Contro la crisi, accendiamo il G. A. S.

Pubblicato da Salvo Schiavone in Senza categoria

Inserisco l’intervento da me tenuto in occasione del Reti Glocali Camp 2010, nella giornata di Venerdì 20 Agosto, in concomitanza con il Festival 2010 “Balla coi cinchiali” a Bardineto.

Il sempre maggior dilagare della crisi economica internazionale, con riflessi e ripercussioni anche in Italia, ha provocato un fisiologico ridimensionamento della spesa nelle famiglie.
Oggi si è molto più accorti nella selta dei prodotti alimentari e dei generi di prima necessità, con un progressivo ridimensionamento dell’acquisto del superfluo dando maggior valore a prodotti ritenuti, fino a poco tempo prima, di fascia bassa o di economia povera.
Si ragiona sempre di più sugli acquisti e si diventa critici verso se stessi, verso il prodotto, verso il produttore e la stessa GDO.
Il supermercato non è più visto come unica fonte di approvvigionamento ma si tende a rivedere le proprie personali convinzioni sulle comodità effimere che i grandi centri commerciali hanno da sempre offerto (posto auto garantito, scelta variegata di marche e di prodotti, prezzi competitivi, offerte speciali, diversità di articoli, ecc.) in cambio di prodotti magari non particolarmente ricercati o appetiti, ma provenienti da produttori locali e forieri, per questo, di maggiore freschezza e genuinità.
Resta solo il problema, risolvibile, di una ricerca del prodotto e della conseguente “perdita di tempo” nel rifornimento.
Indubbiamente una singola persona risulterebbe decisamente svantaggiata se dovesse dedicare il proprio tempo libero al reperimento dei prodotti e dei produttori e inoltre, cosa non da poco, non potrebbe certamente pretendere di essere trattato come cliente privilegiato, data la sua singolarità.
Proprio per ovviare a simili problematiche ed altre collaterali ma non meno importanti, si creano i G. A. S., ovvero i Gruppi di Acquisto Solidale che oggi, in Italia, sono diventati una componente importantissima dell’economia nazionale.
Così importanti da far parlare di se i maggiori quotidiani e la TV nazionale, da accendere l’interesse da parte di produttori vecchi e nuovi e capaci di imporre alcune variazioni tattiche e commerciali direttamente alla GDO.
In sintesi un Gruppo di Acquisto Solidale e’ formato da un insieme di persone che decidono di incontrarsi e di effettuare acquisti all’ingrosso di prodotti alimentari o di uso comune, da redistribuire tra loro stessi.
L’operazione, economicamente parlando, è una vera bomba: più persone sono in grado di imporre la loro criticità e le loro richieste per un prodotto, direttamente ad un produttore scelto dopo un ragionamento collettivo che tiene conto della natura stessa del prodotto, con caratteristiche specifiche di genuinità, di territorialità, di stagione, di metodo di coltivazione e/o produzione, di vicinanza.
Parallelamente, il produttore individuato deve anche rispondere del tipo e dei metodi di produzione che adotta, della natura e della tipologia aziendale, del rispetto delle normative sul lavoro per i propri dipendenti (se ne ha) e per se stesso o i familiari che compongono e collaborano in azienda; il produttore deve anche essere abbastanza vicino, facilmente raggiungibile e disponibile nella ricerca di criteri di produzione più a misura di ambiente e, di conseguenza, nel contenimento del degrado ambientale, morfologico e territoriale che deve essere, invece, incentivato e salvaguardato anche con azioni coordinate insieme ad Enti o Associazioni chiamate in causa.
Diventano, gioco forza, parole chiave elementi quali: “Km 0″, “Biologico”, “Locale”, “Ecosostenibile”, “Consumo critico e consapevole”.
Tutto ciò, naturalmente, può anche essere ricercato da una singola persona ma il singolo – sempre secondo le modalità di filosofia economica che conosciamo – non potrà mai avere capacità contrattuale.
Il Gruppo di Acquisto Solidale, al contrario, è in grado di richiedere, di pretendere e di ottenere una maggiore considerazione in virtù del numero elevato degli acquisti diretti.
Ciò significa riuscire a ridimensionare gli imballaggi; contenere e ridurre, quando non a eliminare definitivamente, i passaggi di mano di figure intermedie la cui funzione porta solo un maggior aumento dei prezzi ma nessun valore aggiunto; a contenere e ridurre i trasporti contribuendo anche ad una riduzione del tasso di inquinamento atmosferico; ad alimentare direttamente l’economia locale altrimenti soffocata dalla GDO.
E che si influisca nell’economia locale, lo provano i numerosi episodi anche riportati dalla stampa.
Un esempio di questo è il caseificio dei fratelli Tomasoni, di Gottolengo (Brescia): tinyurl.com/czrm6w
Altro valido esempio, il calzaturificio artigiano Astorflex che ha diversificato quasi completamente la propria linea di produzione acquisendo ormai oltre il 50% del fatturato proprio dai Gruppi di Acquisto Solidali che hanno deciso di aderire al progetto di riconversione.
Vedere anche: astorflex.it
E il progetto di Riso Italiano Solidale che contribuisce, attraverso le vendite dirette esclusivamente ai G. A. S. con il finanziamento di una Associazione Umanitaria e Non Profit, alla realizzazione di scuole e pozzi artesiani in Rwanda (www.associazioneriso.org)
Ed ancora numerosi altri esempi, impossibile da elencare tutti.
Nel nostro piccolo, come Gruppo di Acquisto Solidale siamo riusciti a contribuire allo sviluppo di un giovane agricoltore della zona.
La collaborazione con la sua azienda è iniziata circa un paio di anni fa e tramite gli acquisti sistematici e continui, il maggiore reddito prodotto ha contribuito ad un notevole aumento dell’impegno lavorativo, tale da giustificare l’assunzione di un collaboratore.
Capite tutti che in una economia rivolta quasi esclusivamente all’Industria, una piccola e giovane azienda agricola che aumenta il fatturato è, di per sè, un fatto eccezionale.
Se questa azienda assume collaboratori, poi, il fatto da eccezionale diventa unico.
Comunque, ci entusiasma e ci inorgoglisce perchè è la prova definitiva che un insieme di poche famiglie, riunite insieme per cercare di contrastare la crisi, riescono a non cambiare il proprio modo di essere e di rivalutarsi enormemente di fronte a se stessi, ma di cambiare le regole del gioco imposte da altri che a tutto pensano tranne che di venire incontro ai reali bisogni della gente.

