Mi sembra d’intuire un malinteso, da parte di Fabio, potrà confermare o smentire Gianni.
Domande: 1) se l’uliveto in questione è della famiglia di Gianni perchè dovrebbe stilare un contratto?
2) Chiedo a Fabio: quale coperativa intendi?
Il problema che io rilevo della situazione, prevede partendo da una analisi della condizione generale del territorio e delle normative: una impostazione di metodo, da poter documentare “tutti” i passi e passaggi che portino a suluzioni positive. Già , con la richiesta esplicita di Gianni, individuiamo due condizioni su cui “operare”
A) AFFIDAMENTO DI ULIVETI di proprità conosciute
B) Individuazione di un terreno al massimo abbandono….
Nella linea indicativa, d’intervento del laboratorio intendo: ricerca sperimentale e costituzione di – organismo socio-colturale- di recupero. Concludo cercando di fare passare il concetto ( a mio avviso fondamentale) che l’idea di metodo, debba precedere la “prassi”, conscio del Grande impegno che richiede, ma certo del fatto che senza “strumenti” non si opera. ( Mi premurerò di sperimentare un “wiki” per dialogare, che ne pensi Enrico?)