Archivi per ‘Fornitori’

VERBALE DODICI APRILE DUEMILAUNDICI

A casa di Marco ed Emanuela, accogliente come sempre, si riuniscono: Marco, Manu, Hilda, Federico, Patty, Bribi, Giobba, Marina (ce l’ho fatta! ;-)), Davide, Roby Ba., Stefano, Giulia, Luca, Emma, Andrea, Roby M., Alice.
1) Racconto della bella giornata a Corte Solidale da parte di chi c’era, con annesso assaggio di ottimi vini…trovate il resoconto cliccando qui.

2) Ordine di Maggio: gli ordini saranno aperti su Economia Solidale dal 18 al 25 Aprile. La consegna è prevista il 26/05 presso il Teatrino degli Zingari.

3) Perchè si torna al teatrino? Le quote per l’utilizzo della casetta Associazione Amici di Via Napoli, dove ci siamo trovati benissimo, sono purtroppo aumentate fino a diventare un po’ troppo care per noi…in attesa di poter avviare una collaborazione con Music for Peace (da settembre), torniamo al primo amore, e molto volentieri!Purtroppo i nostri numeri iniziano a crescere, ci stringeremo!

4) Cosa si ordina a Maggio: tutto come sempre, inclusi I Provenzali, a cui chiederemo di poter andare direttamente a ritirare i prodotti in fabbrica, senza appoggiarci al fantomatico spedizioniere che parte da Domodossola! Speriamo di riuscirci…anche perchè gli altri produttori di prodotti per il corpo vagliati sono decisamente molto più cari… Siamo invece molto soddisfatti del Parmigiano, che confermiamo!

5) Iniziative segnalate: Patty ci ricorda l’interessante incontro organizzato dall’Intergas sulla tematica dei rifiuti. Trovate la locandina cliccando qui. Roby ci riporta un invito a cena da parte della Comunità di San Benedetto (ognuno porta qualcosa!): abbiamo proposto il 3 Maggio, aspettiamo conferma! Silvia ci segnala (tramite Marco) la macellazione di un vitello: scrivete a lei se siete interessati!

6) Ordine fresco: riproviamoci con la Taverna del Sole di Sant’Ilario, partiamo con un ordine “pilota” (ref. Alice)  e vediamo come va, magari dividendoci in microgruppi per agevolare la logistica del ritiro cassette.

Se dimentico qualcosa…commentate!

(ma anzi: commentate comunque, cari gastoncini, che almeno mi date la soddisfazione di non aver scritto invano!!)

(che poi il verbale non sarebbe vano comunque, in quanto servirà a non farmi rompere da Cortinuà! ;-))

UNA GIORNATA A…CORTE SOLIDALE!

(di Fabrizio Valenza)

Domenica 10 aprile un nutrito gruppo di GAStoni si è mosso alla volta di Berzano di Tortona per la consueta festa primaverile della comunità di famiglie di Berzano e della Corte Solidale. Il fatto che a me piace sempre scegliere la strada che ha più possibilità di smarrimento, ci ha permesso di fare un bel viaggio tra piccoli paesini e le dolci colline tortonesi.

Appena arrivati a destinazione, Enzo, Luca e Stefano ci hanno accolto e mostrato la corte. In quella che un tempo era l’antica proprietà del conte Boniforte, che oggi dà il nome a uno dei due vini “riserva” prodotti dall’azienda, adesso esistono abitazioni, spazi comuni, una foresteria, un ampio spazio aperto e persino la chiesetta parrocchiale di Berzano.

Prima di pranzo, per sollecitare appetito e sete, siamo stati condotti a una bella passeggiata attraverso i terreni del podere: l’orto, il pascolo delle pecore, il bosco e i vigneti.

Dopo un aperitivo con pizze e focacce di produzione locale e un bicchiere del nuovo e buonissimo vino Chiaretto di Luna, ci siamo messi a tavola per gustare le prelibatezze preparate per noi: pasta con piselli, frittelle di cavolfiore, verdure grigliate, zuppa di fagioli con salsicce (al primo posto delle mie preferenze), frittate con erbe, insalata e, ovviamente, il vino.

Dopo gli immancabili dolce e caffè, Enzo, Luca e Stefano ci hanno raccontato meglio il loro Progetto. La comunità di Berzano è giunta ad avere otto famiglie provenienti da città, storie e mestieri diversi ma unite dal desiderio di una vita che cerca la serenità tramite la semplicità, la fiducia reciproca, la condivisione del lavoro e dei beni materiali. Per condivisione s’intende il principio del dare secondo possibilità e prendere secondo bisogno: ognuno da quello che ha o guadagna e prende quello che pensa gli debba servire.

