Cose da bestie
Che le nostre città non siano a misura di bambino è un fatto risaputo. D’estate rischiano di esserlo anche meno se i genitori lavorano. I nonni scompaiono per qualche meritato periodo di riposo, la scuola è chiusa e le strutture per il tempo libero spesso distanti e poco accessibili.
Finita l’epoca delle “colonie” per carenza di risorse dedicate al welfare, dalla fine degli ’90 il servizio che viene incontro alle esigenze delle famiglie è il Centro Estivo.
Ad alcuni educatori di città è venuto in mente di coinvolgere le risorse dell’entroterra.
Sulla scorta della consolidata esperienza delle fattorie didattiche si è pensato di proporre un centro estivo extraurbano: il Centro Estivo in Fattoria.
La prima edizione, in via del tutto sperimentale, ha coinvolto 14 bambini, suddivisi in due turni di cinque giorni ciascuno, che hanno potuto godere del fresco di campagna dell’entroterra ligure (forse fin troppo fresco … visto il maltempo che ha perseguitato il primo turno).
Il lavoro educativo ha molti punti in comune con quello degli agricoltori: il cuore di entrambe le attività è il “prendersi cura” della vita e aiutarla a crescere.
I bambini, giocando, sono stati aiutati da Fausta (Il giardino dei germani reali), Alfredo (Autra), Roberto&Barbara (La Sereta) e Giulia (La fattoria del bosco) a conoscere e occuparsi di piante e animali, fra cui pony, asini, capre, pecore e altri animali da cortile. Evento clou la nascita di puledrino proprio nei gironi del centro estivo che è subito diventato il beniamino dei ragazzi. L’esperimento ha incontrato la piena soddisfazione dei bambini, dei genitori e degli agricoltori, e verrà ripetuto ed esteso nel 2011, coinvolgendo altre realtà agricole dell’entroterra.
Il valore della sperimentazione supera la soddisfazione contingente per la buona riuscita dell’iniziativa e testimonia coma la rete del welfare e la rete dell’altreconomia possano efficacemente collaborare, producendo occasioni di tempo libero innovative, che incontrando le esigenze delle famiglie cittadine, contribuiscono a mantenere in vita una rete di piccole aziende che garantiscono la vitalità e il presidio culturale e ambientale del nostro entroterra.
Una pista di lavoro che può essere molto feconda se sapremo prendercene cura e aiutarla a crescere, proprio come i nostri bambini, cuccioli e piantine.

Grazie per aver condiviso con noi questa iniziativa. Non so gli altri utenti, ma personalmente se non l’avvessi letta qui non ne sarei venuto a conoscenza !
p.s.: Sergio, secondo te, sarebbe possibile invitare su Reti Glocali qualche altro testimone diretto che possa commentare il tuo post cosi da arricchire ulteriormente la condivisione dell’iniziativa?
Splendida iniziativa! Fa piacere vedere realizzati progetti edificanti.
come animatore mi piacerebbe realizzarle nel “ponentino” (dopo aver reso agibile – L’uliveto ponentino- Buon lavoro!
Sono stupita di sentire di iniziative così ben strutturate e soprattutto così valide sia dal punto di vista del tempo libero ma specialmente dal lato formativo.
E’ una reale esperienza di contatto diretto con la natura e gli animali che i bambini non sempre riescono a condividere direttamente.
In sintesi è altamente informativa e formativa ed il valore aggiunto è certamente il coinvolgimento attivo ed operativo che sviluppa lo spirito creativo e solidale nei riguardi del mondo animale ed agricolo.
Queste risultanze vantaggiose nei confronti della popolazione giovanile offre un incremento diretto all’agriturismo e favorisce il gusto della conoscenza dei prodotti della terra.
Perchè non interessare le scuole che si sanno sensibili al discorso anche per la ricerca dei funghi nei boschi ,con la guida e l’accompagnamento di volenterosi esperti?
Lo stesso discorso potrebbe valere per la vendemmia e la raccolta delle castagne nelle zone interessate da una grande produzione .
Nell’ambito scolastico si potrebbe intervenire con l’obiettivo aggiuntivo di produrre relazioni,fotografie,disegni ed ulteriori osservazioni e riflessioni in classe come nuovi spunti di lavoro individuale e di equipe.
Tali iniziative instaurano un processo virtuoso che può riguardare l’acquisto di frutta e verdura locale e contatti con le iniziative del territorio come sagre,feste e così via.In ultima analisi ne uscirebbe favorito in toto il turismo sostenibile così desiderato da tutti.
Ottima idea,carissimi!