DEStati Imperia

Verso un distretto di economia solidale

Questo l’ intervento di DEStati al Festival di Balla coi Cinghiali.

Sabato scorso, 21 agosto, Mary Albanese è intervenuta brillantemente presso l’ area Collettivamente del Festival di BCC a Bardineto. Questa è una sintesi dei contenuti del suo intervento:

“Ma perché un DES” ?  Perché ad esso è legato il concetto di Comunità: L ‘ attuale crisi economica  è strettamente legata a quella climatica così pure alla povertà e alla disoccupazione, ragionare in termini di compartimenti stagni ci sta portando sull’ orlo del collasso, essa sta provocando una massa di persone inutili ai fini produttivi. Ma come è possibile crescere indefinitamente rispetto a risorse finite ?  Come sarà possibile risolvere le tensioni sociali provocate da una massa crescente di esclusi ?  Come è possibile rimediare ai danni provocati all’ ecosistema del pianeta se siamo incapaci di invertire la rotta ?  Una soluzione esiste ed è locale e  potenzialmente, per contagio, potrebbe tutelare l’ ambiente e ridare speranza alle persone creando lavoro, attraverso lo sviluppo di una autonomia energetica ed alimentare locale sostenibili. Continua..

Felicità e tristezza.


A Lecchiore (Dolcedo IM ) verrà organizzato “ Ritorno alla Terra”, il Gas costituito intorno al negozio equo-solidale gestito dall’ associazione Garabombo a Imperia sta muovendo i primi passi e mi auguro che non possa che crescere sino a gemmare nuove iniziative, è nato anche un Gas per il fotovoltaico. Mi rallegro e sono felice che nascano iniziative del genere sul territorio, al contrario mi rattrista tantissimo che tutto questo continui ad avvenire in maniera  personale, occasionale  e sporadica e talvolta attivate proprio da persone che, seppure per breve tempo, hanno contribuito ai lavori verso il DES della provincia di Imperia. Continua..

Carta Etica dei DEStati

Premessa: DEStati è un’associazione di volontariato senza fini di lucro apolitica e apartitica (vedi statuto) che è nata, vuole essere e restare assolutamente trasversale perché le ideologie sono di parte e separano, ma i problemi sono di tutti, ed è proprio intorno alle soluzioni possibili di questi che  l ‘ Associazione intende aggregare quanti più soggetti possibili.

Decalogo degli intenti dell’ Associazione verso il  Distretto di Economia Solidale del Ponente Ligure.
1. Realizzare vantaggi di natura materiale e immateriale per  un “buon vivere” comune  basato su etica, comunità, sostenibilità, solidarietà e partecipazione.
2. Porre la tutela di Persone e Ambiente  al centro dell’ agire sociale ed economico degli associati.
3. Essere da stimolo per il territorio verso un cambiamento sostenibile del paradigma attuale di produzione, consumo e lavoro.
4. Risolvere problemi, costruire progetti, raggiungere obiettivi impossibili ai singoli in modo democratico e partecipato.
5. Rendere la comunità più autonoma sotto il profilo energetico ed alimentare.
6. Facilitare lo scambio di informazioni e collaborazione tra le P.A. e tra le stesse ed i cittadini.
7. Aggregare una rappresentanza vasta e qualificata che sia in grado di esercitare un peso nelle scelte delle politiche pubbliche.
8. Fare circolare più velocemente  informazioni e  buone prassi.
9. Governare velocemente e efficacemente crisi ed emergenze.
10. Evitare sovrapposizioni di intervento e spreco di risorse a livello locale.

Crisi, Manovra, Distretto.

È sconfortante constatare come persista una visione del tutto miope sulla crisi attuale e sulle sue possibili soluzioni. Ancora ieri ho visto il nostro Presidente del Consiglio confrontarsi con Confindustria sulla manovra che dovrebbe risolvere in parte i nostri problemi, ma che di fatto è solo lo specchietto per le allodole per i mercati azionari del mondo e per spostare in avanti la soluzione di problemi che stanno divenendo improrogabili. Non si può dire che a livello di Unione Europea o delle maggiori economie mondiali la situazione sia tanto diversa. Continuano tutti a parlare di rilancio dell’ economia, di crescita, di produttività, di competitività, di sacrifici nessuno che parli di equilibrio, di decrescita necessaria, di ridare dignità al lavoro, alle persone, all’ ambiente. Continua..

Messaggio per i DEStati o i dormienti ?

