Vorrei puntualizzare una cosa che pare abbia creato alcuni fraintendimenti: la sede di GAS Zenzero è in via Digione e questa sede è disponibile per chiunque lo desideri, sia esso Associazione, Società, gruppo informale o semplice privato.
Come Gruppo di Acquisto Solidale non abbiamo mai ospitato alcuna riunione relativa o avente per oggetto il “Cohousing”.
La riunione di cui parla Juliette si è tenuta presso la sede del Circolo Arci Zenzero, in via Torti.
Il Gruppo di Acquisti Solidali Zenzero ed il Circolo Arci Zenzero hanno in comune soltanto il nome, per altro proprio in onore al Circolo Arci Zenzero che ha ospitato la prima riunione in assoluto per la costituzione del Gruppo di Acquisto Solidale.
Ma oltre al nome, non c’è altro che possa accomunare le due realtà che hanno finalità ed obiettivi diversi e che risiedono in due distinti quartieri.
Credo che la precisazione fosse doverosa a al fine di evitare ulteriori equivoci.
Detto questo, Juliette se qualcuno si prende la briga di postare in questo laboratorio e di rispondere ad eventuali prosecuzioni di discussioni, mi sembra evidente che l’interesse sia comunque vivo, anche se frenato dalla curiosità di voler conoscere i particolari di un progetto che fino ad ora è stato sempre e più volte annunciato ma mai tradotto in vero e proprio progetto realizzabile.
In poche parole credo che ci sia un’idea, per altro condivisa da tutti noi partecipanti al laboratorio, che questa idea sia stata originata da un sogno, da un desiderio, da un bisogno, anche essi condivisi dai partecipanti al laboratorio, ma che non si sia mai cercato di stilare un vero e proprio progetto con una tempistica, con una serie di scadenze e di calendarizzazioni, con una serie di incontri anche informali tra i partecipanti, proprio al fine di verificare eventuali fattibilità o criticità.
Parli di una condivisione di condominio nel centro storico di Genova, ma è stata mai fatta una reale ricerca su un possibile immobile?
E per centro storico cosa intendi realmente? La zona di Porta Soprana, piuttosto che la Maddalena o la Commenda o largo Mandraccio o altre zone di cui, al momento non mi sovviene in mente alcunchè?
O resta un desiderio di riuscire a trovare una simile tipologia abitativa?
E a chi rivolgersi per riuscire a trovare una palazzina che abbia almeno tanti appartamenti quanti siamo noi iscritti al laboratorio?
Società immobiliari private?
Enti pubblici come l’ARTE?
Fondazioni?
E le strutture che questa tipologia abitativa deve avere per l’uso di parti comuni, quali l’asilo o la biblioteca o la sala giochi o altro che si possa condividere tra tutti, devono essere all’interno della struttura o all’esterno?
Realizzate con quale tipo di materiale?
Gestite in che modo?
Ed infine, ma solo ed esclusivamente per riuscire a focalizzare almeno un obiettivo, come si dovrebbero ripartire le spese comuni, gli acquisti di beni comuni, la manutenzione ordinaria e straordinaria di tali beni e… chi rappresenta chi e che cosa?
Queste sono solo alcune delle domande a cui si potrebbe rispondere da parte di chi, come te Juliette, ritengo ne sappia un pochino in più di me rispetto all’argomento.
E chi più ne ha, ne metta.