DEStati Imperia

Verso un distretto di economia solidale

Piccola Liguria ma quando cresci ?

Un consorzio di secondo livello per essere protagonisti delle strategie promozionali del territorio.

Riporto questo comunicato stampa  di Igor Varnero (Secolo XIX, La Stampa, Sanremonews) hanno dato ampio rilievo a questa notizia.

La Riviera dei Fiori dal satelliteLa Riviera dei Fiori dal satellite

Il Comunicato stampa ufficiale recita: “Nasce il Consorzio Turistico Riviera dei Fiori gli operatori privati della provincia di Imperia propongono un interlocutore privilegiato alle istituzioni in materia di promo-commercializzazione.

Uno storico accordo fra Confcommercio e Confesercenti ha permesso di battezzare il nuovo Consorzio Turistico Riviera dei Fiori, che è il primo caso di consorzio di secondo livello della nostra provincia. Si definisce di secondo livello poiché i soci sono altri consorzi di imprese della filiera turistica e non singoli operatori.

Il Consorzio ne diventa di fatto il rappresentante ufficiale nei confronti delle istituzioni per tutte le materie che riguardano la promozione e la commercializzazione del prodotto turistico della Riviera dei Fiori. Il principale interlocutore sarà il Sistema Turistico Locale Riviera dei Fiori e a seguire tutti i soggetti pubblici che si occupano della promozione del turismo.

L’obiettivo dell’attività del Consorzio sarà da un lato il coordinamento dell’attività dei consorzi esistenti, promuovendone lo sviluppo, dall’altro far crescere in maniera sensibile la collaborazione fra pubblico e privato nel settore del turismo.

I soci fondatori del Consorzio Turistico Riviera dei Fiori sono il Consorzio Riviera Holidays, il Consorzio Touristcomm Service, il Consorzio Riviera Incoming, che raccoglie un gruppo di agenzie di viaggio ricettive.

Presidente del neonato Consorzio è Igor Varnero, che vanta una lunga militanza in Federalberghi ed è reduce dal ruolo di assessore al turismo del comune di Sanremo, coadiuvato dal presidente del Consorzio Riviera Incoming, Ino Bonello, nella veste di vicepresidente.

Fanno parte del consiglio di amministrazione Claudio Roggero, direttore di Confcommercio, Piero De Negri, direttore di Confesercenti, Gianfranco Roggeri, presidente del Consorzio Riviera Holidays, e Guja Boriani, responsabile del Consorzio Touristcomm.”

commento:

Mi occupo di sviluppo locale turistico ed euro-progettazione e ho svolto una tesi universitaria proprio sui Sistemi Turistici Locali. Attualmente risiedo a Taggia e leggendo l ‘ articolo sul neonato Consorzio mi è sorta spontanea la domanda ma che cos’è questa anomalia? – Mi spiego meglio il Consorzio stesso, aggregando altri e maggiori soggetti avrebbe dovuto costituire e rappresentare il STL (anche secondo la legge reg. sul turismo della Reg. Liguria di cui riporto stralcio qui di seguito) comprendo come l’attuale STL sia stato “forzatamente” creato dalla Provincia, probabilmente per intercettare finanziamenti, ma è qui che risiede l’anomalia perché il STL sarebbe dovuto nascere proprio dal basso, come mi auguro sia nato il consorzio, con la collaborazione tra pubblico e privato. Il STL non dovrebbe essere considerato come un interlocutore istituzionale bensì la mente ed il braccio operativo sul territorio per creare sviluppo (quale intende essere il consorzio).Conservo l’ impressione come già ho avuto modo si affermare nella mia tesi che “la sensazione che resta, al termine della presente analisi, è che allo Stato si siano sostituite le Regioni,e a queste, talvolta, le Province, che le politiche vengano ancora implementate “dall’alto” dalle Pubbliche Amministrazioni che sono al tempo stesso controllori dei STL da loro accreditati ma anche da loro presieduti. Morandi (2006) nella sua analisi della disciplina dei STL riconosce come “è singolare osservare come in alcuni contesti possa accadere che l‘Ente Pubblico, ad un tempo assuma il ruolo di garante in quanto soggetto competente all’accreditamento del STL e, allo stesso tempo, si presenti come diretto interessato in quanto Ente partecipante all’accordo per la costituzione del medesimo ST”, risulta evidente il conflitto di competenze”.
Apparentemente anche in questo caso le anomalie sull’utilizzo dello strumento STL in Liguria è emblematico, come del resto in quasi tutte le Regioni Italiane. I STL vengono riconosciuti ed introdotti in Italia dalla Legge 135 del 2001 nata per essere un primo passo per una radicale rivoluzione del sistema turistico nazionale, data infausta perché ad essa che non dà direttive chiare e propone principalmente indirizzi non è mai seguito il successivo regolamento attuativo previsto a causa dell’ entrata in vigore della Legge di Riforma del titolo V della Costituzione che ha conferito piena facoltà alle Regioni di regolamentare in materia di turismo.

