Contro la crisi, accendiamo il G. A. S.
Inserisco l’intervento da me tenuto in occasione del Reti Glocali Camp 2010, nella giornata di Venerdì 20 Agosto, in concomitanza con il Festival 2010 “Balla coi cinchiali” a Bardineto.
Il sempre maggior dilagare della crisi economica internazionale, con riflessi e ripercussioni anche in Italia, ha provocato un fisiologico ridimensionamento della spesa nelle famiglie.
Oggi si è molto più accorti nella selta dei prodotti alimentari e dei generi di prima necessità, con un progressivo ridimensionamento dell’acquisto del superfluo dando maggior valore a prodotti ritenuti, fino a poco tempo prima, di fascia bassa o di economia povera.
Si ragiona sempre di più sugli acquisti e si diventa critici verso se stessi, verso il prodotto, verso il produttore e la stessa GDO.
Il supermercato non è più visto come unica fonte di approvvigionamento ma si tende a rivedere le proprie personali convinzioni sulle comodità effimere che i grandi centri commerciali hanno da sempre offerto (posto auto garantito, scelta variegata di marche e di prodotti, prezzi competitivi, offerte speciali, diversità di articoli, ecc.) in cambio di prodotti magari non particolarmente ricercati o appetiti, ma provenienti da produttori locali e forieri, per questo, di maggiore freschezza e genuinità.
Resta solo il problema, risolvibile, di una ricerca del prodotto e della conseguente “perdita di tempo” nel rifornimento.
Indubbiamente una singola persona risulterebbe decisamente svantaggiata se dovesse dedicare il proprio tempo libero al reperimento dei prodotti e dei produttori e inoltre, cosa non da poco, non potrebbe certamente pretendere di essere trattato come cliente privilegiato, data la sua singolarità.
Proprio per ovviare a simili problematiche ed altre collaterali ma non meno importanti, si creano i G. A. S., ovvero i Gruppi di Acquisto Solidale che oggi, in Italia, sono diventati una componente importantissima dell’economia nazionale.
Così importanti da far parlare di se i maggiori quotidiani e la TV nazionale, da accendere l’interesse da parte di produttori vecchi e nuovi e capaci di imporre alcune variazioni tattiche e commerciali direttamente alla GDO.
In sintesi un Gruppo di Acquisto Solidale e’ formato da un insieme di persone che decidono di incontrarsi e di effettuare acquisti all’ingrosso di prodotti alimentari o di uso comune, da redistribuire tra loro stessi.
L’operazione, economicamente parlando, è una vera bomba: più persone sono in grado di imporre la loro criticità e le loro richieste per un prodotto, direttamente ad un produttore scelto dopo un ragionamento collettivo che tiene conto della natura stessa del prodotto, con caratteristiche specifiche di genuinità, di territorialità, di stagione, di metodo di coltivazione e/o produzione, di vicinanza.
Parallelamente, il produttore individuato deve anche rispondere del tipo e dei metodi di produzione che adotta, della natura e della tipologia aziendale, del rispetto delle normative sul lavoro per i propri dipendenti (se ne ha) e per se stesso o i familiari che compongono e collaborano in azienda; il produttore deve anche essere abbastanza vicino, facilmente raggiungibile e disponibile nella ricerca di criteri di produzione più a misura di ambiente e, di conseguenza, nel contenimento del degrado ambientale, morfologico e territoriale che deve essere, invece, incentivato e salvaguardato anche con azioni coordinate insieme ad Enti o Associazioni chiamate in causa.
Diventano, gioco forza, parole chiave elementi quali: “Km 0″, “Biologico”, “Locale”, “Ecosostenibile”, “Consumo critico e consapevole”.
Tutto ciò, naturalmente, può anche essere ricercato da una singola persona ma il singolo – sempre secondo le modalità di filosofia economica che conosciamo – non potrà mai avere capacità contrattuale.
Il Gruppo di Acquisto Solidale, al contrario, è in grado di richiedere, di pretendere e di ottenere una maggiore considerazione in virtù del numero elevato degli acquisti diretti.
Ciò significa riuscire a ridimensionare gli imballaggi; contenere e ridurre, quando non a eliminare definitivamente, i passaggi di mano di figure intermedie la cui funzione porta solo un maggior aumento dei prezzi ma nessun valore aggiunto; a contenere e ridurre i trasporti contribuendo anche ad una riduzione del tasso di inquinamento atmosferico; ad alimentare direttamente l’economia locale altrimenti soffocata dalla GDO.
E che si influisca nell’economia locale, lo provano i numerosi episodi anche riportati dalla stampa.
Un esempio di questo è il caseificio dei fratelli Tomasoni, di Gottolengo (Brescia): tinyurl.com/czrm6w
Altro valido esempio, il calzaturificio artigiano Astorflex che ha diversificato quasi completamente la propria linea di produzione acquisendo ormai oltre il 50% del fatturato proprio dai Gruppi di Acquisto Solidali che hanno deciso di aderire al progetto di riconversione.
Vedere anche: astorflex.it
E il progetto di Riso Italiano Solidale che contribuisce, attraverso le vendite dirette esclusivamente ai G. A. S. con il finanziamento di una Associazione Umanitaria e Non Profit, alla realizzazione di scuole e pozzi artesiani in Rwanda (www.associazioneriso.org)
Ed ancora numerosi altri esempi, impossibile da elencare tutti.
Nel nostro piccolo, come Gruppo di Acquisto Solidale siamo riusciti a contribuire allo sviluppo di un giovane agricoltore della zona.
La collaborazione con la sua azienda è iniziata circa un paio di anni fa e tramite gli acquisti sistematici e continui, il maggiore reddito prodotto ha contribuito ad un notevole aumento dell’impegno lavorativo, tale da giustificare l’assunzione di un collaboratore.
Capite tutti che in una economia rivolta quasi esclusivamente all’Industria, una piccola e giovane azienda agricola che aumenta il fatturato è, di per sè, un fatto eccezionale.
Se questa azienda assume collaboratori, poi, il fatto da eccezionale diventa unico.
Comunque, ci entusiasma e ci inorgoglisce perchè è la prova definitiva che un insieme di poche famiglie, riunite insieme per cercare di contrastare la crisi, riescono a non cambiare il proprio modo di essere e di rivalutarsi enormemente di fronte a se stessi, ma di cambiare le regole del gioco imposte da altri che a tutto pensano tranne che di venire incontro ai reali bisogni della gente.






