DECRESCITA

decrescita

La decrescita è elogio dell’ozio, della lentezza e della durata; rispetto del passato; consapevolezza che non c’è progresso senza conservazione; indifferenza alle mode e all’effimero; attingere al sapere della tradizione; non identificare il nuovo col meglio, il vecchio col sorpassato, il progresso con una sequenza di cesure, la conservazione con la chiusura mentale; non chiamare consumatori gli acquirenti, perché lo scopo dell’acquistare non è il consumo ma l’uso; distinguere la qualità dalla quantità; desiderare la gioia e non il divertimento; valorizzare la dimensione spirituale e affettiva; collaborare invece di competere; sostituire il fare finalizzato a fare sempre di più con un fare bene finalizzato alla contemplazione. La decrescita è la possibilità di realizzare un nuovo Rinascimento, che liberi le persone dal ruolo di strumenti della crescita economica e ri-collochi l’economia nel suo ruolo di gestione della casa comune a tutte le specie viventi in modo che tutti i suoi inquilini possano viverci al meglio.

Maurizio Pallante

Quando avevo 16 anni frequentavo gruppi di vecchi anarchici nostalgici.

Sarà da lì che ho preso le mie manie per le teorie del complotto… ma a pensare male…

Pensavo che non c’è nulla per cui valga la pena combattere. Facevo il liceo.

Poi ho dovuto mettermi a lavorare ( a 22 anni, finito il militare) e pensavo di organizzarmi con la mia autosufficienza per poi decidere con calma cosa fare della mia vita.

Sono entrato nel “tunnel” e non ne sono ancora uscito!

Praticamente, mi sto ancora organizzando!

Per 28 anni ho fatto il commerciante, sotto svariate forme, ma la sostanza era quella!

Ho sempre dovuto imbottirmi di ottimismo che in realtà non provavo. Ho sempre recitato (piuttosto bene, direi) la mia parte facendo “finta di essere sano”, come cantava Gaber!

Per fare bene una cosa del genere per tanti anni la devi “fare tua”, non solo per i soldi che ti procura, ma per mille altre motivazioni. Per prima direi la sinergia che ti procura il successo commerciale, che ti fa impegnare di più… Chiamatela come volete (campanelli di Pavlov, carota e bastone, autostima, eccetera).

Tuttavia una vocina spesso si insinuava, come da fuori campo, per suggerirmi che era tutta energia sprecata inutilmente, come voler svuotare il mare e altre similitudini…

Sono sempre stato MOLTO consapevole ( e ne sono convinto tutt’ora ) della stupidità planetaria della maggior parte delle azioni che compie l’uomo!

Oggi sono convinto che a qualcuno (leggi banchieri illuminati e padroni del mondo) questa stupidità fa comodo!

Pare che i delfini abbiano un’intelligenza superiore a noi, non possono produrre manufatti perché non hanno il pollice opponibile, e hanno sviluppato la loro civiltà sulla comunicazione e sulla filosofia. Siamo talmente pieni di noi (veline calciatori Marx complotti Israele..) che non ci siamo neppure preoccupati di verificarla una simile teoria! Soltanto perché facciamo i missili intercontinentali non è detto che siamo saggi e infallibili… Anzi!

Non so se è possibile una decrescita incruenta: a nessuno piace guadagnare di meno, perdere oggetti che ha faticato a procurarsi ecc.

Ma di sicuro, se decrescita sarà, DOVREMO ACCETTARLA!

Innanzi tutto è semplicemente FOLLE immaginare una crescita infinita dentro “un barattolo” chiuso come il nostro mondo (per grande che ci appaia, la globalizzazione ce ne ha fatto conoscere fin troppo presto i veri confini e le sue capacità rigenerative).

Per la verità già Maltus 200 anni fa aveva studiato che la progressione dei prodotti agricoli è aritmetica, mentre quella demografica è geometrica e aveva dato l’allarme circa una inevitabile crisi alimentare, in mancanza di severi controlli delle nascite.

Gandhi, meno allarmista e dotato della morigeratezza alimentare dei suoi simili, disse che cibo ce n’è per togliere la fame a tutti, ma non per togliere l’ingordigia di pochi.

Usando quindi come postulato il fatto che siamo in un sistema finito (e non ci piove) e che noi occidentali stiamo consumando in pochi più della metà delle risorse del pianeta, mentre l’altra metà se la spartiscono 4 miliardi di persone, salta subito all’occhio che sarà meglio decrescere alla svelta, anche se non ci piace, anche se abbiamo la macchina nuova, il biglietto aereo pronto per l’ultimo resort esotico e l’aria condizionata a manetta!

Sarà inevitabile, anche se ci opporremo con tutte le nostre forze, arrivare alla decrescita!

Potremmo anche spendere tutti i molti o pochi denari che abbiamo o avremo per opporci al trend, lavorare come pazzi per ostacolare il tracollo della nostra economia: sarebbe come opporsi puerilmente alle immigrazioni di massa.

Qualcuno sta pensando ad una guerra?

E non sarà una decrescita anche quella? Certo non una guerra come quella del golfo… Una bella guerra, dove i nostri giovanotti vanno a farsi sparare addosso, i negozi sono mezzi vuoti e ci sono le tessere annonarie… Speriamo che non capiti mai più, ma senza dubbio qualcuno molto illuminato ci ha già riflettuto a lungo, guardando dall’alto la scacchiera del mondo con le sue piccole pedine.

E così, tra una pandemia, qualche attentato, un po’ di peace keeping, un accordo per il gas e il petrolio, la presentazione delle nuove automobili bi-fuel, un po’ di gossip, un po’ di licenziamenti, la crisi ecc., ci ritroviamo questa nostra stanca civiltà che ricorda un poco le automobili che girano a Cuba, con i fil di ferri che fuoriescono dai battistrada!

Scopo di questo blog dovrebbe essere nelle mie intenzioni quello di suscitare interesse sul tema e far scaturire interventi e dibattiti, o botta e risposta su come organizzarsi per prendere il meglio dal “peggio”!

Avete mai pensato come è stupido arrabbiarsi perché è rotto l’ascensore, perché se fai le scale a piedi arrivi tardi alla palestra dove vai a fare spinning?

Se riflettiamo ATTENTAMENTE su ogni nostro gesto quotidiano ci accorgiamo con stupore che potremmo NON FARE l’80 per cento delle nostre azioni.

Non ci piace l’idea di tornare a fare quello che facevano i nostri nonni? Guardate che nel 1700 facevano dei gingilli di meccanica stupendi, i meccanismi erano impeccabili e non si rompevano mai, e in ogni casa (ricca, d’accordo…) c’erano tutte le comodità che abbiamo adesso.

Se uniamo le tecnologie di oggi, energia pulita (poca è sufficiente), case passive, led, cogenerazione, telelavoro, generazione elettrica individuale in rete intelligente, agricoltura naturale o biologica su piccolissima scala familiare… e ci liberiamo dal matrix in cui ci fanno vivere…

Il paradiso terrestre di buona memoria si riformerebbe in terra!

Rimangono le megalopoli, le periferie, i mutui, i cassonetti incendiati, milioni di persone che devono mangiare e non possono più pagare l’affitto.

Credo che ci si debba mettere da un altro punto di vista: il passaggio non sarà divertente, ma non lo è neppure una vita in fabbrica, auto, metrò, alienati da tutti gli input malefici che quotidianamente ci sorbiamo!

Una volta uscito dal matrix ti spaventi e vorresti tornarci, ma dura poco!

Tanto ormai è inevitabile.