Da circa un anno sto collaborando alla costituzione del DES in provincia di Imperia soprattutto in considerazione del fatto che essendo sociologo dell’ organizzazione (in particolar modo solidale) mastico abbastanza questi temi. In questi mesi, complice il fatto di essere attualmente inoccupato, ho avuto modo di impegnarmi molto in questo senso e credo di essere riuscito a dimostrare che sarebbe possibile realizzare, almeno in parte, le finalità dei Destati. Al termine dello scorso anno ho avuto modo di confrontarmi con il direttivo esprimendo tutta una serie di perplessità e di limiti che ho potuto rilevare nel corso della mia breve esperienza. Essenzialmente considerato lo stato delle cose a dicembre 2009 avevo rilevato che:
Essendo il distretto basato su relazioni di fiducia e finalizzato al raggiungimento di obiettivi comuni buona parte della compagine sociale, non solo non si stava relazionando in modo adeguato con i propri potenziali contatti, ma bensì figurava essere associata solo sulla carta non partecipando mai in nessun modo all’ attività sociale.
Allo stesso tempo nelle varie occasioni di incontro pubblico si riusciva far crescere la conoscenza di DEStati e intercettare nuovi associati che pur manifestando un buon interesse sparivano poi nel breve volgere di tempo “come neve al sole” o meglio forse con l ‘ intenzione di dire: ” si l’ idea mi piace ma andate avanti voi che poi vi seguo”.
A questo punto avevo evidenziato come fosse necessario il salto di qualità con una reale base associativa attiva che riuscisse a darsi dei ruoli, una programmazione, degli obiettivi a breve e media scadenza e soprattutto si prestasse alla creazione della rete di relazioni che sta alla base del distretto che rappresenta un obiettivo molto complesso e un impegno molto serio. A mio modesto avviso pochi dei DEStati hanno compreso quanto stavo affermando e mi spiego meglio:
per realizzare un DES bisogna attivare una rete che deve essere quanto meno sostenuta da pubbliche amministrazioni e/o imprese;
dovete rammentare che il DES siete o lo sarete voi tutti che siete interessati ma ognuno deve dare il proprio contributo altrimenti siete fuori da esso, non ci si può attendere che siano altri a lavorare anche per voi e per il vostro futuro;
per far crescere le iniziative si devono fare comunicazione ed eventi che non si possono realizzare senza mezzi economici ed è qui che si misurano l’ efficienza e l ‘efficacia dell’ associazione;
ritengo che un DES sia difficilmente perseguibile attraverso l’ azione di una singola associazione di volontariato e che comunque non si possa prescindere da una precisa progettazione che riesca a mettere in evidenza precisi vantaggi economici oltre che etici e solidali per i partecipanti all’ iniziativa e vantaggi in termini di consenso e approvazione da parte degli elettori per le pubbliche amministrazioni;
in ultimo ma più importate tra tutto è indispensabile una maggiore capacità e disponibilità all’ascolto che manca ai più e anche qui desidero spiegarmi ancor meglio: nella fase di brain storming è permessa ogni proposta, anche apparentemente la più idiota, ogni idea può essere da spunto alla formazione di progetto, un indirizzo e tutte possiedono pari dignità. Se c’è una reale volontà a collaborare si deve riuscire a lasciare fuori ogni distinguo, ogni pregiudizio, e sapersi disporre ad un benevolo ascolto non certamente facendo puntualizzazioni via mail o per interposta persona ma bensì in un sereno rapporto diretto faccia a faccia.

Rendo pubbliche queste mie considerazioni  perchè mettono in evidenza limiti che purtroppo troppo spesso si riscontrano nel movimento associazionistico solidale  italiano e ne limitano l’ efficacia intaccandone la credibilità e impedendo, di fatto, il cambiamento che molti di noi auspicano.

Tavolo delle regole II

Giovedì 13, alla sera, ci siamo ritrovati al “tavolo delle regole”. C’erano anche la Presidente e Antonella.

Simone Gaggino ha ripreso le fila della discussione di 15 giorni prima, riassumendo e sviluppando gli argomenti.

Ha anche scritto il testo del regolamento sul computer e presto lo metterà in rete, così tutti potranno leggerlo.

Abbiamo anche divagato sul “distretto”, ma sempre Simone ci riportava con maestria a parlare delle regole della filiera corta.