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Aqua di lavagna, una visita rinfrescante.

Pubblicato da Salvo Schiavone in Iniziative e manifestazioni

Come da programma precedentemente concordato, sabato scorso siamo andati a fare visita agli impianti della società Aqua di Lavagna per visitare i loro allevamenti di orate e di branzini.
Siamo stati accolti immediatamente, nonostante l’anticipo, da Luca Fanciulli, responsabile marketing e direttore dell’allevamento che ci ha illustrato le linee guida dell’Azienda, gli obiettivi a medio e lungo termine e ci ha fatto visitare la base operativa a terra dove selezionano il pesce pescato e lo preparano per la distribuzione.
Abbiamo anche verificato il tipo di mangime che viene dato ai pesci e ci ha  fatto enorme piacere sapere che le farine di pesce utilizzate non sono provenienti da scarti di lavorazione di pesce azzurro ma dal krill, un minuscolo gamberetto di cui si cibano abbondantemente le balene e che, purtroppo proprio a causa della pesca selvaggia alle balene stesse, con la rarefazione di questi grandi e grossi mammiferi, è diventato abbondantissimo.
Il mangime è anche composto, oltre che dalle farine di krill, anche da farine di cereali e da olio di pesce e l’elevata qualità delle materie prime è garantita sia dalla ditta produttrice stessa con i diversi certificati di garanzia e di tutela, sia da controlli incrociati che vengono spesso effettuati.

In navigazione verso le gabbie

Poi tutti sul loro tender e via a visitare le vasche al largo.
Le vasche di allevamento sono posizionate al largo del Golfo del Tigullio, distanti circa 2 km dalla terra ferma e galleggianti su un fondale di circa 40 mt.
Le gabbie sono assicurate al fondo tramite un reticolo di ormeggio esteso su un’area di 200.000 mteri quadri.