A proposito del vile denaro: i ragazzi non mettono mai una quota fissa per i loro eventi ma lasciano tutto all’offerta volontaria e secondo coscienza: un bel modo per invogliare l’ospite alla riflessione sul lavoro che sta dietro la preparazione di un pranzo.

All’interno della Comunità, trova spazio l’azienda agricola che, come raccontato anche da Daniela nel resoconto dello scorso anno, produce il vino secondo i principi dell’agricoltura biologica, delle lavorazioni tradizionali e della solidarietà nei rapporti tra persone. Ovviamente, all’inizio non è stato facile ma i vicini di casa e altri gruppi mossi da simili ideali non hanno fatto mancare il supporto e direi che i risultati sono ottimi!

Durante la giornata c’è stato modo di parlare di tante altre iniziative legate alla comunità: in particolare c’è stato molto interesse per l’uso della lana per produrre oggetti in feltro o per l’agricoltura sinergica (su questo forse qualcuno può fornire maggiori dettagli).

Per finire, prima di tornare in città, non poteva mancare un giro e qualche assaggio nelle cantine (peccato dovessi guidare!) e un acquisto di qualche souvenir in bottiglia.

IMPRESE ALLA SBARRA

Considerato quanto tempo si investe, in un Gruppo di Acquisto Solidale, nella valutazione dei produttori (“ma i dipendenti saranno a tempo indeterminato?”, “sarà biologico davvero o solo certificato?”, “ma sono un’azienda molto grande, non ci sarà qualcosa sotto?”, “possibile che non possano ridurre gli imballaggi?”, “verona è abbastanza vicina?”), ogni tanto fa bene anche andare a vedere da chi NON compriamo, a chi NON diamo i nostri soldi, quali realtà NON finanziamo.

Vale la pena farsi un giro su http://www.impreseallasbarra.org/index.php/Informazioni_per_un_controllo_democratico_delle_imprese, magari un giorno in cui si è abbastanza di buon umore per sopportare cose tipo:

Alcune società del gruppo Unilever compaiono nella lista dei fornitori 2009 delle forze armate statunitensi, con contratti dell’ammontare complessivo pari a circa 100 milioni di dollari (www.fedspending.org).”

Nell’ottobre 2006 Nestlè è stata citata in giudizio di fronte alla corte distrettuale della Florida del Sud per concorso di colpa in omicidio. La denuncia, sostenuta dall’associazione statunitense International Labor Rights Fund e dallo studio legale Conrad & Scherer, è stata depositata dalla moglie del sindacalista colombiano Luciano Enrique Romero Molina, ucciso dai paramilitari nel 2005. Secondo la denuncia il sindacalista è stato assassinato perchè aveva denunciato l’utilizzo di latte scaduto da parte di Nestlè (International Labor Rights Fund, Nestlè sued in U.S. for complicity in murder of colombian union leader, ottobre 2006)”

“Nel Novembre 2010 sono stati tratti in arresto i vertici della società “Riso Scotti Energia”, che fa parte del gruppo alimentare “Riso Scotti”. L’accusa è di traffico illecito di rifiuti.
La Riso Scotti Energia gestisce un inceneritore, in provincia di Pavia, che produce energia bruciando gli scarti vegetali prodotti dalla vicina riseria del gruppo. I magistrati ipotizzano che nell’inceneritore finivano materiali diversi da quelli autorizzati, provenienti anche da altre ditte: legno, plastiche, imballaggi, fanghi di depurazione di acque reflue urbane ed industriali. Il tutto con la compiacenza di alcuni laboratori di analisi che falsificavano i certificati dei rifiuti in ingresso. Si ipotizza anche il reato di truffa ai danni dello Stato dato che l’impianto riceve le sovvenzioni destinate alla produzione di energia da fonti rinnovabili (La Provincia Pavese, Riso Scotti Energia, arresti per traffico illecito di rifiuti. Inceneritore sequestrato, 17 Novembre 2010).”

…COME DIRE: CE N’E’ PER TUTTI I GUSTI…buona lettura e buon travaso di bile!!

IMPRESSIONI SU ASTORFLEX – DI FABRIZIO VALENZA

Martedi 23 novembre all’incontro con Astorflex e relativa consegna delle scarpe presso i locali della Comunità di San benedetto, eravamo un bel po’ di gente: noi gastoni, il Wikigas, altri gas o semplici “curiosi”.
A parlare per Astorflex c’era Gigi Perinello, un simpatico veneto che qualche anno fa ha coinvolto Astorflex per la produzione di scarpe per i GAS e in seguito, altre piccole aziende di abbigliamento.

