno o più aspetti del nostro territorio. L’esperienza nella quale è nato questo progetto non prese corpo perchè non ero presente nell’attività agricola dello stesso ovvero radicato, e questa scelta radicale di vita lo prevede. In una ”scrittura creativa” di anni fa prevedevo la gestione di un ”sito” web sviluppato sul concetto della mappa ,l’idea era che il visitatore aveva a disposizione diverse ”chiavi”per intraprendere la navigazione; da allora la tecnologia informatica si è sviluppata da rendere attuabile quell’idea. Mi sorge una domanda : su mappe di Google si può rendere visibile la nostra mappa solo agli iscritti? (domanda prematura ma…) Spero di non essere stato troppo confuso, grazie per la pazienza !

  • Immagine Avatar wladimiro amadeo4p ha scritto 1 anno, 6 mesi fa:

    In tutta onesta più che avere accennato i miei propositi su linee particolari, con amici che hanno capre e fanno formaggio, con altri che hanno grandi uliveti, gestori di trattoria , bed & brecfast, ecc., e sondato la loro disponibilità ad ospitare tour di ospiti seguiti da me, non ho fatto la specifica domanda in quanto il mio procedere è fuori dai canoni della gestione di progetto, daltronde nella condizione nella quale mi trovo; presenza in loco parziale, stesura del progetto in atto, con le persone che ”operano” sulla terra per esperienza so che la concretezza di una proposta dev’essere tangibile e visibile (del resto con tutti). Per quanto mi sia chiaro il progetto, so che il caos ”creativo progetuale” nella fase costitutiva e meglio, anzi doveroso protegerlo.
    Una parte di navigazione aperta sulla mappa è utile, ma io prevederei navigazioni tematiche, navigazioni indicative a persone sul territorio, ovviamente ora è solo un sondare le concrete possibilità che mi si ofrono, e sulle quali intesso la ”scrittura” del progetto. Le chiavi che ho accennato, appunto, darebbero accesso a differenti navigazioni del sito virtuale.
    Il primo reale ed informato interlocutore sei tu!

  • Immagine Avatar Nino Di Bernardo ha scritto 1 anno, 6 mesi fa:

    Wladimiro hai scritto molto e adesso sono di fretta, ma mi riprometto di leggere con maggiore cura questo post ed eventualmente dirti la mia.

  • Immagine Avatar Enrico Alletto11p ha scritto 1 anno, 6 mesi fa:

    Wladimiro, intanto rilevo che sul primo punto: L’attività nel sito “Reti Glocali” sei stato, passami il termine, comprensibile :-)

    Si capisce molto bene il tuo aver compreso che la “reciprocità” è uno degli aspetti a cui Reti Glocali tiene di più :-)

    Vado ad elencare alcune domande considerazioni sul testo seguente:

    1) Se anche tu concordi L’uliveto Ponentino è un progetto che DEVE essere tangibile NON mi è chiaro che bisogno hai di una mappa interattiva. Al di là che sia realizzabile o meno, ma mettiamo che lo sia… se le persone DEVONO venire li per apprezzare il progetto NON capisco il senso della mappa così come la immagini
    2) Se tu ti occuperai della parte ANIMAZIONE, chi si occuperà degli altri aspetti? Hai già delle persone? Le sta cercando? Perchè se le cerchi forse è opportuno che indichi anche chi e perchè in modo tale che RG possa far circolare questa tua esigenza
    3) In che stato è attualmente l’uliveto ed in che stato lo vorresti trasformare?

    A te la palla :-)

  • Immagine Avatar wladimiro amadeo4p ha scritto 1 anno, 6 mesi fa:

    La mappa , è stata una domanda per sapere e un’anticipazione di attività che “vedo” sviluppata dal “PaTePi”, il quale è lo “strumento” di comunicazione dell’uliveto. L’animazione la considero la”via maestra” per lo stesso uliveto, io non sono un contadino, il mio approccio “paradigmatico” è quello. La possibilità di realizzare un progetto di recupero degli uliveti sul nostro territorio non la riesco ad immaginare se non con una sensibilizzazione reale, e penso che non saranno le parole, di una presentazione “classica” o una “buttade” politica, ed anche, qualora ci fosse la volontà, non basterebbe ad avviare un processo di cambiamento, la questione è assai complessa e multidimensionale, il mio fervore artistico, sta in questa scommessa, creare le condizioni!
    So che è .. non so come dire , ma tentare per tentare , necessita di veder in grande, procedendo a passi possibili.
    Il mio uliveto è lì, sono riuscito ad “arrivarci” nella mia discesa a Bajardo a fine settembre, tutto è condizionato da :riuscire ad avviare la mia attività lavorativa in Liguria,
    se no, non ho le “sostanze”, se non per fugaci periodi.
    Ora cerco di andare avanti nella progettazione del progetto,che passa da qua e da kubli. (non mi è facile, compiere il salto disciplinare fra scrittura “scenegiatturale” in cui posso scrivere il più bel progetto e realizzarlo, tanto i personaggi li “pennello” io, e, “scrivere”, tenendo conto della realta socio-politica con la quale devo interreagire, è una crescita che sto tendando di compiere)

  • Immagine Avatar Enrico Alletto11p ha scritto 1 anno, 6 mesi fa:

    Wladimiro, ce ne fossero persone con la tua passione … ma consentimi di fare un pò l’antipatico “a fin di bene” e chiederti: mi rispondi punto su punto alle 3 domande che ho posto senza ricami lessicali ? :-)

  • Immagine Avatar Nino Di Bernardo ha scritto 1 anno, 6 mesi fa:

    Ho letto tutto ed ammetto che anche io ho qualche difficoltà a separare le licenze poetiche con gli aspetti reali del progetto. Mi permetto di suggerire un linguaggio più essenziale che credo meglio si adatti al contesto. Se non ho capito male il terreno su cui poggia l’uliveto è di tua proprietà giusto?

