Assolutamente no, domande uti.
1) Il progetto, …copio: (…che intendo proporre nel territorio _ ponentino _ è mosso da qui, con la volontà di trovare le collaborazioni che ne renderanno possibile lo sviluppo, la promozione e la creazione delle sovrastrutture organizzative necessarie, senza le quali “L’uliveto ponentino”non muoverebbe passo nel –reale- .)
Sta in piedi con la volontà di ricercare il modo, che io da solo non posso avere, idem per il finanziamento, io metto l’energia per trasformare il “sentimento di recupero” in un progetto possibile, che è questa fase.
2) Persone come te, che cercano il modo di essere utili, prima cercando di farmi essere comprensibile ad altre persone eventualmente interessate, per pianificare l’impresa del recupero delle terre olivicole abbandonate, e questo comporta un lavoro complesso: identificare eredi, modalità di contratti per poter operare legalmente sul territorio, studiare il tipo “d’impresa ” l’organizzazione fra i diversi aspetti, volontaristico, eco-lavorativo, ecc. il tutto in una luce di ragione permaculturale ,vedi “permacultura” l’aspetto socio-economico, cioè questo. Lo sforzo che sto compiendo è di sviscerare e tradurre il sentimento creativo, culla dell’idea, in elementi di discussione, al fine di pianificare il nostro metodo di “lavoro” per la stesera del progetto.
3) Puoi dirgli : c’è un “ponentino” sai, alcuni sono “fuori” bhe questo li batte tutti, vuole recuperare uliveti abbandonati, mettere a posto le fasce distrutte, fare olio, portarne una parte ai vecchi contadini nelle case di riposo, una parte ai bambini in cura, e una “mi tu-u sò”, e pagare in olio e percentuale di ricavato chi lo fa per lavoro. (se anche lui è un po fuori) puà essere de “L’uliveto ponentino” E’ un sogno? Ah vuole fare anche adottare ulivi a distanza!
(Quante parole mi rimangono?) Spero di averti fatto passare qualcosa ,per poter comprendere l’idea.
Con simpatia verso tutti!