Gigi ci ha spiegato un po’ come è nata l’idea delle scarpe, come è stata realizzata, come ha avuto successo grazie anche al servizio di Report, come viene portata avanti e inoltre, ha dato qualche delucidazione tecnica sulla produzione.
Sull’azienda penso che più o meno ne sia nota la storia: qualche anno fa si è messa in moto per cercare di produrre le proprie scarpe secondo parametri di rispetto di ambiente e lavoro cercando di fornire prodotti di alta qualità che non fossero però da radical chic, insomma che non fossero troppo costosi.
Tra l’altro, è uscito un po’ fuori il discorso che l’azienda produce non solo per i GAS ma anche per la grande distribuzione con qualità inferiore e con alcune lavorazioni in Romania (mi sembra che ci fossero state polemiche su questo punto). Ad ogni modo, dopo soli due anni la produzione per i GAS ha una quota del 40% ed è in continua ascesa, i lavoratori (tutti a tempo indeterminato) sono passati da 28 a 55… non male per un settore che sta chiudendo un po’ ovunque.

Da un punto di vista tecnico, ha spiegato un po’ come nasce la scarpa, come vengono conciate le pellli, ecc.
E’ interessante come questo progetto abbia coinvolto piccoli laboratori poco più che artigiani che portano avanti lavorazioni tradizionali e che stavano per chiudere.
Insomma, Gigi ha spiegato le ottime qualità delle scarpe come farebbe un oste parlando del proprio vino e ha sparato a zero su varie marche di scarpe: per esempio, un paio di polacchine di marca possono costare 120 euro per una scarpa di qualità pessima, parti in vista in pelle (di scarsa qualità) e parti nascoste di plastica, lavoratori sfruttati ecc, tanto il cliente è già orientato all’acquisto di una certa marca, entra nel negozio e non si pone troppe domande sulla qualità.

Tanto per fare un altro esempio di prodotti di aziende coinvolte nel progetto, si possono citare le magliette tipo polo: la fabbrichetta le produceva per una nota marca ma poi i coccodrilli si sono spostati in bangladesh e producono magliette senza usare più il doppio filo ritorto e quindi dopo un po’ si sformano, costo: 100€. Loro continuano a produrle con materiale di prima qualità e le vendono a 29€.
Chiosa sul marketing: Le marche “note” spendono più del 90% tra pubblicità e marketing vario (tipo assicurarsi uno spazio in un bel centro commerciale) e risparmiano il cent usando materiali scadenti oltre che sfruttando lavoro ed ambiente. Astorflex spende il 70% in materiali e lavoro…

Insomma, per sintetizzare, l’impressione è stata davvero buona.
Dopo questa interessante chiacchierata, durata ca. 45 min ci siamo finalmente spostati al teatro dove è avvenuta la consegna delle scarpe. In puro stile GAS, dopo aver scaricato gli scatoloni era tutto una confusione, un provarsi scarpe e maglie, scambiarsi pareri, far due chiacchiere…un po’ meglio di un solito negozio di scarpe no?

FABRIZIO VALENZA – GASTONE

DALL’ABRUZZO AL NOSTRO PRANZO DI NATALE

Gas-tone apre in questi giorni l’ordine per i pacchi natalizi provenienti dall’Abruzzo: la mail che segue racconta molto bene lo spirito della bella iniziativa… altri gas interessati possono contattarci nella prossima settimana per unire le forze in un unico ordine. Siamo a disposizione per fornire dettagli ulteriori e tutto il materiale necessario per effettuare l’ordine (listino prezzi, modulo d’ordine…)

EMERGENZA ABRUZZO A SEGUITO DEL SISMA DEL 6/4/2009

Consorzio PARCO PRODUCE Anversa degli Abruzzi (AQ)

PROPOSTE PROGETTUALI PER IL RILANCIO DELLA MICROECONOMIA AGRO-ZOOTECNICA

DELLA PROVINCIA DI L’AQUILA

L’Azione Cattolica Italiana, il Movimento Lavoratori di AC e la Delegazione Regionale di Azione Cattolica Abruzzo-Molise, molte reti GAS provinciali e regionali, hanno stipulato un accordo di collaborazione con la Direzione Politiche Agricole e di Sviluppo Rurale della Regione Abruzzo.

L’emergenza principale, per il rilancio della microeconomia, è infatti attualmente legata al fatto che a distanza di oltre 10 mesi dal terremoto di L’Aquila, il mercato tradizionale dei piccoli negozi del tipico, della ristorazione, del turismo enogastronomico e naturalistico, è tutt’ora completamente azzerato. Le piccole aziende, oltre ai danni diretti sulle strutture, hanno subito enormi danni, anche indiretti, legati al crollo della propria economia.