La totale assenza di trattamenti chimici antivegetativi favorisce l’insediamento e la crescita di ogni genere di mitili quali ostriche, molluschi in genere (mi sono pappato due belle cozze) e piccoli polipetti che oltre ad agire come richiamo per altri pesci predatori selvatici, costituisce un ulteriore elemento di integrazione di cibo per i pesci all’interno stesso delle gabbie che possono, così, mantenere il loro ancestrale status di predatori.

La localizzazione influenza positivamente il processo di allevamento per via della elevata qualità delle acque libere lontane dalla costa e che risultano essere non inquinate o comunque meno soggette all’inquinamento anche grazieal ricambio legato agli agenti meteomarini (correnti e mareggiate) ed alla conseguente ossigenazione naturale.

Luca Fanciulli ci ha comunicato che i continui controlli ambientali effettuati in collaborazione con l’ARPAL, hanno sempre confermato lo stato di purezza delle acque. Il pesce viene allevato in 8 gabbie circolari di circa 2.500 mc e questo enorme spazio permette agli animali di muoversi come vogliono,sviluppando la morfologia specifica della specie, mantenendo un rapporto corretto tra massa muscolare e grassi.
Luca Fanciulli ci ha anche spiegato che la tecnica di allevamento risponde proprio alle esigenze di garantire un elevato stato di benessere del pesce con l’obiettivo di ottenere una più elevata qualità delle carni.
In effetti il ciclo di allevamento in mare aperto è molto simile alle condizioni naturali di vita dei pesci selvatici e lo stesso accrescimento dei pesci, anche se abbastanza lungo, rispetta il normale e naturale metabolismo morfologico che prevede oltre 18 mesi di crescita e sviluppo dallo stato di avannotti a pesci di peso di circa 500 gr.
La pesca avviene due volte alla settimana con l’uso di una barca di appoggio che consente di poter lavorare in mare aperto anche con mare formato e con onde di oltre 1,5 metri.
Il pescato viene immediatamente passato in acqua e ghiaccio in modo che i pesci non perdano le caratteristiche organolettiche proprie della specie (lucentezza, rigidità).
Per gli animalisti, stiano tranquilli che il pesce non soffre assolutamente e non si accorge nemmeno di terminare il suo ciclo, grazie alla mancanza delle endorfine e della parte di cervello che registra il dolore.
I pesci non provano dolore.

Si rientra a terra

Veniamo adesso alle eventuali condizioni di consegna e di distribuzione.
AquaLavagna sono perfettamente in grado di consegnare presso il nostro punto di raccolta nel giorno e nell’ora che ci viene comodo, qujindi non dovremmo avere eccessivi problemi se le consegne potessero avvenire il venerdì
pomeriggio al solito orario e in concomitanza con la distribuzione del fresco.
I prezzi sono indicati nel listino che inserirò tra i flies della mailing list e sono comprensivi di trasporto che inciderà sul 4% del totale, e di IVA al 10%.
Il pesce sarà confezionato con un criterio suggerito direttamente dai diversi GAS che loro già servono su Milano e Torino: busta termosaldata contenete 3 pezzature di orate o di branzini (se interi o eviscerati dipende solo dalle nostre scelte e dalla differenza di prezzo) che saranno poste all’interno di speciali cassette di polistirolo con all’interno ghiaccio naturale.
Il peso delle buste sarà orientativamente intorno ad 1,2 kg complessivo, per pezzature di singoli pesci da circa 400 gr cadauno.
Direi che per una normale famiglia di 4 persone, due buste a settimana sono il consumo medio normalmente utilizzato.

Che altro dire?
E’ mancato l’assaggio ma non potevamo certo farci invitare a pranzo.
Quindi mercoledì Corrado e Simona torneranno a Lavagna per assistere direttamente alla pesca dei pesci e porteranno a Genova qualche pezzatura che cercheremo di assaggiare la sera stessa.

I partecipanti alla visita (in ordine alfabetico): Carlo, Corrado, Leonardo, Manuela, Salvo, Simona.

Manuela, Carlo (in acqua) e il piccolo Leonardo

Corrado, Leonardo e Manuela

Da sinistra: Manuela, il meraviglioso piccolo Leonardo e Simona

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Prugne e buone pratiche

Pubblicato da Salvo Schiavone in Iniziative e manifestazioni

Riporto una discussione interna alla nostra mailing list.

