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La cultura del cibo


Laboratorio Pubblico attivo 1 anno, 3 mesi fa

In qualità di redattore della redazione ligure del giornale telematico http://www.laculturadelcibo.it e nella mia personale qualità di “consumATTORE” vorrei provare a coinvolgere altri, nel seguire o adottare alcune semplici regole:

1. Occuparsi del cibo e cucinare non è appannaggio soltanto della donna (come ancora molti stereotipi, pubblicità in primis, vorrebbero farci credere) ma è un diritto/dovere di tutti.

2. Cucinare cibi sani e gustosi non è una noiosa perdita di tempo ma un “atto d’amore” per se stessi, per i propri cari e per i propri bimbi.

3. Riscoprire il “piacere” in cucina, sapendo anche cogliere l’armonia del profumo di un soffritto o di un’erba aromatica, non è un peccato ma un vero “tocco di classe”.

4. Cucinare con calma, chiudendo la porta di casa alle angosce del mondo esterno, è un vero antidoto allo stress quotidiano.

5. Cucinare “bene” è un’arte che non richiede predisposizione ma solo volontà ed applicazione ed è quindi alla portata di tutti.

6. I giovani non sono soltanto innamorati degli hamburger e delle patatine fritte surgelate, ma sanno anche cogliere ed apprezzare la qualità del buon cibo e, perché no, avere con lo stesso un buon rapporto di piacere e di serenità.

7. Preparare in casa le buone e sane ricette della “cucina povera” alternandola ogni tanto con piatti “ricchi” è infinitamente meglio che acquistare e consumare prodotti alimentari da “primo prezzo”, perché si mangia migliore qualità e si risparmia anche di più.

8. Conoscere a fondo il cibo che viene acquistato è meglio che ignorare le sue caratteristiche e consumarlo acriticamente, correndo il rischio di ingurgitare ogni giorno bassa qualità e ingredienti non congrui o spesso dannosi per una sana alimentazione.

9. Riprendere a rispettare le stagionalità dei prodotti del territorio è meglio che mangiare tutto l’anno qualsiasi prodotto ci prenda voglia, che, nella migliore delle ipotesi, arriva da paesi lontani con un altissimo costo di trasporto (che comunque viene ricaricato nel prezzo) e nella peggiore è stato conservato con l’aiuto di chissà quale trattamento innaturale o ingrediente chimico palese o nascosto.

10. Favorire lo sviluppo di una agricoltura e di una zootecnia sana, rispettosa dell’ambiente e del benessere animale è meglio che rassegnarci agli OGM ed alle contraffazioni alimentari.

  • Immagine Avatar Gianni Tonello3p ha scritto 1 anno, 5 mesi fa:

    ” il cibo sara’ la vostra medicina oppure la medicina sara’ il vostro cibo” (Ippocrate).
    Il laboratorio di turismo sostenibile sostiene come buona norma la promozione di prodotti locali e stagionali.

  • Immagine Avatar Gianni Tonello3p ha scritto 1 anno, 5 mesi fa:

    Favorire o promuovere?
    Non e’ un gioco di parole.
    E’ una scelta che comporta strategie, anche coraggiose.

  • Immagine Avatar ha scritto 1 anno, 5 mesi fa:

    Ritengo che “favorire” sia meglio che “promuovere”.
    “Favorire” è un’azione che parte direttamente dal consumatore, che implica scelte ragionate e criticità nella scelta stessa di un prodotto e del suo produttore.
    Un solo prodotto tra più produttori, quindi da consumatore favorisco il produttore che mi dia maggiori garanzie di “naturalità nei sistemi di coltivazione, più equità nella gestione del fondo agricolo, più rispetto nelle lavorazioni stesse delle piante portanti e quindi una amalgama equilibrata nell’armonia dell’insieme.
    “Promuovere”: preferisco lasciare questa azione ai produttori che direttamente e con i propri mezzi, possano cercare di far conoscere il loro prodotto.
    Al consumatore finale, quindi, la facoltà di scegliere.