  • Immagine Avatar wladimiro amadeo4p ha scritto 1 anno, 6 mesi fa:

    1- L’uliveto ponentino, non ha bisogno della mappa interattiva
    2- L’animazione è la mia attività principale; per il recupero dell’uliveto ho buoni aiutanti e “maestri di coltura “,
    quando ho la possibilità di essere nell’uliveto.
    3- E’ totalmente da recuperare, tagliare gli alberi da bosco cresciuti in mezzo alle fasce, “tirar su i muri “scesi”, rifar “partire” gli ulivi.
    La trasformazione; è, ripristinarlo, non essendoci “mascé” per il periodo estivo montare un accampamento “modello” per far tappa col gruppo di “turno”,è’ mia intenzione sviluppare il progetto “d’animazione ospite” .
    “L’uliveto ponentino” è il progetto concettuale,
    è la concretizzazione della comunicazione di volere
    ritornare nei territori dei “vecchi”, con nuove prospettive di vita eco-ambientalmente armoniche.

  • Immagine Avatar wladimiro amadeo4p ha scritto 1 anno, 6 mesi fa:

    E’ l’eredità, è la terra che mi appartiene! (E’ la licenza poetica del vivere) è quella “cosa” che molti sentono come peso.
    Si è di proprietà della mia famiglia, divisa, e poi divisa ancora, ed io, sono arrivato ad averne un pezzettino.

  • Immagine Avatar wladimiro amadeo4p ha scritto 1 anno, 6 mesi fa:

    Penso che possiate comprendere; stando a Brescia, tutta la parte operativa pratica e di contatti è sospesa e….
    La domanda di richiesta di aiuto è per creare il modello d’organizzazione per il recupero degli uliveti abbandonati, non per il mio, che è semplice e non ha bisogno di molto, se non la mia disponibilità di tempo per farlo.
    Scusatemi se non sono riuscito a fare capire l’intenzione di
    creare l’organizzazione per il recupero degli uliveti abbandonati.
    Domanda che rivolgo a tutti i membri: quali possono essere
    le domande a cui dare risposta per procedere nello sviluppo del progetto?

  • Immagine Avatar Enrico Alletto11p ha scritto 1 anno, 6 mesi fa:

    Wladimiro, non ti devi giustificare proprio su nulla :-)
    Stiamo solo cercando di capire come vedi il tuo progetto proprio per provare a darti una mano. Riguardo alle domande ci penso e poi ti dico … :-)

  • Immagine Avatar Nino Di Bernardo ha scritto 1 anno, 6 mesi fa:

    Raccolgo l’invito e pongo anche io qualche domanda/ curiosità personale sperando di non passare per scocciatore:

    1) Come sta in piedi il progetto? Lo finanzi tu?
    2) Chi sono gli altri soggetti da coinvolgere? Chi stai cercando e per fare cosa?
    3) Non ho ancora ben capito cos’è in concreto questo progetto: se lo dovessi spiegare ad un amico non saprei che dire. Cos’è dunque in 2 parole ?

    Se sono stato troppo invadente vi prego di scusare sin d’ora l’intrusione.

  • Immagine Avatar wladimiro amadeo4p ha scritto 1 anno, 6 mesi fa:

    Assolutamente no, domande uti.
    1) Il progetto, …copio: (…che intendo proporre nel territorio _ ponentino _ è mosso da qui, con la volontà di trovare le collaborazioni che ne renderanno possibile lo sviluppo, la promozione e la creazione delle sovrastrutture organizzative necessarie, senza le quali “L’uliveto ponentino”non muoverebbe passo nel –reale- .)
    Sta in piedi con la volontà di ricercare il modo, che io da solo non posso avere, idem per il finanziamento, io metto l’energia per trasformare il “sentimento di recupero” in un progetto possibile, che è questa fase.
    2) Persone come te, che cercano il modo di essere utili, prima cercando di farmi essere comprensibile ad altre persone eventualmente interessate, per pianificare l’impresa del recupero delle terre olivicole abbandonate, e questo comporta un lavoro complesso: identificare eredi, modalità di contratti per poter operare legalmente sul territorio, studiare il tipo “d’impresa ” l’organizzazione fra i diversi aspetti, volontaristico, eco-lavorativo, ecc. il tutto in una luce di ragione permaculturale ,vedi “permacultura” l’aspetto socio-economico, cioè questo. Lo sforzo che sto compiendo è di sviscerare e tradurre il sentimento creativo, culla dell’idea, in elementi di discussione, al fine di pianificare il nostro metodo di “lavoro” per la stesera del progetto.
    3) Puoi dirgli : c’è un “ponentino” sai, alcuni sono “fuori” bhe questo li batte tutti, vuole recuperare uliveti abbandonati, mettere a posto le fasce distrutte, fare olio, portarne una parte ai vecchi contadini nelle case di riposo, una parte ai bambini in cura, e una “mi tu-u sò”, e pagare in olio e percentuale di ricavato chi lo fa per lavoro. (se anche lui è un po fuori) puà essere de “L’uliveto ponentino” E’ un sogno? Ah vuole fare anche adottare ulivi a distanza!
    (Quante parole mi rimangono?) Spero di averti fatto passare qualcosa ,per poter comprendere l’idea.
    Con simpatia verso tutti!