Questo l’ intervento di DEStati al Festival di Balla coi Cinghiali.
Pubblicato da danilo castagnetti
Sabato scorso, 21 agosto, Mary Albanese è intervenuta brillantemente presso l’ area Collettivamente del Festival di BCC a Bardineto. Questa è una sintesi dei contenuti del suo intervento:
“Ma perché un DES” ? Perché ad esso è legato il concetto di Comunità: L ‘ attuale crisi economica è strettamente legata a quella climatica così pure alla povertà e alla disoccupazione, ragionare in termini di compartimenti stagni ci sta portando sull’ orlo del collasso, essa sta provocando una massa di persone inutili ai fini produttivi. Ma come è possibile crescere indefinitamente rispetto a risorse finite ? Come sarà possibile risolvere le tensioni sociali provocate da una massa crescente di esclusi ? Come è possibile rimediare ai danni provocati all’ ecosistema del pianeta se siamo incapaci di invertire la rotta ? Una soluzione esiste ed è locale e potenzialmente, per contagio, potrebbe tutelare l’ ambiente e ridare speranza alle persone creando lavoro, attraverso lo sviluppo di una autonomia energetica ed alimentare locale sostenibili.
Significa favorire la nascita di filiere corte a km zero di produzioni agricole o artigianali, empori, negozi dì prossimità di prodotti e produzioni locali gestiti da imprese sociali, cooperative di servizi e produzione lavoro, che presidino il territorio ridisegnandolo, tutelandolo maggiormente dai dissesti idro-geologici, che rendano le comunità più vivibili, più energeticamente sostenibili, con più servizi, con una mobilità più sostenibile, che premino la creatività di chi le gestisce in modo innovativo ed originale, rispettino l‘ ambiente e non escludano nessuno in maniera solidale ridando dignità al lavoro e al senso di comunità. Le attività da promuovere e mettere in cantiere sono di dimensioni ideali per le piccole cooperative che, alla distanza, potrebbero rivelarsi proprio il futuro di una economia diversa, più a misura di uomo. Non si tratta di sostituire o demonizzare l’ economia corrente ma bensì di fare sperimentazione per correggerne difetti oramai abbastanza evidenti.
Questo è l ‘ assunto per cui l’ associazione dei DEStati si è mobilitata: risvegliare il sopito concetto di comunità dei cittadini, ri-costituire un tessuto sociale che possa determinare un significativo miglioramento della qualità della vita di tutti. Mettere in relazione le Pubbliche Amministrazioni, con i cittadini, le associazioni e le realtà produttive del territorio per costruire insieme il loro futuro, un’ “altra economia”, relazionale, sistemica, basata sulla collaborazione e condivisione alternativa a quella competitiva.
Non vogliamo rivoluzionare nulla, desideriamo sensibilizzare le persone per dimostrare che un’ altra via accanto a quella attuale è percorribile con una maggior responsabilità sociale.
La volontà dell’ associazione è di coinvolgere il maggior numero di soggetti che possiedono già una certa sensibilità e, attraverso campagne di sensibilizzazione, contagiarne altri, il maggior numero possibile, anche e soprattutto portando avanti progetti e azioni cooperative che producano risultati effettivi. L’ iniziativa vuole essere assolutamente trasversale, solo con la partecipazione di tutti si potranno risolvere ed alleviare problemi che sono di tutti noi.
Ma che cos’è esattamente un DES vediamo di definirlo:
Molto semplicemente D da distretto ovvero una area geografica che, da un punto di vista economico-amministrativo o culturale o geografico, delimita una comunità ben definita in cui esistano rapporti economici e di relazione improntati da un clima di fiducia; E come economia, ma in questo caso si tratta di un’ “altra economia”, dove un rapporto responsabile con persone e sostenibile con l’ ambiente rivestono la stessa importanza del trarre profitto o, ancor meglio, dove si possano instaurare progetti condivisi che, oltre a creare lavoro, investano gli utili prodotti verso per un continuo miglioramento di natura sociale e tutela ambientale, in un clima S di solidarietà ovvero dove nessuno possa sentirsi escluso. Le parole chiave divengono quindi: partecipazione, rispetto, fiducia, responsabilità, sostenibilità, solidarietà.
O in maniera più complessa: il DES è costituito da un insieme di realtà molto diversificate, accomunate da principi, obiettivi e metodi condivisi. All’interno della Rete gli individui e i gruppi assumono un ruolo attivo e decisionale per attivare comportamenti relativi ai consumi, ai modelli produttivi e alla finanza, con l’obiettivo di dare risposte concrete e “di relazione” a problemi che riguardano le scelte economiche quotidiane secondo criteri di equità sociale e sostenibilità, atti alla creazione di filiere di produzione – distribuzione – consumo di beni e servizi. Divengono centrali la risoluzione di problemi e la volontà di trasformazione. Nelle esperienze di economia solidale assumono grande importanza la partecipazione e l’autogestione, capaci di sviluppare consapevolezza, coscienza critica e senso di responsabilità negli individui e nelle organizzazioni. Le varie realtà che operano e vivono sul territorio s’incontrano e si rafforzano reciprocamente nella sperimentazione e diffusione di buone-pratiche di sviluppo socio-economico sostenibile. I distretti mirano alla valorizzazione delle risorse e dei piccoli produttori locali, delle caratteristiche peculiari del territorio (saperi tradizionali, valori ambientali, sociali e relazionali), viste come patrimonio di ricchezze da accrescere e valorizzare e non solo come risorse da sfruttare a fini di profitto.
Noi vediamo il DES come un LABORATORIO di PROGRAMMAZIONE PARTECIPATA.
Nella fase iniziale il Distretto può rappresentare un soggetto autorevole e rappresentativo nei confronti dei referenti politici ed economici del territorio per reperire le risorse necessarie alla fase di start-up di progetti; allo stesso tempo può candidarsi efficacemente come partner o come responsabile di un progetto dell’ Unione Europea in tema di sostenibilità sociale e/o ambientale. L‘attività del distretto si esplica con tavoli di concertazione mirati alla risoluzione di problemi o per la progettazione e il raggiungimento di obiettivi condivisi.
Attraverso la nostra esperienza e i precedenti incontri abbiamo compreso che il DES è un concetto astratto che potrà divenire concreto se in un determinato arco temporale (tre/cinque anni) sul territorio si sarà realizzato un marcato cambiamento attraverso la creazione di un “sistema” produttore di concreti risultati positivi di natura economica, sociale e ambientale.
“Solo allora si potrà parlare di DES”.
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