DEStati Imperia

Verso un distretto di economia solidale

Riflessioni in “corso d’ opera” verso la costituzione del DES della Provincia di Imperia.

Nei  momenti  passati, dialogando cordialmente, con i vari soggetti che hanno  aderito al presente progetto o non hanno ritenuto di farlo perché ovviamente non tutti hanno valutato come  praticabile aggiungere  un ulteriore e maggiore  impegno  a quanto già li vede occupati quotidianamente, ho comunque  potuto cogliere, in tutti , il desiderio, la volontà che anima questa iniziativa: migliorare la qualità della vita delle persone di questa Provincia. Continua..

Nell’Imperiese si sperimenta l’Altra Economia, incontro tra Giancarlo Manti e Associazione DeStati.

Riprendo la notizia apparsa ieri on line su Sanremo News:

Oggi il Vicecapogruppo PD in Regione, Giancarlo Manti, ha incontrato la Presidente dell’associazione DEStati di Imperia verso il Distretto di Economia Solidale, Mary Albanese. Il Consigliere Manti spiega: ”Siamo molto interessati a questa iniziativa, unica al momento in Liguria, in quanto con  l‘Assessore regionale all’Ambiente, sviluppo sostenibile, altra economia Renata  Briano ed altri colleghi stiamo pensando ad una legge regionale per l ‘altra economia e i nuovi stili di vita consapevoli sul modello della legge del  4 /8/2009, n. 20, della Regione Lazio”.

Aggiunge Manti: “Di fatto questa legge riconosce e sostiene modalità nuove di intendere gli scambi di natura economica basati essenzialmente sul rispetto di persone, ambiente, partecipazione e qualità della vita. In questo tipo di scambio la maggiore attenzione viene posta sulle relazioni tra i soggetti piuttosto che sul fattore monetario, sull’equa ripartizione delle risorse, sul rispetto e sulla tutela dell’ambiente, nonché sul perseguimento di precisi obiettivi sociali”.

Mary Albanese afferma: “Da circa un anno stiamo lavorando per coinvolgere istituzioni e parti sociali; i principi a cui ci ispiriamo sono: il consumo critico per favorire la salute e la qualità della vita;  la finanza etica, il risparmio energetico e le energia rinnovabili;  l’equità e la solidarietà, per redistribuire il valore creato  sia a livello locale che globale e all’interno delle filiere produttive ”.

Al termine dell’incontro Il Consigliere Manti  ha ribadito l’ interesse della Regione, rilevando l’importanza di questa iniziativa quale banco di prova per sviluppare un’economia solidale, accanto a quella tradizionale, capace di produrre sviluppo per il territorio e nuova occupazione ed impegnandosi a favorire in breve tempo un incontro con l’Assessore Briano.

Leggi Articolo su San Remo News

Il perchè di DEStati, Reti Glocali e del nostro impegno…….

Il perchè del nostro e di quello che dovrebbe essere il vostro impegno: per una volta permettetemi di evitare di cercare di dare lunghe spiegazioni tecniche sul funzionamento e le motivazioni che dovrebbero indurVi a partecipare a questi progetti. Molto semplicemente vorrei usare una citazione tratta da Italo Calvino:“L’inferno dei viventi non è qualcosa che sarà; se ce n’è uno, è quello che è già qui, l’inferno che abitiamo tutti i giorni, che formiamo stando insieme. Due modi ci sono per non soffrirne. Il primo riesce facile a molti: accettare l’inferno e diventarne parte fino al punto di non vederlo più. Il secondo è rischioso ed esige attenzione e apprendimento continui: cercare e saper riconoscere chi e cosa, in mezzo all’inferno, non è inferno, e farlo durare, e dargli spazio”.
Italo Calvino, Le città invisibili (1972).
Ma questo si può fare solo con l’ impegno e la partecipazione di tutti.

PRIMI PASSI VERSO LA COSTITUZIONE DEL DES DI IMPERIA: Attenzione lavori in corso!

La Camera di Commercio di Imperia e Confcooperative sostengono il progetto dell’Associazione DESTATI promuovendo la costituzione del DES di Imperia.

