DEStati Imperia

Verso un distretto di economia solidale

DES = Regione Liguria: IV Rapporto sostenibilità e innovazione

sostenibilita-e-innovazione

Testo tratto dalle premesse del  IV ricognizione sugli Enti in Liguria ” Sostenibilità e innovazione”

Quando si pensa alla pubblica amministrazione troppo spesso si ha un’im -magine di qualcosa di necessario alla collettività ma così legato a modalità
burocratiche, lungaggini procedurali, formalismi senza sostanza,  da non ri-
uscire a svolgere efficacemente il proprio ruolo in un mondo dinamico di comunicazione velocissime e di relazioni complesse e allargate.

E’ l’immagine di qualcosa che spesso si muove e si comporta in modo lento e anacronistico rispetto al presente.

E’ quindi necessario che gli enti pubblici giochino un ruolo più dinamico e dialettico nei confronti del contesto nel quale operano, più aperto alla partecipazione dei cittadini e degli operatori socioeconomici nell’elaborazione delle politiche di sviluppo, capace di creare una maggiore responsabilizzazione dei soggetti.

La Commissione Europea ha pubblicato, ormai nel lontano 2001,  una sua ricetta ne “Il libro bianco sulla Governance”, definendo un nuovo modo di amministrare e governare il territorio basato sulle reti di relazione tra portatori di interesse pubblici e privati, a partire dal principio di sussidiarietà.

L’approccio alla governance per la pubblica amministrazione significa quindi maggior capacità di dialogo, di approccio  alla complessità, di superamento della  settorializzazione interna, di tensione verso l’obiettivo e l’amministrato e meno alla procedura.

Questo approccio spesso sbandierato e non sempre correttamente compreso in tutte le sue implicazioni, costituisce una vera e propria rivoluzione copernicana: dal modello che portava dal centro alla periferia si passa alla sussidiarietà verticale tra enti e orizzontale tra pubblico e privato.

Dal modello dello stato nazionale di origine risorgimentale alla rete europea delle autonomie locali.

Dall’autorizzazione e controllo all’animazione di processi, alla partecipazione, alla concertazione, alla condivisione delle responsabilità e delle scelte.

Dal “command e control” agli strumenti volontari.

Infatti se governance vuol dire attenzione all’oggetto amministrato nella sua interezza,  questo comporta non solo il superamento della settorializzazione verso un’interdisciplinarità di intervento, ma anche un superamento della logica dei confini amministrativi perché quasi mai questi corrispondono al limite del problema o dell’opportunità da cogliere.

Una valle attraversa più comuni quando non regioni o stati; un distretto produttivo si estende ad un territorio, un’area a vocazione turistica deve
raccordarsi con omogeneità con il territorio circostante: ecco perché è necessario un approccio territoriale.
E se governance vuol dire proattività per la
costruzione di modelli e processi socioeconomici, allora l’azione am-
ministrativa non può più essere solo di autorizzazione, controllo o erogazione dei fondi, ma deve tradursi in capacità di guida di processi, in un nuovo sistema di relazioni tra pubblico e privato: l’amministrazione anima e muove il territorio, il funzionario non esegue procedure ma si confronta, tratta, progetta.

Dal Ministero per la Pubblica Amministrazione e l’Innovazione in questi anni si sono susseguiti interventi in tal senso, ma se alcuni risultati si sono visti -  ad esempio legati ad una maggiore penetrazione dei mezzi informatici e telematici – manca ancora il salto qualitativo verso la conquista di un nuovo approccio alla complessità.

Infatti oltre al problema di creare una cultura per un approccio orientato al cittadino, l’applicazione della governance da parte delle amministrazioni trova uno dei principali ostacoli nei modelli procedurali ed organizzativi, (la settorializzazione, il sistema delle deleghe interno alle giunte e lo spezzettamento  delle competenze) spesso generati in modo autoreferenziale e più funzionali alle esigenze interne che alla gestione dell’oggetto da
amministrare.

Ecco perché il modello organizzativo della pubblica amministrazione non è più un elemento marginale alla politica che si vuole attuare, bensì diventa il nocciolo del problema e il cardine dell’applicazione del nuovo ruolo.

Scarica il PDF della regione Liguria

Ho trovato casualmente ( non è la prima volta) questo Rapporto della Regione Liguria in un Comune Imperiese, se recepita la premessa pubblicata dovrebbe esserci una buona partecipazione a questo invito.

COMUNICATO STAMPA.

Insieme per riportare persone e ambiente al centro delle politiche pubbliche.

DEStati associazione verso il Distretto di Economia Solidale della provincia di Imperia ha invitato i Cittadini, l’Amministrazione Provinciale, i 67 Comuni della Provincia, tutte le Associazioni di categoria, di volontariato, le Organizzazioni Sindacali a presenziare al Primo Tavolo di concertazione democratica per la nascita del Distretto di Economia Solidale in provincia di Imperia che si terrà ad Arma Taggia – Villa Boselli – Via P.Boselli 1 – mercoledì 30 settembre alle ore 10,00.

Legge regionale Toscana sulla Partecipazione

1 Commento »

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Una Risposta a “DES = Regione Liguria: IV Rapporto sostenibilità e innovazione”

  1. 1

    Augusto Anselmo dice:

    Un esempio di quanto costi non consultare la popolazione:
    Como: «Il muro sul lago verrà abbattuto»

    http://milano.corriere.it/milano/notizie/cronaca/09_settembre_28/muro-como-sindabo-bruni-1601817824989.shtml

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