Da parte di Corrado Poggio

Eccoci qui…due righe di report e una riflessione…

Sabato alla fine siamo stati tutto il giorno da Giacomo per la
raccolta delle prugne…giornata meravigliosa, le prugne sugli alberi
sono ancora numerose, a grappoli, nonostante ne abbiamo raccolte
almeno tre quintali…secondo Giacomo, secondo la questura 2,5
kg…forse in medio stat virtus…

ecco qui un po’ di immagini della giornata
http://picasaweb.google.it/blunted.brain/Fagaglia?feat=directlink

Così oggi gli abbiamo dato la nostra disponibilità per aiutarlo nello
smaltimento delle prugne….no non le mangeremo tutte…ma faremo,
grappa (questo lui ché ha più la mano), succo (alla ROB, senza volerli
eguagliare…) e marmellata (questa la faremo noi, pensateci e
mandateci un po’ di positività…affrontare 100 kg di prugne non è poi
così semplice, ma ce la metteremo tutta!)…vedremo poi i risultati,
che saranno nero su bianco…vi terremo informati…

Un’altra questione che mi preme parecchio riguarda il saldo degli
ordini del fresco:

non so se tutti lo sanno ma Giacomo ha trovato finalmente una persona
che gli dà una mano, Costantino, simpatico e volenteroso calabrese che
è in perfetta sintonia con la filosofia produttiva della fattoria…

Il fatto è che ovviamente Costa deve essere pagato e se noi saltiamo
un pagamento mettiamo un po’ in difficoltà tutto l’ingranaggio…

Propongo di trovare un metodo per saldare gli ordini di volta in volta
senza pesare sulle tasche di chi va a ritirare la merce, questo anche
per gli ordini del sabato della Taverna del Sole.

Credo che, come abbiamo già detto, una strada sia farci una postepay
sociale con un fondo cassa per le spese extra, e da caricare il
mercoledì pomeriggio per gli ordini del fresco e il venerdì per la
taverna del sole.

chi va a ritirare la merce può fare bancomat e saldare subito Giacomo
col contante, so che sarebbe più comodo caricargli la postepay o
paypal ma lui ha più necessità di cash, e lì in zona non è che
abbondino i bancomat…

Bene, parliamone!

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ROB a Genova il 19 Giugno.

Pubblicato da Salvo Schiavone in Iniziative e manifestazioni

Anche questo mese Andrea Rasi ci delizierà con i suoi prodotti eccezionali.

Per questo mese porterà le albicocche e i meloni retinati come produzione stagionale, che affiancherà alle confetture ed ai preparati sott’olio e sotto aceto.

La novità consiste nella salsa di ketciup, rigorosamente senza conseranti ed addensanti, che ha già riscosso notevole successo il mese scorso quando abbiamo avuto la fortuna di assaggiare in anteprima questa gustosa nuova ricetta scaturita dalla fervida mente di Sabrina, la signora Rasi.

Il succo di mela, cavallo di battaglia della produzione ROB del Bosco Scuro, è già pronto in bottiglie e nei comodissimi bag in box da lt. 5 e lt. 10.

La distribuzione avverrà questo sabato 19 Giugno presso la sede di via Digione, punto di raccolta ormai consolidato per molti G.A.S. genovesi del centro e del ponente.

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Ragioniamo con i piedi … ma usiamo anche la testa.

Pubblicato da Salvo Schiavone in Iniziative e manifestazioni

Il previsto incontro con i responsabili di Astorflex, si è finalmente tenuto.

Dopo lo slittamento del primo incontro a causa della bufera di neve che ha bloccato tutto il centro nord il 5 febbraio scorso, ieri Gigi Perinello ha presentato l’azienda con le sue nuove produzioni e risposto alle tante domande da parte dei presenti.

Un’atmosfera familiare con gruppi di famiglie e persone semplicemente interessate, hanno ascoltato molto attentamente le illustrazioni delle diverse fasi di realizzazione di una scarpa e dei diversi metodi di concia, lavorazione e taglio delle pelli.

Ad un certo punto sembrava di assistere ad una vera e propria lezione universitaria da parte di un docente che sapeva coinvolgere le persone e catturare l’attenzione dei presenti senza mai scendere sulla monotonia e la noia.

