Messaggio per i DEStati o i dormienti ?
Pubblicato da danilo castagnetti
Da circa un anno sto collaborando alla costituzione del DES in provincia di Imperia soprattutto in considerazione del fatto che essendo sociologo dell’ organizzazione (in particolar modo solidale) mastico abbastanza questi temi. In questi mesi, complice il fatto di essere attualmente inoccupato, ho avuto modo di impegnarmi molto in questo senso e credo di essere riuscito a dimostrare che sarebbe possibile realizzare, almeno in parte, le finalità dei Destati. Al termine dello scorso anno ho avuto modo di confrontarmi con il direttivo esprimendo tutta una serie di perplessità e di limiti che ho potuto rilevare nel corso della mia breve esperienza. Essenzialmente considerato lo stato delle cose a dicembre 2009 avevo rilevato che:
Essendo il distretto basato su relazioni di fiducia e finalizzato al raggiungimento di obiettivi comuni buona parte della compagine sociale, non solo non si stava relazionando in modo adeguato con i propri potenziali contatti, ma bensì figurava essere associata solo sulla carta non partecipando mai in nessun modo all’ attività sociale.
Allo stesso tempo nelle varie occasioni di incontro pubblico si riusciva far crescere la conoscenza di DEStati e intercettare nuovi associati che pur manifestando un buon interesse sparivano poi nel breve volgere di tempo “come neve al sole” o meglio forse con l ‘ intenzione di dire: ” si l’ idea mi piace ma andate avanti voi che poi vi seguo”.
A questo punto avevo evidenziato come fosse necessario il salto di qualità con una reale base associativa attiva che riuscisse a darsi dei ruoli, una programmazione, degli obiettivi a breve e media scadenza e soprattutto si prestasse alla creazione della rete di relazioni che sta alla base del distretto che rappresenta un obiettivo molto complesso e un impegno molto serio. A mio modesto avviso pochi dei DEStati hanno compreso quanto stavo affermando e mi spiego meglio:
per realizzare un DES bisogna attivare una rete che deve essere quanto meno sostenuta da pubbliche amministrazioni e/o imprese;
dovete rammentare che il DES siete o lo sarete voi tutti che siete interessati ma ognuno deve dare il proprio contributo altrimenti siete fuori da esso, non ci si può attendere che siano altri a lavorare anche per voi e per il vostro futuro;
per far crescere le iniziative si devono fare comunicazione ed eventi che non si possono realizzare senza mezzi economici ed è qui che si misurano l’ efficienza e l ‘efficacia dell’ associazione;
ritengo che un DES sia difficilmente perseguibile attraverso l’ azione di una singola associazione di volontariato e che comunque non si possa prescindere da una precisa progettazione che riesca a mettere in evidenza precisi vantaggi economici oltre che etici e solidali per i partecipanti all’ iniziativa e vantaggi in termini di consenso e approvazione da parte degli elettori per le pubbliche amministrazioni;
in ultimo ma più importate tra tutto è indispensabile una maggiore capacità e disponibilità all’ascolto che manca ai più e anche qui desidero spiegarmi ancor meglio: nella fase di brain storming è permessa ogni proposta, anche apparentemente la più idiota, ogni idea può essere da spunto alla formazione di progetto, un indirizzo e tutte possiedono pari dignità. Se c’è una reale volontà a collaborare si deve riuscire a lasciare fuori ogni distinguo, ogni pregiudizio, e sapersi disporre ad un benevolo ascolto non certamente facendo puntualizzazioni via mail o per interposta persona ma bensì in un sereno rapporto diretto faccia a faccia.
Rendo pubbliche queste mie considerazioni perchè mettono in evidenza limiti che purtroppo troppo spesso si riscontrano nel movimento associazionistico solidale italiano e ne limitano l’ efficacia intaccandone la credibilità e impedendo, di fatto, il cambiamento che molti di noi auspicano.