La Regione Liguria con Legge Regionale 4 ottobre 2006, n. 28. Organizzazione turistica regionale a proposito dei STL afferma:
“La Regione esercita le seguenti funzioni in materia di turismo: l’incentivazione e l’innovazione dell’offerta turistica ligure fondata principalmente sui STL”.
I STL vengono costituiti per concertare ed attuare progetti per lo sviluppo di prodotti turistici completi del territorio di competenza. Il STL ha la funzione di integrare ed arricchire l’offerta turistica ligure di prodotti turistici, seguendo le esigenze del mercato e valorizzando le risorse del territorio. Il STL è il soggetto che realizza la collaborazione fra pubblico e privato nella formazione di un prodotto turistico a livello territoriale sulla base di un piano di sviluppo complessivo e di progetti specifici. Vi Possono partecipare le Province, i Comuni, le Comunità Montane, i Parchi regionali e nazionali, le Camere di Commercio, le Pro Loco, i privati singoli o associati, che operano nel settore turistico e che intendono concorrere allo sviluppo turistico del proprio territorio.
I STL devono soddisfare i requisiti definiti negli atti di indirizzo attuativi della programmazione turistica regionale. I requisiti attengono al rispetto di parametri minimi concernenti i seguenti elementi: a) numero, ubicazione e rilevanza dei Comuni partecipanti, con specifico riferimento alla consistenza demografica, all’estensione territoriale, nonché all’aggregazione, nell’ambito di un medesimo STL, tra aree della costa ed aree dell’entroterra anche non contigue; b)consistenza della ricettività alberghiera ed extralberghiera e numero delle presenze turistiche; c) partecipazione dei soggetti privati al cofinanziamento dei progetti contenuti nel Piano di sviluppo turistico. Possono essere ammesse deroghe ai parametri minimi per aree di riconosciuta valenza turistica, previo il parere positivo della competente Commissione consiliare”.
La Legge che sembra regolamentare in maniera completa e esaustiva il tema dei STL mostra i suoi limiti nella successiva Delibera della Giunta Regionale n. 60 /2007 “linee di indirizzo per il riconoscimento e il finanziamento dei Sistemi Turistici Locali”.
In essa vengono stabiliti i parametri quantitativi minimi necessari per il riconoscimento di un STL precisamente in modo molto sintetico:
“1. deve partecipare almeno il 25% dei comuni della provincia interessata dal STL;
2. il numero dei residenti deve essere almeno 30.000;
3. l’ estensione del territorio deve essere di 150.000 kmq;
4. la consistenza della ricettività alberghiera ed extra-alberghiera deve essere almeno di 5.000 posti letto.
5. la media degli ultimi due anni delle presenze turistiche deve essere di almeno 400.000 unità”.
Questi parametri non possono che favorire realtà già esistenti e affermate, ponendo grossi limiti all’affermazione di nuovi progetti innovativi di aree marginali anche se c’è un riferimento all’ eventuale deroga di questi limiti da parte della Commissione Regionale in presenza di una, quanto mai opinabile, valenza turistica del territorio dell’ eventuale soggetto proponente.

Vorrei anche aggiungere questo stralcio dal “Piano Triennale Turismo 2008-2010” Regione Liguria.

“I compiti assegnati ai STL potrebbero farlo apparire un soggetto eventuale ed unicamente “operativo”, concentrato ad attuare progetti di commercializzazione , la stessa L.R. 28/06 specifica però che i STL, costituiti dalla più ampia compagine di soggetti pubblici e privati locali, devono presentare ai fini della conferma del riconoscimento, un Piano di sviluppo turistico di durata triennale che precisi gli obiettivi e le strategie per il territorio di riferimento, nonché i tempi di realizzazione.
Ci sembra quindi evidente, nello spirito della legge, il ruolo assegnato ai STL di riunificatori della “cesura” tra enti pubblici e soggetti privati, che nel turismo ha spesso limitato efficacia e utilità dell’azione di marketing; che dovrà essere uno “snodo” locale di confronto e raccordo tra funzioni pubbliche e funzioni private.
Il Piano triennale conferma quest’ultima impostazione e riconosce potenzialmente ai STL un ruolo importante nell’organizzazione turistica ligure: quella di stimolo, aggregazione, trait d’union pubblico/privato e costa/entroterra.
Nel disegno ideale, i STL:
− divengono il “tavolo” naturale di presentazione, discussione, consenso, di idee, progetti, iniziative relative al settore turistico dell’area da parte degli stakeholder
− come frutto della comune elaborazione e “visione”, delineano la strategia auspicata e condivisa di rafforzamento dei fattori competitivi della filiera turistica nel territorio di riferimento.
Nel triennio 2008-2010 di orizzonte temporale del Piano si presume che nei STL appena costituiti prevalgano funzioni di concertazione. Sono quindi verosimilmente più idonee forme sociali “leggere” e poco costose (es.: contratto di programma, associazione), a meno di particolari situazioni già consolidate.
Le funzioni amministrative in questo caso verrebbero assunte dal soggetto coordinatore/capofila (la Provincia di riferimento, il Comune di Genova, l’eventuale altro soggetto). Le eventuali funzioni operative verrebbero delegate ove possibile ai “soci” del STL (privati o pubblici) ovvero a soggetti esterni”.

