Mappa dei mercati diretti

Uno degli obiettivi che molti Gruppi d’Acquisto Solidale si pongono è quello di ridurre le emissioni di gas serra dovute al trasporto di beni di consumo, che solitamente percorrono moltissimi km, rivolgendosi direttamente al produttore locale.
E’ nata da poco in Italia la prima rete di produttori locali a chilometri zero: mercati in cui i produttori del circondario vendono i loro prodotti.
Ecco la mappa di tutti i mercati diretti in Italia:

ItaliaMercati

11 Commenti a “Mappa dei mercati diretti”

  1. Enzo Cirone

    Grazie Daniela, la mappa é molto importante. Dei mercati nel savonese ero al corrente perché ci vado spesso. Funzionano benissimo, si trova ortofrutta fresca, vino, olio e conserve di ottima qualità a prezzi da discount. E’ la strada da battere! Il passo successivo potrebbe essere la proposta di costituzione di veri e propri Empori agroalimentari di prodotti locali. Poco alla volta ci possiamo arrivare. Ciao

  2. Enrico Alletto

    Mi associo ad Enzo :-)

  3. Salvo Schiavone

    Ottima iniziativa soprattutto per coloro che, non legati ad alcun tipo di gruppo di acquisto, non hanno molti riferimenti dei punti di distribuzione e reperimento dei prodotti locali e biologici, sia freschi sia di media-lunga conservazione.
    Unica nota critica: i prezzi sono spesso abbastanza elevati rispetto alla media di acquisto proposta ai G. A. S.

  4. Enzo Cirone

    E’ vero Salvo, ma la tua nota é valida, a quanto mi consta, solo per il territorio genovese! Nel savonese, che frequento assiduamente, i prezzi sono spesso allineati con quelli della GDO. Se riuscissimo a lavorare per la costituzione di Empori che funzionino da punto di snodo e coordinamento di tutte le produzioni di un territorio, sicuramente potremmo riuscire a dare a tutti un prodotto locale di qualità a prezzi da discount. Non é un’utopia, é un progetto realizzabile! Vogliamo lavorarci? E’ un appello che faccio a tutti i gasisti e non, che vogliono partecipare alla costruzione di un’economia locale sostenibile nel nostro territorio.

  5. alice

    @ Enzo: io spero spero spero che il mercato del Carmine possa diventare l’”emporio” a cui tu alludi…i lavori stanno per finire ma le idee sulla sua destinazione non sono ancora chiare, che io sappia, anche se confusamente si è sentito parlare di vendita diretta produttore-consumatore…incrociamo le dita…sarebbe meraviglioso se diventasse un “altro”-mercato, non solo agro-alimentare, ma magari un mercato imballaggi-free, dove si possano reperire anche altri generi “alla spina” (detersivi, legumi, riso, saponi, latte, olio, vino, succhi di frutta…tutto da produttori locali o il meno lontani possibili…pensa che bello!!il GAS diventerebbe allora quasi superlfuo, un luogo di confronto e crescita, ma non sarebbe più l’unico canale per fare acquisti con coscienza)…mi sa che sogno ad occhi aperti…però se davvero non sanno che farne, potremmo provare ad unire le idee fra noi gasisti ed elaborare una proposta…che ne dici?che ne dite?lo facciamo???????

  6. Salvo Schiavone

    Lo spero anche io e non solo per il Carmine.
    Quanto ad una idea di co gestione di GAS per i locali del Carmine, ho alcune perplessità.
    Una situazione simile, innanzi tutto, prevede un passaggio obbligato di richieste, domande, appuntamenti ed altro, ai “signori del sistema” (leggi Istituzioni, Enti Locali ecc.) su cui ho fortissime remore e scarsa fiducia, indipendentemente dal colore della cravatta che indossano.
    Meglio sarebbe se si arrivasse ad un bando di gara di appalto per la gestione, in cui avrebbero possibilità di partecipare anche “consorzi temporanei di impresa” formati da privati cittadini (in assenza di personalità giuridica).
    Certo, questa sarebbe davvero fantascienza ma la Legge lo prevede e quindi perchè non spingere in questo senso?
    Troveremmo sicuramente il solito muro di gomma dei funzionari pubblici preposti, pronti a mettere i bastoni tra le ruote a chi “osa” chiedere dal basso, ma a me è sempre piaciuto morire per una idea …
    Altra perplessità: ammesso che si arrivi ad una cogestione produttori – GAS, il rischio è che si possa scivolare in una logica para-commerciale di cui vorrei mantenere una certa distanza.