3 Commenti »
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Dario & Alberta dice:
Pubblicato il 17 05 2010 alle 12:19 pm
siamo d’accordo con Danilo
sulla DISPONIBILITà E CAPACITà DI ASCOLTO
a patto che non prescinda dall’utilizzo della CAPACITA’ CRITICA
Anche noi crediamo ci siano scatole vuote.
Cordiali saluti
Dario & Alberta
2
Enrico Alletto dice:
Pubblicato il 17 05 2010 alle 5:23 pm
Partendo da quest’ultima frase scritta da Danilo: “Rendo pubbliche queste mie considerazioni perchè mettono in evidenza limiti che purtroppo troppo spesso si riscontrano nel movimento associazionistico solidale italiano e ne limitano l’ efficacia intaccandone la credibilità e impedendo, di fatto, il cambiamento che molti di noi auspicano” devo dire che l’esperienza fatta con Reti Glocali mi ha aiutato molto a farmi un’idea piu’ chiara del movimento associazionistico italiano ed in particolare di quello ligure e genovese !
3
Valerio Viani dice:
Pubblicato il 17 05 2010 alle 10:53 pm
Danilo, apprezzo da sempre la tua esperienza nel no-profit e il tuo modo “chirurgico” di affrontare le questioni e sezionarle razionalmente per quello che sono: rapporti di forza, questioni di massa critica, numeri di “possibile o non possibile”, mentre nella maggior parte dei casi siamo circondati da chi analizza e propone sull’onda e facendo leva sull’emotività.
Apprezzo anche molto come ti scagli contro i “distingo” e le speciosità che contraddistinguono la totalità dei movimenti “alternativi”, E RENDONO VANO OGNI ASSOCIAZIONISMO A LARGO SPETTRO.
C’è amarezza (ma anche realismo) in quello che scrivi.
Il DEStati è nato dall’esigenza (sentita da molti) di dare una svolta alle nostre esistenze, è nato dalle nostra consapevolezza che non si può continuare a crescere in un ambiente finito, è nato dall’acclarata utopia di un sistema sbagliato in partenza, è nato dai mille paradossi che chiunque abbia un minimo di intelligenza riesce a cogliere. Per questi motivi parecchi di noi si sono messi assieme per formare “qualcosa” che ci indirizzi verso il distretto.
I tempi che arrivano (alcuni catastrofisti li avevano previsti anni fa…) fanno pensare al peggio. Se il “peggio” si avverasse non ci sarebbe bisogno di alcun distretto: semplicemente si formerebbe senza alcun problema. Quando un litro di benzina costa più di quanto guadagni in un giorno non puoi permetterti di andare lontano.
Ma prima di arrivare a questo esorterei tutti quelli che sono nella nostra stessa barca e col nostro stesso intendere e “sentire” a non disperdersi in mille rivoli deboli, ma a convergere in un robusto fiume sempre più grande, per essere forti e solidali quando ce ne sarà veramente bisogno.
Sono stato attirato in questa avventura per la sua “eticità”, per la sua legittimità, perchè è giusto fare così, perchè se non facciamo così siamo in errore, andiamo in una direzione sbagliata!
Mi piace, una volta nella vita, fare qualcosa (finalmente) in cui credere! Lo so che fra il dire e il fare… Lo so che poi c’è pieno di scemi, di opportunisti, di strumentalizzatori…
Ma basta! Perdoniamo cristianamente chi sbaglia! Facciamolo ragionare con amore e non smerdandolo!
E’ un antico problema della sinistra quello delle scissioni… A forza di scindersi, rimane una testa un partito!
E’ la TRASVERSALITA’ del distretto la sua più grande forza! Vogliamo un mondo più pulito per i nostri figli? Vogliamo più ordine? vogliamo più casino? Vogliamo più libertà, vogliamo far soffire i ricchi? Vogliamo più gente in galera? Vogliamo l’IVA al 60% sulle auto di lusso? Vogliamo la pensione a 45 anni?
PARLIAMONE!
BASTA col fare un gruppetto di tre persone contro uno di quattro! E ve lo dice uno che non ha bisogno di niulla, soprattutto di sbattersi in un ambiente di disillusi.
A volte un po’ di fanciullesca ingenuità aiuta.