DEStati Imperia

Verso un distretto di economia solidale

SVILUPPO LOCALE – CONFERENZA DEL 12 DICEMBRE A IMPERIA

SEMINARIO CONFCOOP

Pubblico il discorso tenuto per  la presentazione del distretto di economia solidale al seminario organizzato da Confcooperative “Un nuovo modello di sviluppo locale: lavoro cooperazione, responsabilità” sabato 12 dicembre, con il contributo della Camera di Commercio di Imperia.

Progetto “DISTRETTO di ECONOMIA SOLIDALE”  del Ponente Ligure.

Il DES esiste già…..siete Voi presenti, dovete solo decidere di esserlo.

Ma perché un DES ?

Perché ad esso è legato il concetto di Comunità:

È oramai evidente a tutti, anche se i più faticano ancora a comprenderne la portata, che ci troviamo di fronte ad una crisi economico/sociale di vaste proporzioni e gravità.
l ‘ attuale modello economico tutto teso al profitto, fatto di totale liberismo di mercato per cui le persone e l’ ambiente sono solo fattori produttivi, numeri, risorse come ogni altra

sta mostrando tutti i suoi limiti. Siamo convinti che sarà localmente che dovremo iniziare a risolvere questi problemi. È proprio a livello locale che si deve intervenire, riappropriandoci del concetto di comunità. Molti di noi sentono la responsabilità di voler intervenire ma singolarmente è una azione vana. Solo unendoci in comunità che condividano gli intenti, gli obiettivi e non necessariamente le ideologie si potrà provocare un cambiamento.

Questo è l ‘ assunto per cui l’ associazione DEStati si è mobilitata: risvegliare il sopito concetto di comunità dei cittadini, ri-costituire un tessuto sociale che possa determinare un significativo miglioramento della qualità della vita di tutti. Mettere in relazione le Pubbliche Amministrazioni, con i cittadini, le associazioni e le realtà produttive del territorio per  costruire insieme il suo futuro.

Purtroppo a due anni di distanza dalla nascita dell‘ associazione devo constatare che i risultati ottenuti sono decisamente al di sotto delle mie aspettative. Alla spinta impressa al progetto negli ultimi mesi, grazie alla collaborazione con l’ Agente di Sviluppo Locale Danilo  Castagnetti, che ci ha portato al primo tavolo di concertazione per la formazione del Distretto di Economia, lo scorso 30 settembre, non è corrisposta la risposta che mi sarei aspettata. Il fatto è, come ha fatto notare il nostro tecnico, che l‘ attività dell’ associazione dovrebbe essere essenzialmente la creazione di una rete di relazioni che possa permettere un dialogo costruttivo tra tutti i portatori di interesse. Altrove, in Italia, sono attive iniziative analoghe e là dove la situazione sta evolvendo in modo ottimale è perché o le Pubbliche Amministrazioni sono state promotrici dell’ iniziativa oppure hanno risposto subito favorevolmente, comprendendo la bontà delle proposte del soggetto o dell’ insieme dei soggetti promotori. Purtroppo non possiamo dire altrettanto per quanto è avvenuto qui, al di là di qualche sporadica eccezione. Ancora più grave è il fatto che molti degli stessi soggetti promotori del progetto non si sono adoperati per attivare tutta la serie di relazioni, di cui potenzialmente possono disporre e che viene comunemente definito come Capitale Sociale, per diffondere l‘ iniziativa e creare i presupposti della rete appena descritta.

Ora mi chiedo se ha ancora un senso proseguire, l’ unico motivo che mi spinge a continuare è non deludere chi, nel frattempo, ha creduto in noi ed ha manifestato il proprio interesse. È a loro che mi rivolgo: il DES è un progetto ambizioso, quasi utopico e per essere realizzato necessita del vostro impegno, della volontà di farlo crescere a poco a poco grazie al contributo di tutti Voi, della visione, da parte vostra, di un sogno realizzabile.

Il fatto è che il DES non può che basarsi sulla stretta collaborazione tra cittadini, associazioni, imprese e Pubbliche Amministrazioni e senza di loro il progetto ha le gambe corte, anzi non le ha proprio.

La volontà dell’ associazione è di coinvolgere il maggior numero di soggetti possibile, di essere assolutamente trasversale, solo con la partecipazione di tutti si potranno risolvere ed alleviare problemi che “sono di tutti noi”.

Ma perché ritengo che sia così importante :

Agire localmente per cambiare globalmente! Questo è un vecchio slogan utilizzato dalle associazioni ambientaliste attuale come non mai……

Ecco dieci buoni motivi per aderire al DES:

  1. Porre Persone e Ambiente  al centro dell’ agire economico (questo è il nostro primo scopo “centrare”l ‘ operato di tutti in modo responsabile e sostenibile).
  2. Risolvere problemi, costruire progetti, raggiungere obiettivi, trarre vantaggi economici impossibili ai singoli (ad esempio partecipare a bandi regionali o dell’ unione europea con progetti ambiziosi di largo respiro).
  3. Rendere la comunità locale più autonoma sotto il profilo energetico ed alimentare (questa è l’unica via percorribile per superare o alleviare crisi ed emergenze).
  4. Facilitare lo scambio di informazioni tra e con le P.A.(spesso le pubbliche amministrazioni lamentano la loro impossibilità in termini di tempo e personale per esplicare questo che oramai è un diritto universalmente riconosciuto, aiutiamole quindi a dialogare con i cittadini…..creiamo noi le occasioni di confronto).
  5. Perché una rappresentanza vasta e qualificata ha più possibilità di essere presa in considerazione (vedi quanto appena detto).
  6. Fare circolare più velocemente le informazioni, progettando il proprio futuro senza doverlo subire (collaborare, comunicare significa innovare, cambiare, precorrere, anticipare le emergenze non doverle subire).
  7. Governare velocemente e efficacemente crisi ed emergenze (quando il dialogo è già aperto e si è già capaci di decidere insieme tutto diviene più semplice e rapido).
  8. Evitare sovrapposizioni di intervento e spreco di risorse (questa è una delle note più dolenti quanti sono i soggetti che insistono sullo stesso territorio facendo le stesse cose senza confrontarsi tra loro e con un enorme dispendio di risorse)?
  9. Realizzare vantaggi economici di scambio per produttori e consumatori (si tratta di unire l‘ offerta di produttori che riscontrano difficoltà a trarre una dignitosa remunerazione per il loro lavoro e consumatori che hanno risorse sempre più limitate attraverso  l ‘ attivazione di filiere corte, per un vantaggio reciproco, una maggiore salubrità dei cibi e dell’ ambiente.

