L’economista

category Crisi economica Valerio Viani 14 dicembre 2009

economia

Domenica…

Stamattina ero nell’orto con la radiolina e le cuffiette e sentivo RAI 3 e Mario Deaglio (1943  editorialista de La Stampa) leggeva le prime pagine dei giornali.
Al mattino siamo più ricettivi (soprattutto se non siamo oppressi dall’ansia di quello che dovremo fare nella giornata) e riposati…
Aggiungete che ero già stimolato da quello che avevo letto prima sui soliti siti che consulto appena alzato…

La voglia di lasciare perdere i cavoli e “buttare giù qualcosa” è stata tanta!
La molla si è caricata quando un ascoltatore ha telefonato per chiedergli perché non viene presa in considerazione l’agricoltura come investimento finanziario, e lui ha risposto che il mattone è ritenuto dagli investitori (leggi banche d’affari) più sicuro rispetto alla terra, anche in tempi incerti come questi.
Ma poi è scattata quando un altro ascoltatore lo ha interrogato sull’assurdità di ricercare una insensata crescita in un mondo che ha dei limiti fisici e che ogni anno esaurisce regolarmente a giugno quello che poteva dare ai suoi abitanti in un anno (il resto lo si preleva da fonti non più rinnovabili, mangiandoci il ramo su cui siamo seduti…) , e lui ha risposto che la crescita è indispensabile, che non si tratterà di costruire ancora per molto strade e case e macchine nei paesi emergenti, ma di costruire servizi… Ha aggiunto anche che senza crescita anche la “redistribuzione dei redditi” non avrebbe senso… ( Continua … )

KONDRATIEFF

category Crisi economica Valerio Viani 12 dicembre 2009

KONDRATIEFF

Fate come volete: bannatemi dai vs. indirizzi, giudicatemi male… ma quando leggo qualcosa di illuminante non posso fare a meno di VOLER rendere edotti anche gli altri, o per lo meno quelli che “ronzano” attorno a questo frutto maturo!

Copio quindi di seguito una breve illustrazione di Paoletti sulla piramide capovolta di Kondratieff nel cosiddetto “inverno del capitalismo”.

Lo so bene che chiunque può documentarsi… ma la rete è così vasta e zeppa di suadenti attrattive che spesso alcune cose basilari sfuggono…

Questa è la rappresentazione grafica dell’inverno di Kondratieff.
l’economista russo che si rese conto per primo che il capitalismo seguiva cicli di circa 60/70 anni e si rigenerava come la fenice, dalle sue ceneri.
Questa continuazione perpetua del capitalismo non andò a genio a Stalin che lo confinò in un gulag dove morì giovanissimo.

Secondo Kondratieff il ciclo capitalista seguiva 4 stagioni. Nell’inverno c’era la sua apparente morte dal quale poi, dopo una distruzione profonda di ciò che era stato creato in precedenza, rinasceva per un altro ciclo. Le 4 fasi del ciclo coincidono perfettamente con  la dinamica del debito infinito che in Centrofondi abbiamo studiato e analizzato nei minimi dettagli.
L’ultima fase è quella in cui tutta la liquidità viene attratta dai creditori che si impadroniscono con semplicità di tutte le attività produttive di una comunità riducendo in schiavitù tutti coloro che vivono nel meccanismo.

In questa ultima fase, l’inverno, la carta perde
progressivamente valore a causa del processo inflattivo che travasa nelle mani dei creditori, quella poca ricchezza che è ancora rimasta nelle comunità. Dopo la necessaria distruzione che segue, di solito dopo una guerra, si riparte per un nuovo giro di giostra, sempre uguale.

La piramide fa vedere come tutto si regga, o si reggeva in passato, su di una piccolissima quantità di oro e i colori indicano la pericolosità nel detenere alcune attività in questa ultima fase:

quindi con il verde l’oro che in questo caso protegge perché aumenta di valore in modo proporzionale alla carta che invade i mercati (in questo senso è anticipatore di inflazione). Poi su su fino alle cose che sono
estremamente pericolose in questa fase (colore rosso) perché inevitabilmente perderanno di valore e rischiano di lasciare al detentore il classico pugno di mosche in mano.

Il meccanismo è purtroppo sempre il solito da millenni e si è sempre perpetuato solo grazie alla menzogna e ’inganno. Oggi, grazie alla rete
possiamo diffondere queste conoscenze e divulgarle anche a chi altrimenti non sarebbe mai venuto in possesso di queste notizie e abbiamo forse la nostra più grande opportunità di capovolgere a nostro favore questo difficile e tragico momento, lasciando crollare il vecchio, come da copione,
ma allo stesso tempo costruendo insieme valide alternative costruite su basi totalmente diverse. Per questo più volte ho chiamato quella dell’oro l’ultima grande bolla, perché spero e lavoro insieme a tanta gente stupenda affinché non si debba più ripercorrere strade che portano inevitabilmente alla schiavitù di massa.