Attraverso segnalazioni ed indagine diretta sul campo, con l’aiuto e l’assistenza delle Organizzazioni Professionali agricole, utilizzando la logistica del Consorzio Parco Produce (Consorzio di produttori dell’Aquila e Provincia: www.parcoproduce.com), si è censito e collegato in rete,  le  aziende che hanno segnalato la disponibilità di prodotti da proporre su un mercato da rilanciare e reinventare.

Oltre alla vendita di prodotti, i produttori si sono detti disponibili ad aprire le loro aziende a tutti coloro che fossero interessati ai metodi di produzione, lavorazione, trasformazione dell’offerta, in quanto la “Filiera corta” ed il contatto diretto produttore-consumatore è la migliore formula per il soddisfacimento di esigenze reciproche.

PROPOSTA:

ACQUISTO A DISTANZA DI PACCHI FAMIGLIA

DI PRODOTTI TIPICI ABRUZZESI,

ATTRAVERSO LA VENDITA DIRETTA DALLE AZIENDE AGRICOLE

I pacchi famiglia sono costituiti da prodotti a lunga conservazione che, quindi, non hanno problemi di spedizione, anche perché i produttori sono convenzionati con corrieri che a livello nazionale garantiscono la consegna entro 48 ore in tutta Itali, 3 giorni nelle isole, a costi contenuti.

Ci sono diverse opzioni che vanno da 25 a 100 €, prodotti scelti, garantiti nella loro tipicità e sicurezza alimentare dai sistemi di autocontrollo di ogni singolo produttore, molti dei quali sono anche certificati biologici. Il dettaglio delle singole confezioni potete trovarlo nell’allegata offerta insieme alla quale si trova anche il modulo d’ordine con i dati da indicare per ricevere le confezioni richieste.

Ringraziamo in anticipo per la vostra attenzione e per quanto potrete collaborare al rilancio della microeconomia della Provincia di L’Aquila e rimaniamo a completa disposizione per ogni ulteriore necessità di chiarimento.

Per il Consorzio Parco Produce: Manuela Cozzi (mancozz@tin.it)

CONSORZIO PRODUTTORI BIOLOGICI PARCO PRODUCE S.c.r.l.

Anversa degli Abruzzi (AQ)

ABBIAMO UN SOGNO!! FAR CONOSCERE I TERRITORI AQUILANI PER LE SUE BELLEZZE NON PER LE SUE DISGRAZIE. CE LA VOGLIAMO FARE, CE LA POSSIAMO FARE, CON L’AIUTO DI TUTTI SARA’ BELLISSIMO.

NESSUNO CONOSCE QUESTO STRABILIANTE TERRITORIO, I SUOI PRODOTTI, LA SUA GENTE, UNA STORIA INTERROTTA SISTEMATICAMENTE DA EVENTI CATASTROFICI MA SEMPRE TORNATA A NUOVO SPLENDORE.

QUESTO E’ IL NOSTRO SOGNO. QUESTO IL PROGETTO NEL QUALE VI VOGLIAMO PORTARE.

IL CONSORZIO PARCO PRODUCE NASCE NEL 1996 CON LA SCOMMESSA DI METTERE IN SINERGIA TUTTI I PICCOLI PRODUTTORI DELLA PROVINCIA DI L’AQUILA E CON UN PROGETTO SINGOLARE MA EFFICACE, “ADOTTA UNA PECORA, DIFENDI LA NATURA”, E’ STATO QUASI FACILE.

MOLTE PERSONE SENSIBILI AI PROBLEMI DELL’ABBANDONO DELLE AREE MONTANE E DEGLI ANTICHI MESTIERI AD ESSE LEGATI, HANNO SOTTOSCRITTO QUESTO PROGETTO ED IN CAMBIO, INSIEME ALLA FOTO DELLA LORO BENIAMINA, HANNO RICEVUTOUNA GAMMA DI PRODOTTI AGROALIMENTARI, TANTO DIVERSIFICATI QUANTO DI ECCELLENZA: FORMAGGI BIOLOGICI; ALIMENTI DIVERSI, PRODOTTI A 1500 METRI DI ALTITUDINE COME LENTICCHIE E CECI; ZAFFERANO DELL’AQUILA DOP; PASTA E FARINE BIOLOGICHE DI GRANI DI MONTAGNA QUASI DIMENTICATI MA SAPORITISSIMI;  MIELE 100.000 FIORI, CONFETTURE, OLIO TUTTI FORTEMENTE CARATTERIZZATI DALLA QUALITA’ AMBIENTALE DELLA REGIONE PIU’ VERDE D’EUROPA.