E’ così iniziato il percorso verso la realizzazione del distretto coordinato da Danilo Castagnetti che ha redatto il primo documento che chiederà, ai soggetti che avevano già manifestato interesse e ai più recenti che hanno avuto modo di conoscere il progetto, di sottoscrivere un impegno a partecipare ai lavori dei tavoli di  concertazione previsti a breve per  definire:

a.      le regole che i soggetti aderenti intendono darsi per perseguire gli obiettivi dichiarati nella presente;

b.      l ‘eventuale natura giuridica del Distretto o del soggetto coordinatore del “sistema” Distretto;

c.     i   tavoli tematici per la definizione dei progetti che i soggetti aderenti intenderanno attivare secondo le priorità da essi stabilite.

Ringrazio chi ha lavorato fino ad ora affinché questo fondamentale passo si potesse compiere, è solo il primo e insieme a tutti coloro che vorranno partecipare potremo veramente realizzare quel sogno che dal cassetto è scappato quel giorno che l’associazione DEStati si è costituita e che da allora  si è poi  evoluta grazie alle energie di tutti coloro che hanno contribuito attivamente e criticamente.

Presidente Ass. DEstati – Mary Albanese

“Alcuni uomini vedono le cose per quello che sono state e ne spiegano il perché.
Io sogno cose che ancora devono venire e dico, perché no?
(Robert Francis Kennedy 1925-1968)

Di seguito potete leggere il documento di intesa in versione integrale:

Continua..

Questo l’ intervento di DEStati al Festival di Balla coi Cinghiali.

Sabato scorso, 21 agosto, Mary Albanese è intervenuta brillantemente presso l’ area Collettivamente del Festival di BCC a Bardineto. Questa è una sintesi dei contenuti del suo intervento:

“Ma perché un DES” ?  Perché ad esso è legato il concetto di Comunità: L ‘ attuale crisi economica  è strettamente legata a quella climatica così pure alla povertà e alla disoccupazione, ragionare in termini di compartimenti stagni ci sta portando sull’ orlo del collasso, essa sta provocando una massa di persone inutili ai fini produttivi. Ma come è possibile crescere indefinitamente rispetto a risorse finite ?  Come sarà possibile risolvere le tensioni sociali provocate da una massa crescente di esclusi ?  Come è possibile rimediare ai danni provocati all’ ecosistema del pianeta se siamo incapaci di invertire la rotta ?  Una soluzione esiste ed è locale e  potenzialmente, per contagio, potrebbe tutelare l’ ambiente e ridare speranza alle persone creando lavoro, attraverso lo sviluppo di una autonomia energetica ed alimentare locale sostenibili. Continua..

Felicità e tristezza.


A Lecchiore (Dolcedo IM ) verrà organizzato “ Ritorno alla Terra”, il Gas costituito intorno al negozio equo-solidale gestito dall’ associazione Garabombo a Imperia sta muovendo i primi passi e mi auguro che non possa che crescere sino a gemmare nuove iniziative, è nato anche un Gas per il fotovoltaico. Mi rallegro e sono felice che nascano iniziative del genere sul territorio, al contrario mi rattrista tantissimo che tutto questo continui ad avvenire in maniera  personale, occasionale  e sporadica e talvolta attivate proprio da persone che, seppure per breve tempo, hanno contribuito ai lavori verso il DES della provincia di Imperia. Continua..

Carta Etica dei DEStati

Premessa: DEStati è un’associazione di volontariato senza fini di lucro apolitica e apartitica (vedi statuto) che è nata, vuole essere e restare assolutamente trasversale perché le ideologie sono di parte e separano, ma i problemi sono di tutti, ed è proprio intorno alle soluzioni possibili di questi che  l ‘ Associazione intende aggregare quanti più soggetti possibili.

