Archivi per ‘Ecoingegneria’

COGENERATORI

coge

L’energia elettrica che utilizziamo nelle nostre case viene generalmente prodotta consumando una quantità di energia primaria (metano o altro combustibile) circa tre volte maggiore. Questo perché nelle centrali termoelettriche, insieme all’elettricità, si sviluppa una grande quantità di calore che non può essere utilizzato perché prodotto in luoghi lontani dai centri abitati. Per tale motivo la dispersione energetica per produrre elettricità si attesta sul 65%.
CIOE’:

BRUCIAMO 100 E BUTTIAMO VIA IL 65 % PER UTLIZZARE 35 % !

PARENTESI:

NON STUPITEVI
CON LE NOSTRE AUTOMOBILI, INVECE, BRUCIAMO 100, BUTTIAMO (nell’aria, tramite il radiatore) 75% e utilizziamo (per il movimento) solo il 25% ! Se poi pensiamo che questo misero 25% serve per spostare due tonnellate di ferraccio con noi (70 kg) dentro… abbiamo un quadro completo di quanto l’uomo sia fesso!
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E questo lo chiamano sviluppo

filiera-energetica

Energia da fonti non rinnovabili

Il rendimento medio di una centrale termoelettrica si aggira sul 40% in particolare il 15% dell’energia viene disperso nell’atmosfera attraverso il camino: il rimanente 45% circa viene dissipato nel condensatore sotto forma di energia termica.

Una centrale nucleare ha un rendimento termodinamico del 30-35% il che significa che per 30Joule di energia elettrica prodotta se ne generano 70joule di calore che per lo smaltimento richiedono grosse quantità di acqua.

Di rendimento energetico non se ne parla mai che strano.

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ISOLAMENTO TERMICO

thermo

Nel ’70, quando seguivo un giovane Piero Angela sulla tv nazionale in bianco e nero, mi ero appassionato fanaticamente dell’argomento casa “solare” e ritenevo le energie alternative “pulite” l’unico rimedio ad un mondo destinato ad esaurirsi.

I fatti mi hanno dato torto! Sono passati quarant’anni, i “porci” hanno fatto quello che hanno voluto, il mondo c’è ancora (magari un po’ più malconcio), io sono vecchio, pochissimi hanno imparato le lezioni del vecchio Angela. ( Continua … )

Energia Orgonica

category Ecoingegneria Valerio Viani 24 giugno 2009

riech

Filmato interessante e se messo insieme alle altre scoperte come quelle di Pierluigi Ighina , ci mostra come, una volta caduto il matrix che regge questa falsa rappresentazione della realtà, sarà possibile ricostruire un mondo con una fonte inesauribile di energia gratuita e pronta per l’uso. ( Continua … )

SERVE UNA CASA?

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Crisi economica?

Perso il lavoro? C’è l’affitto da pagare? Stanno finendo i soldi? Ah! Sono già finiti?

La banca pignora la vostra casa perché non avete pagato le rate del mutuo da più di sei mesi?

Il terremoto vi ha buttato giù la casa di famiglia e ora state in tenda?

Insomma: vi serve una casa alternativa, di emergenza?

Se avete un pezzo di terra ( in Italia spesso il nonno lascia qualche scampolo di terra, magari dimenticato da tutti), guardate qui:

http://www.lvcasedilegno.com/case-di-legno-prefabbricate.html?w=954

e se non avete la terra ecco una bella idea: se si è giovani, sarà una bellissima avventura!

http://ecovillaggio.ning.com/

Certo che se siete di quelli che non vi va bene nulla, perché il bambino ha i suoi amici, la mamma ha bisogno… e allora perché non vi siete fatti raccomandare per un bel posto statale? Io quando ne ho avuto la possibilità l’ho rifiutato! Credo nelle botte di vita e nelle avventure stile cambiamo tutto.

Credo anche nella morte dello spirito e nell’alienazione di una vita conformista e imposta dagli altri.

Ecco perché tanti matrimoni durano solo sei mesi!

Ma torniamo alle case.

Una soluzione studiata da un mio amico (le donne in Italia non amano eccessivamente le case di legno, e neppure gli uomini, mentre in America vanno per la maggiore…) è l’ingegnoso utilizzo di una cosa che ormai si trova ovunque, buttato nei posti dove c’è un po’ di spazio.

Un paio di container.

Se conosci le persone giuste te li fai regalare e qualche amico col camion te li può portare dove ti occorre. Se invece lavorate in un ufficio e non avete conoscenze tra i camionisti eccetera, direi che è meglio non chiedere ufficialmente a qualcuno se vi vende un container di ferro!

Due container (di quelli lunghi) affiancati, con porte di intercomunicazione tra loro nelle fiancate, paratie di separazioni interne, rivestimenti esterni e interni in legno perlinato, coibentati con poliuretano o fiocchi di cellulosa, coperti da un tetto a grandi spioventi diventano un’ottima abitazione, robustissima, impenetrabile e ufficialmente non è una casa, se non volete.

Si appoggiano su un basamento, ma ancora meglio si posizionano sollevati da terra, si fanno gli allacci idraulici ed elettrici… Ricordiamoci che le ditte li usano come uffici nei cantieri.

Non sono un esperto di faccende legali, quindi non so dirvi nulla, ma dal punto di vista pratico vale la pena di farci un pensierino: se non vi fanno pagare né i container, né il trasporto (magari in cambio di qualche lavoro o favore) e avete un pezzo di terra raggiungibile, è da pazzi non farlo, perché la casa è già fatta.

Se non siete capaci voi, potete far fare i rivestimenti da un artigiano, usare il carton-gesso o altro.