QUESTO HA DATO VITA AD UN CIRCUITO VIRTUOSO DI ECONOMIA SOLIDALE IN CUI LE AZIENDE CONDIVIDONO FRA LORO E CON LE PERSONE CHE LE SOSTENGONO,  PRINCIPI FONDAMENTALI QUALI:

  • L’ECONOMIA SI BASA SULLE RELAZIONI E NON SUL PROFITTO. NON PIU’ PRODUTTORE-DISTRIBUTORE-CONSUMATORE, MA PERSONE CON VOLTI, IDEE, ASPIRAZIONI, VALORI. RAPPORTI BASATI SULLA “FIDUCIA”,  PAROLA QUASI OBSOLETA CHE NEL MONDO DEL PROFITTO NON HA PIU’ SENSO.
  • PROMUOVERE: LA DIFESA DELL’AMBIENTE PER UN RISPETTO DEL TERRITORIO MA ANCHE PER UN SUO PRESIDIO ATTIVO CHE SCONGIURI L’ABBANDONO E L’INCURIA, CAUSE DI INEVITABILE DEGRADO;

  • OPERARE NEL RISPETTO DELLA GIUSTIZIA E DEL RISPETTO DELLE PERSONE, PER UN MIGLIOR LIVELLO DI BENESSERE PER TUTTI, UNA PARTECIPAZIONE ATTIVA ED UN IMPEGNO VERSO INIZIATIVE DI UTILITA’ SOCIALE.

  • RIDURRE I CONSUMI E MIGLIORARE LA NOSTRA IMPRONTA ECOLOGICA (IMPATTO CHE I NOSTRI COMPORTAMENTI HANNO CON L’AMBIENTE CHE CI OSPITA)

  • DIFFONDERE IL CONCETTO DI CURA, PROPRIO DEL MONDO RURALE SECONDO CUI L’AGRICOLTORE IN OGNI SUO GESTO, IN OGNI SUA AZIONE, SI PRENDE CURA DI UN SEME, DI UNA PIANTA, DI UN ANIMALE E CON OTTIMISMO SI AFFIDA AL FUTURO, SPERANDO IN UN BUON RACCOLTO O IN UNA NUOVA NASCITA. QUESTO FA SI CHE I GIOVANI PASSINO SERENAMENTE E CONCRETAMENTE DALL’ETA’ ADOLESCENZIALE A QUELLA ADULTA NELLA QUALE SIANO IN GRADO DI PRENDERSI CURA DI QUALCUNO O DI QUALCOSA. QUESTO PASSAGGIO NON AVVIENE INVECE COSÌ NATURALMENTE NEL MONDO URBANIZZATO. DA QUI L’IMPORTANZA DI SALVAGUARDARE  IL CONTATTO CON IL MONDO RURALE, CON LA SUA CULTURA I SUOI SAPERI NONCHE’ I SAPORI DI PRODOTTI SANI, GENUINI, DI STAGIONE, DA CUI DIPENDE LA SALUTE ED IL BEN-ESSERE PSICO-FISICO DELL’INDIVIDUO.

PARCO PRODUCE E’ OGGI ATTIVO NELLA TUTELA E VALORIZZAZIONE DEL PROPRIO TERRITORIO SIA CON PROGETTI CHE TENTANO DI DARE IMPULSO ALLA MICRO-ECONOMIA AQUILANA A SEGUITO DEL TERREMOTO DEL 6/4/2009 DAI PACCHI FAMIGLIA PER L’ABRUZZO AI TOUR DI TURISMO RESPONSABILE, FINO ALLA CREAZIONE DI UNA RETE REGIONALE DI ECONOMIA SOLIDALE CHE METTE IN SINERGIA PRODUTTORI, GRUPPI DI ACQUISTO SOLIDALE, BOTTEGHE DEL COMMERCIO EQUO, ASSOCIAZIONI DI VOLONTARIATO E TUTTI COLORO CHE CONDIVIDONO I PRINCIPI ISPIRATORI DELLA RETE NAZIONALE DI ECONOMIA SOLIDALE.

INCONTRO CON ASTORFLEX

Ciao a tutti,

come programmato, domani martedì 23 ci sarà l’incontro con Periniello della Astorflex, che ci racconterà della loro esperienza di azienda “in conversione” e con l’occasione ci consegnerà le scarpe ordinate il mese scorso.