Insomma si vuole e si può superare questa “cesura” tra enti pubblici e soggetti privati che ha spesso limitato efficacia e utilità dell’azione di marketing ( vedi sopra)? E poi ancora per quelli che hanno letto il citato programma della Regione (che non ha ancora compreso che dovrebbe snellire di molto questi documenti perché troppo lunghi e pieni di informazioni relativamente utili,anche se ad onore del vero ne esiste una versione sintetica ridotta) soprattutto per il Ponente si possono e vogliono superare le carenze che ivi vengono evidenziate: strutture inadeguate da un punto di vista prezzo/qualità (prezzi troppo cari), scarsa capacità di innovazione, stagionalizzazione troppo concentrata, scarsa cultura dell’accoglienza e preparazione degli operatori, accentuato individualismo, incapacità di dialogo e aggregazione tra operatori (evviva, ben venga il consorzio), scarsa o pressoché nulla valorizzazione di un entroterra di inestimabile ricchezza che potrebbe veramente “fare la differenza” per diversificare l ‘ offerta turistica della costa. Vorrei rammentare come siano proprio le località rurali più integre, rimaste escluse o al margine del turismo di massa, le più attraenti, per i nuovi modelli di turismo di nicchia. Una simile esperienza però, può essere proposta solo se sentita e voluta veramente dalla comunità ospitante. Sono gli abitanti del luogo che devono essere disposti ad investire ed anche a rischiare per il proprio futuro, e non si tratta solo di aspetti economici.

Ovviamente il mio titolo vuole essere provocatorio e la crescita auspicata è di una maggiore responsabilità da parte di tutti i cittadini e soprattutto delle associazioni che dovrebbero/vorebbero rappresentarli ( cittadini ma anche imprese ) per le scelte che riguardano il  futuro del territorio ligure di Ponente ( perchè  è quello che maggiormente conosco), per chi dovrà viverci , per chi vorrà soggiornarvi.
Grazie per l ‘ attenzione di chi, pazientemente, è arrivato fino a qui. danilo castagnetti.

5 Commenti »

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5 Risposte a “Piccola Liguria ma quando cresci ?”

  1. 1

    Reti Glocali – Glocal Network Liguria dice:

    [...] nei confronti della campagna per la riduzione dei rifiuti e l’approfondimento sul Consorzio turistico Riviera dei fiori di [...]

  2. 2

    Valerio Viani dice:

    Ti ho letto tutto. C’è da scoraggiarsi. Se le cose “giuste” da farsi le scrivi tu, le capisce uno come me… le capiscono anche gli altri!
    Forse ancora un po’ più di cattiva congiuntura (leggi fame) farà ragionare la gente?

  3. 3

    Eliana Berisso dice:

    Ciao, vorrei sapere come giudichi la costituzione (ipotetica) di un consorzio misto pubblico privato locale per la promozione turistica (Comune capofila e operatori economici e associazioni di categoria, associazioni culturali e sportive) ulteriore rispetto al STL, alla luce della normativa regionale vigente.
    E’ proponibile? Grazie per quello che vorrai rispondermi

  4. 4

    piero dice:

    turismo la vera grande opportunita’ per la economia della nostra provincia..pero’ bisogna mandare a casa tutti coloro che negli ultimi 15 anni si sono accupati di turismo in provincia di Imperia. vergogna!!! perche’ dopo anni di insuccessi continuano a “ricoprire” incarichi????!
    perche’ dopo anni di pessimi risultati sono ancora in “sella”???
    perche’ non paga mai nessuno??..altro che forum per il turismo…VOTIFICIO!!!!

  5. 5

    danilo castagnetti dice:

    Ciao Eliana, scusa x il ritardo con cui ti rispondo, ma, per una svista, non ho per l ‘ appunto visto il tuo commento e relativa domanda :-) . un ulteriore consorzio lo vedo abbastanza bene, non ci sono pregiudiziali alla sua costituzione, certo è che dovrebbe essere collaborativo con il STL, se entranbe voluti dalle associazioni dei cittadini e dagli operatori. Le aggregazioni possono essere sempre momenti di confronto e crescita. Certo è che se consozio, STL e quant’ altro dovessero essere una serie di scatole cinesi vuote…………………con finalità di intercettare fondi senza la creazione di reali contenuti e senza una seria analisi preventiva e una successiva appropriata programmazione……..lascio a te trarre le conclusioni. cordialmente danilo

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