
Fate come volete: bannatemi dai vs. indirizzi, giudicatemi male… ma quando leggo qualcosa di illuminante non posso fare a meno di VOLER rendere edotti anche gli altri, o per lo meno quelli che “ronzano” attorno a questo frutto maturo!
Copio quindi di seguito una breve illustrazione di Paoletti sulla piramide capovolta di Kondratieff nel cosiddetto “inverno del capitalismo”.
Lo so bene che chiunque può documentarsi… ma la rete è così vasta e zeppa di suadenti attrattive che spesso alcune cose basilari sfuggono…
Questa è la rappresentazione grafica dell’inverno di Kondratieff.
l’economista russo che si rese conto per primo che il capitalismo seguiva cicli di circa 60/70 anni e si rigenerava come la fenice, dalle sue ceneri.
Questa continuazione perpetua del capitalismo non andò a genio a Stalin che lo confinò in un gulag dove morì giovanissimo.
Secondo Kondratieff il ciclo capitalista seguiva 4 stagioni. Nell’inverno c’era la sua apparente morte dal quale poi, dopo una distruzione profonda di ciò che era stato creato in precedenza, rinasceva per un altro ciclo. Le 4 fasi del ciclo coincidono perfettamente con la dinamica del debito infinito che in Centrofondi abbiamo studiato e analizzato nei minimi dettagli.
L’ultima fase è quella in cui tutta la liquidità viene attratta dai creditori che si impadroniscono con semplicità di tutte le attività produttive di una comunità riducendo in schiavitù tutti coloro che vivono nel meccanismo.
In questa ultima fase, l’inverno, la carta perde
progressivamente valore a causa del processo inflattivo che travasa nelle mani dei creditori, quella poca ricchezza che è ancora rimasta nelle comunità. Dopo la necessaria distruzione che segue, di solito dopo una guerra, si riparte per un nuovo giro di giostra, sempre uguale.
La piramide fa vedere come tutto si regga, o si reggeva in passato, su di una piccolissima quantità di oro e i colori indicano la pericolosità nel detenere alcune attività in questa ultima fase:
quindi con il verde l’oro che in questo caso protegge perché aumenta di valore in modo proporzionale alla carta che invade i mercati (in questo senso è anticipatore di inflazione). Poi su su fino alle cose che sono
estremamente pericolose in questa fase (colore rosso) perché inevitabilmente perderanno di valore e rischiano di lasciare al detentore il classico pugno di mosche in mano.
Il meccanismo è purtroppo sempre il solito da millenni e si è sempre perpetuato solo grazie alla menzogna e ’inganno. Oggi, grazie alla rete
possiamo diffondere queste conoscenze e divulgarle anche a chi altrimenti non sarebbe mai venuto in possesso di queste notizie e abbiamo forse la nostra più grande opportunità di capovolgere a nostro favore questo difficile e tragico momento, lasciando crollare il vecchio, come da copione,
ma allo stesso tempo costruendo insieme valide alternative costruite su basi totalmente diverse. Per questo più volte ho chiamato quella dell’oro l’ultima grande bolla, perché spero e lavoro insieme a tanta gente stupenda affinché non si debba più ripercorrere strade che portano inevitabilmente alla schiavitù di massa.
Non sarà un cambiamento automatico, ne facile, ma non provarci sarebbe un crimine peggiore nei confronti di tutti noi.
Pierluigi Paoletti