Non sarà un cambiamento automatico, ne facile, ma non provarci sarebbe un crimine peggiore nei confronti di tutti noi.

Pierluigi Paoletti

SAPONE, DETERSIVI, SCIOCCHEZZUOLE, PICCOLEZZE.

soap

Volevo riflettere oziosamente assieme a voi su alcuni nostri comportamenti (NOSTRI del Movimento…).
Nei siti di controinformazione che tutti noi leggiamo, troviamo quotidianamente:
denunce contro la Casta, Berlusconi, la Politica, le Banke…
denunce sullo stato di salute del Dollaro, notizie sulla crisi, denunce sulla scarsa informazione dei media…
denunce contro Israele, la Massoneria e i potenti della terra…
piccole ricette su come vivere diversamente…
E’ proprio su questi ultimi post che volevo attirare l’attenzione oggi. Ad esempio http://www.stampalibera.com/?p=3476 .     ( Continua … )

PIU’ RICCHI, PIU’ MALATI

CIBI FIGA
Quando questo articolo è apparso on line, molti mesi fa, ha suscitato un bel vespaio, perchè ha urtato la suscettibilità di qualche addetto al lavoro, medico o quant’altro…   Io l’ho lasciato decantare in una cartella e adesso lo ripropongo, perchè l’ho subito “sentito mio” nei concetti e nella forma!

Francamente, NON POSSO STARMENE IMMOBILE davanti alle assurde incongruenze della nostra vita moderna: mi si contorcono i visceri!

Ve lo ripropongo, sperando che nessun medico sbotti dicendo che una volta la gente moriva di parto e di mal di denti, perchè sono cose risapute: NESSUNO VUOLE TORNARE INDIETRO: vogliamo solo ridicolizzare le stupidaggini! ( Continua … )

COGENERATORI

coge

L’energia elettrica che utilizziamo nelle nostre case viene generalmente prodotta consumando una quantità di energia primaria (metano o altro combustibile) circa tre volte maggiore. Questo perché nelle centrali termoelettriche, insieme all’elettricità, si sviluppa una grande quantità di calore che non può essere utilizzato perché prodotto in luoghi lontani dai centri abitati. Per tale motivo la dispersione energetica per produrre elettricità si attesta sul 65%.
CIOE’:

BRUCIAMO 100 E BUTTIAMO VIA IL 65 % PER UTLIZZARE 35 % !

PARENTESI:

NON STUPITEVI
CON LE NOSTRE AUTOMOBILI, INVECE, BRUCIAMO 100, BUTTIAMO (nell’aria, tramite il radiatore) 75% e utilizziamo (per il movimento) solo il 25% ! Se poi pensiamo che questo misero 25% serve per spostare due tonnellate di ferraccio con noi (70 kg) dentro… abbiamo un quadro completo di quanto l’uomo sia fesso!
( Continua … )

CARCERI

PINOCCHIO

Ai tempi di Pinocchio le guardie ti portavano in prigione e basta: erano impersonali esecutori del “principe”, a volte crudeli, privi di sentimenti, col cuore fatto dello stesso ferro delle sbarre che ti sprangavano alle spalle. Era una favola, ma dipingeva bene il rapporto coi gendarmi: sapevi cosa aspettarti da loro, facevano il loro lavoro e non ci aggiungevano del suo.

Non sto per iniziare (anche se la tentazione ci sarebbe…) una filippica sui secondini che si sentono i giustizieri della notte e si sostituiscono volontariamente e gratuitamente ai vecchi boia… Non provocateli mai, se disgraziatamente doveste capitarci. Ricordate sempre la scena di Callaghan che cattura il killer il quale lo provoca dicendogli non puoi farmi niente!

La giustizia in America (a parte il film citato, in cui è velocissima) segue un iter più spedito che in Italia. Ti beccano per eccesso di velocità: ti scortano SUBITO dal giudice e dopo 10 MINUTI sei CONDANNATO, in PRIGIONE (come nella favola di Pinocchio!). Paghi 50.000 euro e sei fuori! Paese dalle mille opportunità, l’America! ( Continua … )

“CHIESE”

category Stili di vita Valerio Viani 13 novembre 2009

CHIESA

Il controllo dell’uomo sull’uomo non ha origini moderne: risale alle tribù e ai clan del Pleistocene!
Prima dell’avvento dell’industrializzazione, tale controllo nei paesi (e nei quartieri) era fatto dal prete.