Tra le altre cose, abbiamo discusso parecchio sulla cessione in uso dei terreni incolti e sull’opportunità di dover dare (o meno) al proprietario parte del prodotto. Alcuni pensano che sia sufficientemente gratificante per un proprietario avere la campagna pulita e ben tenuta. Un’altra corrente di pensiero invece ritiene che occorre “retribuire” in qualche modo lo sfruttamento della terra. Opinione diffusa, comunque, è che senza “dare” qualcosa troveremo ben pochi terreni da coltivare! Chi scrive, comunque, ne ha uno incolto che lascerebbe volentieri in uso gratuito.

Nelle due ore piacevoli trascorse a discutere è emerso il problema della scarsità di “cassette” che si riusciranno a produrre, nell’immediato. Simone ha parlato di erbe selvatiche: ha visto i francesi raccogliere letteralmente “macchinate” di erbe (ovviamente per rivendersele). Da lì è emera una breve riflessione che credo valga la pena di sviluppare.

Bieta, tarassaco, radicchiella, crescione, nepitella, borragine, finocchio e molte altre sono erbe che potrebbero arricchire molto le cassette di verdure e prodotti orticoli nostrani.  Una o più persone disoccupate potrebbero trovare un impiego alternativo al call center o a mendicare nelle vie del centro.  Non è una elucubrazione sterile: un personaggio “storico” come Libereso Guglielmi potrebbe tenere un corso gratuito (lo farebbe molto volentieri) su come cercare, riconoscere e raccogliere le erbe commestibili ( e su come cucinarle). Si darebbe parecchia pubblicità all’evento al quale potrebbero partecipare i membri dei gas,  i produttori e i “raccoglitori”.  Faremmo delle uscite sul campo domenicali per impratichirci e poi un plannig sulla raccolta e distribuzione assieme ai produttori.  Senza contare che si potrebbero raccogliere anche profumi, aromi, erbe officinali ecc.  Solo 200 anni fa tutti conoscevano e raccoglievano erbe di ogni tipo, ne conoscevano il sapore e le proprietà e se ne nutrivano. Ritengo che tornerà di moda!

TAVOLA DELLE REGOLE (inizio)

Giovedì 29 alle 21 ci siamo ritrovati in pochi nella solita sede delle nostre riunioni, per costituire il “tavolo delle regole” del futuro Distretto.
E’ stata una serata interessante, perché abbiamo avuto modo di parlare moltissimo, essendo pochi, e di esprimere tutti i dubbi e le perplessità liberamente.
D’altronde è stato un peccato che non abbiano partecipato molte persone, perché ho trovato questa riunione molto più interessante di una trasmissione di Anno Zero!

La nostra Presidente non era libera, questa sera, e neppure il buon Danilo Castagnetti, così (una volta tanto) siamo andati tranquillamente “dove ci portava il cuore”!
Le premesse erano quelle di ipotizzare la forma giuridica del Distretto (la costituzione di un’associazione o di una cooperativa…), invece spontaneamente abbiamo parlato dei problemi dei produttori agricoli, delle difficoltà distributive dei GAS, dell’importanza dell’agricoltura BIO…
Un nuovo entrato è stato Marijan Lazic di Sole-liguria.com il quale ha dato grande entusiasmo alla serata (aveva una gran voglia di comunicare quello che teneva dentro ed era entusiasta delle istanze del DEStati!
Il buon Simone Gaggino ha tentato di inquadrare lo scopo della serata e spesso ha magistralmente ricondotto il discorso sui giusti binari…
Siamo partiti dalla FILIERA CORTA, utilizzandola come “metodo” ideale.

Un grande entusiasmo per la disponibilità della Bottega di ospitare la distribuzione delle cassette.

IDEE SCATURITE:
Proposta di usare dei BAR opportunamente dislocati logisticamente come punti di prenotazione e distribuzione delle cassette nei giorni prestabiliti (sul marciapiede antistante).
Nella FILIERA non devono esserci lucri (ma solo rimborsi) o aumenti del prezzo “base”.
Si accettano anche servizi intermediari retribuiti, ma i prezzi devono essere trasparenti al massimo.
Esiste anche la possibilità di comprare le attrezzature per i produttori (da riscattarsi poi coi prodotti). Tipo: in 30 ti compriamo un trattorino così tu puoi coltivare più terra…
Un esempio viene dai clienti che hanno comprato la distributrice di latte intero per poter avere il prodotto in zona!
Infine si sente moltissimo l’esigenza di essere sicuri di come vengono coltivati i prodotti (biologico?).
Poi si è divagatu sui semi delle specie antiche e sulla problematica dell’olio d’oliva.
Passando agli artigiani locali, Gary propone di istituire una commissione “arbitra” per eventuali controversie coi clienti, che possa addirittura estromettere dal Distretto un componente che non si attiene alle regole.
Simone ha stampato per Gary il nostro statuto e la carta dei principi, invitandolo a studiarli e ad apporre eventuali modifiche.
In onore del nuovo membro dell’estremo ponente, la serata è finita citando l’eco-villaggio di Torri Superiore.