Decalogo degli intenti dell’ Associazione verso il  Distretto di Economia Solidale del Ponente Ligure.
1. Realizzare vantaggi di natura materiale e immateriale per  un “buon vivere” comune  basato su etica, comunità, sostenibilità, solidarietà e partecipazione.
2. Porre la tutela di Persone e Ambiente  al centro dell’ agire sociale ed economico degli associati.
3. Essere da stimolo per il territorio verso un cambiamento sostenibile del paradigma attuale di produzione, consumo e lavoro.
4. Risolvere problemi, costruire progetti, raggiungere obiettivi impossibili ai singoli in modo democratico e partecipato.
5. Rendere la comunità più autonoma sotto il profilo energetico ed alimentare.
6. Facilitare lo scambio di informazioni e collaborazione tra le P.A. e tra le stesse ed i cittadini.
7. Aggregare una rappresentanza vasta e qualificata che sia in grado di esercitare un peso nelle scelte delle politiche pubbliche.
8. Fare circolare più velocemente  informazioni e  buone prassi.
9. Governare velocemente e efficacemente crisi ed emergenze.
10. Evitare sovrapposizioni di intervento e spreco di risorse a livello locale.

Crisi, Manovra, Distretto.

È sconfortante constatare come persista una visione del tutto miope sulla crisi attuale e sulle sue possibili soluzioni. Ancora ieri ho visto il nostro Presidente del Consiglio confrontarsi con Confindustria sulla manovra che dovrebbe risolvere in parte i nostri problemi, ma che di fatto è solo lo specchietto per le allodole per i mercati azionari del mondo e per spostare in avanti la soluzione di problemi che stanno divenendo improrogabili. Non si può dire che a livello di Unione Europea o delle maggiori economie mondiali la situazione sia tanto diversa. Continuano tutti a parlare di rilancio dell’ economia, di crescita, di produttività, di competitività, di sacrifici nessuno che parli di equilibrio, di decrescita necessaria, di ridare dignità al lavoro, alle persone, all’ ambiente. Continua..

Messaggio per i DEStati o i dormienti ?

Da circa un anno sto collaborando alla costituzione del DES in provincia di Imperia soprattutto in considerazione del fatto che essendo sociologo dell’ organizzazione (in particolar modo solidale) mastico abbastanza questi temi. In questi mesi, complice il fatto di essere attualmente inoccupato, ho avuto modo di impegnarmi molto in questo senso e credo di essere riuscito a dimostrare che sarebbe possibile realizzare, almeno in parte, le finalità dei Destati. Al termine dello scorso anno ho avuto modo di confrontarmi con il direttivo esprimendo tutta una serie di perplessità e di limiti che ho potuto rilevare nel corso della mia breve esperienza. Essenzialmente considerato lo stato delle cose a dicembre 2009 avevo rilevato che:
Essendo il distretto basato su relazioni di fiducia e finalizzato al raggiungimento di obiettivi comuni buona parte della compagine sociale, non solo non si stava relazionando in modo adeguato con i propri potenziali contatti, ma bensì figurava essere associata solo sulla carta non partecipando mai in nessun modo all’ attività sociale.
Allo stesso tempo nelle varie occasioni di incontro pubblico si riusciva far crescere la conoscenza di DEStati e intercettare nuovi associati che pur manifestando un buon interesse sparivano poi nel breve volgere di tempo “come neve al sole” o meglio forse con l ‘ intenzione di dire: ” si l’ idea mi piace ma andate avanti voi che poi vi seguo”.
A questo punto avevo evidenziato come fosse necessario il salto di qualità con una reale base associativa attiva che riuscisse a darsi dei ruoli, una programmazione, degli obiettivi a breve e media scadenza e soprattutto si prestasse alla creazione della rete di relazioni che sta alla base del distretto che rappresenta un obiettivo molto complesso e un impegno molto serio. A mio modesto avviso pochi dei DEStati hanno compreso quanto stavo affermando e mi spiego meglio:
per realizzare un DES bisogna attivare una rete che deve essere quanto meno sostenuta da pubbliche amministrazioni e/o imprese;
dovete rammentare che il DES siete o lo sarete voi tutti che siete interessati ma ognuno deve dare il proprio contributo altrimenti siete fuori da esso, non ci si può attendere che siano altri a lavorare anche per voi e per il vostro futuro;
per far crescere le iniziative si devono fare comunicazione ed eventi che non si possono realizzare senza mezzi economici ed è qui che si misurano l’ efficienza e l ‘efficacia dell’ associazione;
ritengo che un DES sia difficilmente perseguibile attraverso l’ azione di una singola associazione di volontariato e che comunque non si possa prescindere da una precisa progettazione che riesca a mettere in evidenza precisi vantaggi economici oltre che etici e solidali per i partecipanti all’ iniziativa e vantaggi in termini di consenso e approvazione da parte degli elettori per le pubbliche amministrazioni;
in ultimo ma più importate tra tutto è indispensabile una maggiore capacità e disponibilità all’ascolto che manca ai più e anche qui desidero spiegarmi ancor meglio: nella fase di brain storming è permessa ogni proposta, anche apparentemente la più idiota, ogni idea può essere da spunto alla formazione di progetto, un indirizzo e tutte possiedono pari dignità. Se c’è una reale volontà a collaborare si deve riuscire a lasciare fuori ogni distinguo, ogni pregiudizio, e sapersi disporre ad un benevolo ascolto non certamente facendo puntualizzazioni via mail o per interposta persona ma bensì in un sereno rapporto diretto faccia a faccia.