Gigi, sollecitato dagli interventi dei presenti, ha anche illustrato con dovizia di particolari, le scelte strategiche e commerciali di Astorflex, recentemente messe in discussione da alcuni interventi critici da parte di alcuni GAS.

In sostanza, a chi accusava la Astorflex di poca trasparenza, ha replicato accusando la brevità e la sommarietà del servizio televisivo trasmesso da Report.
Inoltre, sempre per fugare ogni dubbio sull’argomento, ha dichiarato che la doppia linea di produzione (per la GDO e per i GAS) è assolutamente indipendente e parallela  senza alcuna possibilità di contatto se non nel momento dello stoccaggio nei magazzini, del prodotto finito.

E che la scelta di mantenere una doppia linea di produzione sia stata una imposizione per la sopravvivenza, lo stesso Gigi ha dichiarato che se avessero abbandonato definitivamente fin dall’inizio, la produzione per la GDO, l’azienda avrebbe potuto chiudere immediatamente i battenti.

Mantenendola, invece, ha permesso di crescere anche grazie alle diverse campagne mirate ed all’attenzione che il progetto “ragioniamo con i piedi” è riuscito ad attirare dai media e dai consumatori.

Il progetto, partito poco più di due anni fa e limitato solo ad un GAS veronese, ha immediatamente visto crescere le richieste creando anche non pochi problemi di gestione.

La trasmissione di Report su Rai3, poi, ha creato un picco di richieste (tutte soddisfatte, come orgogliosamente ha precisato Gigi Perinello) tali da costringere Astorflex ad assumere altro personale e cercare collaborazione tra gli altri artigiani della zona, in una sorta di joint venture.

In Romania, rispettando fedelmente i contratti di lavoro nazionali romeni, viene prodotta la linea di scarpe per la GDO, con le pelli (non sempre fiore e non sempre vitello) trattate al cromo, mentre in Italia, la lavorazione delle scarpe per i GAS con l’uso di pelli scelte, conciate al vegetale.

L’idea e la scommessa futura sono, come ha spiegato Gigi Perinello, di riuscire a sensibilizzare anche in Romania le coscienze collettive, istituendo i gruppi di acquisto e introducendo il concetto di sostenibilità in modo da poter abbandonare la linea di lavorazione per la GDO, evolvendosi verso la lavorazione con uso di vegetali, soprattutto per lasciare completamente ai Romeni sia la fabbrica, sia i clienti.

La convinzione della Astorflex è che i paesi sottosviluppati devono essere aiutati non con una semplice beneficenza ma con reali apporti di sostegno alla loro stessa crescita economica e sociale.

Si è parlato anche di differenza di prezzo che, per le diverse linee di lavorazione, è decisamente notevole: si parte da 29 euro per le scarpe per la GDO (che all’azienda vengono pagate solo 17 euro al paio) per arrivare alla produzione per i GAS con prezzi da 44 euro in su.

Sul sito di Astorflex si può seguire il prezzo trasparente riferito alla produzione per i GAS,  che contiene le diverse voci (materie prime, concia, lavorazione, assemblaggio, costi di movimentazione, paghe degli addetti, ricarico in percentuale di guadagno).

Indubbiamente la differenza di prezzo all’origine tra le scarpe per la GDO e le scarpe per i GAS, è giustificata quasi esclusivamente dal tempo necessario per la concia mentre, per il resto, con l’impiego di pelli fiore di vitello.

Le pelli trattate al cromo necessitano solo di 2/3 giorni per poter essere lavorate, mentre le stesse pelli, conciate con i tannini vegetali, hanno necessità di circa 40 giorni prima di poter essere lavorate.

Un’altra azione che Astorflex ha sempre considerato importante è la scelta di non avere marchi.

Le loro scarpe devono essere acquistate solo perchè comode e realizzate con materie prime naturali e trattate senza additivi chimici, non certo perchè si possano fregiare di un marchio che, da solo, potrebbe garantire la vendita di … “schifezze velenose”.

Va da se che i modelli scelti e prodotti da Astorflex, fanno comunque ormai parte del nostro immaginario collettivo e questo influisce notevolmente sulle scelte di acquisto.