I DESTATI proseguono i lavori progettando il DES

I Destati di Imperia si sono incontrati il 13 aprile al tavolo “filiera corta” si sono uniti nuovi amici produttori e consumatori.

Progettando i prossimi appuntamenti, che prevedono, tra maggio e giugno, Tavoli operativi per la definizione di gruppi di produttori della provincia di imperia e gruppi di consumatori critici organizzati,  primi passi sono stati mossi  verso una una timida ma importante filiera corta.

Si sta realizzando grazie a diversi amici e soci dell’associazione nonchè produttori locali l’iniziativa che  prevede, presso la Bottega Il Garabombo di via Cascione a Imperia, in alcuni giorni della settimana, la vendita di ortaggi freschi a paniere  distribuiti dai produttori stessi.

Prossimo appuntamento il 29 aprile per il Tavolo delle REGOLE stesso luogo stessa ora!

L’associazione Il Garabombo pensa alle energie rinnovabili e propone prossimi incontri ai quali saremo presenti per collaborare e contribuire all’iniziativa.

Namaste,  Mary Albanese

Presidente Ass. Destati ringrazia tutti i soci per l’impegno!

DOMANI IL COMUNE DI SANREMO PRIVATIZZA L’ACQUA

ECCO L’APPELLO DEL COORDINAMENTO IMPERIESE PER L’ACQUA PUBBLICA!!
CI VEDIAMO IN CONSIGLIO COMUNALE DOMANI ALLE 21.00
Ciao a tutti,

scusateci se per la prima volta ci permettiamo di inviare a tutti gli amici e conoscenti una mail comune, ma la situazione che si è venuta a creare riguardo la futura gestione dell’acqua nella nostra città è veramente preoccupante.

Vi chiediamo di partecipare giovedì 15 aprile alle ore 21.00 al Consiglio Comunale di Sanremo, durante il quale si discuterà (e senza troppa difficoltà, si approverà) la privatizzazione della AMAIE.

L’amministrazione comunale, con un’accelerazione senza precedenti, ha infatti deciso di seguire la Legge Ronchi, consegnando il 40-49% del capitale societario in mano ad un socio privato che, attraverso l’amministratore delegato di sua nomina, di fatto controllerà la AMAIE.
E’ noto a tutti che ovunque in Italia si sia scelta questa strada, le uniche conseguenze per il cittadino sono state l’ aumento esponenziale delle tariffe, il peggioramento del servizio idrico, la diminuzione degli investimenti.
Sono altresì note a tutti le lotte sorte ovunque in Italia per la ripubblicizzazione del servizio idrico.

E qui a Sanremo,
dove non ci sarebbe nessuna urgenza ad operare la cessione di capitale societario perchè la nostra forma di gestione è legale fino al termine del 2011,
dove oltre 1200 cittadini hanno firmato una petizione pubblica per dichiarare che “l’acqua è un bene comune e il servizio idrico un servizio di interesse generale e privo di rilevanza economica”, invece Privatizziamo!!!!!!

Pensate che dopo quattro mesi di anticamera, siamo stati ricevuti dal Sindaco per presentare le nostre 1200 firme, il 12 aprile, ovvero lo stesso giorno in cui due ore dopo la Prima Commissione Consiliare esaminava (e approvava) la delibera di giunta!!! No comment.
E tre giorni prima l’approvazione del Consiglio comunale!!! Altro no comment.

Vi aspettiamo perchè almeno vedano nella faccia dei loro cittadini, lo sdegno non solo per il provvidimento in corso d’approvazione, ma anche per il modo in cui sono stati trattati.

Per Sanremo sostenibile
Francesca Antonelli
Giuseppe Longo

COMUNE DI TAGGIA: delibera della giunta comunale

http://www.siscom.sm/siti/tgg013/Data/Delibere/gc-2010-00041.htm

Qui il testo della delibera di adesione al DES del comune di Taggia.