DEStati Imperia

Verso un distretto di economia solidale

Crisi, Manovra, Distretto.

È sconfortante constatare come persista una visione del tutto miope sulla crisi attuale e sulle sue possibili soluzioni. Ancora ieri ho visto il nostro Presidente del Consiglio confrontarsi con Confindustria sulla manovra che dovrebbe risolvere in parte i nostri problemi, ma che di fatto è solo lo specchietto per le allodole per i mercati azionari del mondo e per spostare in avanti la soluzione di problemi che stanno divenendo improrogabili. Non si può dire che a livello di Unione Europea o delle maggiori economie mondiali la situazione sia tanto diversa. Continuano tutti a parlare di rilancio dell’ economia, di crescita, di produttività, di competitività, di sacrifici nessuno che parli di equilibrio, di decrescita necessaria, di ridare dignità al lavoro, alle persone, all’ ambiente.
Il mito della crescita illimitata ci sta portando verso una deriva materiale e morale oltre che spirituale. L’ economia neoclassica a cui si ispirano tutt’ ora il nostri governanti ed i nostri imprenditori ha da sempre trascurato la natura considerandola un bene illimitato da saccheggiare e sta sempre più infrangendo la dignità dell’ uomo e del suo lavoro nel nome dell’ accumulo di ricchezza immediato, che priverà di un futuro le nuove generazioni.
L ‘ attuale crisi economica è strettamente legata a quella climatica così pure alla povertà e alla disoccupazione, ragionare in termini di compartimenti stagni ci sta portando sull’ orlo del collasso. Solo attraverso una visione olistica del mondo potremo affrontare i problemi che ci affliggono. L‘ industrializzazione spinta a fini di lucro ci ha portato a sostituire il lavoro umano e animale con quello dell’ energia prodotto dalle macchine e questo, in un momento di grande crescita demografica, sta provocando una massa di persone inutili ai fini produttivi. Ma come sarà possibile sostenere un mercato in costante crescita con una altrettanta diminuzione di potere di spesa da parte delle masse ? Come sarà possibile crescere indefinitamente rispetto a risorse finite ? Come sarà possibile risolvere le tensioni sociali provocate da una massa crescente di affamati ed esclusi ? come sarà possibile rimediare ai danni provocati all’ ecosistema del pianeta se siamo incapaci di invertire la rotta ? Di tutto ciò non viene fatta parola né dai governanti, né dalle imprese, né dalle forze sindacali e neppure, a ben vedere dai governati ma come può essere ?
Una piccola soluzione solo perché è locale ma che potenzialmente, per contagio, potrebbe essere grandissima è rappresentata dal ridare dignità ad ambiente, lavoro, persone attraverso l ‘ autonomia energetica ed alimentare locale sostenibile.
Significa creare filiere corte a km.0, empori, negozi dì prossimità di prodotti e produzioni locali gestiti da cooperative di servizi e produzione lavoro che premino la creatività di chi le gestisce in modo innovativo ed originale, conferiscano dignità a chi vi contribuisce con il proprio lavoro, rispettino l‘ ambiente e non escludano nessuno in maniera solidale. Tutto ciò in antitesi con la desolante uniformità che sempre più poche multinazionali semi-monopolistiche cercano di imporci quotidianamente. Il Distretto vorrebbe essere un primo importante passo verso questo cambiamento, vorrebbe mettere in relazione chi crede che esistano ancora possibilità di cambiare la rotta e intende farlo riducendo e ottimizzando il consumo delle risorse, incrementando l‘ energia creativa dell’ uomo in modo democratico e partecipato, ridando dignità al lavoro e al senso di comunità.

2 Commenti »

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2 Risposte a “Crisi, Manovra, Distretto.”

  1. 1

    Valerio Viani dice:

    Hai scritto quello che volevo scrivere io, ma con parole più belle e in una forma migliore: grazie!
    Vedo dovunque che si perpetuano i soliti riti: i tavolini dei bar all’aperto, le strade intasate di auto…
    Ma al mattino alle sette e mezza siamo spesso in tre in autostrada: due artigiani col furgone e un camioncino di un edile! C’è casino solo il venerdì pomeriggio… Non può durare!
    Alcune correnti di pensiero vorrebbero che si tacitassero le voci di dissidenza tipo i vari blog di informazione alternativa, perchè sono ritenuti una “valvola di sfogo”: se sparisce la valvola, allora la pentola esploderà!
    Francamente non ho mai creduto alla rivoluzione, neppure da ragazzino: sono cavalcate sempre da opportunisti. E francamente, comunque, temo parecchio anche lo stato quo.
    Il distretto non si realizzerà finchè l’energia sarà a basso costo: finchè vedremo i camioncini che arrivano dal meridione con scritto FRAGOLE 5 EURO LA CASSA vorrà dire che il tipo si è sobbarcato un giorno di viaggio e trecento euro di spese per andarci quasi in pari…

  2. 2

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