I loro modelli assomigliano (se non fosse per la mancanza di marchio, sarebbero uguali) alle molto più conosciute “Clarck’s” per le polacchine ed alle “Todd’s” per i loro mocassini.

Quindi chi acquista Astorflex, indubbiamente anche se inconsiamente, tende ad acquistare un oggetto la cui fisionomia è ben inculcata nella mente.

Vale lo stesso anche per gli zoccoli, in tutto simili (nel disegno) agli zoccoli “Dr. Scholl’s”.

Ma proprio quà si dovrebbe cominciare a ragionare con i piedi, nel senso che se il piede non soffre, sta comodo ed è avvolto da pelli naturali, perchè non acquistarle?

In questo usare la testa, potrebbe fare la differenza.

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Incontro con il produttore

Pubblicato da Salvo Schiavone in Senza categoria

Dopo la passata nevicata, che ha fatto saltare il previsto incontro del 5 Febbraio scorso, siamo riusciti a programmare un altro incontro con i responsabili del Calzaturificio Artigiano Astorflex.

http://www.astorflex.it

L’incontro si terrà presso la sede di GAS USI – in via Bologna n° 28 rosso – il giorno 30 Aprile a partire dalle ore 20,30.

Interverranno numerosi GAS genovesi.

La partecipazione è aperta a tutti.

Ci saranno alcuni campioni con possibilità di prova e di acquisto diretto.

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Pasqua con il R.I.So.

Pubblicato da Salvo Schiavone in Iniziative e manifestazioni

Dopo due settimane è finalmente arrivato il R.I.So.

Perchè R.I.So.?
semplice, è l’acronimo di Riso Italiano Solidale, l’organizzazione no profit che grazie ai proventi della vendita diretta ai G.A.S. riesce a finanziare una serie di progetti in Rwuanda ed in altre parti del Sud del mondo.

http://www.associazioneriso.org

http://www.komerarwanda.org

Questo mese, congiuntamente con i membri di AltroGas, – rimasti orfani del loro referente -  siamo riusciti a superare addirittura il peso di 150 kg con buona pace da parte di Carlo e di Giusy che lo hanno scaricato interamente da soli.

Fatica erculea dal momento che 125 kg erano in sacchi da 25 kg ciascuno !!!

Siamo comunque soddisfatti e la stessa Giusy, a cui poi era assegnato il compito della consegna dei sacchi grossi presso la RSA dove lavorano la maggior parte dei membri di AltroGas, era visibilmente emozionata per l’accoglienza ricevuta.

Questa Pasqua sarà una festa felice per tutti: per noi che potremo goderci il gustoso sapore dei piatti preparati, e per qualche bambino che avrà la possibilità di proseguire gli studi e l’apprendimento.

Un grazie di cuore all’Associazione Komera Rwanda, alla Riseria Rovasenda ed alla Associazione Riso Italiano Solidale.

Buona Pasqua a tutti.

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Experientia docet – Atto II

Pubblicato da Salvo Schiavone in Iniziative e manifestazioni

Ed anche questo mese l’azienda agricola ROB del Bosco Scuro ci ha deliziato con le profumatissime mele e i dorati kiwi.

Purtroppo questa è stata l’ultima consegna per le mele che sono ormai terminate.

Aprile dolce dormire, recita un proverbio e ad Aprile Andrea Rasi non verrà a Genova, lasciandoci un pò a bocca asciutta.

L’esperimento di concentrare le consegne in un unico punto di raccolta, raggiungibile da molti, ha avuto una ulteriore conferma della validità della scelta.

Andra Rasi è contento, Sabrina è stracontenta e i vari GAS che hanno partecipato all’ordine, sono rimasti soddisfatti.

La sede ha ancora una volta dimostrato di essere situata in posizione strategica e facilmente raggiungibile da diversi punti della città.

Un grazie a quanti hanno sostenuto l’iniziativa.

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Agricoltura damare

Pubblicato da Salvo Schiavone in Iniziative e manifestazioni

Alla fine è partito.
Complice la piacevole giornata, preannunciato da rulli di tamburi e squilli di trombe, è stato inaugurato il Mercato di vendita diretta dei prodotti agricoli, promosso e fortemente voluto dalla Coldiretti di Genova.