E’ fondamentale che ci siano almeno tutti quelli che hanno ordinato!Se non potete venire date assolutamente mandato a qualcuno di ritirare e pagare le scarpe al posto vostro!

Ci si vede alle 21 presso il salone della Comunità di San Benedetto in Via Buozzi (non il teatrino!il salone a piano strada nella palazzina con le insegne rosse della Comunità), possibilmente con i soldi “giusti”.

Buona giornata,

Alice.

Per chi non conoscesse ancora Astorflex, è un’occasione per venirli a incontrare.

Dal loro sito:

RAGIONIAMO CON I PIEDI

SCARPE DI QUALITA’

progettate e realizzate interamente da ASTOR FLEX in Italia per i gruppi di acquisto solidale.
Queste calzature soddisfano il bisogno di camminare comodi senza dipendere dalle mode e affermano una nuova etica tra produttore e consumatore.

La filosofia che sottende questo prodotto:

  • non c’è marchio perchè non si collega ad alcun stile da ostentare. E’ un oggetto che ci serve per camminare in modo confortevole.
  • lo dobbiamo comperare solo se ci serve
  • deve dimostrare che in una filiera responsabile è possibile offrire un bene di valore che gratifichi il produttore e soddisfi i bisogni del consumatore ( ottima qualità al giusto prezzo)
  • che si attiva una filiera tutta italiana e locale in cui è il senso di responsabilità e di fiducia reciproca a creare l’etica che lo sostiene.

(trovate un’interessante riflessione sui marchi proposta dalla stessa Astorflex cliccando qui)

NEWS DALLE RISAIE

category Eventi, Fornitori emanuela-vigo 21 ottobre 2010

Ciao Gastoni! In attesa di scrivere il resoconto della seconda gita a Rovasenda (sono un po’ lenta e col blocco dello scrittore in questo periodo…), alcune novità interessanti direttamente dal blog di Ri.S.O. (http://associazioneriso.blogspot.com/):

  • RIUTILIZZO DEI SACCHETTI DI RISO

Gli amici di Ri.S.O. lo caldeggiano. Certo, i sacchettini di stoffa sono molti carini e riutilizzabili, ma dopo parecchi ordini cominciano ad accumularsi nei cassetti… Inoltre, è un’ottima cosa per evitare sprechi di stoffa. Si rovesciano i sacchetti con molta cura per gli angolini,  si lavano in lavatrice a bassa temperatura (max 30°C), per evitare che scoloriscano o si restringano troppo. Magari aggiungendo del percarbonato di sodio per disinfettare. Si lasciano asciugare, si rivoltano al dritto, infine si stirano a ferro ben caldo e si rifilano con le forbici se sfilacciati. Meglio se ciascuno lo fa con i suoi sacchetti ed all’ordine successivo li riconsegna pronti per l’uso, ma per chi proprio non riesce gli amici di Ri.S.O. li ritirano come sono e provvedono loro al lavaggio.

  • BOMBONIERE

    250 grammi di R.I.SO in sacchettini confezionati in vecchio cotone grezzo. Ai sacchettini si possono legare i confetti. Noi le abbiamo viste quando siamo andati a Rovasenda a maggio e vi assicuro che sono veramente carine… In quel periodo avevamo già scelto le bomboniere ma ad averlo saputo prima…

    • REGALI DI NATALE

    Li abbiamo visti il giorno della gita in anteprima… Io e Patrizia ce ne siamo innamorate a prima vista. Ce ne sono di due tipi. Sacchetto di Carnaroli da 2 Kg in confezione natalizia con cucchiaio di legno tipico della zona e borsina contenente sacchetto di Carnaroli da 2 Kg confezionato con stoffa natalizia, mestolino da riso e bottiglia di vino della zona. I prezzi (ma vado a memoria, chiederò informazioni più precise a Maria Paola) rispettivamente 5 e 15 euro. Alcuni di noi si sono già dimostrati interessati e abbiamo pensato che si potrebbe fare uno speciale ordine natalizio…

    NO LOGO

    Riporto dal sito della ASTORFLEX un’interessantissima riflessione sulla dipendenza dai marchi…merita 5 minuti del nostro tempo (già che ci siete, facendovi un giro sul loro sito trovate anche i prodotti del nuovissimo campionario invernale…niente male!)

    Lotta contro le contraffazioni – riflessioni

    La giornata dedicata alla lotta contro le contraffazioni ci porta a riflettere sul significato del marchio.
    Contraffare un oggetto rende molto, quando questo oggetto è molto appetibile.

