Mission
La mission e l’identità di un’organizzazione devono essere sostenute da una visione del mondo e dei problemi sociali che non sia ristretta negli angusti confini della propria sopravvivenza.
Guidata da spinte che la portano verso il mondo circostante mettendolo al centro della propria vita e non da spinte egocentriche, tutte centrate sulla dimensione dei proprio problemi e delle proprie relazioni interne.
Una spinta che porti le organizzazioni non profit ad assumere un ruolo principale nello sviluppo di una cittadinanza attiva e responsabile, sia al livello degli attori collettivi che al livello dei cittadini comuni : “Il semplice cittadino – come dice Lorenzo Barbera – deve arrivare a …rendersi conto di poter fare l’ira di dio”
Governance e cittadinanza.
In questo senso, i cittadini sono diventati una “variabile” importante, e non solo occasionalmente, del processo di governance, per almeno quattro ragioni: la crisi delle istituzioni tradizionali e il peso dell’azione collettiva; Questo rafforzamento è dovuto anche e soprattutto all’intensificarsi di reti sociali orizzontali di “civic engagement”, cioè di cooperazione comunitaria, di fiducia reciproca e mutuo aiuto.
Cinque principi base di buona governance.
apertura
partecipazione
responsabilità
efficacia
coerenza.
La presenza di una azione collettiva come base per la progettazione e realizzazione di politiche pubbliche per governare i rischi sociali; l’ attivazione di una pluralità di attori (portatori di una responsabilità sociale e consapevoli di essere parte del capitale sociale) che hanno una mission e un sistema di regole condivise e intersoggettive e portatori di interessi e differenze da integrare e mediare attraverso lo strumento della partnership.
Integrazione degli attori
Favorire la creazione di una “generazione” o di un gruppo “trasversale ai diversi settori” di operatori della governance. (Enti, Associazioni, Imprese,Cittadini)
knowledge management
Sprovincializzare le proprie conoscenze, accumulare, memorizzare, far circolare le informazioni; comunicare, applicare nuovi strumenti di autovalutazione).
approccio globale-locale
Un quarto orientamento strategico dovrà riguardare la scelta di un approccio che coniughi costantemente la dimensione globale e quella locale, sia in relazione ai problemi sociali oggetto della governance, sia in relazione allo sviluppo dei soggetti della governance, con l’obiettivo di integrare problemi locali e contesti mondiali e soggetti locali con la governance del pianeta.
DEStati Azione
Costruire un luogo di incontro (digitale e reale) per privati, piccole-medie imprese ed istituzioni.
Il fine è di agevolare lo scambio di informazioni, idee, dati, esperienze, beni e servizi utili allo scopo di conseguire, in modo coerente e sistemico, un processo progressivo di distretto locale sostenibile.
Gli obiettivi di tale sviluppo devono essere compatibili con
- l’ambiente e il suo territorio,
- la partecipazione dei cittadini alle scelte amministrative,
- la creazione di relazioni solidali tra le persone,
- l’incentivazione al business etico.
Tramite le applicazioni proposte dalla comunità diventa possibile esercitare buone pratiche in linea con le richieste espresse dalla crescente consapevolezza etica e ambientale:
- il consumo critico;
- il commercio locale sostenibile;
- il risparmio delle risorse naturali (tramite Riduzione – Riparazione – Riciclo – Rispetto);
- riduzione della dipendenza dalle fonti fossili;
- aumento dell’impiego delle fonti alternative e rinnovabili;
- il governo partecipato;
- la finanza e il business etici;
- la responsabilità sociale d’impresa;
Le applicazioni sono:
- Un Circuito commerciale glocalizzato (pensa globale, agisci locale);
- Uno Sportello Informativo rivolto alle Istituzioni e ai Cittadini;
- Un Laboratorio condiviso di ricerca su temi scientifici, tecnologici e pratici;
- Un Forum permanente dove le esperienze politiche sociali ed economiche che hanno prodotto risultati positivi possono essere condivise e migliorate dagli stessi utenti;
-
L’economia: nuovi modelli di sviluppo economico per le piccole e medie imprese;
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L’ambiente: i fattori critici e l’approccio sistemico per la riduzione dei rischi;
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L’energia: efficienza energetica degli edifici e sistema trasporti, uso razionale dell’energia nelle piccole e medie imprese;
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Digital divide: l’uso delle tecnologie informatiche da parte della piccola e media impresa;
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Resposabilità sociale di impresa: percorsi operativi e applicazioni per la piccola e media impresa.

