Dal Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali:
Il Ministro Galan, “Etichette chiare e trasparenti: è la migliore risposta a tutela della salute dei consumatori e contro ogni genere di truffa a danno del Made in Italy agroalimentare di qualità”.
Esordiva così il 18 Gennaio scorso il nostro Ministro per le Politiche Agricole, Alimentari e Forestali, e proseguiva dicendo: “Finalmente l’obbligo di riportare nell’etichetta anche l’indicazione del luogo di origine o di provenienza dei prodotti agroalimentari è legge.
Questo importante passo verso la completa e chiara informazione dei consumatori sui prodotti che comprano e consumano spero possa essere un deciso segnale all’Europa in direzione della vera tracciabilità dei prodotti alimentari.
Da oggi gli italiani potranno comprare prodotti ancora più sicuri, perché sapranno sempre da dove provengono.
E’ finita l’era del falso Made in Italy agroalimentare che danneggia i nostri prodotti tipici e tradizionali.
Mi auguro che l’Europa prenda atto della necessità di tutelare i consumatori con informazioni chiare e trasparenti. I recenti e ripetuti allarmi relativi alla diossina in Germania, ma non solo, ci confermano la necessità di rassicurare per davvero i cittadini che vogliono sapere cosa mangiano e quindi la provenienza degli ingredienti utilizzati.
Un consumatore informato non ha paura di comprare e non cede alle “Cassandre” che spesso causano danni incalcolabili alle produzioni di qualità italiane”.
Così il Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali, Giancarlo Galan, in una nota diffusa anche attraverso il sito internet del suo Dicastero.
Ma dai fuochi di artificio e dalle trionfanti sonate di banda che per giorni hanno tenuto banco su tutti i media nazionali e che tanto hanno illuso i consumatori, si è di colpo passati alla classica doccia fredda.
La legge sull’etichetta di origine è stata, infatti bocciata clamorosamente da due Commissari Europei.
Nella cassetta delle lettere del Ministro Galan è infatti giunto un “invito a non procedere”, da Bruxelles.
Mittenti, i Commissari europeo per la Salute e Tutela del Consumatore John Dalli e per l’Agricoltura Dacian Ciolos, i quali hanno firmato una lettera dai toni garbati e diplomatici, ma di contenuto chiaro:
“si rammenta che lo scorso anno la Commissione europea aveva già intimato all’Italia di sospendere l’esame del disegno di legge in cui si prevedeva l’indicazione obbligatoria in etichetta dell’origine dei prodotti alimentari.
In barba alle prescrizioni comunitarie, il Parlamento italiano ha approvato il disegno di legge in questione.
Nel frattanto, è proseguito il dibattito europeo sulla proposta di regolamento UE per l’informazione al consumatore relativa ai prodotti alimentari.
Prima lettura al Parlamento europeo il 16.6.10, accordo politico al Consiglio il 7.12.10, in vista dell’adozione della posizione comune degli Stati membri il 14.2.11, e del successivo dibattito in Assemblea.
Tale proposta comprende, tra l’altro, nuove regole per quanto attiene all’indicazione dell’origine dei prodotti (che si prevede obbligatoria, ad esempio, per tutte le carni fresche e il latte fresco).
L’Italia non puo’ permettersi di adottare in questa materia regole ulteriori rispetto a quelle comuni.”
Su questo stesso Network, abbiamo già da tempo provato a spiegare che l’etichettatura degli alimenti è materia di esclusiva competenza comunitaria, e che le Istituzioni europee stanno tra l’altro procedendo alla revisione di questa disciplina.
Non siamo stati i soli: lo stesso Presidente della Commissione Agricoltura al Parlamento europeo Paolo De Castro, aveva ribadito come l’iniziativa legislativa nazionale dovesse fare i conti con il sistema europeo delle regole.
Ma tutto ciò non è bastato: abbiamo, quindi, dovuto assistere all’ennesimo teatrino della politica di provincia, che ha approvato all’unanimità una legge nazionale in palese contrasto con i principi europei.
I cittadini italiani sono stati illusi dai politici nazionali e dalla stampa compiacente, con una serie di falsità:
1) la possibilità di trovare in breve tempo l’origine degli ingredienti sulle etichette di tutti i prodotti alimentalimentari, grazie a una legge che si sa che non potra’ venire attuata;
2) la velleità di questa legge di garantire i consumatori italiani per una maggiore sicurezza degli alimenti in commercio, sul falso presupposto secondo cui le materie prime agricole italiane sarebbero più sicure rispetto a quelle di diversa provenienza.
Già nel 2004 la Commissione europea aveva diffidato il nostro paese dall’applicare la “legge Alemanno” che prevedeva l’indicazione obbligatoria in etichetta dell’origine delle materie prime dei prodotti alimentari.
Siamo di fronte all’ennesimo caso in cui le regole dell’Europa vengono violate in modo plateale.
Sarebbe opportuno non illudere i cittadini con notizie non vere.
Indicare l’origine in etichetta si è sempre fatto su base volontaria.
Il legislatore italiano ha anche introdotto l’indicazione obbligatoria, in accordo con l’Europa, per la passata di pomodoro, le carni avicole e il latte fresco.
Indubbiamente sarebbe auspicabile che la certificazione di origine sia estesa a tutti gli alimenti ed ai loro derivati ma bisogna necessariamente tenere conto che l’Italia non e’ autosufficiente per quantita’ e qualita’ delle materie prime, e che la capacita’ di spesa dei consumatori e’ in continua diminuzione.