L’iniziativa era già stata annunciata su Reti Glocali da Enzo Parisi, di MDF (http://retiglocali.it/mdfgenova/2010/03/10/parte-a-genova-il-mercato-a-km-0) ed aveva accolto alcuni commenti in cui traspariva una certa perplessità di fondo.

Proprio per verificare tali perplessità, mi ero astenuto dal commentare, rimandando il tutto ad una visita accurata.

E ieri mattina mi sono recato alla passeggiata del Galata.

Gli stands, tutti uguali nella forma e con la caratteristica colorazione gialla, erano allineati sul rialzo in legno fronte mare e l’insieme faceva un bell’effetto di contrapposizione tra i prodotti della terra con i pescherecci ormeggiati.

Mi sarei voluto trattenere fino al pomeriggio, quando dai pescherecci avrebbero sbarcato il pesce, per gustare un mercatino completo fatto di prodotti orticoli e di prodotti ittici, creando un’atmosfera sicuramente gioiosa e di richiamo, ma gli impegni di lavoro me lo hanno impedito.
Peccato, sarà per il prossimo venerdì.

Perchè il Mercato dei prodotti agricoli si svolgerà ogni venerdì, dalle 9 di mattina fino al tramonto, andando a colmare un vuoto che molti sentivano e di cui non si riusciva a comprendere l’assenza.

Ma subito una prima nota fuori luogo: la maggior parte dei produttori erano del basso Piemonte.
Strideva con la dicitura “produttori di Genova” e i produttori genovesi, sebbene degnamente rappresentati dallo stand della Coldiretti, in effetti erano in netta minoranza.

Un appunto rivolto alla Coldiretti è quindi di attivarsi nel coinvolgere maggiormente i produttori genovesi non certo perchè i prodotti del basso Piemonte non siano eccellenti, ma per una certa forma e difesa di una agricoltura essenzialmente locale che merita di essere incentivata, privilegiata e scelta sia per le caratteristiche organolettiche dei prodotti in sè, sia per una maggiore promozione del prodotto a km 0.

E’ pur vero che questa iniziativa è appena nata e che abbisogna di tempi di collaudo e di verifica abbastanza lunghi, ma se i presupposti sono questi, qualche cosa dovrebbe essere rivisto al più presto e modificato (a mio giudizio).

L’affluenza della gente è stata abbastanza contenuta, comunque.

Forse l’iniziativa meritava una diversa pubblicizzazione ed una maggiore divulgazione ma se i promotori si aspettavano un’affluenza da stadio, qualche cosa non deve aver funzionato per il verso giusto.

Nulla da dire sui prodotti, molti dei quali già conosciuti, sicuramente eccezionali e non eccessivamente costosi se si considera che sono sempre prodotti biologici e la maggior parte prodotti esclusivamente in lavorazione manuale.

La stagione attuale offre piuttosto poco ma quel poco faceva bella mostra di sè, regine erano le mele.

Un appunto al distributore di latte crudo che sembrava abbastanza isolato e avulso dal contesto, e che avrebbe meritato – a mio avviso – una diversa collocazione e pubblicizzazione.

Buona l’idea della vendita dei pacchi di carne, gestita direttamente dall’APA ma sarebbe stata auspicabile una presenza anche da parte degli allevatori per poter chiedere maggiori informazioni sui metodi e le tecniche degli allevamenti.

Riporto un sms ricevuto da un amico (Corrado Poggio) a cui avevo parlato e descritto l’iniziativa:
“Ciao, s’è fatto un giretto alla darsena … pochi banchi, poca verdura. Avevano quasi finito tutto alle 11 e cara … Alla fine ci sono più o meno gli stessi del Ducale… cmq abbiamo preso un pò di cose … c’è la ass. Prov. Allevatori con i pacchi di carne sempre a 60 euro…”

Ora questa iniziativa sarà un punto di riferimento per la città ma se si vuole che continui e che prosperi definitivamente, qualche cosa deve essere rivista e modificata.

Agli amici della Coldiretti un plauso va fatto comunque, per la loro caparbietà in momenti difficili per tutti, di creare stimoli e spunti.
Ai produttori altrettanto, per avere accettato a occhi chiusi una simile avventura.

A noi consumatori spetta sicuramente l’onere di incentivare la presenza e gli acquisti, ma per questo l’incontro deve avvenire in modo reciproco creando le condizioni ragionevoli e giuste per tutti.