  7. alice

    Salvo!
    Io stavo solo sognando ad occhi aperti, non ero arrivata al tuo livello di concretezza/fattibilià sulla gestione etc….sicuramente però, in linea di principio, sarei disposta a sopportare un po’ di ” logica para-commerciale ” , se dovesse essere il prezzo da pagare per contagiare di “gasità” il circuito “normale” degli acquisti…non so se mi sto spiegando al meglio!

  8. alice

    però resto dell’idea che, se davvero non hanno ancora deciso cosa farne, formulare una proposta/suggerimento tutti insieme non può certo fare del male e a noi non costa nulla….tanto da essere sicuri quali sarebbero delle soluzioni motlo gradite da una fetta sempre maggiore di consumatori….almeno quando avranno deciso di ignorarci e farci una porcheria…avremmo la coscienza pulita dell’averci provato!!!

  9. Enrico Alletto

    Perche’ non provare a raccogliere idee e proposte su come impiegare i locali del Carmine aprendo un progetto su Reti Glocali come ha fatto per esempio Juliette?

    http://retiglocali.it/groups/cohousing-in-affitto-a-genova-280935444

    Chissa’ che non nasca qualcosa da poter proporre veramente dal basso :-)

  10. Enzo Cirone

    Cara Alice é da un pò che anche io sto pensando all’utilizzazione del mercato del Carmine come Emporio della Nuova Economia. Ti sembra un sogno ad occhi aperti? A me proprio per niente! E poi chi ha mai detto che i sogni debbano essere separati dalla realtà.Sarebbe una novità assoluta? E con ciò? Per fare cose nuove, per innovare, bisogna solo cominciare avendo le idee chiare e molta umiltà. Salvo ha ragione quando parla di difficoltà per i Gas di gestire le operazioni. Infatti secondo me non devono essere i Gas a gestire le operazioni, perché i Gas sono solo una parte dei destinatari dei servizi degli Emporii. L’Emporio dovrebbe servire da snodo per le produzioni locali agroalimentari e non solo ( anche artigianali e di trasformazione) che devono avere come utilizzatori la più ampia fascia di persone: comuni cittadini, famiglie, Gas, negozi, ristoranti, mense (scolastiche, aziendali, ospedaliere). Giocoforza che non possano e non debbano essere i Gas a gestire le strutture complesse dell’Emporio. Sulla problematicità degli enti locali a recepire il cambiamento cerchiamo di non essere troppo pessimisti, le cose devono pur cambiare e se l’Emporio non si fa al Carmine (il che sarebbe un vero peccato) si farà in altro luogo! Tieni presente che si potrebbe partire con la proposta sperimentale in luogo da destinarsi, per poi estendere l’esperienza perfezionata in ogni Circoscrizione. C’è anche il mercato di via Bologna in dismissione, che il Comune non sa a cosa destinarlo. Possiamo e dobbiamo certamente parlarne! E’ un elemento di fondamentale importanza per tutti noi. Ho in mente di formalizzare un progetto ad hoc aperto alla partecipazione ed elaborazione di quanti lo volessero. Sta maturando! Come socio fondatore di MDFGE partecipo ai tavoli di lavoro con l’assessorato alla Decrescita del Comune di Genova che potrebbe essere un canale privilegiato per formalizzare queste proposte. Tieni presente che a noi basterebbe il Comune desse in comodato d’uso i locali per un anno, con possibilità di rinnovo. Le idee non mancano. Se l’entusiasmo cresce, non hai idea di ciò che si può fare insieme. Danilo mi dice che ho una concezione idilliaca della realtà. Io non sono d’accordo, vedo i problemi e vedo le difficoltà, vedo anche le soluzioni possibili. Parliamone! A presto.

  11. Reti Glocali – Idee e Progetti Sostenibili in Liguria

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