    Il desiderio di possedere qualcosa di valore viene attivato quasi sempre dal marchio che lo contraddistingue: anche oggetti inutili o non particolarmente di valore, timbrati con una nome altisonante diventano oggetti di desiderio. Dunque, esiste un percorso mentale che crea le condizioni affinché si giustifichino spese esagerate per ottenere quello che ci serve a soddisfare il bisogno di possedere l’oggetto firmato.

    Se guardiamo le pubblicità di tutto ciò che è oggetto di culto da marchio, ci accorgeremo che il messaggio pubblicitario costruisce un’immagine dell’utilizzatore adeguata a quella costruita dal marchio. L’oggetto è medium fra l’acquirente e l’immagine che si è scelta di offrire agli altri di sè: spesso questa immagine non è il prodotto di un percorso personale di sviluppo della propria individualità, ma viene offerta già preconfezionata ed attagliata sull’oggetto da vendere più che sullo stile innato di chi lo deve comprare. Si investe moltissimo sulla costruzione del consumatore che aderisce all’immagine inventata dal marchio, piuttosto che costruire un oggetto utile a chi lo deve utilizzare.

    Essendo l’oggetto spogliato dal suo valore d’uso, ed essendo caricato di simboli, è evidente che tutti coloro che sono vittime di quello stile di pensiero vogliano possederlo, anche a costo di acquistare copie perfette non potendosi permettere l’originale.
    Su questo si gioca il successo delle contraffazioni. Su questo dovremo agire per liberarci dalla dipendenza da marchio e ricostruire coscienze critiche che non necessitino di artifici emotivi per presentarsi in società.
    Spogliato dalla sua base soggettiva di appartenenza, l’uomo deve ricostruire un’immagine di sè per se stesso e per gli altri. Torna utile al sistema economico dargli un aiuto affinché in quella nuova immagine ci sia posto per oggetti che ne caratterizzino il significato.
    Realizzato ciò, viene garantita la commercializzazione per necessità d’immagine, elemento decisivo per ottenere successo e buoni guadagni.
    Dietro al percorso descritto vi è un individuo spogliato delle sue certezze, con stili di vita inadatti alla sua umanità, ma funzionali ai prodotti che deve consumare; strappato dalle radici che lo legavano alla comunità di appartenenza e lanciato verso stili globali di vita che hanno un elemento di omogeneità: sono costruiti sulle merci da consumare più che sulle individualità emotive da esaltare.
    Allontanarsi dalla dipendenza dal marchio assume quindi il significato di liberazione da una schiavitù spersonalizzante e di riscoperta di elementi fondamentali della nostra umanità. Ricostruire relazioni, impegnarci con altri alla costruzione di economie diverse basate sul valore d’uso dei beni, sulla loro utilità, veicolati dal senso di solidarietà che unisce produttori e consumatori le cui sorti sono molto più collegate di quello che essi immaginano.
    Dal punto di vista dei piccoli produttori, artigiani o piccole imprese, il marchio si sta rivelando elemento di ricatto e sfruttamento. Essendo l’elemento decisivo nelle transazioni commerciali e arricchendo di valore le merci, il marchio impone la propria potenza a coloro che producono in conto terzi, costringendoli ad accettare di farsi carico di responsabilità che non gli competono, sia in termini di responsabilità sul lavoro che sui costi di produzione.
    In questo senso il marchio è l’elemento decisivo nella trasformazione delle nostre economie e società.
    Delocalizzazione, lavoro nero, lavoro minorile, disattesa dei contratti collettivi nazionali, disimpegno dal sistema nazione che ha investito per produrre infrastrutture capaci di assistere le produzioni, cinico abbandono di maestranze formate per realizzare le merci firmate, ecc. sono le conseguenze della manifesta potenza multinazionale del marchio.

    Come contrastare questa deriva?
    Ricostruendo il senso di responsabilità fra sistema di acquisto e sistema produttivo.
    Rifondando il valore dei beni scambiati dando significato al loro valore di soddisfacimento di necessità reali e non di falsi miti.
    Le aziende artigiane o le piccole imprese sono beni comuni del territorio che veicolano il diritto al lavoro come bene primario. Dare valore a questo percorso significa ritornare a pensare al territorio come intreccio di responsabilità e solidarietà, in cui ogni individuo si sente elemento capace di responsabilità civile e le aziende di responsabilità sociale.
    Ne otterremo un salto di qualità notevole nelle nostre vite, oltre al fatto che avremo combattuto le contraffazioni con l’unico sistema sicuro: non averne bisogno.