10. Perché gli scambi e le economie di scala  locali possono essere, in tempi         di crisi,  un salvagente (avere reti di scambio già attive, godere di una relativa autonomia in termini alimentari ed energetici, significa trovarsi, in parte, già pronti per affrontare eventuali stati di crisi).

Quando nasce DEStati nel 2008 il suo manifesto recita testualmente:
DES tati Imperia intende promuovere l’insieme delle concrete proposte di commercio equo, finanza etica, agricoltura biologica, consumo critico, turismo responsabile, riuso e riciclo, risparmio energetico, energie rinnovabili, software libero, autoproduzioni culturali. diffuse da associazioni, cooperative, medio e piccole imprese.
Mettiamo al centro i bisogni delle persone e l ‘ ambiente, non intendiamo perseguire il profitto a ogni costo e proponiamo soltanto processi a basso impatto ambientale, che
favoriscano un’equa ripartizione delle ricchezze.
È nel DES che gli estranei si incontrano come singoli essere umani, si osservano, si parlano, negoziano le regole della vita comune, collaborano, creano movimenti non solo “agiscono” ma SONO.
DES stati Im per una significativa esperienza di democrazia partecipata.

A distanza di due anni è ora di fare il quadro della situazione, in questi due anni Destati ha aderito e promosso la campagna imbrocchiamola di “Altra Economia”, per diffondere un consumo critico dell’acqua del rubinetto, organizzando seminari e incontri con la cittadinanza della provincia. Oltre al tavolo di concertazione citato  abbiamo organizzato seminari che hanno avuto per argomento i Distretti stessi (S. Bartolomeo), l’ utilizzo di monete complementari (Taggia) e, a breve ne è previsto un’ altro sulla bio-edilizia ad Imperia.

Tutti questi seminari sono stati finanziati dal Cespim che ringraziamo pubblicamente.

A mio avviso tutto ciò è significativo ma resta comunque troppo poco perché con obiettività devo affermare che il pubblico che ha partecipato a questa iniziative era composto dalle persone già sensibili a questa tematiche, mentre nelle nostre intenzioni c’ era la volontà di allargare e diffondere a nuovi soggetti questa sensibilità.

Ma che cos’è esattamente un DES vediamo di definirlo:

Un DES è costituito da un insieme di realtà molto diversificate, accomunate da principi, obiettivi e metodi condivisi. All’interno della Rete gli individui e i gruppi assumono un ruolo attivo e decisionale per attivare comportamenti relativi ai consumi, ai modelli produttivi e alla finanza, con l’obiettivo di dare risposte concrete e “di relazione” a problemi che riguardano le scelte economiche quotidiane secondo criteri di equità sociale e sostenibilità, atti alla creazione di filiere di produzione – distribuzione – consumo di beni e servizi.

Divengono centrali la risoluzione di problemi e la volontà di trasformazione.

Nelle esperienze di economia solidale assumono grande importanza la partecipazione e l’autogestione, capaci di sviluppare consapevolezza, coscienza critica e senso di responsabilità negli individui e nelle organizzazioni.

Le varie realtà che operano e vivono sul territorio s’incontrano e si rafforzano reciprocamente nella sperimentazione e diffusione di buone-pratiche di sviluppo socio-economico sostenibile.

I distretti mirano alla valorizzazione delle risorse e dei piccoli produttori locali, delle caratteristiche peculiari del territorio (saperi tradizionali, valori ambientali, sociali e relazionali), viste come patrimonio di ricchezze da accrescere e valorizzare e non solo come risorse da sfruttare a fini di profitto.

Noi vediamo il DES COME  un LABORATORIO DI  PROGRAMMAZIONE PARTECIPATA

Attraverso la nostra esperienza e i precedenti incontri abbiamo compreso che il DES è un concetto astratto che potrà divenire concreto se in un determinato arco temporale (tre/cinque anni) sul territorio si sarà realizzato un marcato cambiamento attraverso la creazione di un “sistema” produttore di concreti risultati positivi di natura economica, sociale e ambientale.

Solo allora si potrà parlare di DES.

Ringrazio per l ‘ attenzione.

2 Commenti »

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2 Risposte a “SVILUPPO LOCALE – CONFERENZA DEL 12 DICEMBRE A IMPERIA”

  1. 1

    Reti Glocali – Glocal Network Liguria dice:

    [...] Mary Albanese, ha presentato il progetto “DISTRETTO di ECONOMIA SOLIDALE” del Ponente Ligure di cui e’ presidente che presenta molti punti di complementarita’ con Reti Glocali. Il suo resoconto e’ SVILUPPO LOCALE – CONFERENZA DEL 12 DICEMBRE A IMPERIA [...]

  2. 2

    giulio dice:

    ottimo

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