Rendo pubbliche queste mie considerazioni  perchè mettono in evidenza limiti che purtroppo troppo spesso si riscontrano nel movimento associazionistico solidale  italiano e ne limitano l’ efficacia intaccandone la credibilità e impedendo, di fatto, il cambiamento che molti di noi auspicano.

Tavolo delle regole II

Giovedì 13, alla sera, ci siamo ritrovati al “tavolo delle regole”. C’erano anche la Presidente e Antonella.

Simone Gaggino ha ripreso le fila della discussione di 15 giorni prima, riassumendo e sviluppando gli argomenti.

Ha anche scritto il testo del regolamento sul computer e presto lo metterà in rete, così tutti potranno leggerlo.

Abbiamo anche divagato sul “distretto”, ma sempre Simone ci riportava con maestria a parlare delle regole della filiera corta.

Tra le altre cose, abbiamo discusso parecchio sulla cessione in uso dei terreni incolti e sull’opportunità di dover dare (o meno) al proprietario parte del prodotto. Alcuni pensano che sia sufficientemente gratificante per un proprietario avere la campagna pulita e ben tenuta. Un’altra corrente di pensiero invece ritiene che occorre “retribuire” in qualche modo lo sfruttamento della terra. Opinione diffusa, comunque, è che senza “dare” qualcosa troveremo ben pochi terreni da coltivare! Chi scrive, comunque, ne ha uno incolto che lascerebbe volentieri in uso gratuito.

Nelle due ore piacevoli trascorse a discutere è emerso il problema della scarsità di “cassette” che si riusciranno a produrre, nell’immediato. Simone ha parlato di erbe selvatiche: ha visto i francesi raccogliere letteralmente “macchinate” di erbe (ovviamente per rivendersele). Da lì è emera una breve riflessione che credo valga la pena di sviluppare.

Bieta, tarassaco, radicchiella, crescione, nepitella, borragine, finocchio e molte altre sono erbe che potrebbero arricchire molto le cassette di verdure e prodotti orticoli nostrani.  Una o più persone disoccupate potrebbero trovare un impiego alternativo al call center o a mendicare nelle vie del centro.  Non è una elucubrazione sterile: un personaggio “storico” come Libereso Guglielmi potrebbe tenere un corso gratuito (lo farebbe molto volentieri) su come cercare, riconoscere e raccogliere le erbe commestibili ( e su come cucinarle). Si darebbe parecchia pubblicità all’evento al quale potrebbero partecipare i membri dei gas,  i produttori e i “raccoglitori”.  Faremmo delle uscite sul campo domenicali per impratichirci e poi un plannig sulla raccolta e distribuzione assieme ai produttori.  Senza contare che si potrebbero raccogliere anche profumi, aromi, erbe officinali ecc.  Solo 200 anni fa tutti conoscevano e raccoglievano erbe di ogni tipo, ne conoscevano il sapore e le proprietà e se ne nutrivano. Ritengo che tornerà di moda!