L’altra via

Cristiano ed io abbiamo appena letto tutto d’un fiato L’altra via scritto da Francesco Gesualdi, del Centro Nuovo Modello di Sviluppo, che ha pubblicato anche la “Guida al consumo critico” e della Guida al vestire critico.

Un libro tosto, denso, ricco. Ci ha fatto piangere, ci ha fatto sentire piccoli piccoli, e poi subito dopo ci ha fatto capire la forza incredibile delle nostre azioni e delle nostre scelte.
E ci ha fatto sentire grandi, togliendoci di dosso quel senso di frustrazione che spesso ci prende quando pensiamo a cosa potremmo fare per influenzare in qualche modo le scelte politiche del nostro paese, del nostro mondo.. Ci sono tantissime cose che possiamo fare, basta pensarci, basta volerlo. Per prima cosa, quindi, informarci. Ed informare gli altri, perchè nessuno possa più dire “Non lo sapevo”. E poi attivarci: dal riciclo, l’autoproduzione, il recupero delle capacità manuali di cui i nostri nonni erano maestri, alla solidarietà collettiva, al vivere comune.

Il libro ci suggerisce un’altra via per uscire dalla fossa in cui siamo finiti. Una via della sobrietà, una nuova idea di economia, di politica, di comunità.

Tratto da un altro contesto (“Parole Sante” di Ascanio Celestini sul precariato), ma molto attinente a questo tema, è lo slogan dei lavoratori precari che si sono organizzati per lottare contro le ingiustizie: Sapere –> Saper fare –> Far Sapere –> Fare!
Da oggi proverò a farlo un pò mio!

L’altra via costa 3 Euro, ma in alternativa è scaricabile gratuitamente qui: www.cnms.it/node/33

1 Commento a “L’altra via”

  1. Enzo Cirone

    E’ vero! E’ un testo significativo per individuare più facilmente percorsi possibili nella costruzione dell’altra economia. Con Marcello ed altri amici abbiamo da tempo cominciato un percorso di approfondimento su Francesco Gesualdi. Il progetto Cerca la Rotta nasce con questo proposito. Mi fa molto piacere che anche voi siate attenti alle posizioni di Gesualdi che, penso sappiate, si forma alla Scuola di Barbiana di Don Milani, esperienza cardinale in epoca di grandi fermenti che hanno dato luogo agli stimoli più ricchi di prospettive del “68″. L’approfondimento continua! Grazie! A presto.

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