Recuperare i semi di pomodoro
Quando si decide di recuperare i semi di pomodoro , scegliere una varieta’ piu’ idonea evitando gli ibridi F1 , perche’ la base genetica di questi ibridi e’ molto ristretta e le piante che nasceranno saranno poco produttive e deboli .
Come estrarre i semi
Purtroppo come tante pratiche e conoscenze dei contadini del passato la raccolta e la conservazione dei semi e’ andata perduta.
I semi del pomodoro sono circondati da una gelatina che contiene sostanze antigerminative che non consentono al seme di germogliare anche se maturi e con il calore dell’estate all’interno del pomodoro stesso.
Pero’ questa gelatina che li conserva rallenta la germinazione se non eliminata dalla superficie del seme , inoltre se si lascia polpa attaccata al seme possono avvenire delle virosi.
Quindi io faccio cosi’ : Si spolpano alcuni pomodori dentro un bicchiere , che va lasciato all’ ombra e a temperatura ambiente fino a quando non si forma sopra una patina bianca dovuta a un fungo, normalmente avviene in tre giorni , a questo punto si toglie la patina e si getta , si riempie il bicchiere di acqua si agita con un cucchiaino per facilitare la separazione si otterra’ che i semi buoni piu’ pesanti andranno in fondo e rimarranno a galla i semi vuoti e la polpa , lasciare travasare l’acqua dal bicchiere si elimineranno le parti leggere.
Si riempira’ e travasera’ fino a che l’acqua rimarra’ limpida e i semi puliti.
Nello spolpare il pomodoro e’ importante non far cadere le bucce nel bicchiere altrimenti si depositerebbero assieme ai semi complicando la separazione ; a questo punto colare acqua e semi in un passino e sciacquare definitivamente , scolare e posare i semi umidi in un piatto di vetro o ceramica stenderli e lasciarli asciugare senza esporli al sole.
Una volta ben asciutti si conserveranno germinativi per cinque anni .
Buon lavoro.
maggio 23rd, 2009 alle 07:26
Molto istruttivo, Giovanna.
Sarà sempre più difficile trovare qualità “idonee”, perchè oltre al tipo di terra e gusto intrinseco occorrerà trovare varietà che sappiano resistere alle nuove malattie importate recentemente.
maggio 23rd, 2009 alle 09:02
Ciao Valerio , dipendera’ da noi sulla qualita’ del terreno non dando prodotti chimici , ma facendo produrre alla terra i suoi enzimi , lombrichi e c’e’ il modo , se tu non somministri nulla di chimico avviene un’habitat naturale con le sue difese naturali
cosi’ anche le malattie verranno debellate , in quanto alle varieta’ bisogna buttarsi sulle varieta’ antiche io quest’anno ho acquistato alberi da frutta qualita’ antiche , per l’appunto in quanto alle semenze si trovano ancora , la Liguria sta facendo anche questo , le semenze dobbiamo produrcele noi per conservare il patrimonio genetico , proprio le varieta’ originali e non manipolate geneticamente sono le piu’ resistenti alle malattie , comunque piano piano mettero’ indicazioni che potranno servire a chi vorra’ procedere in questo senso . Ciao
maggio 23rd, 2009 alle 15:57
La mia voglia di avere un orticello aumenta… mentre attendo speranzosa la mia prossima casa potrei preparare i semi!
Una domanda: se utilizzo il tuo procedimento con pomodori acquistati devo accertarmi che provengano da alberi sani e naturali…come è possibile?Esiste una varietà meglio conservata rispetto alle altre?
Grazie mille!
Chiudo con un link http://www.ortourbano.it ad un videoconsiglio riguardante i semi di pomodoro, sia per diffondere un sito secondo me molto valido e magari da proporre anche in liguria sia per avere l’opinione di un’esperta!
Buon weekend,
Anna
agosto 15th, 2009 alle 23:09
Complimenti per il blog, Giovanna, scrivi cose davvero interessanti!
Sto mettendo in pratica il tuo procedimento per il recupero dei semi di Nuits Australes.
Ciao!