In un paese c’erano poche persone importanti: il sindaco, il maestro, il prete, il maresciallo dei carabinieri, il dottore. Tutti sapevano tutto di tutti: era difficile nascondere qualche movimento alla collettività. ( Continua … )

20 ANNI

berlino

Dalla finestra della mia cucina, le cui imposte sono sempre aperte sulla campagna, si domina tutta la valle Impero, nei suoi ultimi 8 chilometri verso il mare. Il passaggio di veicoli su questa arteria, calcolato da me dieci anni fa, a spanne, andava dai diecimila ai ventimila al giorno.

Da circa un paio d’anni, al mattino alle sei, in pigiama, facendomi il caffé, faccio un gioco assurdo: guardo se è finito il mondo.
Col buio d’inverno, o con la poca luce d’estate, si riesce a scorgere anche il faro di un motorino in lontananza, anche a quattro chilometri, così è facile trovare se “c’è vita” o meno.
E devo dire che per adesso ho sempre trovato vita, anche la domenica e anche alle quattro. E ci mancherebbe altro!
Questo gioco mi sta stancando, ma ho voluto raccontarlo, così magari ci prova qualcun altro.

E mi stanno stancando anche tante altre cose. ( Continua … )

ANCHE SAVONA PARTECIPA, NON PERDIAMO LA SPERANZA

category Tempi di crisi Valerio Viani 25 ottobre 2009

nove

Pubblico volentieri un annuncio arrivatomi per posta

Siamo fatti di guerra. E’ sconcertante, ma ciò muove da secoli la storia.  Oggi è ancora così. Non occorre fare fiaccanti sforzi di conoscenza per saperlo. Basta guardarsi intorno: la guerra è quotidiana.

Ma in questo 2009 contro tutto ciò c’è un mondo che si sta organizzando per resistere. La notizia è straordinaria, cambia “la musica”, e le note sono quelle della ribellione. Accade che migliaia e migliaia di cittadini di tutti i continenti abbiano deciso di mettersi in cammino per promuovere un modus di convivenza “rivoluzionario”: disarmo nucleare, riduzione degli armamenti, firma di trattati di non aggressione tra Paesi. E’ la Marcia Mondiale per la Pace e la Nonviolenza che  è partita da Wellington (Australia) il 2 ottobre e toccherà 6 continenti per concludersi il 2 gennaio 2010. Si tratta della prima iniziativa di questo genere nel mondo e le adesioni fanno ben sperare: capi di stato, premi Nobel, organizzazioni internazionali (consultabili su www.marciamondiale.org).

Questo ha reso naturale la condivisione e l’adesione da protagonista di importanti Associazioni di carattere nazionale e locale.  E’ nato anche  a Savona un gruppo di coordinamento per promuovere  ” la Marcia mondiale per la Pace e la Nonviolenza”. Ne fanno parte Associazioni  e singoli rappresentanti di diverse espressioni, sensibilità, culture e storie.

Venerdi 30 ottobre dalle ore 17,00 in   Piazza Mameli   Presidio simbolico per il passaggio della  Marcia Mondiale a Genova 10 novembre e in preparazione  di un primo Incontro pubblico con alcuni  “Testimoni di Pace”   organizzato per il giorno Venerdì 6 novembre ore 20,30 presso la Sala Mostre Palazzo della Provincia.

ADERIRE PER NON PERDERE LA SPERANZA questo è un progetto che si realizza grazie al contributo di tutte le persone che aspirano a costruire la pace ed un mondo nonviolento.

Nicola Isetta

crisi

category Tempi di crisi Valerio Viani 2 ottobre 2009

criceto

Forse era meglio intitolare questo post “Don Chisciotte”.

Vado un po’ a ruota libera, mi perdonerete: non sono mica un professore universitario!

Tutti scrivono quando hanno qualcosa da dire di arrabbiato, indignato, positivo, negativo, che so… La Daddario… Il lodo Alfano… Il petrolio… Lo sconsiderato modo di vivere della società… Il regime… La libertà di stampa… Le battute di Gramellini…

Io non ho voglia di arrabbiarmi con nessuna di queste cose. Sono rientrato da una normale giornata di lavoro, sono “svuotato” di ogni energia, e poichè domani (sabato) avrò una giornata di lavoro peggio di oggi, e domenica lo stesso… Scrivo qualcosa nel mio blog, perchè non sembri una vetrina piena di mosche morte, sempre uguale e trascurata! Domenica avrò da lavorare a Genova, da mia figlia, e quindi colgo l’unico “buco libero” (chi ha da fare, non legga…) per mettere giù qualche considerazione. ( Continua … )