    Tratto dal sito: www.astorflex.it

    GITA A ROVASENDA

    category Eventi, Fornitori emanuela-vigo 21 maggio 2010

    Domenica 9 maggio io, Roberta, Stefano e Marco siamo stati ospiti degli amici dell’associazione Ri.S.O. (Riso Italiano Solidale) a Rovasenda. Partiti da Genova sotto i peggiori auspici temporaleschi, siamo stati accolti a Rovasenda (nel cuore delle risaie vercellesi)…dal sole! Maria Paola ci aspettava nella cascina Teglio, sede dell’azienda agricola. Dopo un breve giro per il paese (che ha solo 1000 abitanti ma vanta ben due stazioni e due castelli), abbiamo pranzato (con, tra le altre cose, un immancabile e buonissimo risotto allo zafferano) nell’aia della cascina. Durante il pranzo Maria Paola ci ha spiegato come nasce e come funziona l’associazione.

    L’associazione Ri.S.O. (http://www.associazioneriso.org/index.htm) nasce nel 2006 quando  Silvano, che da più di 30 anni lavorava presso l’azienda agricola Maria di Rovasenda, raggiungeva l’età della pensione. L’idea è semplice ma geniale: continuare il lavoro di sempre rendendosi però utile ai meno fortunati destinando i proventi dell’azienda a favore dei paesi in via di sviluppo. L’idea di Silvano è subito accolta da Maria Paola (proprietaria dell’azienda di famiglia) e nasceva così l’associazione Ri.S.O.

    La parte principale del lavoro viene svolto da Silvano aiutato da volontari disposti ad offrire un po’ del loro tempo da dedicare ai lavori della tenuta agricola. L’azienda produce Carnaroli, san’Andrea, Loto e, da quest’anno, il Rosa Marchetti (integrale e coltivato al naturale). La maggior parte del prodotto è venduto all’ingrosso alle riserie; una piccola parte,  grazie alla lavorazione ed al confezionamento da parte della Riseria di Rovasenda, è destinata alla vendita al minuto a privati, a botteghe del commercio equo e  a gruppi di acquisto solidale. Il ricavato delle vendite viene suddiviso in questo modo: un 30% viene usato per le spese dell’azienda agricola, mentre il restante 70% è totalmente devoluto ai progetti sostenuti.

    Nel pomeriggio abbiamo passeggiato tra le risaie con Silvano parlando della raccolta, della coltivazione e della lavorazione del riso (ma non mi addentro nei particolari perché farei troppi strafalcioni…). Al termine della giornata ci siamo lasciati con la promessa di una nuova visita in autunno per vedere il raccolto…e per fare un giro sul trattore!

    La Corte Solidale

    Corte Solidale La Corte Solidale - dall'alto
    La Corte Solidale - il cortile La Corte Solidale - campi coltivati
    Come vi avevo proposto qualche tempo fa, ieri l’Azienda Agricola “La Corte Solidale” di Berzano di Tortona invitava a una passeggiata di primavera nei campi e tra le vigne con presentazione delle attività della loro fattoria sociale, pranzo con degustazione dei vini di loro produzione, visita alle cantine.
    L’azienda produce un vino che loro definiscono “solidale”: solidale con chi lo produce, solidale con l’ambiente: tutte le lavorazioni vengono fatte manualmente, in maniera tradizionale, e per i trattamenti contro malattie ed infezioni vengono utilizzati prodotti ammessi in agricoltura biologica.

    Dalla scorsa estate, con la nascita della FATTORIA SOCIALE, ha iniziato ad ampliare la sua produzione: non solo vino, ma anche ortaggi e frutta.
    Si tratta di un progetto di borse-lavoro che vede coinvolti due educatori, un esperto in ambito agricolo e cinque malati psichici che lavorano 5 mattine alla settimana nei campi, in cantina e in alcune attività connesse alla campagna. Con loro si sono aperti altri settori produttivi: è stato piantato un campo di fragole, si è avviato un orto e a breve partiranno altre colture.

    Sarà stata la prima passeggiata di primavera, il sole caldo, la vista sulle alpi imbiancate, i giochi dei bambini nell’aia, i racconti di com’è nata l’azienda (sorta con l’aiuto dell’Associazione Mondo di Comunità e Famiglia) e della vita comunitaria che i membri dell’associazione conducono, ma la giornata ci è sembrata stupenda, e siamo tornati a casa con chi occhi pieni di colori, la testa piena di idee, e.. la panza piena di cibo e vini buonissimi! ;-)

    Ne parliamo?

    LA CORTE SOLIDALE
    frazione Capoluogo, 2
    15050 Berzano di Tortona (AL)
    tel 0131 806084
    cortesolidale@gmail.com