Archivi per ‘Mediattivismo’

IMPRESE ALLA SBARRA

Considerato quanto tempo si investe, in un Gruppo di Acquisto Solidale, nella valutazione dei produttori (“ma i dipendenti saranno a tempo indeterminato?”, “sarà biologico davvero o solo certificato?”, “ma sono un’azienda molto grande, non ci sarà qualcosa sotto?”, “possibile che non possano ridurre gli imballaggi?”, “verona è abbastanza vicina?”), ogni tanto fa bene anche andare a vedere da chi NON compriamo, a chi NON diamo i nostri soldi, quali realtà NON finanziamo.

Vale la pena farsi un giro su http://www.impreseallasbarra.org/index.php/Informazioni_per_un_controllo_democratico_delle_imprese, magari un giorno in cui si è abbastanza di buon umore per sopportare cose tipo:

Alcune società del gruppo Unilever compaiono nella lista dei fornitori 2009 delle forze armate statunitensi, con contratti dell’ammontare complessivo pari a circa 100 milioni di dollari (www.fedspending.org).”

Nell’ottobre 2006 Nestlè è stata citata in giudizio di fronte alla corte distrettuale della Florida del Sud per concorso di colpa in omicidio. La denuncia, sostenuta dall’associazione statunitense International Labor Rights Fund e dallo studio legale Conrad & Scherer, è stata depositata dalla moglie del sindacalista colombiano Luciano Enrique Romero Molina, ucciso dai paramilitari nel 2005. Secondo la denuncia il sindacalista è stato assassinato perchè aveva denunciato l’utilizzo di latte scaduto da parte di Nestlè (International Labor Rights Fund, Nestlè sued in U.S. for complicity in murder of colombian union leader, ottobre 2006)”

“Nel Novembre 2010 sono stati tratti in arresto i vertici della società “Riso Scotti Energia”, che fa parte del gruppo alimentare “Riso Scotti”. L’accusa è di traffico illecito di rifiuti.
La Riso Scotti Energia gestisce un inceneritore, in provincia di Pavia, che produce energia bruciando gli scarti vegetali prodotti dalla vicina riseria del gruppo. I magistrati ipotizzano che nell’inceneritore finivano materiali diversi da quelli autorizzati, provenienti anche da altre ditte: legno, plastiche, imballaggi, fanghi di depurazione di acque reflue urbane ed industriali. Il tutto con la compiacenza di alcuni laboratori di analisi che falsificavano i certificati dei rifiuti in ingresso. Si ipotizza anche il reato di truffa ai danni dello Stato dato che l’impianto riceve le sovvenzioni destinate alla produzione di energia da fonti rinnovabili (La Provincia Pavese, Riso Scotti Energia, arresti per traffico illecito di rifiuti. Inceneritore sequestrato, 17 Novembre 2010).”

…COME DIRE: CE N’E’ PER TUTTI I GUSTI…buona lettura e buon travaso di bile!!

Firma l’appello: Niente regali alle mafie, i beni confiscati sono cosa nostra

Dal sito di LIBERA – ASSOCIAZIONI, NOMI E NUMERI CONTRO LE MAFIE.

Tredici anni fa, oltre un milione di cittadini firmarono la petizione che chiedeva al Parlamento di approvare la legge per l’uso sociale dei beni confiscati alle mafie. Un appello raccolto da tutte le forze politiche, che votarono all’unanimità le legge 109/96. Si coronava, così, il sogno di chi, a cominciare da Pio La Torre, aveva pagato con la propria vita l’impegno per sottrarre ai clan le ricchezze accumulate illegalmente.

Oggi quell ‘impegno rischia di essere tradito. Un emendamento introdotto in Senato alla legge finanziaria, infatti, prevede la vendita dei beni confiscati che non si riescono a destinare entro tre o sei mesi. E’ facile immaginare, grazie alle note capacità delle organizzazioni mafiose di mascherare la loro presenza, chi si farà avanti per comprare ville, case e terreni appartenuti ai boss e che rappresentavano altrettanti simboli del loro potere, costruito con la violenza, il sangue, i soprusi, fino all’intervento dello Stato.

La vendita di quei beni significherà una cosa soltanto: che lo Stato si arrende di fronte alle difficoltà del loro pieno ed effettivo riutilizzo sociale, come prevede la legge. E il ritorno di quei beni nelle disponibilità dei clan a cui erano stati sottratti, grazie al lavoro delle forze dell’ordine e della magistratura, avrà un effetto dirompente sulla stessa credibilità delle istituzioni.

Per queste ragioni chiediamo al governo e al Parlamento di ripensarci e di ritirare l’emendamento sulla vendita dei beni confiscati.
Si rafforzi, piuttosto, l’azione di chi indaga per individuare le ricchezze dei clan. S’introducano norme che facilitano il riutilizzo sociale dei beni e venga data concreta attuazione alla norma che stabilisce la confisca di beni ai corrotti. E vengano destinate innanzitutto ai familiari delle vittime di mafia e ai testimoni di giustizia i soldi e le risorse finanziarie sottratte alle mafie. Ma non vendiamo quei beni confiscati che rappresentano il segno del riscatto di un’Italia civile, onesta e coraggiosa. Perché quei beni sono davvero tutti “cosa nostra”.

don Luigi Ciotti
presidente di Libera e Gruppo Abele

Banner "Niente regali alle mafie"

 

Oltre 80.000 firme on line e 56.000 firme cartacee per dire no alla vendita dei beni confiscati alle mafie e ribadire l’importanza del loro riuso sociale.

PER FIRMARE ANCHE TU CLICCA QUI.

Ai poster l’ardua sentenza

Let's work together to save our future By J. Carlos Campuzano

Ciao a tutti.

Oggi,  seguendo un link presente in un post di Internazionale, mi sono imbattuta in un bellissimo sito che voglio segnalarvi.

Si chiama Power to the poster ed è una raccolta on line, totalmente free, di circa 150 manifesti a tema solidale, pronti per essere scaricati e stampati ad alta definizione. Ce n’è davvero per tutti i (giusti) gusti: pacifisti, ecologisti, a favore delle unioni gay, contro il lavoro minorile, a favore della riforma sanitaria negli Stati Uniti e così via.

La speranza degli ideatori del progetto è che il sito possa portare le persone a riflettere sulle “questioni del nostro tempo”.

Le “istruzioni per l’uso” dei poster sono semplicissime:

Scaricarne uno in formato PDF, aprirlo e stamparlo, possibilmente su carta riciclata e priva di cloro.
Affiggerlo, e restare a osservare le teste che si girano.
Ripetere l’operazione.

Gli ideatori consigliano di utilizzarli in un’area ad alto traffico umano, come un luogo di lavoro, il proprio quartiere o, eventualmente, il proprio frigorifero. (Secondo me però anche come regalo di Natale non sono niente male :)

NB: l’immagine della formica che si porta sulle spalle il mondo si chiama “Trabajemos”, è opera di J. Carlos Campuzano e può essere scaricata direttamente qui.