Comunque sia, l’appuntamento è per ogni venerdì a Calata Vignoso.

Buona spesa a tutti.

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Experientia docet ?

Pubblicato da Salvo Schiavone in Iniziative e manifestazioni

Ed infine l’esperimento è avvenuto.

L’Azienda agricola ROB del Bosco Scuro, di Andrea Rasi

www.rob.opificidigitali.it

e sua moglie, la vulcanica Sabrina, hanno concentrato la maggior parte delle loro consegne in un unico punto di raccolta e distribuzione per i diversi Gruppi di Acquisto Solidali genovesi che avevano segnalato già in precedenza, le loro richieste di prodotti e partecipato agli ordini.

La sede del G. A. S. Zenzero – messa completamente a disposizione al produttore, ha svolto egregiamente il compito che ci si aspettava con i locali ampi, aerati e illuminati, posizionati in un punto particolarmente strategico della città e facilmente raggiungibile da chiunque.

Oltre 20 q.li di prodotti diversi – dalle profumatissime mele alle suggestive confetture di frutta diverse, passando per i saporiti trasformati di sughi alle verdure e per i tentatori succhi di mela – sono stati rapidamente scaricati a terra e distribuiti man mano ai diversi G. A. S. che, nell’arco di circa tre ore, hanno inviato alcuni loro rappresentanti per il ritiro delle merci richieste.

Le operazioni sono state facilitate dalla giornata finalmente asciutta e soleggiata, dal piano strada che ha consentito l’andirivieni frenetico di motorini, auto private e piccoli trasporti, dal piazzale antistante la sede, che ha consentito le operazioni di carico e scarico in assoluta tranquillità e senza interferire con il traffico locale, permettendo ad alcuni anche di soffermarsi a scambiare due chiacchiere sia con il produttore e tra di noi.

Sabrina era felicissima di poter finalmente descrivere con tutta calma e con dovizia di particolari, i prodotti e le modalità di coltivazione o di trasformazione delle salse e delle confetture.

Andrea ha sostenuto di essere riuscito ad ottimizzare i tempi, faticando solo il 30% rispetto alle volte precedenti in cui era costretto a dover consegnare ad ogni singolo G. A. S. presso i loro recapiti in più riprese e con lo spreco di una intera giornata lavorativa, movimentando il camion per tutta la città da ponente a levante.

I gasisti hanno così avuto la possibilità di ritirare i loro prodotti con tutta la calma possibile e con i loro tempi, senza dover più sottostare a ritardi o malintesi, per come si erano sempre creati le volte precedenti.

Personalmente credo che l’esperimento di concentrare la consegna in un unico punto e fare in modo che i partecipanti ritirassero i prodotti come meglio desideravano, sia perfettamente riuscito.

Da gasista, ho vissuto l’esperienza (non nuova per il nostro G. A. S.) di condivisione comune delle risorse con altri Gruppi di Acquisto meno fortunati (perchè non in possesso di punto di raccolta) o meno numerosi (quindi con estrema difficoltà a poter raggiungere quantitativi sufficienti per un ordine collettivo) e, sempre da gasista, ho apprezzato i momenti di discussione e di scambio di informazioni, opinioni, chiacchiere e amenità varie che siamo riusciti a scambiare con diversi altri gasisti di altri Gruppi.

La nostra sede è e sarà sempre disponibile per operazioni del genere e se, per un momento, siamo riusciti anche noi a limitare la dispersione di particelle nell’atmosfera – impedendo al camion di Andrea Rasi di circolare per tutta la città – e ad ottimizzare i tempi di lavoro dello stesso produttore contribuendo a rendergli la fatica meno gravosa e regalandogli una mezza giornata di assoluto riposo con la sua famiglia, allora devo dire che l’esperimento è perfettamente riuscito.

Certo, molto deve essere ancora fatto: non si pretende, in questa sede, di aver risolto completamente il problema del concentramento delle merci che arrivano, ma si crede fermamente di aver contribuito a dare una diversa e, per certi aspetti, migliore organizzazione ai Gruppi di Acquisto del Ponente e del Centro Medio Levante e Ponente.

Experentia docet?

Ragioniamoci sopra e discutiamone apertamente.

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